sabato, 12 aprile 2008

IRON MAN

Paramount Pictures e Marvel Entertainment presentano la sfrenata avventura firmata Marvel Studios “Iron Man”, la storia di Tony Stark (ROBERT DOWNEY JR.), industriale miliardario e geniale inventore. Come direttore generale delle Industrie Stark, prime fornitrici di armi del governo americano, Tony ha raggiunto lo status di celebrità proteggendo gli interessi americani in tutto il mondo per decenni.

            Lo spensierato stile di vita di Tony cambia completamente quando, in seguito ad un test sulle armi che lui supervisiona, il suo convoglio viene attaccato e lui viene preso in ostaggio da un gruppo di rivoltosi.  Ferito da una letale granata che lo colpisce vicino al cuore già un po’ malandato, Tony riceve l’ordine di costruire una potente arma distruttrice per Raza (FARAN TAHIR), il misterioso leader dei ribelli. Ignorando le richieste dei suoi rapitori, Tony usa il suo intelletto e la sua ingegnosità per costruire un’armatura che lo tiene in vita e che gli permette di scappare dalla prigionia. 

Dopo il suo ritorno in America, Tony deve fare i conti con il suo passato e giura di portare le Industrie Stark in una nuova direzione. Malgrado la resistenza di Obadiah Stane (JEFF BRIDGES), suo braccio destro e top executive, che ha preso il controllo della società durante la sua assenza, Tony passa giorni e notti nel suo laboratorio sviluppando e perfezionando un’armatura di avanzata tecnologia che lo protegge fisicamente e gli da una forza sovrumana.

Con l’aiuto della sua assistente di lunga data Pepper Potts (GWYNETH PALTROW) e del suo fidato aggangio militare Rhodey (TERRENCE HOWARD), Tony scopre un nefasto complotto che ha implicazioni globali. Con addosso la sua nuova potente armatura rossa e oro, Tony giura di proteggere il mondo e di riparare alle sue ingiustizie nei panni del suo nuovo alter-ego, Iron Man.

Paramount Pictures e Marvel Entertainment Presentano una Produzione Marvel Studios in Associazione con Fairview Entertainment un Film di Jon Favreau “Iron Man” con Robert Downey Jr., Terrence Howard, Jeff Bridges, Shaun Toub e Gwyneth Paltrow.  “Iron Man“ è diretto da Jon Favreau da una sceneggiatura di Mark Fergus & Hawk Ostby e Art Marcum & Matt Holloway.  Il film è prodotto da Avi Arad e Kevin Feige.  I produttori esecutivi sono Louis D’Esposito, Peter Billingsley, Jon Favreau, Ari Arad, Stan Lee e David Maisel.  Il direttore della fotografia è Matthew Libatique, ASC.  Lo scenografo è J. Michael Riva.  Il montaggio del film è curato da Dan Lebental, A.C.E.  Il supervisore agli effetti speciali è John Nelson.  Gli effetti speciali e l’animazione sono dell’Industrial Light & Magic.  La musica è di Ramin Djawadi.  Il supervisore alla musica è Dave Jordan. 

PURO INTRATTENIMENTO MARVEL        

Con un archivio di più di 5.000 personaggi, la Marvel Entertainment, Inc. è una delle società d’intrattenimento creatrice di personaggi più importante del mondo. Le operazioni della Marvel si concentrano sulla cessione d’utilizzo dei diritti dei suoi personaggi  per licenze, intrattenimento, editoria e giocattoli.    

Le aree di azione della Marvel Entertainment includono film, DVD/home video, prodotti di consumo, videogiochi, action figure, giocattoli role-playing, televisione e promozioni.  Con alle spalle il successo creativo di più di 60 anni di pubblicazioni di fumetti, la Marvel ha trasformato con ottimi risultati i personaggi delle sue storie  in franchise cinematografici in testa alle classifiche. 

            L’entrata dei ‘Marvel Studios’ a Hollywood è stata spettacolare, con franchise come “Spider-Man”, “X-Men” e “I fantastici quattro” che hanno superato tutti i record aprendo al botteghino, insieme ad altri film del mondo Marvel, per otto volte di seguito al primo posto. Dal 1998, i film della Marvel hanno incassato più di 4,9 miliardi di dollari in tutto il mondo, confermando la Marvel come uno dei brand legati all’industria dell’intrattenimento più importanti di Hollywood.

David Maisel, Presidente dei Marvel Studios, spiega perché la Marvel ha avuto un così grande successo adattando i suoi fumetti per il grande schermo. “I nostri film parlano dell’uomo quanto del supereroe. Scegliamo bravi attori che

attraggono sia i bambini che gli adulti. Facciamo i nostri film in modo che piacciano a tutti.”  

“Negli scorsi sette o otto anni abbiamo avuto grande fortuna nel mettere insieme talenti unici e originali con i nostri spettacolari personaggi, famosi in tutto il mondo” aggiunge il produttore di “Iron Man” e presidente della produzione dei Marvel Studios Kevin Feige.  “Siamo stati molto fortunati perché con il marchio Marvel, siamo stati in grado di attrarre registi di talento e i migliori tecnici, supervisori agli effetti speciali, direttori della fotografia e società di effetti speciali del mondo, e questo ha portato, noi crediamo, alla creazione dei migliori film mega-evento del genere.”

Nel 2007, Maisel ha annunciato la decisione della Marvel di auto-finanziare dieci film, a cominciare da “Iron Man” e “Hulk”, in uscita nel 2008,   per poi continuare con la produzione di titoli come “Captain America,” “Thor” e “Ant Man.“

Iron Man, uno dei fumetti originali della Marvel, ha compiuto un lungo e prospero viaggio, iniziato con la prima apparizione del personaggio nel fumetto Marvel Tales of Suspense nell’aprile 1963.  Creato da Stan Lee, Larry Lieber, Don Heck e Jack Kirby, l’alter-ego di Iron Man, Tony Stark, è stato ispirato in parte alla personalità dell’ icona americana Howard Hughes.

"Howard Hughes era uno degli uomini più pittoreschi dei nostri tempi” dice il produttore esecutivo Stan Lee.  “Era un inventore, un avventuriero, un multi-miliardario, un uomo amato dalle donne e, infine, un pazzo.”

Lee continua: “Quello che mi ha spinto a creare un personaggio come Iron Man è stato il desiderio di fare qualcosa di diverso dal solito supereroe. Nel 1963, Iron Man era tutto quello che ai giovani lettori del tempo non interessava: era un industriale e creava macchine da guerra.  Allora ho pensato, farò in modo che questi ragazzi lo amino rendendo Tony Stark un uomo ricco, affascinante, bello e interessante.  Gli ho anche dato un cuore debole così avrebbe avuto un elemento che lo rendeva imperfetto e che avrebbe dato ai lettori qualcosa di cui preoccuparsi. La risposta al personaggio è stata sorprendente e, di tutti i personaggi della Marvel, Iron Man è quello che ha ricevuto più posta da fan di lettrici di sesso femminile di qualsiasi altro. Persone di ogni età si sono identificate con il lato umano del personaggio.”  

Personaggio unico e largamente popolare dell’universo Marvel, Iron Man è l’unico supereroe che si è ‘fatto da solo’, la cui forza sovrumana e le cui capacità vengono dall’armatura creata dalla mente geniale di Tony Stark. 

            “Nel mondo dei fumetti, Iron Man sta fieramente accanto a Spider-Man, X-Men e ai Fantastici Quattro” dice il produttore Kevin Feige.  “E’ stato così per decenni e Iron Man piaceva ai lettori perché non è un mutante, non si trasforma a livello biologico e non è stato morso da nessun tipo di insetto genetico. Lui è

semplicemente un uomo che ha usato il suo genio per costruire un’armatura, che è essenzialmente il più grande prodotto di ingegno umano che sia mai stato inventato.”

            E’ stato il carattere decisamente imperfetto del supereroe e il suo ostentato stile di vita da playboy che ha reso il fumetto Iron Man il successivo franchise della Marvel e il primo film del neo-nato marchio della società Marvel Studios.

“Iron Man è un personaggio interessante per noi” aggiunge il produttore Avi Arad.  “Abbiamo reso i superpoteri molto bene con ’Spider-Man’ e ’X-Men’, ma quello che rende Iron Man così adattabile per il franchise cinematografico è che è una storia che si occupa di questioni sociali e del mondo in cui viviamo oggi. Parla di redenzione e di un uomo che ha in sé un eroe, ma per tirarlo fuori  ci vogliono una serie di circostanze terribili.”  

La Marvel ha una storia straordinaria di successi nel dare vita ai personaggi dei suoi fumetti e Iron Man è stato il logico passo successivo” dice il produttore esecutivo Peter Billingsley.  “E’ la prima volta che la Marvel finanzia interamente un film e ha investito molto tempo e dedicato molta attenzione allo sviluppo di questo potenziale franchise. Il fumetto è stato in giro per molto tempo. Ha una storia ricca con 40 anni di trame e intrecci da esplorare.”   

FAVREAU AL TIMONE

La Marvel ha dovuto affrontare la sfida di trovare un regista che non solo fosse in grado di occuparsi degli aspetti tecnici di dirigere un film d’azione su larga scala ma che, cosa ancora più importante, sapesse infondere alla storia quei tratti di umanità predominanti nei personaggi del fumetto. Per la squadra creativa della Marvel, la lista dei potenziali registi iniziava e finiva con Jon Favreau, che aveva già diretto i film “Made”, la commedia blockbuster “Elf” e l’avventura fantascientifica, acclamata dalla critica, “Zathura - Un’avventura spaziale.”

“Abbiamo conosciuto Jon quando interpretava Foggy in ‘Daredevil’” ricorda Avi Arad.  “Mi sono piaciuti tutti i film che ha diretto, ma quello che mi ha colpito di più è stato ’Zathura - Un’avventura spaziale.’ Moltissimi figli di amici hanno visto questo film cinque o sei volte e continuavano a raccontarmi quanto fosse loro piaciuto. Jon è bravissimo, a raccontare le storie, è un intelligente cineasta e ama e apprezza profondamente la Marvel e il personaggio di Iron Man.”

“Inoltre” continua Arad, “per fare questo film al meglio avevamo bisogno di un regista sintonizzato con gli avvenimenti del mondo oggi, sia sociali che politici. Jon possedeva tutte queste caratteristiche.”

Per il produttore Kevin Feige, Favreau era perfettamente in linea con la scuderia di abili narratori di storie che hanno fatto spiccare il salto ai film blockbuster del marchio Marvel. “Jon è proprio il tipo di regista che ci piace ingaggiare per i nostri film. Ha fatto grandi film nel passato, ma questo è sicuramente il più grande.  Quando hai un regista che ha le idee e la passione che ha Jon e che può portare la sua sensibilità unica verso i personaggi in questo grande spettacolo, sai che finirai per avere un film Marvel che è superiore a tutti gli altri.”   

Favreau non poteva assolutamente lasciarsi sfuggire l’opportunità di creare un nuovo supereroe per lo schermo. “Sono cresciuto leggendo i fumetti Marvel” dice il regista. “Dirigere ‘Iron Man’ è una grande e stimolante sfida perché lui è il più grande personaggio del pantheon originale dell’universo Marvel sul quale non è mai stato fatto un film. Vengo dal mondo del cinema indipendente, e quello che mi piace pensare di portare con me è la capacità di raccontare una storia in un modo semplice e autentico che tira fuori l’umorismo dalle situazioni e l’umanità dai personaggi. Uno dei più grandi pregi dei fumetti Marvel è che gli eroi sono molto umani e imperfetti. La Marvel ha cominciato quando l’iconografia del supereroe era caricata, forzata. I supereroi erano di solito perfetti paradigmi di integrità. La Marvel ha cambiato il panorama creando dei supereroi con i loro difetti e un’umanità riconoscibile, divertente e interessante da esplorare.”  

Per il produttore esecutivo Billingsley, amico e collaboratore di Favreau di lunga data e che ha lavorato come co-produttore in “Made” e “Zathura - Un’avventura spaziale”, adattare “Iron Man” per il grande schermo era il lavoro perfetto per il regista. “Jon è entrato nel progetto di ‘Iron Man’ quando si stava sviluppando lo script. Dato che i fumetti di Iron Man offrono un gran numero di trame e intrecci è facile perdersi in mezzo alle miriadi di opzioni possibili” osserva Billingsley.  “Ma in tutti i film che Jon ha scritto e diretto c’è un denominatore comune: un modo di raccontare la storia forte e avvincente.”

Entrato nel progetto un anno prima dell’inizio delle riprese, il regista Favreau ha cominciato il lungo e arduo compito di guidare lo sviluppo di una sceneggiatura basata su un personaggio della Marvel che esiste da più di 40 anni con a disposizione un’abbondanza di storie prese dai più di 600 numeri di fumetti pubblicati negli anni. 

“Quello che separa ‘Iron Man’ da tanti altri film con supereroi è che l’enfasi è tanto sulla storia quanto sull’azione” nota Billingsley.  “A Jon è stata data la responsabilità di trovare la migliore idea per quanto riguarda il contenuto della storia e lui ha davvero portato il carico di far nascere dal franchse del fumetto il franchise cinematografico.”

Gli sceneggiatori Art Marcum & Matt Holloway hanno lavorato con Favreau nell’elaborazione delle prime bozze di copione, mentre gli sceneggiatori, candidati all’Oscar®, Mark Fergus & Hawk Ostby sono subentrati più tardi per le bozze e stesure successive.  Dall’inizio i filmmaker sono stati d’accordo sul fatto che il film si sarebbe concentrato sulle origini di Iron Man.

“La nascita di un eroe è una cosa molto piacevole da vedere per il pubblico” dice il produttore Feige.  “Non vuoi ritardare questo piacere troppo a lungo. L’evoluzione del supereroe ha fornito i momenti più memorabili dei nostri film precedenti. E ‘Iron Man’ non fa eccezione.”

“Quando crei la storia delle origini di un supereroe hai delle responsabilità critiche, una delle quali è quella di mostrare come è nato l’eroe” aggiunge il regista Favreau.  “Questo può essere un peso, ma da’ al regista anche l’opportunità di permettere al pubblico di diventare, insieme al personaggio principale, l’eroe. Io personalmente mi diverto tantissimo come spettatore quando sono testimone della curva di sviluppo di un supereroe.”

Favreau continua:  “Mentre stavamo scrivendo la sceneggiatura e trovando idee per la struttura della storia, c’era una tendenza naturale a voler mettere il personaggio, con tanto di costume, direttamente nel bel mezzo dell’azione e della battaglia ma, per me, più sei coinvolto nella storia più sarai alla fine interessato alle scene più spettacolari, che saranno in questo modo gratificanti per il pubblico. Nello scrivere ci siamo assicurati di trascorrere del tempo con il personaggio mentre scopre la tecnologia, migliora l’armatura e impara come usarla.”

Un altro compito di Favreau è stato quello di rendere attuale la storia originale portandola ai giorni nostri. Nella storia originale del fumetto Marvel, Tony Stark era un eroe anti-comunista che veniva abbattuto e catturato mentre si trovava in Vietnam per osservare i nuovi mini-transistor creati da lui e usati per aiutare il contingente USA nella guerra.

“La storia originale doveva essere ri-sviluppata in modo da riflettere la nuova tecnologia e i cambiamenti nel panorama politico, sociale ed economico del mondo di oggi” dice Favreau.  “Quello che Stan Lee aveva scritto negli anni ’60 come fantascienza oggi è scienza moderna. Siamo andati così avanti nella tecnologia che le cose che oggi si possono comprare in un negozio sarebbero state, negli anni in cui Iron Man è entrato nell’universo Marvel, soggetti per un film fantascientifico.  Il personaggio di Tony Stark è un personaggio fuori dal normale con una natura combattuta e che trova il suo vero scopo quando diventa Iron Man. Volevano mantenere la struttura di base della storia originale, ma cambiarla un po’ per renderla più conforme al presente.”  

Per la squadra di scrittura di Fergus & Ostby – candidati all’Oscar® per miglior sceneggiatura non originale per “Children of Men­” – una delle cose più

impegnative nella scrittura del copione è stata che, nonostante il personaggio di Iron Man abbia legioni di fan nel mondo dei fumetti, questo personaggio non ha scavalcato questo mondo per entrare nella cultura popolare mainstream, e richiedeva quindi una storia che soddisfacesse i fan del genere più intransigenti ma anche un pubblico che non ha mai conosciuto questo personaggio.

Fergus si è fatto chiarezza grazie a Favreau e Billingsley.  “In uno dei primi incontri di scrittura con Jon e Peter, ci siamo semplicemente seduti e domandati: ‘Se dovessimo ridurre questo film ad una sola frase, quale sarebbe?’” ricorda Fergus.  “Dopo un paio di scambi abbiamo trovato questa: ‘Iron Man è la storia di un uomo che trova il suo cuore’. L’idea dietro a un film dovrebbe sempre essere qualcosa che si può ridurre a un concetto unico facile da capire.  Se analizzi il personaggio di Tony Stark, ti accorgi che è un uomo che impara a sentire e a comunicare e ad accettare la responsabilità del suo ruolo nel mondo.”

            “Tony Stark è un tipo di bell’aspetto e affascinante, a cui piacciono le auto veloci, i grandi party e le belle donne” dice il produttore Arad.  “Lui è anche un brillante scienziato, inventore e produttore di armi. Si diverte fin troppo a vivere la sua vita alla James Bond per prendere seriamente in considerazione che quello che fa ha delle serie e profonde implicazioni a livello mondiale.”

SCEGLIERE GLI ATTORI

Mentre gli sceneggiatori Fergus & Ostby continuavano a rifinire il copione sotto la supervisione di Favreau, i realizzatori hanno cominciato la ricerca di un attore in grado di catturare l’essenza dell’eccentrico protagonista, l’industriale miliardario e playboy consumato Tony Stark.         

            “Tony Stark è una figura conosciuta che ha una fama sia positiva che negativa” spiega Favreau.  “La sua faccia è comparsa molte volte sui titoli dei giornali prima che lui diventasse Iron Man. E’ stato coinvolto nella produzione di armi per anni ma, improvvisamente, si rende conto delle conseguenze e delle ramificazioni di quello che fa per vivere. E’ come svegliarsi un giorno e rendersi conto di essere cattivi quando si è sempre pensato di essere buoni. All’apparenza sembra avere tutto, ma Tony Stark è un personaggio molto complesso che, nel film, attraversa una crisi interiore.”

            Nello scegliere l’attore candidato all’Oscar® Robert Downey Jr per il ruolo di Tony Stark, i realizzatori del film sono andati controcorrente.

            “Robert Downey Jr. voleva interpretare il ruolo di Tony Stark tanto quanto io volevo che lui lo facesse” ricorda Favreau.  “Non era la scelta più ovvia dal punto di vista della produzione, ma la Marvel mi ha dato la libertà di scegliere la persona migliore per il ruolo.  Nei film della Marvel, il supereroe è la grande star e loro hanno avuto molto successo nel passato scegliendo attori forti

e interessanti e facendo affidamento sul nome del marchio come reclame dal punto di vista commerciale.  Questo atteggiamento ti permette di fare il miglior film possibile, e quando Robert Downey Jr. è salito a bordo è diventato un vero partner creativo.”

            Per Downey, interpretare Tony Stark e infilarsi dentro l’armatura rossa e oro, era la realizzazione di un sogno dell’infanzia. “Io sono un americano. Amo i fumetti della Marvel e sono cresciuto leggendo Iron Man e Spider-Man” afferma Downey.   “Sono sempre stato attratto da Iron Man perché aveva un ingegno e un’intelligenza straordinari. I supereroi sono fantastici, ma i supereroi che producono armi e poi costruiscono un’armatura che indossano per volarsene in giro sono davvero il massimo” ride l’attore.  

            Con toni più seri, Downey continua: “Lui è tormentato per le giuste ragioni, e non riconosce il suo potenziale fino a quando non comincia a vivere seguendo un codice morale; questo è un grande tema sempre attuale.”  

            Per il produttore Kevin Feige, Downey si adatta perfettamente alla formula dei Marvel Studios di scegliere attori di grande talento che davvero incarnano i personaggi che interpretano.  “Tony Stark è un personaggio dei fumetti unico, con molti strati diversi” spiega Feige.  “E’ imperfetto, ma anche brillante, divertente, estremamente talentato e piacevole. Quando parli di attori di talento di Hollywood, finisci inevitabilmente per parlare di Robert Downey Jr., uno dei migliori attori della sua generazione. Sono contentissimo di averlo in questo film. Quando metti insieme la bravura attoriale di Robert con l’avventura e lo spettacolo del genere fumettistico, finisci per creare qualcosa che è più grande della somma delle sue parti.”

“Robert era la scelta perfetta” aggiunge lo sceneggiatore Fergus.  “E’ una scelta leggermente insolita, anticonvenzionale, ma la Marvel ha un modo di scegliere gli interpreti per i suoi film disinvolto e visionario. Quando viene annunciato il cast, la gente di solito reagisce con un ‘oh, interessante’, e poi la scelta si rivela più che interessante. Si rivela perfetta e la gente non riesce più a immaginare nessun altro in quel ruolo. La Marvel è davvero audace e credo che il pubblico lo apprezzi.”

            Per Downey, che è stato attivamente coinvolto nello sviluppo creativo del film e della sceneggiatura, i giorni di pre-produzione hanno incluso anche un intenso programma di allenamento con i pesi e di arti marziali al fine di prepararlo alle esigenze fisiche dell’interpretazione del personaggio.

“Circa un anno fa ho deciso che volevo davvero mettermi un po’ in forma, cosa non facile quando sei vicino ai 40” osserva Downey.  “Ho pensato che se mai avessi fatto un film come ‘Iron Man’ avrei dovuto mettermi in forma velocemente prima di diventare l’imbarazzante uomo in calzamaglie con il corpo flaccido. Per prima cosa ho fatto tantissimo allenamento di potenziamento,

perché non sono più un bambino e prima devi rafforzare i tendini, le ossa e i muscoli sottocutanei per poter reggere il peso che solleverai. Per me è stata una questione di sopravvivenza, e tutto il lavoro fatto in pre-produzione mi ha dato la forza necessaria per fare il film.  

Favreau era colpito dal duro lavoro del suo protagonista in sala pesi. “Robert ha davvero tenuto duro e si allenato parecchio per far apparire il suo corpo quello di un supereroe” dice Favreau.  “Ha preso la parte molto seriamente, non solo dal punto di vista fisico ma anche da quello della comprensione del personaggio. Ha ritrovato in lui molte delle sue esperienze e ha capito il ruolo e il film prima che iniziassimo a girarlo.”  

Con Downey occupato a prepararsi per la sua parte da protagonista, i realizzatori si sono concentrati nella ricerca degli altri attori per il film. 

Nel film, come industria leader di armi, la Stark Industries gode di un lungo e prosperoso rapporto con il governo degli Stati Uniti e con il consulente militare numero 1 della Air Force, il Sergente Colonnello James “Rhodey” Rhodes.  Dopo una riuscita dimostrazione di armi militari in Medio Oriente, il convoglio di Rhodey e Tony Stark viene attaccato da un gruppo di ribelli.  Nel corso dell’intensa battaglia, Tony viene ferito da una granata e catturato.  Nonostante il Dipartimento della Difesa rinunci a ritrovarlo dopo pochi mesi, Rhodey si rifiuta di abbandonare la ricerca del suo amico e confidente di lunga data. In “Iron Man”, Rhodey è interpretato da Terrence Howard.  Candidato all’Oscar® per la sua interpretazione in “Hustle and Flow”, Howard era esaltato dall’opportunità di lavorare accanto a Downey.  “Avere l’occasione di recitare con Robert Downey Jr. mi ha attratto verso questo film più di qualsiasi altra cosa” rivela Howard.  “L’ ho visto per la prima volta in ‘La donne esplosiva’ e ho pensato che fosse esilarante, e poi quando ha fatto ‘Charlot’ mi sono reso conto che era un genio.”

Anche Downey è stato molto contento. “Prima di tutto, Terrence Howard è bellissimo nella divisa della Air Force” ride Downey.  “Terrence è un grande attore e non è un caso che abbia avuto un così grande successo negli ultimi anni. Una delle definizioni di un genio è: avere carattere; avevamo davvero bisogno di una forte personalità per interpretare Rhodey.  Tony Stark è un personaggio così dinamico che se Rhodey fosse solo il suo secondo non funzionerebbe. Rhodey deve essere suo pari.”

Del suo personaggio, Howard dice: “Rhodey è un Tenente Colonnello della Forza Aerea degli Stati Uniti che agisce come liaison tra il reparto acquisizioni e le Industrie Stark. Ha molti affanni perchè  non entra nel settore privato, ma Rhodey è l’uomo che è sempre lì a proteggere gli interessi di Tony, spesso anche contro ogni buon senso.”  

L’altro fidato alleato di Tony è la sua abile assistente Virginia “Pepper” Potts, membro indispensabile nella vita eccentrica di Stark. Pepper è sempre pronta a spegnere i fuochi che Tony spesso lascia bruciare dietro di sé, non essendo lui un tipo riluttante alla lite.  I realizzatori sapevano di aver fatto bingo quando la vincitrice dell’Oscar® Gwyneth Paltrow ha deciso di accettare la parte.

“Scegliere Gwyneth come Pepper Potts è stata un’idea davvero ispirata e ci siamo tutti sentiti molto fortunati che lei abbia accettato la parte” dice il produttore esecutivo Louis D’Esposito.  “E’ un’attrice bravissima e la prima volta che l’abbiamo vista nella stessa stanza con Robert c’era un’energia fantastica.”

Decidere di entrare nel cast di “Iron Man” è stata una scelta facile per la Paltrow. “Sono cresciuta con i fumetti della Marvel in giro per casa perché mio fratello, già da piccolissimo, amava Spider-Man, ma non ho mai fatto un film di questa portata. Quando ho saputo che Robert Downey Jr. interpretava Iron Man e che anche Terence Howard era nel cast e che Jon Favreau era il regista, ho detto ‘Ci sto.’”  

“Nel fumetto, Pepper Potts è la segretaria di Tony che un po’ lo corteggia” spiega Favreau. “Volevamo modernizzare il ruolo di Gwyneth, che è acuta, equilibrata e elegante. Pepper Potts tiene Tony in riga e gli organizza la vita. Tra loro c’è un’attrazione che culmina in una tensione romantica. Volevamo esplorare questa dinamica che nel fumetto originale non era molto definita.”  

“Tra Tony e Pepper c’è sicuramente un’attrazione sessuale, una chimica, ma riguarda più quello che non dicono, che quello che non fanno l’uno con l’altra” osserva Paltrow.  “Pepper è la persona più vicina a Tony ed è davvero il suo faro. Lo protegge, tiene il colpo quando lui va fuori di testa, lo fa essere in orario e responsabile quanto e come può. Tony è un genio capace di creare tante cose strabilianti, ma, come molti artisti, non è molto bravo nella parte pratica della vita, e qui interviene Pepper e lo rimette in riga.”

Quando Tony Stark viene catturato e fatto prigioniero da un nemico sconosciuto, le redini delle Industrie Stark vengono affidate al suo braccio destro, Obadiah Stane.  Amico e consigliere del padre di Tony, Howard Stark, Stane è un uomo d’affari scaltro, calcolatore e pronto a tutto.

Per il ruolo di Obadiah, i realizzatori del film hanno scelto uno degli attori più stimati e di successo di Hollywood, il quattro volte candidato all’Oscar® Jeff Bridges.

“Da bambino ero un grande fan dei libri a fumetti e una delle cose che mi hanno convinto a fare ‘Iron Man’ è stato il desiderio di Jon Favreau di realizzare un film che fosse davvero realistico” asserisce Bridges.  “Voleva che il pubblico vedesse il film credendo che costruire un’armatura fosse possibile e magari che possa accadere davvero.”  

L’attore continua: “Obadiah è un nome interessante, così l’ho cercato con Google e ho scoperto che è il libro più breve della Bibbia. E’ solo di un paio di pagine, allora l’ho letto ed è tutto sulla punizione, il castigo,  di cui anche questa storia è piena. Mi chiedo se Stan Lee lo sapesse o se è stata una completa coincidenza.”

“Jeff Bridges è stata la prima e sola scelta per la parte di Obadiah Stane” dice Billingsley.  “E’ un attore bravissimo, un camaleonte in tutti i ruoli che ha interpretato nel corso degli anni. Ha lavorato tanto e ha fatto film straordinari e sapevamo che avrebbe dato a Obadiah Stane grande intensità e realismo.”

            Le parole di Billingsley si sono dimostrate vere già quando Bridges ha espresso la volontà di rasarsi tutti i capelli per assomigliare di più al personaggio del fumetto. “Non mi sono mai rasato i capelli prima, ma ho sempre voluto farlo” rivela Bridges. “Ho sempre pensato che un giorno avrei avuto una parte per cui sarebbe stato indispensabile avere i capelli a zero e io avrei dovuto farlo. Quando ho visto il personaggio del fumetto ho detto, ‘bene, questa è la mia chance!’ Ne ho parlato a Jon e lui ha detto ‘pensiamo che tu non debba tagliarti tutti i capelli’. Volevo davvero che lui dicesse invece che dovevo assolutamente farlo. Prima di questo film avevo i capelli davvero lunghi così li abbiamo prima spuntati un po’, poi ancora un po’, fino a quando alla fine abbiamo saltato il fosso e rasato tutto e questo mi ha immediatamente trasformato in Obadiah.”       “Quando Jeff Bridges è entrato nel mio ufficio dopo essersi rasato i capelli e fatto crescere la barba, è stato come se Obadiah Stane fosse saltato fuori dalle pagine del fumetto Iron Man e si trovasse di fronte a me” dice il produttore Feige.  “La somiglianza era inquietante. Avrebbe potuto fare la parte in maniera eccellente con un look diverso, ma il fatto che Jeff fosse pronto a fare qualsiasi cosa servisse a renderlo questo personaggio parla chiaro sul tipo di attore che è e sul perché lo vuoi nel tuo film.” 

            Quando Tony viene catturato e fatto prigioniero in una grotta buia e cavernosa in mezzo alle montagne, incontra un altro prigioniero di guerra di nome Yinsen, interpretato dal versatile Shaun Toub.  Essendo un medico, Yinsen tiene Tony in vita abbastanza a lungo da riuscire a costruire un apparecchio che impedisce alle schegge di granata di perforargli il cuore.

“Yinsen è un uomo di mondo che parla molte lingue straniere” dice Toub.  “Nonostante venga da una piccolissima città, ha viaggiato per il mondo. Quando Tony Stark viene portato nella grotta, Yinsen lo opera per rimuovere le schegge di granata.  L’ironia vuole che i frammenti che rimangono nel petto di Tony siano quelli di una bomba costruita dalle Industrie Stark.”

            Mentre Tony sta costruendo di nascosto un’armatura nella grotta, Yinsen deve tenere buono il sempre più ostile Raza, il crudele leader dei ribelli.  

Interpretato da Faran Tahir, Raza ha catturato Tony e lo sta costringendo a costruire un missile Jericho, l’arma più nuova e più potente delle Industrie Stark.

            Tahir, avido lettore dei fumetti di Iron Man, spiega i motivi per cui il suo personaggio cattura un bersaglio così prezioso come Tony Stark.  “Raza fa parte di un’alleanza segreta che gli ha dato il compito di catturare e uccidere Tony Stark” dice l’attore. “Dopo l’attacco Tony è quasi morto, ma Raza sceglie deliberatamente di farlo rimanere in vita perché è una risorsa preziosissima e lui vuole che gli costruisca un’arma straordinaria. Se Raza riesce ad avere quest’arma, la sua dotazione sarà così fornita che lui potrà governare l’intera regione.”

             A interpretare il ruolo di Christine Everhart, una bellissima giornalista investigativa, c’è Leslie Bibb.  “Tony Stark viene intervistato da tante persone, ma c’é qualcosa in Christine che lo colpisce e gli risuona” dice Bibb.  “Nel copione lei diventa la sua coscienza morale e gli fa capire che cosa fa e quali sono i risultati di quello che la sua società produce. Nella sua mente lei vede Tony come uno che trae profitto dalla guerra, ma nello stesso tempo è completamente conquistata dal suo fascino e dal suo carisma, non riesce a resistergli e trascorre la notte con lui nella sua supervilla sulle rive dell’oceano.”

A completare il brillante cast di “Iron Man” ci sono Sayed Badreya nei panni dello scagnozzo di Raza Abu Bakar; Clark Gregg in quelli dell’agente governativo Coulson; Bill Smitrovich come Generale delle Forze Aeree Gabriel; e Jon Favreau nei panni dell’autista di Tony Stark, Happy Hogan. 

Dopo aver scelto tutti gli attori, i realizzatori si sono fermati a osservare il cast che avevano messo insieme per “Iron Man.” 

“Credo che questo sia il miglior cast che abbiamo avuto per un film della Marvel” sostiene il produttore Feige.  “Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Terrence Howard e Jeff Bridges sono tutti premi Oscar® o candidati alla prestigiosa statuetta. Questo è un ensemble da sogno, e noi siamo stati capaci di assicurarci tutti e quattro eccezionali attori, cosa davvero speciale e di cui la Marvel non poteva essere più felice.”

“In ‘Iron Man’ volevo davvero offrire la parte umana della storia, che è più in linea con la mia sensibilità di regista” dice Favreau.  “Sarei contentissimo di avere i nostri interpreti in una commedia o in un film drammatico, ma riuscire ad averli in un film su un supereroe offre la possibilità di superare le aspettative del pubblico. I film dei supereroi hanno avuto molto successo ultimamente, ma io ho voluto davvero andare oltre e fare qualcosa di più interessante, e questo cast mi ha dato l’opportunità di riuscirci.”

LA PRODUZIONE

 

Con il cast al completo, i realizzatori hanno preso la decisione di ambientare il film a Los Angeles.  Scegliendo location chiave come la Base della Forza Aerea Edwards, la storica “Movie Road” a Lone Pine in California e i teatri di posa di Playa Vista, il regista Jon Favreau spiega la sua decisione di fare di Iron Man un eroe della West Coast.

“’Iron Man è un’avventura che ti porta intorno a globo” dice Favreau.  “Il personaggio di Tony Stark è un uomo coinvolto in tutto il panorama geo-politico e questo ha allargato molto il nostro mondo.  Volevo ambientare questo film sulla West Coast anche se il fumetto di Iron Man è tradizionalmente ambientato a New York, come tutti gli altri libri di supereroi della Marvel. Volevo delle immagini diverse, così invece di avere Iron Man che vola tra gli edifici e i grattacieli  di New York, nel film abbiamo l’oceano e le montagne della West Coast.  Ho anche pensato che girare a Los Angeles fosse legato alle radici e alla figura di Howard Hughes e alla Storia del volo.”

Le riprese sono cominciate nei teatri di Playa Vista a Playa Vista, in California, nella parte ovest di Los Angeles.  I teatri di posa servivano come base per la produzione, con la maggior parte del film girato in due teatri la cui storia è direttamente legata a Howard Hughes.

“Quando cercavamo teatri di posa a Los Angeles che fossero abbastanza grandi per i set che dovevamo costruire, ci siamo rivolti ai Playa Vista Stages” ricorda Favreau.  “Abbiamo pensato che fosse molto cool perché questo era il luogo in cui Howard Hughes aveva messo insieme i pezzi per i suoi aerei e quello in cui sono state costruite le ali dello Spruce Goose.”

“I film, quando li fai, vivono una sorta di vita propria mitica” aggiunge il produttore esecutivo Billingsley.  “Non è una coincidenza che i nostri sound stage siano i due hangar dove lavorava Howard Hughes.  Hughes ha ispirato Stan Lee mentre stava creando Tony Stark e, nel nostro film, questo personaggio è un vero miscuglio di ricchezza, genio e fama.”

La prima sequenza girata in questi teatri è ambientata nella grotta in cui Tony Stark viene tenuto prigioniero ed è costretto a costruire il missile Jericho per Raza, il capo di un gruppo di ribelli del Medio Oriente.  Tony, contro il consiglio dell’altro prigioniero Yinsen, comincia a costruire quella che diventerà la prima armatura che indossa nel film. Seguendo il mantra del suo regista - fare cioé il film in maniera più autentica e realistica possibile - J. Michael Riva, che ha ideato le scenografie, ha dovuto affrontare il compito impegnativo di creare un set che somigliasse il più possibile a una disagevole grotta tra le montagne dell’Afghanistan.

“La parte più divertente nel costruire la caverna è stata l’arredamento” spiega Riva.  “Quando sei rinchiuso da terroristi in un luogo per due o tre mesi,  la domanda è: ‘come vivi? qual è la routine quotidiana?’  Robert, che aveva 

notizie di prima mano su cosa vuol dire essere tenuto prigioniero, ci ha dato delle idee molto preziose su come arredare la grotta e questo ha facilitato il nostro lavoro e ha dato realismo al set – cose come come fare il tè con un calzino e come costruire un backgammon con niente. Prima di girare le scene stavamo molto tempo e dormivamo nella grotta per viverla e ‘sentirla’.”   

Riva continua: “Una delle cose che ho scoperto nelle mie ricerche su grotte remote è quanto sono fredde. Ho visto dei filmati di un interno di una grotta a Tora Bora, in Afghanistan, in cui un guerriero talebano viene intervistato e si può vedere il suo respiro. Allora ho convinto Jon Favreau a ‘gelare’ il set.  Abbiamo costruito nella caverna un sistema di aria condizionata e abbiamo avuto aria fredda che usciva dalle bocche degli attori per giorni – cosa per cui tutti ancora mi odiano! E’ stato molto efficace e ha davvero mostrato quanto sia duro essere un prigioniero, specialmente per un miliardario come Tony Stark. Robert e il resto del cast  ha amato questa trovata. E anche Jon.”  

 

I COSTUMI

            Mentre la produzione stava girando le scene nella grotta, il quattro volte vincitore del premio Oscar® Stan Winston e la sua squadra di trucco e effetti speciali si sono occupati di costruire il costume-armatura che Iron Man indossa nel film.

“Ho lavorato con tutta la squadra negli studios di Stan Winston in ‘Zathura - Un’avventura spaziale’ e sono un ammiratore del loro lavoro da tanto tempo” dice  Favreau.  “Sono sempre stati un gruppo molto collaborativo. E’ stata una grande opportunità presentare alla Marvel un nuovo gruppo di creatori di costumi, e io ero contentissimo di avere Stan e la sua gang in un nuovo film.”  

“Non appena abbiamo saputo che si stava realizzando ‘Iron Man’ abbiamo iniziato a dargli la caccia” ammette Winston.  “Sono un grande fan dei fumetti e Jon Favreau sa davvero come combinare tutte le diverse tecnologie e fare tutto quello che ci vuole perché le cose funzionino, invece di rimanere incastrato nella realtà di realizzare un film che si appoggia pesantemente sugli effetti digitali.  Il progetto finale di questi costumi è davvero strabiliante e io credo che siano tra le cose più interessanti e belle che il mio studio abbia mai prodotto.”  

Favreau descrive l’idea e il processo di progettazione delle diverse armature, prima che agli Stan Winston Studios cominciassero a costruirle:  “Quando sono stato scelto per dirigere ‘Iron Man’, le immagini dalle quali ero attratto erano le illustrazioni e i dipinti di Adi Granov della recente serie ’Extremis’ dei fumetti di Iron Man.  Era la serie più tecnologica e più dinamica. Quando abbiamo cominciato a parlare dei costumi, Adi mi ha contattato perché

aveva visto che io avevo messo molte delle sue immagini nella pagina web di ’Iron Man’ MySpace che avevo creato. Abbiamo iniziato a scriverci e-mail e poi lui è volato a Los Angeles per aiutare nella supervisione della creazione dei costumi. Ho anche chiamato nel progetto l’illustratore Phil Saunders e il conceptual designer Ryan Meinerding, e l’aiuto di entrambi nella rifinitura delle differenti versioni dell’armatura di Iron Man è stato davvero prezioso.”

Nel film, il primo costume che Tony Stark costruisce durante la sua pigionia è l’armatura Mark 1.  Nei primi anni dei fumetti della Marvel era originariamente chiamata l’ “Armatura Grigia”. Favreau parla del processo dei realizzatori del film nell’ideare questa armatura: “Non ho mai creduto veramente che Tony avrebbe potuto costruire quest’armatura durante la prigionia, soprattutto controllato dagli occhi ostili dei catturatori. Il conceptual designer Ryan Meinerding ha avuto l’idea di costruire l’armatura con materiali che avrebbero potuto essere scarti di armi delle Industrie Stark. E’ stato capace di immaginare concettualmente un’armatura che sembrava una creazione di rottami di armi da guerra. E’ probabilmente il mio costume preferito di tutto il film e il più originale.”

“Ryan è uno dei migliori conceptual designer dell’industria cinematografica” aggiunge Phil Saunders.  “Ha fatto un lavoro straordinario prendendo il disegno iconico, fantascientifico della lamiera di metallo piatta e trasformandolo in qualcosa che sembra davvero fatta da parti militari di scarto e equipaggiamenti eccedenti. Non è difficile notare che alcuni dei pannelli della parte posteriore dell’armatura sono meno corazzati di quelli davanti. Questo è venuto da un’idea di Tony che diceva di aver bisogno di passare in mezzo ai suoi catturatori muovendosi in avanti, convinto che nessuno sarebbe stato dietro di lui perché dietro lui avrebbe abbrustolito tutti quelli che si trovavano nel suo percorso. C’è stato quindi un concetto psicologico del personaggio che ha guidato la costruzione dell’armatura.”

            L’incarico di costruire fisicamente la Mark 1, come tutti gli altri costumi del film, era tutto sulle spalle di Shane Mahan, supervisore agli effetti dei costumi degli Stan Winston Studios.  Impiegato qui da più di 25 anni, Mahan descrive come ha costruito l’armatura Mark 1:  “Prima di tutto i disegni che ci hanno fornito per la Mark 1 erano molto forti. Il concept era grossi pezzi di metallo, parti di bombe, un’accozzaglia di pezzi. E’ stato molto divertente costruirla, perché aveva due obiettivi: era un omaggio al libro di fumetti originale e, nello stesso tempo, mostrava l’evoluzione di Iron Man.”

            Mahan continua: “Dovevamo anche fare l’armatura più leggera possibile senza compromettere la sua integrità, perché volevamo che Robert e le controfigure che l’avrebbero indossata non stessero scomodi e non sembrassero goffi. Alla fine la tuta pesava 90 libbre perché la struttura interna doveva essere

abbastanza solida da resistere a dei colpi senza schiacciarsi o rompersi. L’abbiamo costruita anche in modo da poter essere indossata a pezzi cosicché Robert o lo stunt potevano portare anche solo la parte sopra senza le gambe, cosa più facile per recitare.”

            La solidità della Mark 1 di Mahan è stata inaspettatamente testata molto presto quando lo stuntman si è ribaltato con indosso tutta l’armatura ed è caduto per terra dopo una scena girata nella caverna.

            “Quando ho visto Mike cadere direttamente con la faccia a terra, il cuore mi è scoppiato in petto” ricorda Mahan.  “Il mio primo pensiero è stato, ‘Oh no, spero che Mike stia bene’, subito seguito da ‘Oh no, spero che l’armatura funzioni ancora’. Avevamo solo una Mark 1 e quindi tutto quello che le succedeva doveva essere riparato. Fortunatamente per noi, Mike stava bene e l’armatura non aveva subito danni, e noi abbiamo continuato a girare.”

            Per lo stuntman Mike Justice, cadere a terra con addosso la tuta di 90 libbre non è stata una cosa piacevole. “La sola cosa che non volevi era cadere con la Mark 1, perché era la più pesante delle armature e aveva tanti componenti che potevano danneggiarsi” dice Justice.  “La cosa più impegnativa di quell’armatura era che avevi una visuale periferica molto limitata e potevi vedere solo la terra direttamente davanti a te. Sono stato fortunato quando mi sono ribaltato e sono caduto perché ho resistito all’istinto di tirare fuori le braccia, altrimenti mi sarei probabilmente rotto i polsi. Gli altri mi hanno solo raccolto, mi hanno tolto la polvere da dosso e siamo tutti tornati a lavorare.”

            La sua prima volta nella Mark 1,  ha fatto nascere in Downey un nuovo rispetto per la sua squadra di stuntmen.  “Mi sono allenato tutti questi anni e pensavo di essere forte, ma la prima volta che mi sono messo la Mark 1, ho quasi avuto un crollo della personalità” ride Downey.  “Non sono claustrofobico, ma dopo aver deambulato con l’armatura addosso per un paio d’ore sei distrutto e dici, ‘ok, è arrivato il momento di far arrivare la squadra di stunt!’”

 

SULLA LOCATION

Dopo il debutto di successo della tuta Mark 1 nelle scene nella grotta, la produzione si è spostata verso nord a Lone Pine, in California, per girare le scene dell’imboscata, in cui il convoglio di Tony Stark viene attaccato da un gruppo di ribelli dopo una dimostrazione delle Industrie Stark della loro nuova arma, il missile Jericho.  La sequenza dell’attacco al convoglio vede Downey correre in mezzo a una raffica di esplosioni per scappare ai suoi futuri catturatori, cosa che richiede un timing perfetto e un’estrema precisione, orchestrate dal coordinatore delle controfigure Tommy Harper e dal coordinatore degli effetti speciali Dan Sudek.

“L’attacco al convoglio a Lone Pine è stato molto divertente da girare” dice il coordinatore delle controfigure Harper.  “Prima di tutto l’abbiamo girato a ‘Movie Road’, un luogo storico dove sono stati girati molti western famosi e tanti altri film. Abbiamo fatto scoppiare sei o sette Hummers e li abbiamo completamente distrutti, ma la parte cruciale della sequenza è quando Tony Stark scende dalla sua macchina e corre per cercare riparo mentre le molteplici detonazioni e mine terrestri esplodono a pochi metri da lui.”

            Della sequenza Downey dice: “Girare una scena come questa è sempre una questione di fiducia e quando lavori con persone come Tommy Harper e Dan Sudek, che sono tra i più bravi nel loro mestiere, ti dici solamente tra te e te ‘Quella cosa scoppierà dietro di me e io non non mi farò alcun male’. Mi sono sempre sentito sicuro ed ero impressionato dal risultato che riuscivamo a raggiungere con tutti quegli scoppi a una distanza così breve. Vi dirò una cosa comunque: sapere che c’é qualcosa che sta per esplodere a tre piedi da te ti aiuta davvero a correre il più veloce che puoi.”     

 “Robert ha fatto un lavoro fantastico nella scena ed è stato veramente coraggioso” dice il produttore Feige.  “Vedere Robert correre in mezzo a questo fuoco incrociato davvero intenso con esplosioni dappertutto, fa salire la tensione alle stelle.”  

            Quando la produzione si è spostata qualche miglio a sud alle Olancha Sand Dunes, il cast e la troupe hanno dovuto resistere a due giorni di vento da 40 a 60 miglia all’ora che hanno quasi abbattuto la produzione. Per Favreau, queste condizioni avverse si sono invece trasformate in una benedizione per il look del film.

            “Le Olancha Sand Dunes sono un’estensione del letto di un lago asciutto, tra due montagne” spiega il regista. “Il primo giorno siamo stati colpiti da un vento a 40 miglia all’ora mentre giravamo Robert che camminava nel deserto poco prima di venire salvato da Rhodey.  L’abbiamo sgrossata un po’ e ha funzionato. Il secondo giorno, quando abbiamo tentato di girare Raza e i suoi uomini che ritrovano i pezzi della tuta Mark 1, il vento era così violento che non potevamo usare nessuna attrezzatura.”

            Il regista continua: “Siamo quasi stati spinti a non girare e ad andare in cover set, ma cinematograficamente c’era una qualità d’immagine così meravigliosa che se l’avessi trovata scritta in sceneggiatura non saresti mai stato in grado di arrivare a queste condizioni in maniera artificiale. In questo mondo, devi trarre vantaggio dagli incidenti come questo e incorporarli nel film quando possibile.  Così abbiamo messo degli occhiali a mascherina a tutti i cattivi, li abbiamo avvolti in sciarpe e abbiamo girato. Sembrava un inferno spazzato dal vento – un’immagine davvero accattivante.”    

Malgrado le infelici condizioni, Downey è stato grato dell’opportunità che gli è stata data. “Non dimenticherò mai che stavo là sepolto mezzo morto nel mezzo di una fortissima tempesta di sabbia” dice l’attore.  “Riuscivo a malapena a vedere qualcosa dal mio casco di Iron Man, ma ho provato un’enorme gratitudine per gli elementi e ho sentito che privilegio fosse interpretare Tony Stark con delle persone di quel calibro. Mi sono detto, ‘wow che ottimo affare, che armatura meravigliosa, che fantastica troupe, che ficata!’”

            Mentre la prima unità di “Iron Man” veniva attaccata da sabbia e vento, la seconda unità, qualche miglio più lontana sulle montagne, è stata costretta a smettere di girare quando, con grande sorpresa di tutti, ha cominciato a nevicare.

            “Stavamo girando una sequenza piena di azione in cui Iron Man scappa dalla grotta nella sua armatura Mark 1” ricorda il regista della seconda unità Phil Nelson. “Avevamo fatto un paio di ciak quando improvvisamente il cielo si è annuvolato, si è alzato il vento e la temperatura si è abbassata di circa 30 gradi fahrenheit. Ci siamo fermati un attimo per vedere se le nuvole se ne andavano, e con grandissimo stupore da parte di tutti, ha cominciato a nevicare. Era surreale, un minuto prima c’era il sole e c’erano 60 gradi e quello dopo nevicava e per quel giorno avevi chiuso.”

Nonostante il cattivo tempo a Olancha, la produzione ha continuato come previsto dal programma e si è diretta a sud alla Base della Forza Aerea Edwards a Rosamond in California.

Per più di 50 anni, la Base della Air Force Edwards (sede del centro di collaudo della Air Force) è stata, più di ogni altro posto al mondo, la sede delle più importanti pietre miliari della storia del volo. Con una superficie di quasi 300.000 acri, la Edwards si trova nel deserto Mojave, vicino al più grande lago  asciutto del Nord America – il Rogers Dry Lakebed.  Il centro d’interesse della Edwards oggi e nel futuro, è riassunto dal motto del Centro di collaudo aereo della Air Force:  “Ad Inexplorata” – Verso l’inesplorato.           

            Data la massiccia presenza di militari nel film, i realizzatori hanno creduto fondamentale ottenere l’approvazione del Ministero della Difesa. Il produttore Feige spiga il procedimento:  “Quando hai l’approvazione del Ministero della Difesa hai accesso a molti aerei, veicoli e altri mezzi militari. Per ottenere l’approvazione devi sottoporre la sceneggiatura al governo che la legge e poi ti fa sapere. Il loro scopo principale è quello di assicurarsi che i personaggi associati alle Forze Armate, o il film in generale, rappresenti le forze militari sotto una luce positiva. Naturalmente il conflitto fa parte dell’aspetto drammatico di un film, ma noi siamo stati fortunati perché avevamo il persoanggio di Rhodey, un Colonnello di alto grado della Air Force, con i piedi per terra, onesto e molto eroico.”  

Una volta ottenuta l’approvazione del Ministero della Difesa, alla produzione è stato assegnato il Capitano della Air Force Christian Hodge, che ha messo la sua esperienza a disposizione del film. “Avere l’approvazione del Ministero è una cosa importante” spiega Hodge.   “Quando hai questo tipo di supporto dai militari, il film che stai facendo fa uno scatto perché questo ti permette di girare in basi militari attive e con aerei e veicoli veri, oltre a usare militari veri come background.  La produzione ottiene anche un consulente tecnico sul set, che aiuta a rendere il film realistico e preciso.”

            Dato che nel film il personaggio di “Rhodey” è un Colonnello della Air Force attivo, uno dei compiti più importanti di Hodge è stato quello di insegnare a Howard come è, e come si comporta, un ufficiale della Forza Aerea americana. “I Marvel Studios e Jon Favreau hanno veramente voluto che noi dessimo loro la nostra assistenza e guida per il personaggio di Rhodey” spiega Hodge.  “Volevano assicurarsi che le battute e i dialoghi fossero corretti e che lui sembrasse un Colonnello. Abbiamo portato Terrence con noi in molti viaggi di ricerca alla Base Edwards e all’altra base delle forze aeree Ellis.  Ha trascorso del tempo in un simulatore dell’ F-22, ha fatto un addestramento al combattimento e ha trascorso del tempo con gli ufficiali in volo su vari jet della Air Force.”

            Per l’attore Howard, fare un training con gli uomini e le donne della Air Force degli Stati Uniti è stata un’esperienza rimunerativa. “Il training mi è servito a trovare veramente i particolari tecnici di questo personaggio, ma la mia parte preferita è stata quella in aria” dice Howard.  “Sono stato nei simulatori di volo per una settimana e poi ho volato con i piloti della Air Force degli Stati Uniti in F-15, F-16 e T-38. Non sto parlando solo di essere stato su questi aerei seduto al mio posto, perché su questi jet l’unica cosa a cui aggrapparsi è il joy stick e il pilota lo scuote quando vuole che lo tieni tu. Eravamo a 400 miglia all’ora su un jet e quando ho preso il controllo per la prima volta… è stata un’esperienza che non dimenticherò mai.”

Mentre Downey, Howard e Paltrow davano vita ai loro personaggi dei fumetti sullo sfondo affaccendato di aerovelivoli di alta tecnologia che includevano un  F-22 Raptor, un Global Hawk e un C-17 cargo, Favreau rifletteva sulla sua esperienza alla Base Aerea Edwards:  La Base della Air Force Edwards è il migliore sfondo che si possa avere” dichiara. “Abbiamo avuto a nostra disposizione tanti mezzi straordinari e ogni angolazione che abbiamo girato lì sembrava assolutamente autentica – aeroplani, il deserto, laghi asciutti, hangar.  Tutto ha dato al film davvero un grande realismo.”

“Ricordo di aver guardato nel monitor e aver detto a un’altro dei produttori ‘Mio Dio, là in fondo stanno trainando un F-16 nella nostra inquadratura’” aggiunge Billingsley.  “Di solito hai una macchina o delle comparse che attraversano l’inquadratura nello sfondo per aggiungere realismo,

ma dato che avevamo l’approvazione del MInistero della Difesa, la nostra inquadratura viene attraversata da F-16.  Abbiamo anche avuto membri veri delle Forze Militari, della Forza Aerea e dei Marines come comparse, e questo è stato grande perché aggiunge credibilità al film. In questo senso Christian Hodge è stato davvero prezioso, perché ci assicurava del fatto che quello che stavamo facendo era in linea con le normali operazioni a terra o nella cabina di pilotaggio di un F-22.”

 

IL LABORATORIO DI TONY

Dopo aver concluso il lavoro alla Base della Air Force Edwards, la produzione è ritornata ai teatri di Playa Vista, dove lo scenografo Riva aveva progettato e costruito dei set spettacolari in cui dare vita al lussuoso mondo di Tony Stark. Primo nel programma della produzione era girare nel laboratorio di Tony, che è anche servito come garage per la sua collezione di auto esotiche, e come luogo in cui lui crea l’armatura di Iron Man e testa tutti i diversi componenti che servono alla progettazione del formidabile costume. 

“Il laboratorio è il luogo in cui Tony si isola” spiega Favreau. “Nel film suggeriamo che tutte le innovazioni e invenzioni che nascono dalla mente di Tony cominciano qui. Certo, c’è anche il suo ufficio alle Industrie Stark, ma il laboratorio è lo spazio in cui gran parte del suo lavoro ha luogo alle 4 del mattino.”  

“Jon è stato molto specifico rispetto al garage di Tony Stark” dice Riva.  “Non voleva che fosse iper-tecnologico, perché questo sarebbe stato in contrasto con il fumetto. I film come questi di solito scelgono luoghi dove tutto è super high-tech e generato al computer. Noi invece abbiamo deciso di creare un vero garage, tipo officina di un meccanico.  Presse francesi — no, quella non è una macchina del caffè — e trapani a colonna, machine curvatrici metalliche degli anni ’50, fucine, saldatrici e frese. Qualcosa come il garage di un mostro, con quel tipo di atmosfera. Più tardi, inevitabilmente, alcuni oggetti high-tech hanno cominciato a insinuarsi nel set — alcuni produttori si sentivano soli senza i loro ‘giocattoli’. Ma nel complesso il laboratorio mantiene un aspetto vecchio stile.”