martedì, 04 marzo 2008

L’altra Donna del Re

 

Tratto dal best seller di Philippa Gregory, L’ALTRA DONNA DEL RE è un’avvincente e sensuale storia d’amore, di intrighi, e tradimenti, sullo sfondo di un momento storico particolarmente delicato e di grandi trasformazioni. Due sorelle, Anna (Natalie Portman) e Maria (Scarlett Johansson) Bolena, vengono spinte dalla sfrenata ambizione del padre e dello zio, che mirano ad accrescere il potere e lo status della famiglia, a conquistare l’affetto del re d’Inghilterra (Eric Bana).  Le due ragazze vengono catapultate, dalla loro tranquilla vita di campagna,  nell’eccitante e pericolosa vita di corte, e ciò che inizia come un semplice tentativo di aiuto per la loro famiglia, si trasforma gradualmente in una spietata rivalità fra le due, al fine di  ricevere i favori del re......

LE LOCATION

 

La proprietà di Great Chalfield Manor, vicino Bath, è stata utilizzata dalla produzione come la casa di campagna dei Bolena. Nella residenza sono state girate due scene

chiave: il matrimonio di Maria con William Carey e la visita del Re, durante la quale va a caccia insieme ad Anna e a Giorgio.  La residenza e la piccola chiesa di Tutti i Santi all’interno della proprietà, sono state ricostruite nel 15° secolo e la casa, da allora, è stata occupata dalla stessa famiglia, negli ultimi 130 anni. La famiglia Fuller ha restaurato la proprietà nel 1905 e ha donato la casa e il terreno alla National Trust, nel 1943.  La residenza è uno splendido esempio di architettura medievale del tempo, perfettamente conservato, con i frontoni sul portico di ingresso, le suggestive finestre sporgenti e una Grande Sala centrale, alla quale era stato annesso un “moderno” salotto, tipico del 16° secolo.

 

Nelle vicinanze, la produzione ha usato la Lacock Abbey per  le scene dei giardini, dei chiostri e delle stanze di Whitehall Palace, il luogo in cui la Regina Katherine confronta per la prima volta le sorelle Bolena e Anne gioca con il giovane Enrico, solleticando il suo desiderio di un figlio e di un erede al trono.  Lacock Abbey è stata fondata nel 13° secolo dalla Contessa di Salisbury, ospitando sempre dalle 15 alle 25 suore.  I poveri del villaggio hanno sempre tratto vantaggio dall’Abbazia, perché le suore distribuivano cibo e soldi ai più bisognosi.  Alcuni contadini del villaggio, alloggiavano nell’Abbazia, a cui pagavano l’affitto con il grano, le pelli e la lana tosata. In seguito alla scissione di Re Enrico VIII dalla Chiesa, l’Abbazia di Lacock, così come molte altre residenze religiose, fu venduta a un ricco proprietario terriero e appartiene ancora alla stessa famiglia dal 16° secolo.

 

La Chiesa di San Bartolomeo, nella zona londinese di Smithfield, ha ospitato il processo della Regina Katherine e il tetro matrimonio di Anna Bolena con Re Enrico VIII.  Accanto all’Ospedale di San Bartolomeo e al Mercato di Smithfield, in una zona nota per i suoi bar e ristoranti, la Chiesa di San Bartolomeo è un centro anglicano-episcopale molto attivo, costruito nel 1123, quando Enrico I, figlio di Guglielmo il Conquistatore, era Re di Inghilterra. Scampò al Grande Incendio di Londra del 1666, e alle bombe cadute durante entrambi i conflitti mondiali. 

 

Le esecuzioni di Anna e Giorgio Bolena che ebbero luogo nella Torre di Londra, sono state girate nel Castello di Dover.  In alto, sulle scogliere della costa inglese sudorientale, che si affacciano sulla stretta striscia di mare che divide la Francia dall’Inghilterra, c’è una fortezza strategicamente costruita ai tempi degli antichi romani.  Re Enrico VIII apprezzò la forza di questo bastione quando una invasione cattolica dell’Inghilterra sembrava inevitabile, in seguito al suo annullamento del suo matrimonio con Caterina d’Aragona e la dissoluzione del trattato di pace fra Spagna e Francia.  Enrico ordinò di rafforzare le difese del paese, commissionando la costruzione di una serie di forti di artiglieria sulla costa. Nel 1539 visitò il Castello di Dover per controllare come procedevano i lavori.

 

Knole House, un palazzo signorile nel Kent nell’Inghilterra Sudorientale, viene chiamata Casa del Calendario, per via delle sue 365 stanze. La casa apparteneva a Enrico VIII che l’aveva avuta all’Arcivescovo di Canterbury; il Re la utilizzava come riserva di caccia.  La figlia di Enrico, la regina Caterina, regalò la casa e i 4 chilometri quadrati di parco circostanti, a suo cugino Thomas Sackville, i cui discendenti, i Duchi e i Conti del Dorset e i Baroni di Sackville, vi hanno da allora sempre vissuto.  La Knole House in questo film è stata utlizzata per dare un volto agli esterni di Whitehall Palace, e il tetto della casa rappresenta le guglie della Londra notturna, quando Maria Bolena fugge da corte per tornare da William Stafford, in campagna.

 

Il viaggio di Maria a cavallo la conduce attraverso il Derbyshire Peak District, mostrando la spettacolare campagna intorno a Dovedale e al di sotto di Stannage Edge. Quando arriva alla sua casa e incontra William Stafford e i suoi bambini, vediamo l’esterno della North Lees Hall, nota per aver ispirato Charlotte Brontë nella sua descrizione di Thornfield Hall, la casa di Mr. Rochester, nel suo romanzo Jane Eyre.

Le stanze all’interno di Haddon Hall, anch’essa situata nel Peak District, sono state utilizzate per gli interni dell’abitazione della Famiglia Bolena.  Haddon Hall è una delle più belle case medievali del periodo Tudor, perfettamente sopravvissuta nel corso dei secoli. Appartenuta alla famiglia Manners dal 1567, restò vuota per 200 anni, quindi fu stata restaurata dal Duca e dalla Duchessa di Rutland negli anni ‘20.

 

Penshurst Place, un'altra abitazione situata nel Kent, è stata utilizzata nel film per rendere i giardini e la grande sala da pranzo di Whitehall Palace. La casa è un tipico esempio di architettura nazionale del 14° secolo, ancora visibile oggi. Il figlio di Enrico, Edoardo VI, concesse la proprietà a Sir William Sidney nel 1552, e da allora vi riesiede la sua famiglia. I precedenti proprietari erano i Duchi di Buckingham, uno dei quali ospitò Enrico VIII nella Baron’s Hall, nel 1519. Due anni dopo, dimenticata l’ospitalità reale, il Re fece decapitare il Duca per alto tradimento. Altri tre Duchi di Buckingham furono giustiziati durante la monarchia Tudor.

 

 

IL DISEGNO DEI COSTUMI

 

La costumista Sandy Powell, premio Oscar® per il suo lavoro in Shakespeare in Love e The Aviator, ha accolto con entusiasmo la sfida di lavorare in L’ALTRA DONNA DEL RE, un film in cui lei e la sua squadra hanno disegnato e confezionato centinaia di costumi originali fedeli all’epoca Tudor.

 

Così come il suo collega, lo scenografo John-Paul Kelly, la Powell si è basata sui dipinti di Hans Holbein per trovare l’ispirazione dei costumi di Enrico VIII e della famiglia Bolena. “Fu l’unico artista del tempo a dipingere la Corte di Enrico VIII, lasciandone un resoconto alquanto dettagliato. L’immagine di Enrico VIII che è stata divulgata oggi, è quella del quadro di Holbein appeso nella National Gallery, con il re in piedi, con le mani sui fianchi e le gambe divaricate.  Ovviamente nel nostro film, Enrico è più giovane e quindi abbiamo apportato le nostre modifiche”.

 

Secondo la Powell, catturare il look autentico del periodo, conservando la creatività e l’originalità, è un momento di puro equilibrismo per qualsiasi stilista che lavora per creare un periodo specifico. “Bisogna sempre ricorrere alla licenza artistica, non si può essere mai rigidamente autentici, anche perché in fondo nessuno sa davvero cosa sia l’autenticità totale”, afferma l’artista.  “Non abbiamo informazioni così accurate rispetto agli abiti, né disponiamo delle stesse stoffe. Prima di tutto svolgo le mie ricerche, quindi creo la mia versione. Faccio ciò che è giusto per il personaggio o per l’attore, o per la scena, per il film in generale. Non perdo mai di vista la storia che devo raccontare”.

 

Una delle chiavi del film è creare una differenza fra Maria e Anna Bolena. Spiega Powell: “Gli abiti del periodo Tudor erano simili fra loro; inoltre le ragazze conducevano tutte una vita simile e si muovevano per lo più all’interno degli stessi ambienti, a casa o a Corte; per questo motivo ho creato delle tonalità e delle ombreggiature diverse per distinguere le due sorelle. Il personaggio di Maria è un po’ più morbido e più romantico di Anna, che appare invece come la più forte e caparbia fra le due. Quindi, senza ricorrere a ovvi espedienti quali il rosso per l’una e il blu per l’altra, le due donne sfoggiano comunque diverse fra loro”.

 

La Powell ha inoltre cercato di riflettere sottilmente nei costumi, la politica del tempo. “Ad esempio, il padre delle ragazze, Sir Thomas,  indossa in ogni scena un abito più elegante del precedente, alla fine addirittura un po’ volgare. Questo, per esprimere il suo crescente potere a Corte e di conseguenza la sua ricchezza. Come uno degli attuali ‘nuovi ricchi’ , che hanno i soldi e intendono mostrarli a tutti”.

 

La stilista confessa che il suo costume preferito è quello con i gigli, indossato da Natalie Portman, mentre va a cavallo, “un abito verde brillante, con dei gigli ricamati sul petto”.

 

“I costumi sono sempre molto utili”, dice Johansson, notando che è questo particolarmente vero rispetto ai film in costume.  “Il contegno che assumi, l’importanza che ti infondono quando il indossi. Il personaggio di Maria cambia molto a seconda del costume che indossa. Quando è in campagna, è vestita con abiti di cotone, più comodi per lavorare. Nel corso della storia, quando diventa mamma, rinuncia ai sontuosi vestiti di corte, poiché la vediamo spesso con il figlio in grembo. Il pubblico percepisce quindi il cambiamento del suo personaggio attraverso i costumi”.

IL CAST

 

L’attrice nominata all’Oscar® Natalie Portman afferma di aver svolto diverse ricerche per interpretare il ruolo di Anna Bolena, basandosi non soltanto sul personaggio descritto dal romanzo, bensì anche sulle fonti storiche, che rivelano come Anna fosse una donna assolutamente figlia del suo tempo ma allo stesso tempo proiettata nel futuro.  “Anna aveva un senso di rispetto per la sua persona, nient’affatto comune nella sua epoca. Pensava di meritare una condizione migliore rispetto a quella in cui era nata, e fu proprio questa ambizione che le fu fatale”, spiega l’attrice.  “Il matrimonio all’epoca non si fondava sull’amore, bensì sull’unione di famiglie che intendevano accrescere il loro potere. Anna accetta questa consuetine ma è spiazzata dal fatto che Enrico sia un uomo affascinante, bello e molto colto. Trova in lui un compagno ‘intellettuale’  e grazie al suo carattere impavido, riesce ad attirare l’attenzione del re”.

 

Essendo figlia unica, Natalie si è affidata alla sua co-protagonista per comprendere a fondo il legame fra due sorelle.  “Scarlett ha tre fratelli e mi ha insegnato cosa singifica la complicità in famiglia. E’ una attrice meravigliosa e molto simpatica. In ogni scena le due sorelle esprimono una varietà di sentimenti, negativi e positivi: affetto, competizione, senso di colpa, conflitto, ma soprattutto intimità”.

 

Anche la Johansson ha svolto dettagliate ricerche per il suo ruolo. “E’ interessante leggere della vita dei Tudor”, afferma. “Mentre il resto del mondo soffriva e combatteva guerre di religiose e di conquista, la corte reale viveva in un mondo a sè”.

 

Tuttavia la Johansson si è basata principalmente sul romanzo, per capire il background del suo personaggio.  “Non si sa molto della vita di Maria”, spiega l’attrice.  “Esistono varie versioni della sua relazione con Enrico VIII, ma nulla si sa veramente della

sua personalità.  Non è stato scritto nulla su di lei, né ha riscosso mai alcun pubblico interesse. Era considerata solo come una delle amanti del re. Perciò la fonte più esauriente è l’immaginazione di Philippa Gregory, l’autrice del libro, che mi è stata di incredibile aiuto.

 

“Le sorelle Bolena sono descritte come le due metà della stessa persona. Penso sia vero nel caso di sorelle che hanno un’età simile, anche se non sempre lo ammettono”, spiega.  “Maria ammira e rifiuta di Anna proprio quei tratti che vorrebbe possedere lei.  Allo stesso modo Anna, alla fine della storia, si rende conto di desiderare di possedere alcune qualità di Maria”.

 

Scarlett Johansson è stata gratificata dall’opportunità di lavorare con la Portman.  “Il cinema è un mondo molto competitivo, ed è raro che offra due ruoli femminili così forti all’interno dello stesso film”, afferma l’attrice.  “Natalie è gentile e generosa, sia a livello personale che nella sue performance. E’ stato entusiasmante lavorare con lei”.

 

Chadwick era inoltre allettato di mostrare, in L’ALTRA DONNA DEL RE, Re Enrico VIII  nel modo in cui Anna e Maria lo vedono: potente, affascinante, sensuale, così diverso da come viene generalmente raffigurato.  “Philippa Gregory descrive infatti Enrico VIII come un uomo bello e inteligente, che in seguito fu distrutto dalla follia”, dichiara il regista. 

 

Nel ruolo del giovane Re Chadwick ha voluto Eric Bana.  Bana ha una carriera molto consolidata a Hollywood, ma è stato il suo background nell’improvvisazione a convincereo il regista. “Eric è una splendida star del cinema, ma la sua esperienza nell’improvvisazione gli consente di mostrare il calore e l’umanità di quest’uomo che fu re d’Inghilterra”.

                                        

“Mia moglie aveva letto il libro, così come altre donne che conosco, come ho scoperto in seguito” dice Bana.  “Penso che le donne siano interessate alla storia, perché mostra due lati molto forti della psiche femminile: in termini moderni, Anna è la donna ambiziosa, che vuole fare carriera, mentre Maria è il prototipo di una donna che ama l’amore e la famiglia. Mi piace molto lo stile di Philippa, è vivido, raffinato e pieno di personaggi spiacevoli”.

 

“Mi attraeva la complessità del mio personaggio”, continua.  “Ho avvertito dietro ogni sua azione, anche quelle più negative, una logica che sono riuscito a comprendere. Alla fine del film lo spettatore capisce che il re prenderà una brutta piega: presto diventerà un marmocchio viziato, imprevedibile e pericoloso. Conduce una doppia vita, ha gli occhi di tutti puntati addosso, ed è ipnotizzato da Anna”.

 

Bana nutre una grande stima per la Portman e la Johansson: “Sono due grandi attrici, di grandissimo talento, capaci di mettere in scena una vastissima gamma di emozioni. Sono rimasto estasiato nel vederle lavorare, oltre tutto hanno ormai una carriera molto consolidata pur essendo ancora giovanissime. Il loro rapporto familiare è stato sviluppato con molta naturalezza”.

 

L’attrice nominata all’Oscar® Kristin Scott Thomas, interpreta la madre di Maria e di Anna, Lady Elizabeth Bolena, che cerca di proteggere le sue figlie, pur cercando di assicurare  loro il successo nella vita.  “La questione della sopravvivenza, per le donne, si riduceva al matrimonio”, osserva l’attrice.  “Un buon matrimonio voleva dire che la donna aveva un posto dignitoso dove vivere e del cibo assicurato.  Allo stesso tempo, nel film, Lady Elizabeth è una donna religiosa, vuole il meglio per le figlie e teme che possano perdere un’occasione. Diventa  un po’ la coscienza delle due sorelle e le osserva mentre si perdono metaforicamente nei meandri della corte”.

 

“E’ strano descrivere quell’epoca con le parole del nostro moderno vocabolario. Ma c’è da dire che in fondo gli esseri umani non sono cambiati poi così tanto nel corso del tempo”,

continua.  “Ci<ò che è diverso è il loro comportamento, ma non le loro emozioni o i loro sentimenti”.

 

David Morrissey interpreta il Duca di Norfolk, lo zio di Anna e di Maria Bolena.  Uomo di potere che agisce nell’ombra, il Duca trama per riuscire a collocare la famiglia Bolena nei massimi ranghi della Corte con ogni mezzo necessario.

 

Morrissey osserva: “Il Duca era anche lo zio di Katharine Howard, la quinta moglie di Enrico VIII.  Era un manipolatore ambizioso, spietato, privo di scrupoli, perlomeno per ciò che riguardava le nipoti. Nonostante sia oggi scandaloso pensare che qualcuno possa trattare i suoi parenti in questo modo, all’epoca le donne non erano altro che merce di scambio”.

 

Jim Sturgess, che interpreta Giorgio Bolena, descrive il suo personaggio come “un simpatico mascalzone, con uno spiccato interesse per la vita di corte e per tutto ciò che essa poteva offrirgli. E’ un padre e uno zio ambizioso, che intende sfruttare il proprio ruolo in questo gioco strategico, anche se in fondo è solo una pedina”.

 

Oltre all’opportunità di lavorare con la Portman e la Johansson, Sturgess era affascinato dal tipo di film che Chadwick intendeva realizzare.  “Il regista ha voluto catturare la realtà della corte di quel tempo, mostrando la follia e la corruzione della vita di palazzo”, spiega. 

 

“Giorgio, Anna e Maria sono un trio”, spiega Sturgess.  “Giorgio è il mediatore fra le due sorelle, con cui ha un rapporto molto affettuoso. Penso che in realtà parteggi di più per Anna, perché è lei la più birichina fra le due, ma adora entrambe le sorelle. Infatti è proprio l’amore e la  lealtà che prova per Anna che finirà, infine, per ucciderlo”.

 

 

LA PRODUZIONE

 

L’ALTRA DONNA DEL RE è stato girato in alta definizione. Dice Justin Chadwick: “Avevamo girato ‘Bleak House’ in alta definizione, apprezzandone la diversa qualità ottenuta del look finale del film, quindi ero contento che la Sony volesse nuovamente utilizzare questo metodo. L’enorme vantaggio è che non c’è nulla di nascosto, qualsiasi dettaglio è visibile. Nei primi piani si ha l’impressione di poter quasi toccare l’attore, di guardarlo negli occhi. Nei film in costume generalmente si prediligono le visioni d’insieme, mentre io volevo catturare le performance degli attori, e non fare solo grandangoli delle bellissime location in cui giravamo. Il film avrà un look molto particolare”.

 

“Girare in alta definizione offre varie possibilità”, dice Kristin Scott Thomas.  “Abbiamo potuto effettuare molte riprese.  Justin è un regista generoso e sensibile e ci ha dato l’opportunità di girare un film pieno di passione”.

 

Chadwick voleva girare il più possibile “on location”. “Quando i personaggi sono immersi nei luoghi reali, la loro performance ne beneficia enormemente”, spiega il regista. 

La maggior parte degli esterni del film sono stati girati in vari castelli e proprietà sparsi per l’Inghilterra, ma per quanto riguarda gli interni, l’aspetto ‘invecchiato’ dei luoghi, voluto da Chadwick, ha richiesto la costruzione dei set nei teatri di posa.  “Abbiamo visitato molte delle vere località della storia del film, fra cui il Castello di Hever, dove la famiglia Bolena visse per qualche tempo, ma la maggior parte di questi luoghi sono ormai solo mete turistiche ristrutturate per i visitatori. Non possiedono più quell’atmosfera che li caratterizzava durante il regno di Enrico VIII”.

 

John-Paul Kelly, lo scenografo, ha svolto molte ricerche sul periodo Tudor e ha visitato alcune potenziali location.  “Ho condotto i sopralluoghi con Justin e Kieran

McGuigan, il direttore della fotografia.  Abbiamo girato molto materiale e discusso dell’aspetto che doveva avere il film. Justin voleva un look moderno e vivo.  Il periodo Tudor era pieno di energia, un periodo di grandi sconvolgimenti mondiali e la corte di Enrico VIII inaugurò la moderna Inghilterra che conosciamo oggi.  Volevamo che i fondali risultassero vivi e vibranti. Il nostro punto di partenza era bilanciare l’accuratezza storica con la creazione di una storia moderna ed eccitante”. 

 

Per creare questa atmosfera unica, Kelly ha frugato tra vecchie fotografie di tutto il mondo, in cerca di ispirazione. Ha trovato idee per la sua rappresentazione della corte dei Tudor in immagini assai diverse fra loro, come alcune scene di strada in India e i nightclub di Berlino.  Kelly afferma che, laddove era importante per i filmmakers non avere elementi anacronistici nel film, allo stesso tempo si è cercato di “regalare al film l’essenza del periodo senza immergere lo spettatore nei dettagli. Volevo riflettere il gusto e l’eccitazione delle immagini che ci hanno appassionato”.

 

Due dei set più importanti del film sono la casa della famiglia Bolena e il Whitehall Palace, la sede della corte di Enrico VIII.  Per girare la sequenza del ballo di Whitehall, Kelly e la sua squadra hanno riprodotto le grandi sale di Whitehall Palace all’interno di due teatri di posa, nel George Lucas Building, degli Studi di Elstree, a Londra. Secondo Kelly, è una scena chiave del film, perché è il momento in cui “le sorelle Bolena subiscono per la prima volta, il pieno fascino della corte di Enrico. E ovviamente reagiscono ognuna a modo suo; Anna viene totalmente catturata da quel mondo, mentre Maria ne è intimorita”. 

 

Il set di Kelly è stato costruito proprio per dare enfasi a quel momento.  “Abbiamo creato un grande e lungo corridoio che desse il senso dell’enormità del Palazzo.  Volevamo che il ballo assomigliasse a una festa, dove la gente può liberamente muoversi da una stanza all’altra, in cui l’azione è ripresa da diverse angolature, non solo mostrando la classica grande scena del ballo come spesso avviene in questo genere di film.  Nonostante l’ambiente non sembri affatto un nightclub di Berlino, ne possiede forse quel tipo di atmosfera soffusa ed elettrizzante”.

 

Il set preferito di Kelly era la camera da letto di Enrico, anch’essa costruita in un teatro di posa. Afferma lo scenografo: “Ho immaginato la scena in cui Enrico conduce Maria in una stanza sulle cui pareti è dipinta una foresta, quindi ho deciso di dipingere un murale utilizzando i colori che sarebbero stati usati sulla tappezzeria.  Inoltre, poiché non è rimasto granché del mobilio di quel periodo, lo abbiamo ideato noi.  Mi sono davvero sbizzarrito, soprattutto quando ho disegnato e costruito il letto di Enrico VIII!”

 

Whitehall Palace fu bruciato e quindi ricostruito, pertanto non esistono molte fonti rispetto al palazzo originale del 1530. “In realtà, il palazzo aveva molti lunghi e bui corridioi con mobili scuri.  La difficoltà in questo film è stato trovare degli ambienti adatti a raccontare la storia in modo fantasioso e allo stesso tempo verosimile”, spiega Kelly.

 

Sia lo scenografo che la costumista Sandy Powell si sono ispirati alla  tavolozza di colori utilizzata dal pittore di ritratti Hans Holbein.  “Quando Holbein dipinse la corte di Enrico VIII, lo fece in modo totalmente diverso rispetto ai suoi contemporanei”, spiega Kelly.  “La sua tavolozza era molto particolare, comprendeva i toni del turchese, il  blu elettrico e un verde profondo.  Abbiamo scelto il nostro schema cromatico proprio sulla base di questi colori, e ci siamo coordinati in modo da rendere l’arredamento e gli abiti complementari.  Tutto, nel film,  racconta la stessa storia”. 

UN PO' DI STORIA

RE ENRICO VIII

 

Enrico Tudor nacque nel 1491, secondogenito del Re Enrico VII d’Inghilterra. Suo fratello maggiore Arthur morì, lasciando ad Enrico la successione al trono di Inghilterra. All’inizio il Re sposò Caterina d’Aragona, la vedova di suo fratello, un’unione permessa solo dalla legge cattolico-romana dell’epoca, poiché era stato affermato che il matrimonio fra  Katherine e Arthur non fosse mai stato consumato. Caterina diede a Enrico una figlia, Maria. Enrico divorziò da Caterina, dopo essersi innamorato di Anna Bolena. Il suo desiderio di un erede maschio ebbe un forte peso nella sua decisione di sposare Anna, che era incinta di lui, ma anche Anna diede allla luce una bambina, Elizabeth. Il matrimonio durò solo tre anni poiché Anna fu decapitata per infedeltà, un’accusa assai grave per la consorte del re. Enrico si affrettò a sposare Jane Seymour, che morì di parto, non prima però di aver dato alla luce l’erede a cui il re anelava da tempo: il Principe Edoardo.

 

Enrico quindi organizzò un matrimonio con Anne of Cleves, di cui si racconta si fosse invaghito ammirandola in un bel ritratto che le aveva fatto Hans Holbein. Ma quando la incontrò non gli piacque più e il matrimonio non fu mai consumato. Catherine Howard, un’altra nipote dell’astuto Duca di Norfolk, fu la successiva moglie di Enrico, ma anche lei fu condannata a morte per infedeltà dopo due anni. La sua sesta e ultima moglie Catherine Parr, gli sopravvisse. Enrico morì nel 1547, all’età di 56 anni.

 

Gli succedette prima il figlio di nove anni, Edoardo VI, che regnò per sei anni.  Alla sua morte, salì al trono Lady Jane Grey, che non era in linea diretta di successione al trono e fu quindi costretta a deporre la corona dopo solo nove giorni, quando la figlia di Caterina d’Aragona, Maria, fece un ingresso trionfale a Londra. Maria meritò l’appellativo di “Sanguinaria” per via della sua totale intolleranza nei confronti dei non cattolici. Quando morì, la figlia di Anna Bolena, Elisabetta, fu incoronata Regina d’Inghilterra, inaugurando un lungo e celeberrimo regno che passò alla storia come ‘l’età d’oro’.

 

Giovane e vigoroso, Re Enrico invase la Francia, sconfiggendo gli Scozzesi a Flodden Field e scrisse un trattato contro la riforma della Chiesa: il Papa lo ricompensò per questo, conferendogli il titolo di “Difensore della Fede”. Tuttavia, l’idea ossessiva di riuscire ad avere un erede maschio che potesse salire dopo di lui al trono di Inghilterra, lo indusse a divorziare da Caterina, e per questo fu condannato dal Papa che aveva rifiutato di annullare l’unione. 

Enrico si separò da Roma, creando una scissione fra la Chiesa d’Inghilterra e la Chiesa Cattolica Romana, affermando la supremazia della Monarchia, un evento che alterò enormemente la politica inglese e l’intera cristianità occidentale, minando il potere assoluto della Chiesa di Roma.

GLI ATTORI

 

In seguito al suo debutto, all’età di 11 anni, nel film di Luc Besson The Professional, NATALIE PORTMAN (Anna Bolena) è apparsa in numerose produzioni, fra cui Beautiful Girls, Everyone Says I Love You (Tutti dicono I Love You), Mars Attacks!, Anywhere But Here (La mia adorabile nemica), Where The Heart Is (Qui dove batte il cuore), e la produzione teatrale di “The Diary of Anne Frank.”

 

Mentre ultimava gli studi in psicologia presso l’Università di Harvard, la Portman è stata la protagonista dei prequel di Star Wars (Guerre Stellari), di Cold Mountain, della produzione al Public Theater's Central Park  di “The Seagull” al fianco di Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman, di Garden State, e di Closer, che le è valso una nomination all’Oscar® nonché un Golden Globe® come Migliore Attrice Non Protagonista.

 

La Portman di recente ha interpretato Mr. Magorium’s Wonder Emporium (Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie), Goya’s Ghosts (L’ultimo inquisitore) di Milos Forman, My Blueberry Nights di Wong Kar Wei, e V for Vendetta.  E’ apparsa inoltre in The Darjeeling Limited (Il treno per il Darjeerling) di Wes Anderson.  Presto la vedremo in Brothers, al fianco di Jake Gyllenhaal, per la regia di Jim Sheridan.

 

Con più di dieci anni di carriera al suo attivo, candidata quattro volte al Golden Globe® e vincitrice di un BAFTA, SCARLETT JOHANSSON (Maria Bolena) si è imposta come una delle giovani attrici di maggior talento a Hollywood. La Johansson è stata elogiata dalla critica e premiata con un Premio alla Migliore Attrice al Festival di Venezia, per il suo ruolo protagonista al fianco di Bill Murray in Lost in Translation, l’apprezzato secondo film di Sofia Coppola. In seguito la Johansson ha incarnato l’incantevole Girl With a Pearl Earring (Ragazza con l’orecchino di perla), un film basato sul romanzo omonimo sul pittore Johannes Vermeer (interpretato nel film da Colin Firth). La Johansson ha ricevuto nomination al Golden Globe® per le sue performance di A Love Song for Bobby Long (Una canzone per Bobby Long) e per Match Point di Woody Allen.

 

All’età di 14 anni, la Johansson ha ottenuto il riconoscimento mondiale per la sua performance di Grace Maclean, l’adolescente traumatizzata dall’incidente a cavallo nel bel film di Robert Redford The Horse Whisperer (L’uomo che sussurrava ai cavalli). In seguito è stata la protagonista del film di Terry Zwigoff Ghost World, ottenendo il premio come Migliore Attrice Non Protagonista al Toronto Film Critics Circle. La Johansson è apparsa inoltre nel film drammatico dei Fratelli Coen The Man Who Wasn’t There (L’uomo che non c’era), al fianco di Billy Bob Thornton e Frances McDormand. Di recente ha interpretato:  The Nanny Diaries (Il diario di una tata), al fianco di Laura Linney; The Prestige di Christopher Nolan, con Hugh Jackman e Christian Bale; il film dei fratelli Weitz In Good Company e The Island al fianco di Ewan McGregor per la regia di Michael Bay.

 

Altri suoi film comprendono la commedia di Rob Reiner North; il thriller Just Cause (La giusta causa), con Sean Connery e Laurence Fishburne; e un ruolo innovativo nel film apprezzato dalla critica, Manny & Lo, che le è valso una nomination all’Independent Spirit Award. Nata a New York, la Johansson ha debuttato come attrice professionista all’età di otto anni nella produzione off-Broadway di “Sophistry”, al fianco di con Ethan Hawke, in scena al Playwright’s Horizons di New York.

 

 

Eric Bana (Re Enrico VIII) è stato il protagonista del controverso film drammatico di Steven Spielberg Munich, elogiato dalla critica. Bana ha ottenuto il riconoscimento a livello mondiale per la sua interpretazione del complesso personaggio di Avner, l’agente israeliano scelto alla guida di una

quadra di agenti speciali, incaricati di rintracciare e uccidere gli

uomini responsabili dell’attacco terroristico, in cui 11 atleti della squadra olimpica israeliana furono assassinati alle Olimpiadi di Monaco di Baviera nel 1972. 

Nato in Australia, Bana si è fatto conoscere dal pubblico americano con il ruolo di Mark “Chopper” Read nel film Chopper. Sulla scia del successo riscosso in Australia, il film ha debuttato in America al Sundance Film Festival 2001, e quindi è stato distribuito in diverse città statunitensi. Per la sua performance in Chopper, Bana ha vinto il Best Actor Award da parte dell’Australian Film Critics Circle e dell’ Australian Film Institute.

 

Nel 2001 Bana ha recitato al fianco di Josh Hartnett, Ewan McGregor e Tom Sizemore, nel film di guerra di Ridley Scott Black Hawk Down, interpretando uno dei soldati americani che partono per la missione ‘maledetta’ in Somalia.

 

Bana ha quindi interpretato Bruce Banner, il medico genetico i cui esperimenti lo trasformano in Hulk, nel film tratto dalla popolare striscia di fumetti della Marvel Comics. Diretto da Ang Lee, il film presenta Jennifer Connelly, Josh Lucas e Nick Nolte. Nel 2004, Bana ha vestito i panni di Ettore nel dramma epico di Wolfgang Petersen Troy, basato sull’Iliade di Omero, con Brad Pitt e Orlando Bloom.

 

Recentemente Bana è stato il protagonista di Lucky You (Le regole del gioco) di Curtis Hanson, al fianco di Drew Barrymore.  Di recente ha interpretato il film australiano Romulus, My Father.  Il suo prossimo ruolo sarà in The Time Traveler’s Wife, un adattamento dell’omonimo bestseller, al fianco di Rachel McAdams, nonché nel remake di J.J. Abrams di Star Trek.

 

Kristin Scott Thomas (Lady Elizabeth Bolena) è una vera e propria star internazionale. L’attrice inglese ha recitato al cinema, in teatro e in televisione a Hollywood, in Inghilterra e in Francia.

 

La prima volta che è stata notata dal pubblico di tutto il mondo è stato nella famosa commedia romantica al fianco di Hugh Grant, Four Weddings and a Funeral (Quattro matrimoni e un funerale); quindi ha recitato accanto a Robert Redford in The Horse Whisperer (L’uomo che sussurrava ai cavalli) nel ruolo della madre di Scarlett Johansson.  E’ stata nominata all’Oscar® per la sua performance nel film di Anthony Minghella The English Patient (Il paziente inglese) ed è stata elogiata dalla critica per il suo ruolo nel premiato film di Robert Altman Gosford Park.  Di recente è stata la protagonista di The Walker e ha doppiato uno dei ruoli di The Golden Compass (La Bussola d’Oro).

 

L’attrice, che parla benissimo il francese, ha lavorato con molti registi stranieri fra cui, di recente, con Francis Veber in Le Doublure.

 

La Thomas è stata inoltre la protagonista della produzione teatrale di “The Seagull” in scena nella West End londinese.  Nel 2004 è stata nominata al prestigioso Olivier Award per la sua performance in Three Sisters.

 

Nel 2003 la Thomas ha ricevuto l’OBE  Award per il suo contributo al mondo dell’arte, nel corso della Cerimonia in Onore del Compleanno della Regina.

 

I FILMMAKERS

 

JUSTIN CHADWICK (Regista) di recente ha diretto “Bleak House”, il pluripremiato adattamento del classico di Charles Dickens. Apprezzata in tutto il mondo, la serie drammatica ha vinto due Emmy Awards (fra dieci nominations, compresa quella di Miglior Regia) e cinque BAFTA Awards (fra 14 nomination), compresa quella di Migliore Serie Drammatica.  “Bleak House” è stato inoltre nominato a due Golden Globe®, quattro Royal Television Society Awards, tre Broadcasting Press Guild Awards, tre Satellite Awards, e al Television Critics Award.

 

Chadwick in precedenza aveva diretto per la televisione britannica le popolari serie Spooks, Red Cap, e The Vice.

 

 

Peter Morgan (sceneggiatura) è stato nominato all’Oscar®, ha vinto il Golden Globe® ed è stato onorato dai critici di New York, Los Angeles, Londra, Chicago, e Toronto; ha inoltre ricevuto l’Osella al Festival di Venezia 2006 per la sua sceneggiatura di The Queen. Il film, diretto da Stephen Frears e interpretato da Helen Mirren nel ruolo della regina, ha registrato incassi record, ed è stato elogiato dalla critica sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti.

 

Morgan ha inolte vinto il BAFTA Award per la Migliore Sceneggiatura, adattata dal romanzo di Giles Foden The Last King of Scotland (L’ultimo re di Scozia). Il film è stato diretto da Kevin McDonald e interpretato da Forest Whitaker e James McAvoy. 

 

Nel 2006, Channel 4 ha trasmesso Longford, una fiction sulla controversa relazione fra Lord Longford, un membro della Camera del Lord, e Myra Hindley, una donna condannata all’ergastolo per aver ucciso un bambino. La sceneggiatura è valsa a Morgan il BAFTA Television Award.

 

Morgan ha iniziato la sua carriera di sceneggiatore, leggendo e correggendo i copioni di Hollywood e scrivendo film dimostrativi; ha scritto la sceneggiatura del suo primo film, Shalom Joan Collins, nel 1989. Da allora ha scritto altri drammi televisivi fra cui Micky Love, Metropolis, The Jury, e nel 1993, Henry VIII, premiato con un Emmy e interpretato da Ray Winstone.

 

Nel 1993, il suo dramma politico The Deal, che descrive il rapporto fra Tony Blair e Gordon Brown, il premier inglese e il Ministro del Tesoro, è stato trasmesso da Channel 4. Per il suo lavoro Morgan è stato premiato con un BAFTA per la Migliore Sceneggiatura Originale. The Deal è diretto da Stephen Frears.

 

Il play più recente di Morgan, “Frost/Nixon”, è andato in scena sia nella West End londinese che a  Broadway. L’attore Frank Langella ha vinto il Tony Award per il suo ritratto di Nixon e anche Morgan è stato nominato al Tony.  Morgan ha adattato il suo play in una sceneggiatura per la Working Title Films e la Imagine Entertainment; il film, diretto da Ron Howard, sarà distribuito nel 2008. 

 

 

Vincitrice di due Oscar® per il suo lavoro in The Aviator, di Martin Scorsese, e in Shakespeare in Love, di John Madden, SANDY POWELL (Costumista) aveva già ricevuto altre cinque nomine per il suo lavoro in Mrs. Henderson Presents, Gangs of New York, Velvet Goldmine, Wings of the Dove e Orlando. Ha vinto inoltre il BAFTA Award per Velvet Goldmine a cui è stata nominata per ben nove volte. Altri premi comprendono riconoscimenti da parte dell’ Evening Standard per il suo lavoro in Orlando e Edward II.

 

La Powell ha studiato alla London Central School of Art e ha iniziato la sua carriera nel cinema collaborando con Derek Jarman,  nel suo film Caravaggio. Altri film in cui ha lavorato comprendono: Interview with the Vampire, Michael Collins, The Butcher Boy, e The End of the Affair, tutti diretti da Neil Jordan.  Di recente ha collaborato con Martin Scorsese nel film premio Oscar®  The Departed.

 

postato da: cinemotore alle ore 09:40 | Permalink |
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