domenica, 25 marzo 2007


ESCLUSIVO!! 

Intervista a Enrico Lucherini : "Il cinema non centra nulla con questi scandali, bisogna poi distinguere i Paparazzi da chi fa i ricatti"   

E' l'uomo al quale  mezzo cinema deve dire "grazie", il cinema che conta, quello di Fellini, di Mastroianni, della Loren e del Gattopardo, dei film arrivati in Italia  di Scorsese, Allen, De Niro  ma anche del cinema italiano degli ultimi anni da Tornatore a Verdone, da Risi a Pieraccioni


D.

Lucherini, dopo questi scandali sei stato chiamato  dai vari programmi tv?

E.L.

Certo!  Ma è inutile andare in trasmissione dove ti fanno sedere vicino ad una velina. Preferisco parlarne con chi ama  e conosce il cinema

D.

Cosa è cambiato, perché tante sconosciute alla ribalta?

E.L.

Una volta portavano "le veline" ovvero l'ultima notizia a Greggio a "Striscia la notizia" adesso la velina si siede, parla, cerca di recitare, ma non oltrepassa mai la soglia del cinema realmente immune da tutto questo

D.

In che senso ?

E.L.

E' fastidioso pensare che i ragazzi che vogliono fare questo mestiere pensino che ci siano questi tipi di tranelli, non è così, il mondo del cinema non è assolutamente quello che vogliono farci credere certi titoli "ad effetto"


D.

Ma cosa accadeva anni fa?

Io ho iniziato con La Dolce vita, un film a quel tempo già "scandaloso", la Ekberg prendeva schiaffi dal marito, qualche attrice si spogliava e veniva fotografata e le foto venivano pubblicate non c'era la morbosità di voler a tutti i costi cercare quello che in realtà non c'è, che non riguardava e non riguarda  il mondo del cinema  che cerco di difendere da questi scandali

D.

Allora perché si è arrivati a tutto questo ?

E.L.

Perché vediamo una tv squallida, quando si fanno programmi come "Uno, Due, Tre ..Stalla, Grande Fratello, L'Isola dei Famosi" non si fa altro che accendere i riflettori verso sconosciuti che non fanno altro che affollare  inutili nuovi giornali  - ma poi vendono? -  che pubblicano le loro "dichiarazioni", le loro "storie" che non interessano a nessuno e che non hanno nulla a che vedere con il mondo dI un vero artista


D.

Tra i vari film di cui vi siete occupati c'era "Troppo Belli" della coppia Costantino-Interrante

E.L.

Ci è stato commissionato dalla Medusa di lanciare il film, due ragazzi al di fuori del mondo del cinema, con i quali abbiamo lavorato per il film.

E' importante capire  che il lavoro è una cosa, la vita privata un'altra ma che comunque non ha nulla di scandaloso


D.

In che senso ?

E.L.

E' normale che quando fai una festa a casa, devi assolutamente fare selezione su chi entra, quando vai ad un party sai perfettamente chi potresti incontrare, quando sali su una barca o passi una settimana in una villa, sai che difficilmente si parla di "vacanza". Chi cerca questa notorietà con questo tipo di scorciatoie non arriverà mai al cinema.


D.

Il cinema poi è a Roma e la moda è a Milano


E.L.

Esatto. Qualcuno si è mai chiesto perché tutti questi scandali partono da Milano? Una Milano da "bere", una Milano legata alla moda,alle agenzie del nord, una città dove i party e i luoghi in cui si organizzano,  sono sempre più trasgressivi, se non vuoi incappare in problemi sai bene i posti da evitare, io per esempio preferisco Sabaudia e Cortina a Portocervo  dove non sono mai andato, sapevo che li c'era qualcosa distante dai miei interessi, a Cortina per esempio  di scandali non se ne parla, perché secondo voi? Nomi di star del cinema non escono nell'inchiesta. Secondo voi un bacio tra la Golino e Bentivoglio può dar fastidio se non ai diretti interessati che facendo parte del cinema non hanno bisogno di pubblicità, perché sono persone alle quali non interessa comparire se non sul set la mattina delle riprese dei loro film

D.

Ma come si vivevano nudi, droga e strane frequentazioni negli anni del vero cinema?

E.L.


Per quanto riguarda droga, forse al massimo si vedeva uno spinello, non si era assolutamente permissivi, per quanto riguarda i nudi, qualcuno si spogliava ma non si stava li ad alimentare la notizia, per le frequentazioni succedeva spesso magari che Fellini andava a parlare con i  Trans ma per rappresentarli, come Pasolini andava dai ragazzi che raccontava nei suoi film


D.

Che centra la politica in tutto questo?

E.L.

Niente, ma fa vendere di più. ogni giorno esce un settimanale con foto e nomi di persone legate anche alla politica, ma è solo un modo per vendere qualche copia in più, per fare più share in tv, ormai le news sugli scandali hanno battuto in ascolti anche del caso Cogne


D.

Cosa pensa dei paparazzi?

E.L.

Appena esco dalla casa di Sabaudia ne vedo sempre tanti in giro con l'asciugamano a nascondere l'obiettivo, ma una cosa è fare il paparazzo, un altro è fare ricatti per raccontare la vita privata delle persone che non gliene frega nulla a nessuno e grazie ai quali  i media stanno cavalcando l'onda in cerca di share


D.

Ma cosa pensi del fatto che la gente paghi per non far girare foto ?


E.L.

C'e' sempre stato!  L'importante è che non ci sia ricatto e non ci sia un'organizzazione mirata a fare foto che poi in quasi tutti i casi non hanno nulla di compromettente


D.

E cosa pensi che alcune ragazze si fanno pagare?

E.L.

Qualunque persona paga per andare con  ragazze, il povero o il ricco, il problema è la ragazza se si vende per arrivare a uno scopo


D.

Perché gli scandali sono legati a vallettine?

E.L.

Perché sono le stesse che non avendo più possibilità di farsi notare raccontano, si spogliano, dichiarano, ma non sanno che non arriveranno mai da nessuna parte

D.

Cosa pensi di Woodcock ?

E.L.

Viva la faccia! Finalmente un magistrato che a Potenza da anni lavora in prima linea, dalla politica al mondo dello spettacolo


Sergio Fabi

 

postato da: cinemotore alle ore 18:07 | Permalink |
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martedì, 20 marzo 2007

Last Minute Marocco

con VALERIO MASTANDREA – KESIA ELWIN - LORENZO BALDUCCI – JAMIL HAMMOUDI- DANIELE DE ANGELIS – ESTHER ELISHA – STEFANO DIONISI – PAOLO SASSANELLI  e con NICOLAS VAPORIDIS  con la partecipazione straordinaria di  MARIA GRAZIA CUCINOTTA

NOTE DI PRODUZIONE

Le riprese sono iniziate il 12 giugno ’06 in Marocco deve per quattro settimane si sono svolte tra Ouarzazate, Marrakech e Essauira. Le altre quattro settimane di ripresa sono state invece realizzate a Roma.

Girare in Marocco è stata da una parte un’esperienza entusiasmante, dall’altra ha presentato alcune difficoltà. Esaltanti sono il paesaggio, la luce, la vitalità di ogni luogo abitato, la naturalezza con cui le comparse partecipano al film. Difficile è coordinare spostamenti soprattutto per le distanze e lo stato di gran parte delle strade che non permettono spostamenti veloci. Particolarmente avventurose sono state le riprese nella piazza principale di Marrakech, dove per mantenere autenticità del luogo abbiamo girato con mezzi molto leggeri e con il minimo indispensabile di comparse, riuscendo a realizzare i ciak necessari prima che la folla travolgesse il set.
Il Marocco è stato scelto come teatro dell’avventura di Sergio e Valerio perché tra i paesi verosimilmente raggiungibili da un  adolescente è quello che presenta maggiore varietà, ricchezza di contrasti e contraddizioni sia dal punto di vista sociale che da quello ambientale e paesaggistico. L’evidente necessità di adattamento di un  occidentale che va per la prima volta in Nord Africa aiuta senz’altro a sottolineare sia il percorso psicologico di Sergio e Valerio che a costruire l’aspetto di commedia del film. Così il Marocco diventa luogo che per sua natura sottolinea le difficoltà dell’italiano in terra straniera e contemporaneamente costituisce un affascinante “paesaggio dell’anima” durante inaspettati incontri sentimentali.
L’ambientazione in Marocco permette inoltre di descrivere, anche se non in primo piano, vari aspetti di un paese che risulta tra i più interessanti per il contrasto tra la spinta decisa verso il nuovo e i retaggi della tradizione.  Tali aspetti vivono soprattutto nei personaggi di Jasmina e Tamu ma diventano utili per raccontare temi d’interesse universale quali ad esempio il rapporto tra uomo e donna e tra padri e figli. Il Marocco inoltre oggi appare come un paese che può costituire una sorta di ponte tra mondo arabo e occidentale, un luogo dove il confronto può esprimersi in termini non aspri ma di dialogo.

NOTE DI REGIA -

Trovo che partire da un soggetto non mio, cosa che mi succede per la prima volta con Last Minute Marocco, abbia molteplici lati positivi. Innanzitutto si può valutare l’idea più lucidamente, proprio perché non è nostra; in secondo luogo, se si interviene  da coautore, come è successo, nella successiva stesura di sceneggiatura, ecco che è possibile cercare un equilibrio tra i valori narrativi espressi nel soggetto e i temi  che ci sono più vicini. Del soggetto di Carla Casalini mi era piaciuto l’intreccio, la divisione e sovrapposizione dei piani di racconto, il ritmo incalzante che suggeriva, le potenzialità tematiche che esprimeva. Tematiche peraltro ricche e molteplici: la più evidente era l’incontro di culture, cristiana e musulmana, di particolare attualità e importanza,  anche se visto dal punto di vista di due storie private (Sergio e Tamù, Valerio e Jasmina) e narrato con tono leggero e piacevole.
Non secondario, poi, il tema del rapporto padre - figlio, che tocca l’importante scontro tra le due scuole di pensiero (genitore - genitore o genitore amico), al centro dei rapporti familiari.
Ma il tema più universale - e quello che risulta portante in Last minute Marocco -  è la possibilità di dare una svolta alla propria vita in età adulta. Ne sono interessati soprattutto Sergio e Valeria, ma tutti i personaggi della vicenda finiranno il loro percorso  con qualcosa che genera  un punto di vista diverso sulle cose. D’altra parte il tema della possibilità di cambiare a patto di esporsi e perdere qualcosa per acquistare altro era già ben presente in tutti i miei lavori precedenti: in  Emma sono io, ed a ben vedere anche nei corti, soprattutto in Quasi fratelli e Cassa veloce.
Sergio, il protagonista, è   un personaggio appagato solo apparentemente nel lavoro e nella sfera sessuale, rischia di rinunciare ad amare e, se vogliamo  vedere la seconda faccia della medaglia,  rischia in generale di rinunciare a scommettere su sogni e progetti nuovi, senza farsi più domande.

Costruendo scene e dialoghi abbiamo cercato di  equilibrare aspetto di riflessione e aspetto di intrattenimento, anche se il secondo chiaramente rimane centrale.
Il mio progetto di regia ha cercato di realizzare, pur avendo una buona parte delle location in un paese paesaggisticamente straordinario, inquadrature non oleografiche, immagini non esclusivamente descrittive. Ho cercato di  concepire gli esterni  non come puri fondali, sebbene  bellissimi, ma come ambienti capaci di suggerire le emozioni e il senso di spiazzamento dei  protagonisti.

I PERSONAGGI

Sergio è un architetto divenuto padre molto giovane e poco attento al figlio Valerio, nonostante abiti con lui. E’ un sognatore ad occhi aperti, appassionato di bioarchitettura ed energie rinnovabili. Non riesce a tagliare i ponti né con la ex moglie Valeria né con un lavoro che non sembra portargli grandi soddisfazioni. Inviato suo malgrado in Marocco scoprirà il fascino di questa terra e soprattutto di Tamu, una donna berbera che gli  farà da guida e si rivelerà in grado di farlo riflettere sulla vita condotta sino ad ora.

Valerio è un ragazzo diciassettenne che ha voglia di libertà e autonomia. Cerca di conquistarsela in maniera poco ortodossa, fuggendo in Marocco all’insaputa dei genitori, ma si troverà davanti a scelte che metteranno a prova il suo coraggio e la sua maturità: come quando deciderà di aiutare comunque Jasmina al di là del fatto che lei corrisponda o no i suoi sentimenti.

Tàmu è una donna berbera ripudiata dal marito e truffata da un poco di buono, Dente di Latta. Ottiene l’aiuto di Sergio, ma si comporta sempre con grande coerenza e dignità. E’ una donna che colpisce Sergio perché è diversa dalle donne occidentali e allo stesso tempo capisce i suoi problemi con il figlio e intuisce le mosse di Valerio e Jasmina in  fuga.

Andrea e Giacomo sono la classica coppia di amici opposti e complementari nelle idee e nel comportamento. Andrea pensa solo a spinelli, feste e ragazze da rimorchiare, è apparentemente superficiale ma capisce gli altri, Giacomo è serio e corretto, ma tende a essere poco diponibile e generoso.

Jasmina è una ragazza di origine marocchina nata e cresciuta in Italia. Si sente italiana a tutti gli effetti. Soffre per la mancanza di sintonia con il padre, che pensando di fare il suo bene, la sta indirizzando a un fidanzamento con il figlio di un amico defunto, non sapendo che l’uomo ha diverse cose da nascondere.

Samir è un ragazzo marocchino estroverso e simpatico che ha bisogno di essere rimesso un po’ in riga: ci penserà lo zio  che durante il viaggio lo coglierà in fallo e lo saprà responsabilizzare

Valeria è la classica madre fin troppo premurosa che non si è fatta  ancora una ragione della fine del matrimonio con Sergio, ma lasciata sola  e quindi libera, troverà piuttosto rapidamente un motivo di interesse in un suo affascinante cliente, Giorgio.


Sergio        VALERIO MASTANDREA
Tamu            KESIA ELWIN                     
Giacomo            LORENZO BALDUCCI
Valerio            DANIELE DE ANGELIS
Samir             JAMIL HAMMOUDI
Jasmina             ESTHER ELISHA
Andrea             NICOLAS VAPORIDIS
Guido            PAOLO SASSANELLI

 


L CAST

Valerio Mastandrea è stata una scelta molto fortunata perché ha saputo dare al protagonista disincanto e sensibilità allo stesso tempo, esprimendo molto bene lo spiazzamento di un occidentale in Marocco. Il suo rapporto con Tamu è fatto anche  di silenzi, di  rispetto, di curiosità. Valerio è stato capace di offrire al personaggio tutte le sfumature necessarie, quelle ironiche e quelle sentimentali.

Kesia Elwin, incarna la Tamu che era stata immaginata, per la sua bellezza dignitosa e mai banale. Inoltre ha dato spessore ed  equilibrio un personaggio molto essenziale nei dialoghi ma sempre capace di comunicare efficacemente i suoi stati d’animo.

Nicolas Vaporidis, dopo il  grande successo di “Notte prima degli esami”(2006) e reduce dall’ultimo,  ha creato  un personaggio più estroverso, spensierato e superficiale di quelli a cui ci ha abituato, non privo però di una sua istintiva capacità di empatia nei confronti degli altri,  riuscendoci  perfettamente.

Daniele De Angelis, segnalatosi con “Ma che ci faccio qui!” è stato scelto per la sua capacità di esprimere un personaggio timido ma determinato nello stesso tempo, ed  appare un adolescente sui generis, più tenero e sognatore rispetto ai suoi amici,  però sempre credibile

Lorenzo Balducci, è riuscito a descriverci un personaggio di “precisino” un po’ imbranato che però riesce a trovare   il momento giusto per scatenarsi, e ha  interagito molto bene con gli altri ragazzi i cui personaggi avevano carattere e comportamento opposti.

Jamil Hammoudi, con la sua energia e la sua vitalità, ha reso molto bene il personaggio di Samir, sia nei gesti che nei dialoghi, improntati a un romanesco marocchino molto divertente.

Esher Elisha ha impersonato perfettamente  una ragazza divisa tra la voglia di libertà  e il rispetto per i genitori, intelligente e  certamente matura e consapevole rispetto all’età del personaggio.

Maria Grazia Cucinotta ha delineato molto bene il percorso di un personaggio di madre ansiosa che scopre poi di meritarsi  la possibilità di un nuovo amore

postato da: cinemotore alle ore 18:55 | Permalink |
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