sabato, 12 maggio 2007

Jennifer Morrison "per curare mia nonna da piccola sognavo di diventare la  Dr.ssa House"

di Paolo Calcagno      

 

MILANO – Fans in delirio al quinto Telefilm Festival milanese per la deliziosa Jennifer Morrison, interprete della dottoressa Allison Cameron in “Dr. House” , il serial tv più amato dagli italiani (i picchi di ascolto del telefilm di Italia 1 hanno superato i 6 milioni e mezzo di telespettatori). Urla e invocazioni di autografi hanno accompagnato il photocall della 28nne attrice americana, nello spazio adiacente al cinema Apollo, dove è in corso  l’annuale appuntamento con i cultori dei telefilm, presenti a migliaia, provenienti da varie regioni italiane, agli incontri e alle proiezioni del Festival organizzato dai profeti delle serie-tv, Leo Damerini e Fabrizio Margarina, autori anche del Dizionario dedicato a questo genere televisivo e pubblicato da Garzanti.

     Fisico da modella, con gambe chilometriche, seni in posizione da sparo e candidi lampi di compiacimento nel divertito sorriso da diva, Jennifer ha saputo farsi perdonare con cordialità e simpatia l’ora di ritardo con cui ha percorso i 25 metri che separano il suo hotel dalla piazzetta milanese dove è stato allestito il palco per le foto di rito ai protagonisti del Telefilm Festival.

    Diciamo subito che Jennifer è molto diversa dal suo personaggio Allison, permanentemente in adorazione del cinico “Dr. House”. Intanto è bionda, e poi non è per nulla timida, né riservata, né introversa come la dottoressa Cameron, e a differenza di questa che è sempre in pantaloni, indossa una vertiginosa minigonna che lascia poco all’immaginazione di ciò che sta oltre le sue splendide gambe.

    Pressata dalle domande dei giornalisti e quasi messa sotto tortura dagli organizzatori del Festival che le hanno chiesto se è vero che nella terza serie (attualmente in onda negli Usa e da settembre su Italia 1, in prima serata) il dottor Gregory House, alias Hugh Laurie, si arrenderà alle grazie femminili e resterà intrappolato in una romantica storia d’amore, Jennifer li ha piacevolmente cloroformizzati con risposte interminabili che, in maniera tutt’altra che esplicita, tuttavia qualcosa hanno svelato.

    “Intanto, voglio ringraziare il pubblico italiano per seguire così numeroso il nostro telefilm – ha attaccato la Morrison che l’anno scorso abbiamo visto accanto ad Angiolina Jolie e Brad Pitt in “Mr&Mrs Smith” -. Tra Allison e Gregory House qualcosa va avanti, stanno insieme in qualche modo. Tra loro qualcosa c’è sempre. In un certo senso, tra loro c’è un amore proibito, bello e impossibile. Mi piace pensare che il “Dr. House” sia innamorato di me” e credo che in segreto lo sia veramente. A metà della terza serie ci sarà una novità e verso la fine prenderà forma una nuova relazione e sarà qualcosa di veramente eccitante”.

   - E la nuova relazione il “Dr. House” l’avrà con Allison Cameron, con la dottoressa Cuddy o con un nuovo personaggio che arriverà a sorpresa?

    “Qualcosa succederà. C’è un punto in cui House si sente fortemente attratto e diventa affettuoso verso qualcuno. Qualcosa influenzerà la sua personalità e lo farà cambiare dopo aver passato una giornata intera con una persona. Certo, Se Gregory diventasse dolce e romantico non sarebbe più il “Dr. House”, tuttavia subirà un cambiamento. Aspettate e vedrete”.

     Jennifer, invece, è molto più esplicita sulla sua reale relazione con il collega Jesse Spencer, interprete del medico dello staff del “Dr. House” Robert Chase.

    “Sono molto felice con Jesse. Lui è molto diverso dal suo personaggio che è un po’ spigoloso. Jesse, invece, è un uomo dolce, attento agli altri, capace di tenerezze. Entrambi, comunque, sono molto intelligenti”.

   - Nel corso delle puntate, Allison Cameron è cambiata:è stata lei a trasformarla nella dolce e rompiscatole pupilla di House?

     “Cameron è un mix interessante, come persona. Nella prima serie doveva essere una donna non troppo bella di cui dovevano emergere il lato impegnato e le qualità professionali. Col tempo è diventata più femminile e spero che agli uomini piaccia. Sì, gli sceneggiatori accettano qualche nostro intervento sui caratteri e sui comportamenti dei  personaggi, ma soprattutto, nell’evoluzione della storia li trasformano in base ai rapporti che si stabiliscono sul set tra noi attori”.

  • E com’è il suo rapporto con Hugh Laurie?   

“Eccellente. Anche la tensione sessuale tra House e Allison è ben espressa grazie all’ottimo feeling che c’è nel nostro rapporto. Hugh è una persona fantastica e piacevole, è un magnifico compagno di lavoro. So di essere invidiata da tutte le donne che guardano il telefilm perché Hugh ha reso House veramente affascinante e qualsiasi donna vorrebbe averlo accanto come succede a me nella finzione. Sono stata davvero fortunata a trovarmi nel cast di questa serie che vive un grande successo. Dopo tante frustrazioni in film che nessuno ha mai  visto, per strada mi riconoscono e mi salutano in tutto il mondo”.

  • Pensa di restare legata al successo di “Dr. House”, anche a costo di invecchiare accanto a Hugh Laurie?

“Dipende. Se dovesse durare 5 o 6 anni, sì. Ma se dovesse spingersi fino a una decina d’anni, credo che  lascerei l’ospedale  e la “Medica Division” del “Dr. House”. Non vorrei fare per sempre Allison Cameron. Per ora mi piace l’evoluzione del mio personaggio, ma in futuro vorrei fare qualcosa di più creativo: in uno spot pubblicitario sto facendo una ragazza con un seno enorme. Vediamo quanto durano questo successo, la creatività degli sceneggiatori e la preferenza dei telespettatori”.

  • Il ruolo del medico le piace?

“A Chicago, la mia città, avevo una nonna con problemi di salute e quando ero piccola pensavo che avrei fatto il medico per poterla curare. Poi, sono diventata un’immunologa sul set. Talvolta, mi capita di incontrare qualche ragazza che mi saluta dicendo che da grande vorrà fare il medico come Allison Cameron. Questo mi rende contenta, perché significa che sono riuscita a trasmettere la passione di Allison per la medicina”.

  • Si farebbe curare dal Dr. House?
  • “Certo che sì”.

Paolo Calcagno           

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mercoledì, 09 maggio 2007

E A MILANO ARRIVA LA FICTION MONDIALE

Paolo Calcagno     

MILANO – “Epocale”. Così hanno definito la stagione ’06-’07 dei telefilm sulle tv italiane i direttori artistici del quinto Telefilm Festival, Leopoldo Damerini e Fabrizio Margaria, alla presentazione milanese dell’evento, in coda alla quale non è mancata una pepata polemica con il neo Fiction Festival romano del prossimo luglio. 

Il Telefilm Festival prenderà il via domani, a Milano, nelle 5 sale del cinema Apollo, e queste sono le cifre che caratterizzano il boom delle serie tv, da settembre dell’anno scorso a maggio di quest’anno: 40mila ore di trasmissione complessive sulle emittenti italiane e ascolti a mille. Lo share più alto lo vanta Italia 1 (21,95%), seguono La 7 (21,57%), Rete 4 (18,54%) e Raidue (10,62%).

Esperti e direttori di rete a convegno, talkshow con celebrità del piccolo schermo, tre giornate di proiezione, a partire da dopodomani, con ben 29 anteprime di episodi inediti, tra serie già in onda e novità in arrivo, uno spazio aperto al pubblico in Largo dei Marinai (in prossimità della Palazzina Liberty) con proiezioni di episodi-culto e giochi  a premi in tema, un incontro sulla qualità delle serie tv alla Università Cattolica, animeranno il quinto appuntamento del Telefilm Festival, evento milanese fra i più attesi in città e da parte dei fans di tutta Italia che da 5 anni vi partecipano a migliaia  .

Superstar della rassegna sarà Jennifer Morrison , interprete di “Dr. House”, che sul palco del Telefilm Festival svelerà i retroscena della fortunatissima serie e anticiperà le novità del ciclo della nuova stagione, in cui pare che il celebre medico con la passione per la moto e per il pianoforte, interpretato magnificamente dall’inglese Hugh Laurie,  s’innamorerà perdutamente. Aspettiamo Jennifer per saperne di più.

“Dr. House” è fra i titoli delle anteprime da non perdere del Telefilm Festival, assieme alle novità che hanno spopolato sui network americani, da “Ugly Betty” (dal 18 maggio, su Italia 1, in prima serata) in cui una ragazza bruttina e con un look retrò,  ha i suoi grattacapi come assistente della rivista di moda più trandy di New York; a “Heroes” (da settembre, in prima serata su Italia 1) con protagonisti dei mortali assai poco comuni che, sparsi per il mondo, scoprono di possedere eccezionali facoltà, nettamente al di sopra delle ordinarie capacità umane; da “Studio 60 on the Sunset Strip”, con Matthew Perry, ex di “Friends”, dietro le quinte di un network televisivo americano ; a “Dirt”, con Courteney Cox , la Monica  di “Friends”, direttrice di un giornale di gossip, costantemente all’inseguimento di scoop sulle celebrità di Hollywood. Inoltre, fra i bocconi più ghiotti il menu del Telefilm Festival annuncia una sequenza del nuovo film su “I Simpson”, in uscita a luglio nelle sale americane (e a settembre sui nostri schermi).

 Domenica, infine, sarà eletto l’erede di “O.C.”, vale a dire il “Telefilm dell’anno”, votato sul web fra i 10 titoli delle serie più viste nell’ultima stagione: 1) “Dr. House” (Italia 1); 2) “NCIS – Unità Anticrimine” (Raidue)”; 3) “C.S.I.: Miami” (Italia 1); 4) “Grey’s Anatomy” (Italia 1); 5) “C.S.I.: NY” (Italia 1); 6) “Senza Traccia” (Raidue); 7) “ Cold Case - Delitti Irrisolti” (Raidue); 8) “Invasion” (Canale 5); 9) “C.S.I.: Scena del Crimine” (Italia 1); 10) “Medium” (Raitre).

A conclusione della presentazione del Telefilm Festival milanese non sono polemiche e frecciatine all’indirizzo del nuovo Festival della Fiction che si terrà a Roma, dal primo al 7 luglio prossimo, di cui abbiamo dato notizia il mese scorso, dal Mercato Internazionale dei Programmi Tv (Mip) di Cannes.

“Il Fiction Festival romano beneficia di un budget elevatissimo, decine di volte superiore al nostro – ha commentato Antonio Visca, direttore di “Telefilm Magazine” e co-ideatore e co-organizzatore del Festival milanese -. Dopo la Festa del Cinema di Veltroni, ci sarà la Festa della Fiction di Marrazzo, e pare che vogliano mettere le mani anche sulla Pubblicità e sulla Moda. Bene, Roma è sempre più “caput mundi”, se vogliono possono, persino, portare gli “O’ Bei O’ Bei” sul Tevere strappandoli ai Navigli”. Evidentemente, verso manifestazioni come la nostra, gli amministratori di Roma hanno più sensibilità e interesse di quelli di Milano, visto che ogni anno siamo costretti a fare le nozze coi classici fichi secchi”.

Paolo Calcagno                      

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