AQUAMARINE
AQUAMARINE è la storia di Claire (Emma Roberts) e Hailey (Joanna “JoJo” Levesque), due tredicenni amiche per la pelle, che vivono un’avventura straordinaria quando, in una piscina, scoprono una sirena (Sara Paxton) di nome Acquamarina.
Acquamarina è rimasta spiaggiata dopo che una enorme tempesta ha colpito la piccola cittadina della Florida dove Claire vive con i suoi nonni. Claire e Hailey stanno preparandosi al momento della separazione: la madre di Hailey, una biologa marina, sta infatti per trasferirsi con lei in Australia dopo quest’ultimo week-end di fine estate.
Bellissima, 18 anni, capelli blu, Acquamarina è scappata di casa prima delle nozze combinate per lei dai genitori, in cerca di un vero amore. Se riuscirà a provare a suo padre che l’amore non è una fantasia, suo padre la libererà da questo matrimonio combinato – ma il padre di Acquamarina, per questa dimostrazione, le ha concesso solo tre giorni. La sirena, allora, decide di farsi aiutare nella sua ricerca da Claire e Hailey, che si autodefiniscono esperte nei rapporti sentimentali, anche se in realtà la loro unica esperienza consiste nella lettura dei settimanali rosa.
Acquamarina s’invaghisce del bagnino del circolo nautico Capri Club, Raymond Calder (Jake McDorman): e quando la sirena promette a Claire e ad Hailey di esaudire qualunque loro desiderio se la aiuteranno a conquistare Ray, le due ragazze decidono di non farsi scappare l’opportunità: perché Hailey non si trasferisca in Australia, infatti, ci vorrebbe davvero una magia.
Ma addestrare Acquamarina nella difficile arte della conquista di un uomo è più facile a dirsi che a farsi. E poiché ormai mancano solo pochi giorni al gran ballo di fine stagione del Capri Club – l’ultima occasione perché Ray possa dichiarare il suo amore per Acquamarina e perché, di conseguenza, Claire ed Hailey vedano esaudito il loro desiderio – le ragazze decidono di fare un corso intensivo alla sirena in seduzione terrestre. Il corso comprende alcune mosse di sicuro successo – “Sorrido e vado via”, “Ti mando un abbocco e mi ritiro” – ma anche una visita dal parrucchiere e un nuovo guardaroba per Acquamarina, senza contare che bisogna occuparsi anche di Cecilia (la principale rivale di Acquamarina) e delle sue macchinazioni.
Le ragazze sperano che, finché Acquamarina manterrà le sue gambe terrestri e non le spunterà la sua mitologica coda, i desideri di tutti verranno esauditi. E, quel che più conta, ognuno imparerà qualcosa di importante sul potere dell’amicizia, sulla vera magia dell’amore e sull’importanza di restare… con i piedi per terra.
Note di produzione
La storia di AQUAMARINE ha inizio con il romanzo dell’acclamata scrittrice Alice Hoffman, i cui precedenti libri, Practical Magic e Here On Earth, erano già stati adattati con grande successo per il grande schermo. La Fox 2000, che aveva acquistato i diritti del libro della Hoffman, ne ha mandato una copia al regista Elizabeth Allen, insieme ad una prima stesura del copione. Sebbene la Allen non avesse ancora diretto un lungometraggio, i dirigenti della Fox 2000 erano infatti rimasti colpiti dal suo pluripremiato cortometraggio “Eyeball Eddie”, e stavano cercando un progetto con cui collaborare con la Allen.
La Allen si è subito entusiasmata. “La storia mi ha davvero ispirata – era come se mi parlasse”, dice. “Mi è sembrato fantastico poter esplorare il rapporto tra queste due ragazze amiche per la pelle, vedere come acquisiscono consapevolezza della loro individualità e di come diventano orgogliose di ciò che sono. Ma sono rimasta molto colpita anche dall’enorme potenziale visivo di questa storia. Era un’opportunità di fare qualcosa che non si vede molto spesso sul grande schermo, e tantomeno in quelle pellicole indirizzate prevalentemente alle adolescenti. Anzi, mi è sembrato proprio il film che avrei voluto vedere a quell’età!”.
Anche il produttore Susan Cartsonis, che si è unito al progetto dopo l’adesione della Allen, afferma di essere stata attratta dalla forte personalità delle protagoniste: “Da sempre mi interessano quei film che mostrano delle donne che acquiscono consapevolezza di sé”, dice la Cartsonis, che è stata anche una dirigente della Fox. “Quando lavoravo alla Fox, ho spinto molte pellicole che raccontavano di donne che, in un modo o nel’altro, dovevano prendere la loro vita in mano – ad esempio “Un uomo in prestito” (The Truth About Cats And Dogs) e “Buffy l’ammazzavampiri” (Buffy The Vampire Slayer); anche in seguito, quando ho lasciato la Fox, ho prodotto pellicole come “Qui dove batte il cuore” e “What Women Want”. AQUAMARINE, sebbene la sua storia sia così particolare ed originale, riflette una tematica molto vicina al mio core, ed ha il potenziale per influenzare le ragazze in un modo positivo e divertente”.
Finito il lavoro sulla sceneggiatura, la Allen ha iniziato ad occuparsi della scelta degli attori, a partire naturalmente dai ruoli di Hailey e Claire. Le prime due ragazze ad effettuare un provino sono state Emma Roberts e Joanna “JoJo” Levesque – che si sono rivelate subito una scelta perfetta. “Ci hanno lasciato senza fiato”, ricorda la Allen. “Alla Fox, abituati a mesi e mesi di provini snervanti, non potevano crederci: con un solo provino, avevamo trovato le nostre protagoniste”.
La scelta dell’attrice che interpretasse Acquamarina, invece, si è rivelata più laboriosa. Ci sono voluti infatti alcuni mesi per trovare un’attrice che avesse la giusta combinazione di bellezza, freschezza e pazza comicità, necessaria per interpretare questa magica creatura degli abissi. Ma Sara Paxton ha ricompensato tutti per l’attesa. Dice la Cartsonis: “Sara ha delle doti assolutamente perfette per Acquamarina. Ricorda le grandi attrici comiche del passato, con il loro modo buffissimo e personalisimo di vedere il mondo”.
Per Raymond, il bagnino su cui mette gli occhi Acquamarina, la Allen e la Cartsonis hanno effettuato molti provini, fino a quando non hanno trovato un giovane attore che non solo avesse le qualità fisiche, ma anche il giusto senso dell’umorismo per tenere testa alle doti comiche di Sara Paxton. Nota Elizabeth Allen: “Quando Jake McDorman è arrivato per il provino, ha iniziato a fare battute e a comportarsi in modo molto scanzonato. Per il personaggio di Raymond, ha trovato un approccio completamente diverso da quello che avevamo immaginato, che ci ha subito colpito”.
Anche la scelta degli esterni è stata abbastanza difficoltosa. Le riprese, infatti, dovevano assolutamente svolgersi tra febbraio e maggio, per coincidere con la pausa dagli impegni televisivi di Emma Roberts e Sara Paxton – il che ha immediatamente reso impossibile girare sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti, dove si suppone che la storia si svolga a fine estate. Dopo aver girato l’America in lungo e in largo, dalla Louisiana alla California, alla fine la produzione ha deciso di trasferirsi dall’altro capo del globo, in Australia.
Ma poiché la Costa d’Oro australiana ha un aspetto tropicale per sembrare sullo schermo uno stato americano come il Massachusetts, i realizzatori hanno deciso di spostare l’ambientazione della storia a Tampa Bay, in Florida. Questo, però, ha significato ricostruire la Costa del Golfo della Florida in Australia, e più precisamente nella cittadina di Tallebudgera, nel Queensland, circa 45 minuti a sud di Brisbane.
Questa impresa è stata affidata allo scenografo Nelson Coates (“Antwone Fisher”, “La giuria” [Runaway Jury], la serie ABC premio Emmy® “Stephen King’s The Stand”), che ha avuto la missione di creare il magico mondo dove Claire e Hailey scoprono la bellissima sirena. “Volevamo quel senso di familiarità senza tempo che una piccola cittadina poteva apportare alla storia”, dice Coates. “Dovevamo trovare un luogo e un’atmosfera che rendessero sullo schermo l’idillio di questa fine estate”.
Uno dei set principali è quello del Capri Beach Club, in quella che è la fittizia cittadina di Baybridge (Florida), dove nel film Claire vive con i nonni, Raymond lavora, le ragazze si ritrovano, e Acquamarina affiora dagli abissi. La troupe ha visitato vari circoli nautici della zona, ma nessuno sembrava prestarsi alla storia, che richiedeva uno stile informale, retro, tipico della East Coast americana. Nessuno dei circoli esistenti, inoltre, disponeva di una piscina, indispensabile alla storia e per il momento clou in cui la sirena si svela. Coates ha deciso allora di iniziare a progettare la piscina, e poi costruirle intorno un intero circolo nautico.
Ma questa scenografia ha dovuto fare i conti con le maree tipiche della zona, nonché con la possibilità di un ciclone tropicale, assai comune nell’area. “Il nostro set era proprio sulla spiaggia”, racconta Coates, “e data la particolarità del clima, le scenografie dovevano essere abbastanza robuste non solo per sopravvivere agli elementi atmosferici, ma anche al peso delle gru e di tutte le attrezzature necessarie alle riprese”.
Ma Coates ha dovuto concentrarsi anche su tutti quei piccoli dettagli necessari a rievocare la costa della Florida. Dice lo scenografo: “Ci siamo concentrati su quei piccoli dettagli propri della zona di Tampa Bay – dai segnali stradali alle palizzate sulla spiaggia, fatte di piccoli pezzi di legno e di fil di ferro, dalle palme, alle automobili, che dovevano avere la guida a sinistra: tutte cose comunissime in Florida, ma molto insolite in Australia”.
Molto comune in Florida, ma pressoché sconosciuta in Australia, è la cisterna come quella in cui Acquamarina si nasconde nel corso del film. Coates e il suo team ne hanno dovuta costruire una apposita – ma non senza difficoltà. “Per le norme di sicurezza”, spiega lo scenografo, “abbiamo costruito la cisterna in vari pezzi, anziché in un pezzo unico. Siamo partiti dalla base, e poi abbiamo costruito la parte inferiore per le sequenze acrobatiche”.
Per le scene ambientate nella cisterna vera e propria, Coates ne ha costruita una su un set separata, per poi realizzare gli interni in teatro di posa. “Abbiamo poi unito il tutto per far sì che sembrassero un pezzo unico”, dice: “ci è voluto un po’ di logistica, di geometria, ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.
Anche il colore è stato importantissimo nella creazione delle scenografie e del look complessivo di AQUAMARINE. Considerata l’importanza che nel film ha l’oceano – dal punto di vista narrativo, tematico e fisico – a dominare lo spettro cromatico del film è una fusione di colori ispirati al mare, per lo più blu e verdi. Insieme al direttore della fotografia, Brian Breheny, ACS, Coates ha lavorato per incorporare questo spettro cromatico in ogni livello del film – ad esempio nelle pitture, nei tessuti, nei costumi, nelle luci, e perfino nella coda della sirena.
Il direttore della fotografia Breheny ha puntato ad un’atmosfera pastello, molto glamour, che rievocasse i tipici circoli nautici americani degli anni Quaranta e Cinquanta. A questo scopo, Breheny ha giocato con dei fasci di luce sulle pareti di legno, che ne esaltassero la forma e la trama, illuminando appena possibile le scenografie dal fondo.
Altra collaboratrice essenziale per la definizione dei colori del film è stata l’ideatrice dei costumi, Sally Sharpe: “Ho cercato di creare un guardaroba”, dice, “che fosse il più possibile tipico della Florida: insomma, vestiti chiari, luminosi, tropicali, addirittura quasi-caraibici. D’altra parte, però, ho dovuto anche provare ad anticipare la moda, e quello che le ragazze avrebbero indossato di lì ad un anno, cioè a quando il film sarebbe uscito in sala. Per fortuna i personaggi del film vivono in una cittadina di provincia, per cui non è detto che i loro guardaroba debbano essere sempre all’ultimissima moda”.
La Sharpe, tuttavia, ha prestato grande cura affinché la personalità e lo sviluppo di ciascun personaggio si riflettessero nel suo guardaroba. “Claire, ad esempio”, dice, “indossa un rosa chiaro, che riflette la sua natura femminile, sempre in controllo, mentre Hailey ama colori più di terra, perché è un po’ un ragazzaccio, una monella. Poi, man mano che la storia evolve, anche il loro modo di vestirsi si fa più rilassato. Cecilia – la “cattiva” – indossa rosa e corallo, che vanno di conserva con la sua automobile rosa, come a dire colori sfacciati, primari, che significano subito “pericolo””. Ma se Cecilia e la sua gang si riconoscono subito per i loro abiti ed accessori alla moda, la sirena Acquamarina va in tutt’altra direzione, come se la moda neppure esistesse. “I suoi abiti rispecchiano la sua vita subacquea”, prosegue la Sharpe, “e infatti i suoi colori sono sfumature diverse di blu, verde, e perfino viola”. Quanto a Jake, “gli ho trovato abiti da surfista consunti ma anche morbidi e colorati. Anche se, a dire il vero, gli stava bene qualunque cosa gli provassi”.
Dal punto di vista dei costumi, la sfida più grande è stata comunque la creawione della coda di Acquamarina, responsabilità che è ricaduta sui JMB FX Studio, la società di effetti speciali di Jason Baird con sede sulla Costa d’Oro, e che si era già distinta per il lavoro svolto tra l’altro sui due ultimi capitoli della saga di “Matrix” e su “Star Wars: Episodio II – L’attacco dei cloni” (Star Wars: Episode II – Attack Of The Clones). Dice Baird: “La coda doveva essere molto realistica, un’estensione di Acquamarina: affusolata e sexy, eppure sottile e delicata nei movimenti”.
I JMB FX Studio hanno creato una coda simulando le scaglie di pesce e conferendole una linea affusolata, che abbracciasse le curve naturale del corpo femminile. Al contrario di qualunque altra coda di sirena fin qui apparsa sullo schermo, su ciascuna delle quattro code necessarie per le riprese (una indossata solo da Sara Paxton, una per la sua controfigura, una per le inquadrature della parte superiore del corpo e una in animatronic, che consentisse movimenti più fluidi ed aggraziati) ono state applicate 5.000 scaglie dipinte e applicate a mano.
Ogni coda è stata progettata per rispondere alle esigenze specifiche di scene particolari. All’inizio del film, ad esempio, Acquamarina esegue dei salti mortali nell’aria, con grande gioia di Claire e di Hailey. Per creare questo effetto, il team della JMB ha creato una piattaforma rotante, cui sono poi state legate sia la coda realizzata in animatronic sia la stessa Sara Paxton. L’attrice e la sua “coda” sono state poi riprese in teatro di posa, sullo sfondo di un green screen e con la parte in animatronic comandata a distanza.
“Per essere un film a budget relativamente ridotto, abbiamo degli effetti speciali e visivi degni di un kolossal”, dice Susan Cartsonis, “non ultima la fantastica coda in animatronic di Acquamarina. Non voglio dire, naturalmente, che AQUAMARINE sia un filmone zeppo di effetti speciali, ma solo che ci sono alcune scene piene di tutti gli effetti speciali che ti aspetteresti in un film costosissimo, come quello che trasforma le gambe di Acquamarina in una coda, o quella in cui la sirena viene tirata fuori dall’acqua. E poter contare su Jason Baird e sul suo team è stato fantastico, perché sono davvero bravissimi”.
Ovviamente, la persona più “connessa” – letteralmente e figurativamente – alla coda in animatronic è stata Sara Paxton, che interpreta quello spirito libero di Acquamarina. Tutti i giorni, l’attrice si è dovuta sottoporre alla procedura di “incollamento” della coda, il che ha comportato il dover venir trasportata in barella dalla sala trucco al set. Per non parlare, naturalmente, delle ore spese per il trucco, l’acconciatura e i costumi.
Sebbene si sia trattato di un processo molto faticoso, la Paxton ha fatto buon viso a cattiva sorte. “So che sembrerà buffo, ma crescendo ho pensato spesso che mi sarebbe piaciuto essere una sirena”, dice. “Non so, forse la colpa è di tutte le volte che ho visto “La sirenetta” (The Little Mermaid). Con i miei cugini, giocavamo nella piscina, facendo finta di essere delle sirene. E poi, per interpretare Acquamarina, mi sono fatta i capelli blu e mi sono messa una coda blu. Che posso desiderare di meglio?”.
Ma la Paxton ha amato anche il tema dell’accettazione e dell’essere se stessi. “Questo film ti insegna che non è poi così necessario essere qualcun altro perché la gente ti ami”, dice. “A dispetto di tutti gli stratagemmi attuati da Acquamarina perché Raymond si innamori di lei, Ray la ama per ciò che lei è realmente – una ragazza unica, strana, buffa. Credo che sia una lezione importante, specialmente per le ragazze più giovani”.
Ad Emma Roberts, che interpreta la timida Claire, è piaciuto invece l’invito a vivere la propria vita appieno. “Claire impara che non può crescere avendo paura di tutto e non fidandosi di nessuno”, dice. “Alla fine, si rende conto che si deve affidare di più al proprio istinto e godersi la vita il più possibile, perché potrebbe finire da un momento all’altro. Credo che rendersi conto di una cosa del genere alla nostra età sia davvero una conquista enorme”.
L’attrice e cantante Joanna “JoJo” Levesque, che interpreta Hailey, la migliore amica di Claire, ritiene che una delle lezioni più importanti da trarre da questo film sia che “non sempre le cose vanno come le hai pianificate, e che spesso puoi scoprire il divertimento e l’amicizia là dove meno te l’aspetti”. La Levesque sottolinea anche che Hailey, sempre così forte e coriacea, impara “a non essere sempre arrabbiata con il mondo, perché dopotutto il mondo non ce l’ha con te. Anzi, se lo lasci fare, il mondo è dalla tua parte”.
Elizabeth Allen ritiene che i temi del film abbiano preso forma spontaneamente, durante le riprese. “Da principio, mi sembrava che questa fosse una storia di individualità, e di auto-accettazione”, dice. “Tuttavia, forse per l’affetto vero, altruistico che si è sviluppato sul set tra Sara, Emma e JoJo – oltre che tra i loro personaggi – nel corso delle riprese, mi sono resa conto che questo film stava diventando una storia di amicizia. In ultima analisi, direi che è un film che racconta di come le persone possano lottare l’una a fianco dell’altra e sostenersi reciprocamente”.
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