MISSION: IMPOSSIBLE III
Si ringrazia
Cristina Casati, Marina Caprioli e Riccardo Tinnirello
LOCATION E SCENOGRAFIE
Le riprese sono cominciate a Roma. La prima emozionante sequenza di azione si svolge lungo il fiume Tevere, che scorre nella parte centrale della città. Il trambusto creato dalla troupe di operatori ha provocato grande eccitazione, attirando una folla di curiosi e paparazzi che si sono accalcati sugli argini e sui ponti.
Tom Cruise e gli attori che interpretavano gli altri componenti della squadra dell'I.M.F. - Ving Rhames (Luther), Jonathan Rhys Meyers (Declan) e Maggie Q (Zhen) - si sono lanciati in un inseguimento lungo il fiume a bordo di velocissimi motoscafi, sull'incredibile sfondo della basilica di San Pietro.
Jonathan Rhys Meyers descrive così la scena: "Stavamo sfrecciando attraverso le arcate del fiume quando d'un tratto sento qualcuno che canticchia il tema musicale di Mission: Impossible: era Tom! In quel momento mi ha fatto pensare a uno di quei ragazzini che resta ipnotizzato davanti a un grande schermo mangiucchiando popcorn: lui crede ancora alla magia del cinema".
Da Roma la produzione si è spostata alla Reggia di Caserta, dove sono stati ricostruiti alcuni ambienti del Vaticano.
Chambliss è stato incaricato di trasformare la monumentale fortezza nel cortile del palazzo papale: "Dovevamo girare la scena di una festa con 300 persone in una gigantesca rotonda; bisognava creare un ambiente tipizzato che non si perdesse nella grandiosità dell'architettura. Facendo ricerche approfondite sulle cerimonie pubbliche e private in Vaticano, abbiamo scoperto che a seconda delle occasioni si utilizzano diverse gamme di colori, così abbiamo realizzato decine di stendardi papali".
Da Caserta la produzione si è trasferita a Shanghai. Abrams aveva previsto sin dall'inizio una sequenza ambientata in Estremo Oriente. Dopo un primo viaggio esplorativo in Giappone, i realizzatori si sono spostati in Cina, dove hanno trovato una location assolutamente unica al mondo. Le location cinesi sono state utilizzate con la collaborazione della China Film Co-Production Corporation e della Fourth Production Company China Film Group Corporation.
"Shanghai è un posto futuristico, fantascientifico", spiega Abrams. "La trasformazione subita dalla città è sotto gli occhi di tutti: i vecchi quartieri vengono rasi al suolo per fare posto a giganteschi edifici per uffici. È stato affascinante osservare questo contrasto stridente tra il passato e la modernità più sfrenata".
"Shanghai mi ha davvero impressionato", aggiunge Chambliss. "Anche se così tante persone sono obbligate ad attuare cambiamenti non indifferenti, si respira un clima di ottimismo e di grande energia. Shanghai è la città del futuro".
La produzione ha scoperto inoltre che a poca distanza dal centro urbano esistevano ancora diversi villaggi di pescatori in cui la gente continua a condurre la stessa vita da secoli. Gli sceneggiatori hanno perciò deciso di mostrare la realtà di questa parte del paese.
I responsabili di produzione e gli scenografi hanno segnalato una serie di piccoli centri particolarmente interessanti. In termini di ambientazione per un film americano, Xitang era senz'altro il più originale. "Io non avevo mai visto nulla di simile", è stato il commento di Abrams.
Xitang è un antico villaggio di pescatori situato a circa due ore di auto da Shanghai. Sorto circa mille anni fa, vanta un ristorante con 700 anni di storia alle spalle. "A Xitang è ambientata la parte conclusiva del film", spiega Abrams. "Volevamo che fosse quest'antica cittadina a fare da sfondo a un finale pieno di emozione".
Una delle location statunitensi è risultata particolarmente familiare ad Abrams. Il regista aveva infatti suggerito a Chambliss di costruire la casa di Ethan Hunt copiando la propria. "La richiesta di J.J. mi ha facilitato le cose", racconta Chambliss. "Non ho dovuto far altro che telefonare alla moglie di J.J., Katie, e chiederle se potevo passare da loro a scattare qualche foto".
Come racconta Michelle Monaghan, il regista non si aspettava che alla fine il set sarebbe stato "così uguale" a casa sua. "J.J. era quasi impressionato", ricorda. "Continuava ad andare in giro per i vari ambienti dicendo: 'Questo è il mio bagno, questa è la mia stanza da letto'. Era molto buffo".
Nella tradizione dei film di spionaggio, MISSION: IMPOSSIBLE III è girato in esotiche location internazionali. La scelta dei luoghi, come precisa Abrams, è stata però direttamente funzionale alle vicende raccontate. "Non volevo che gli spettatori fossero bombardati da immagini da cartolina senza alcun significato'", spiega. "Le location sono parte integrante della storia".
Enzo Sisti in Italia e Eric Schwab in Cina hanno lavorato con lo scenografo Scott Chambliss e i realizzatori per trovare ambienti che potessero essere organicamente inglobati nel film.
"J.J. non voleva che MISSION: IMPOSSIBLE III apparisse 'patinato' e me lo ha chiarito fin da subito", spiega Chambliss, che aveva già collaborato con Abrams alle serie televisive Felicity e Alias. "La sua idea era di ancorare il più possibile il film alla realtà. I personaggi dovevano apparire umani, autentici, e anche le location dovevano risultare realistiche, mantenendo la spettacolarità che è connaturata alla serie di Mission: Impossible.
Per realizzare tale visione, i realizzatori hanno scelto di girare, come racconta Chambliss, "una grande sequenza nei pressi del Vaticano, una grande sequenza sul tetto di un grattacielo di Shanghai e un'altra grande sequenza a Berlino. Tutte le location rispondono direttamente alla visione stilistica di J.J.".
Per trovare gli ambienti adatti a realizzare l'idea del regista, Chambliss ha affrontato un lungo viaggio di esplorazione che ha toccato diverse parti del mondo. "Ho visitato alcuni dei posti più pazzeschi ed emozionanti del pianeta", ha raccontato. "Ogni paese in cui andavamo ci offriva opportunità e sfide ugualmente incredibili. Eravamo alla ricerca di luoghi con una certa carica drammatica. MISSION: IMPOSSIBLE III non è né un fantasy né un film storico. Le ambientazioni che avremmo mostrato al pubblico dovevano risultare credibili".
GLI STUNT E LE SEQUENZE DI AZIONE
L'inconfondibile stile di J.J. Abrams è già emerso nelle serie televisive Lost e Alias: convinto che l'azione sia strettamente legata all'umanità dei personaggi a cui da vita, il regista preferisce utilizzare nelle scene più dinamiche un approccio crudamente realistico, evitando le sofisticazioni ottenibili con l'ausilio del montaggio e della tecnologia informatica.
Il leggendario Vic Armstrong, coordinatore delle sequenze di azione, è stato incaricato di tradurre in immagini la concezione naturalistica del regista J.J. Abrams. "Tutti gli scambi di idee che ho avuto inizialmente con J.J. hanno riguardato lo stile", sottolinea Armstrong. "J.J. voleva imprimere il proprio marchio alle sequenze di azione e il mio compito consiste appunto nell'adattarmi alla visione del regista. Non deve esserci soluzione di continuità tra l'azione e il resto del film perché fanno parte dello stesso sistema. Una volta stabilito questo principio, ho cominciato a leggere le scene dinamiche della sceneggiatura pensando a come tradurle in realtà".
Per realizzare le complesse sequenze di azione presenti nel film, Abrams si è ampiamente servito del processo di previsualizzazione. Grazie a questa tecnica, il regista può descrivere la sequenza di azione che vuole realizzare al responsabile del montaggio degli effetti visivi, il quale la rappresenta con l'ausilio della computer grafica consentendo così a ogni reparto di definire con esattezza le esigenze di ciascuna scena.
Spiega il coordinatore degli effetti speciali Dan Sudick: "Prendiamo per esempio la sequenza del ponte: analizzando la previsualizzazione insieme al regista, possiamo osservare la maniera in cui le auto cadono giù - precipitando, avvitandosi o qualsiasi altra cosa voglia J.J.; una volta incamerate queste informazioni, le trasformiamo in realtà, modificando le auto in modo tale che possano reagire esattamente come mostrava la previsualizzazione".
Dopo che i capi di ogni dipartimento hanno osservato la sequenza voluta dal regista, si può dare inizio al complesso processo di realizzazione. Basandosi sempre sull'esempio della sequenza del ponte, Sudick continua: "Ci saranno un sacco di automobili da modificare. Gli stunt ne guideranno diverse e ciascuna dovrà essere dotata di scocche rinforzate. Poi bisognerà studiare come ottenere dalle auto le performance indicate nella previsualizzazione: esplosioni, avvitamenti e quant'altro. Ci possono volere anche settimane per girare una scena che nel film dura solo qualche minuto".
Armstrong - un veterano dell'industria cinematografica con alle spalle oltre quarant'anni di carriera - afferma che avendo lavorato insieme a Tom Cruise a Guerra dei mondi conosceva già il ben noto entusiasmo dell'attore-produttore per eseguire i suoi stunt. "Vuole essere presente al 100%, il che non può che farci piacere viste le sue incredibili doti fisiche", commenta Armstrong. "La mia esperienza precedente con Tom mi ha aiutato molto perché ho progettato gli stunt tenendo conto delle sue qualità. Abbiamo fatto cose incredibili con Tom; è andato ben oltre quello che ci aspettavamo da lui".
Per Abrams era assolutamente necessario che Cruise eseguisse il maggior numero possibile di stunt senza gli effetti speciali della computer grafica. "La tecnologia digitale è fantastica, ma se si può fare in modo che l'attore svolga fisicamente la scena senza contare su una controfigura, il risultato è nettamente migliore".
"Eseguire gli stunt è una sfida che considero parte integrante del ruolo di attore", afferma Cruise. "Ovviamente nessuno ha voglia di correre rischi inopportuni, ma se ci si può allenare per svolgere le scene acrobatiche in maniera da dare credibilità al film, si può star certi che gli spettatori si appassioneranno molto di più a ciò che vedono".
Uno degli stunt più spettacolari del film è quello girato sul Chesapeake Bay Bridge. "Si tratta di una sequenza assolutamente straordinaria", assicura Armstrong. "A un certo punto il ponte viene distrutto ed Ethan deve fare uno spettacolare salto nel vuoto di cinque metri per passare dall'altra parte. L'impresa è quasi impossibile e il nostro eroe ce la fa per il rotto della cuffia aggrappandosi al bordo con le unghie. Chiunque si rende conto di cosa voglia dire saltare da quella distanza".
In un altro impegnativo stunt che si svolge sul ponte, Cruise deve correre per schivare l'impatto di una bomba collocata su un veicolo. La forza dell'esplosione lo solleva e lo scaraventa attraverso il ponte, mandandolo a sbattere contro un'auto parcheggiata. "La deflagrazione è così violenta che riduce in mille pezzi il vetro posteriore", racconta Armstrong. "Durante l'esplosione, Tom è legato a una corda; dopo un volo orizzontale, viene proiettato contro la fiancata dell'auto e ne distrugge la portiera. Abbiamo ripetuto lo stunt diverse volte. Tom è veramente molto coraggioso: se uno stuntman avesse quella ripresa sul suo curriculum, avrebbe davvero di che vantasi".
Cruise, però, ridimensiona le lodi di Armstrong con una similitudine legata al football americano: "È un po' come essere un wide receiver che tenta di raggiungere la linea mediana: lo sai benissimo che il linebacker centrale cercherà di placcarti con tutte le sue forze. Io voglio che gli spettatori si esaltino di fronte allo schermo, spero che in quel momento respirino insieme al personaggio. Deve sembrare tutto vero".
Per prepararsi agli stunt di MISSION: IMPOSSIBLE III, Cruise si è allenato per diversi mesi. "Nel periodo in cui viaggiavo per lanciare Guerra dei mondi mi sono allenato ogni giorno. Al mattino facevo esercizi di riscaldamento e praticavo il 'movimento dinamico'", racconta l'attore. Utilizzato spesso dagli alpinisti, il movimento dinamico si basa sullo slancio anziché sulla ricerca di un equilibrio. È estremamente impegnativo e richiede molto sforzo ma consente di allungarsi al massimo spostando il centro di gravità. "Il mio obiettivo era di acquisire dinamismo per realizzare tutte le scene di azione richieste dalla storia".
Un altro emozionante stunt di MISSION: IMPOSSIBLE III è quello in cui Cruise si lancia giù da un palazzo di venticinque metri. "Ethan salta e va in caduta libera per circa quindici metri", spiega Armstrong. "Era fondamentale che fosse Tom a realizzare lo stunt, perché oltre a eseguire il salto e la caduta doveva recitare: non bastava che chiudesse gli occhi e si lanciasse, ma doveva interpretare il personaggio che precipita. È una delle cose più incredibili che abbia mai visto fare a un attore".
"Una volta mi sono sorpreso a parlare durante le riprese mentre Tom si lanciava nel vuoto fermandosi a cinquanta centimetri dall'asfalto", racconta J.J. Abrams. "Mi sono reso conto che mi ero quasi abituato a vederlo saltare da una gru toccando il suolo a velocità pazzesca. Mi ricordo di aver pensato: 'Forse dovrei tornare a provare un po' di paura'."
In un terzo spettacolare stunt, Ethan Hunt salta giù da un grattacielo e atterra sul tetto di un altro. "Dopo essersi lanciato dal grattacielo, Tom resta completamente privo di forze e viene sbattuto da una parte all'altra per una sorta di effetto pendolo", spiega Armstrong. "Cadendo rimane agganciato a testa in giù al palo di un lampione; liberandosi, si ritrova sdraiato su una strada trafficata con un camion a un metro di distanza".
"In questo stunt, Tom è steso sull'asfalto e sta per essere investito da un autoarticolato di dodici metri", continua Armstrong. "Se una delle parti meccaniche si fosse inceppata il camion avrebbe schiacciato Tom. Una volta mi ci sono steso sotto per testarlo e me lo sono sentito passare sopra la testa; è stata un'esperienza terrificante. Ho seguito le riprese della sequenza stando su una collina, accanto a una delle macchine da presa: da quella posizione avevo davvero l'impressione che il camion stesse andando addosso a Tom senza poter curvare. Non potete immaginare come mi sono sentito".
"In questo film Tom Cruise ha dato veramente il meglio di sé, eseguendo le scene di azione più complesse e stupefacenti di tutta la sua carriera di attore", afferma Wagner. "Oltre a essere un produttore e una star di prima grandezza a livello mondiale, è anche uno stuntman. Lavora in modo estremamente preciso. Come produttore, trovavo snervante stare lì a osservarlo mentre stava per essere schiacciato da un camion, ma ero sicuro che sapesse perfettamente quello che faceva".
Per Keri Russell, che prima di MISSION: IMPOSSIBLE III non aveva mai provato a eseguire uno stunt, la grande esperienza di Cruise è stata fondamentale. "Diciamo che non mi era mai capitato prima di saltare giù da un palazzo di sei piani", dice Russell ridendo. "La prima volta ho avuto una paura terribile - il cuore mi batteva all'impazzata - ma avere Tom accanto mi ha aiutato moltissimo. Lui mi ha detto: 'Sta' tranquilla, è una stupidaggine. Sei emozionata?' E ci siamo lanciati".
IL TEMA MUSICALE
Il tema musicale di Mission: Impossible è non soltanto famoso ma anche ricco di allusioni. Scritto da Lalo Schifrin, prepara lo svolgersi dell'azione e anticipa la suspense del film. I realizzatori volevano che a interpretarlo fosse un artista in grado di infondergli un gusto contemporaneo pur mantenendone la classicità.
Kanye West si è rivelato la persona giusta. Salutato da "Time" come "la personalità più brillante della musica pop", l'artista e leggendario produttore discografico ha ottenuto diversi dischi di platino e si è aggiudicato ben sei premi Grammy. I suoi due album, "The College Dropout" and "Late Registration", hanno reinventato il genere hip-hop. La scelta di West prosegue la tradizione di affidare ad artisti moderni e innovativi l'esecuzione di un tema classico, come era già successo con gli U2 nel 1996 per Mission: Impossible e nel 2000 con Limp Bizkit per Mission: Impossible II.
Secondo Cruise, West era la persona più adatta per un compito tanto delicato.
"Quando lavoro sulla musica, penso a delle immagini", spiega West. "Anche se è la prima volta che mi capita di interpretare una colonna sonora, ho sempre cercato di rendere la mia musica cinematografica".
West racconta che non poteva lasciarsi sfuggire un'occasione così importante: "Sapevo che ce l'avrei fatta: ero sicuro che avrebbero scelto me", dice scherzando.
West ha sentito subito suo il tema musicale del film, ricco di bassi e al tempo stesso carico di energia esplosiva. "Mi piace la musica cupa e melodica", afferma. "Tom ha detto bene: quando ascolti quel brano, ti sintonizzi immediatamente sulla lunghezza d'onda del film".
West ha anche registrato un brano originale, "Impossibile", interpretato da Twista e Geisha Cole, che accompagna i titoli di coda del film.
Note di produzione
Tom Cruise, una delle star più celebri e amate del cinema mondiale, torna a interpretare uno dei ruoli che hanno decretato il suo successo indiscusso, quello dell'agente segreto Ethan Hunt in MISSION: IMPOSSIBLE III. In questo incalzante thriller di azione, Hunt si trova ad affrontare il cattivo più spietato che abbia mai incontrato: Owen Davian (interpretato dal premio Oscar Philip Seymour Hoffman), un trafficante di armi implicato nello spionaggio internazionale che non sa cos'è il rimorso perché è totalmente privo di coscienza.
Il film è co-sceneggiato e diretto da J.J. Abrams, che apporta a questo terzo episodio di Mission: Impossible il suo stile originale fatto di azione, carattere, comicità e dramma. I milioni di fan che hanno seguito fedelmente le fantastiche serie televisive create da Abrams, Lost e Alias, sanno già cosa aspettarsi: una vicenda avvincente e piena di risvolti inaspettati, con un sensazionale finale a sorpresa che non mancherà di soddisfare il pubblico.
Con MISSION: IMPOSSIBLE III, Abrams e Cruise trasformano il thriller di spionaggio riprendendo gli aspetti migliore della serie televisiva originale che ha ispirato il film: una squadra di agenti capaci guidata da un capo audace ed eroico, gli stunt più spericolati che si possano immaginare e una serie di colpi di scena che terranno gli spettatori inchiodati alla poltrona. MISSION: IMPOSSIBLE III è il film di azione che il pubblico cinematografico aspettava da tempo.
Paramount Pictures presenta MISSION: IMPOSSIBLE III, una produzione Cruise|Wagner. Il film è diretto da J.J. Abrams e prodotto da Tom Cruise e Paula Wagner. La sceneggiatura di Alex Kurtzman & Roberto Orci & J.J. Abrams è basata sulla serie televisiva creata da Bruce Geller. Il cast è composto da Tom Cruise, Philip Seymour Hoffman, Ving Rhames, Billy Crudup, Michelle Monaghan, Jonathan Rhys Meyers, Keri Russell, Maggie Q e Laurence Fishburne. Per la presenza di scene violente, immagini crude e a sfondo sessuale, la visione del film in Usa è consentita ai minori di 13 anni solo se in presenza dei genitori. Paramount Pictures è parte della Viacom Inc., una delle più grandi aziende a livello mondiale nel settore dei media e delle comunicazioni.
ETHAN HUNT
Lavorando alla sceneggiatura di MISSION IMPOSSIBLE III, J.J. Abrams e i co-autori, Alex Kurtzman & Roberto Orci, hanno ridisegnato il personaggio dell'eroe. "Tom, Alex, Bob e io volevamo che il film ruotasse intorno all'uomo Ethan Hunt pur lasciando molto spazio all'azione", afferma Abrams. "I thriller di spionaggio che preferisco sono quelli in cui il rapporto dei personaggi con il mondo esterno, per quanto estremo e iper-realista, è anche emotivamente autentico. Questi eroi vivono momenti angosciosi, terrorizzanti, adrenalinici e appassionanti, e il pubblico deve poter credere che sono 'veri'. È esattamente questa sensazione di verità che volevamo trasmettere in MISSION IMPOSSIBLE III".
"Uno dei grandi problemi che le persone affrontano nel quotidiano è quello di conciliare la vita privata con il lavoro", osserva Cruise. "Come si fa a svolgere una professione che si ama senza trascurare moglie e figli? In MISSION IMPOSSIBLE III abbiamo applicato questa riflessione a una situazione estrema: anche Ethan si sforza di trovare un equilibrio tra la sfera privata e quella lavorativa, ma rispetto alle persone 'normali' lui ha un problema ulteriore, perché il mestiere di agente segreto ha ripercussioni dirette sui rapporti familiari. Insomma: siamo partiti da un problema reale e lo abbiamo portato alle estreme conseguenze, creando situazioni incredibilmente trascinanti".
"Ethan Hunt si trova fra due fuochi", spiega Paula Wagner. "Deve essere pronto a rispettare gli impegni con la IMF, ma cosa succede quando il lavoro entra in conflitto con la sua vita privata?"
Esplorando questa tematica, i realizzatori hanno pensato di apportare dei cambiamenti alla vita di Ethan Hunt. All'inizio del film, infatti, il nostro eroe non presta più servizio attivo ma è addetto all'addestramento di nuovi agenti dell'IMF. Questa svolta professionale gli spalanca di fronte nuove prospettive di vita, tra cui quella del matrimonio.
"In questo episodio, Ethan vive momenti drammatici ed emotivamente intensi", racconta Michelle Monaghan, che veste i panni di Julia, la donna che è sempre stata al suo fianco. "Lui è innamorato di Julia e vuole che la loro unione duri. Anche Julia lo ama molto, ma ha come l'impressione di non conoscerlo davvero; nel corso del film, si rende conto che è profondamente angosciato e comincia a chiedersi se non le stia nascondendo qualcosa. Ethan le chiede di avere fiducia e lei cerca di accontentarlo".
Naturalmente Ethan non può dire tutta la verità alla moglie. "Julia è convinta che si guadagni da vivere studiando i problemi del traffico", spiega l'attrice.
Monaghan, che è approdata al ruolo di protagonista femminile - il più importante che abbia svolto finora - dopo una serie di memorabili parti secondarie in Mr. & Mrs. Smith, Kiss Kiss Bang Bang e nel programma televisivo Boston Public, afferma che il suo personaggio aiuta il pubblico a vedere Ethan Hunt sotto un'altra luce. "Ethan non è solo un eroe dello spionaggio ma ha anche un lato vulnerabile", spiega. "Nel film l'azione e l'intreccio hanno un ruolo importante, ma il modo in cui il personaggio viene messo a nudo e il processo di identificazione che si crea nel pubblico sono completamente diversi rispetto al passato".
L'intensità della vicenda raccontata nel film, afferma Abrams, si adattava perfettamente alla forte personalità che caratterizza Cruise sia sullo schermo che nel privato. "Prima di iniziare le riprese, Cameron Crowe mi ha detto che Tom è così preciso, professionale e concentrato che dopo aver lavorato con lui mi sarebbe stato difficile avere a che fare con altri attori", racconta. "Beh, devo ammettere che aveva proprio ragione".
IL CATTIVO
Abrams spiega che gli sceneggiatori si sono impegnati in modo particolare nel creare un cattivo che fosse all'altezza dell'eroe Ethan Hunt. "È la prima volta che Hunt si trova di fronte un avversario misterioso, terribile e astuto come il personaggio interpretato da Philip Seymour Hoffman", afferma il regista.
Hoffman, che di recente è stato insignito di un premio Oscar per la sua performance in Truman Capote: A sangue freddo, descrive così la figura dello spietato Owen Davian, il trafficante di armi implicato nello spionaggio internazionale: "In questo genere di storia c'è sempre un buono e un cattivo. Davian è il cattivo e tutto il lavoro sporco ricade su di lui".
Hoffman ha dato il massimo per esprimere tutta la bassezza del suo personaggio. "Oltre a essere cattivo, Davian è anche uno psicopatico", assicura l'attore. "Quanto più si dimostra malvagio, perverso e brutale verso l'eroe, tanto più lo spettatore solidarizza con Ethan e spera che lui venga sconfitto".
MISSION: IMPOSSIBLE III ha rappresentato una nuova sfida per Hoffman. "Non avevo mai recitato in un film d'azione anche se desideravo farlo da tanto tempo" spiega. "Conoscevo J.J. da diversi anni e avevo lavorato con Tom in Magnolia, ma quando ho letto la sceneggiatura sono rimasto colpito dall'intensità che Tom e J.J. hanno saputo mettere nel film. Ho pensato che con persone così brillanti e una storia così trascinante, fosse davvero giunto il momento di affrontare un progetto diverso da quelli a cui avevo partecipato finora".
Secondo Hoffman, Davian svolge un ruolo chiave nell'innescare la problematica centrale di MISSION: IMPOSSIBLE III. "Ethan e Julia - i personaggi interpretati da Tom e Michelle Monaghan - hanno un certo timore di sposarsi", spiega Hoffman. "La loro paura è legata all'incognita del futuro. Riusciranno a tenere in piedi la loro unione? A un certo punto si perderanno? O magari perderanno ciascuno se stesso sposandosi? Anche se spinti all'estremo, Ethan e Julia vivono gli stessi problemi che la gente normale si pone pensando al matrimonio. Il mio personaggio incarna appunto l'aspetto angoscioso e preoccupante del matrimonio, quello che scoraggia tante persone e le spinge a rimanere da sole".
LA SQUADRA
Ad affiancare Ethan Hunt nella squadra dell'IMF sono Luther Strickell (Ving Rhames) - l'unico agente che era presente anche nelle due missioni precedenti - Declan (Jonathan Rhys Meyers), Zhen (Maggie Q) e Lyndsey (Keri Russell). Laurence Fishburne interpreta il ruolo di Brassel, capo dell'Impossible Mission Force, e Billy Crudup quello di Musgrave, braccio destro di Brassel.
Ving Rhames torna a vestire il ruolo dell'esperto informatico Luther Strick. In questo film, afferma Rhames, il rapporto tra Luther ed Ethan viene approfondito come non era mai avvenuto prima. "Luther ed Ethan sono amici oltre che colleghi, ma nei primi due episodi non parlavano mai della loro vita privata mentre qui discutono di tutto", spiega l'attore. "Il grande merito di J.J. è proprio quello di aver saputo rendere il lato umano di questi personaggi, al di là di quello del mestiere che svolgono".
Rhames osserva che lo stile di Abrams somiglia per certi versi a quello di un altro realizzatore con cui ha lavorato. "J.J. mi fa pensare a Quentin Tarantino e all'incredibile carica di energia che trasmette sul set", dichiara l'attore. "Il suo entusiasmo è così trascinante che anche gli attori ne sono contagiati".
Jonathan Rhys Meyers veste i panni dell'agente Declan, l'esperto di trasporti della squadra: se si tratta di pilotare aerei, automobili, barche, alianti, elicotteri o motociclette, è lui la persona a cui rivolgersi - nonostante qualche strana mania. "Declan è irlandese. È un pazzo, uno che agisce di pancia", dichiara Rhys Meyers, che è apparso di recente nel ruolo del protagonista di Match Point, l'ultimo film di Woody Allen, regalando al pubblico un'interpretazione che gli ha meritato il plauso della critica. "Declan fa parte della nuova generazione dell'IMF: è stato addestrato da Ethan e ha quell'amore per il rischio che lui apprezza nei componenti della sua squadra".
Personaggio camaleontico, Declan è capace di intrufolarsi in qualsiasi situazione senza dare nell'occhio. "Ora è un fattorino italiano, un minuto dopo un imbranato turista americano e quello dopo ancora una guardia svizzera", osserva Rhys Meyers. "Non ha nessuna difficoltà a trasformarsi in un personaggio sempre diverso".
Maggie Q partecipa a MISSION IMPOSSIBLE III dopo essersi affermata come una delle attrici più popolari della scena asiatica, avendo interpretato film come il grande successo di Hong Kong come Gen-Y Cops e Naked Weapon.
Nata alle Hawaii, Maggie stava lavorando a Hong Kong quando è arrivata la proposta di far parte del cast di MISSION IMPOSSIBLE III. "Sono otto anni che vivo a Hong Kong e non avevo in programma di fare un film americano", spiega l'attrice. "Invece mi sono trovata a svolgere il mio primo ruolo da protagonista in una grande produzione statunitense accanto a una stella come Tom Cruise. Nel cinema americano tutto ha proporzioni incredibilmente più gigantesche rispetto a Hong Kong. Ritornare in America è stato davvero uno shock culturale".
"Zhen è una donna dura, una che non parla ma agisce", spiega Maggie a proposito del suo personaggio. "Lei si muove dietro le quinte. In una qualsiasi operazione Ethan è quello che si espone in prima persona, mentre Zhen fa parte della squadra che fa in modo che tutto funzioni".
Maggie si è preparata per il ruolo sottoponendosi a un allenamento rigoroso che ha previsto un programma di tonificazione, potenziamento cardiovascolare e aumento della massa muscolare, oltre naturalmente a un corso preparatorio di box e arti marziali. "Quando reciti in un film di azione devi saper fare un po' di tutto", spiega l'attrice. "Non serve specializzarsi in una disciplina perché spesso ti viene richiesto di svolgere diversi tipi di combattimento".
Avendo già visto Jackie Chan e altre star asiatiche delle arti marziali mettersi in gioco fisicamente nei loro film, Maggie Q è rimasta colpita dal fatto che Cruise volesse eseguire personalmente i suoi stunt. "Jackie Chan si è formato in una scuola di Kung Fu, ha lavorato in un circo, ha avuto un'educazione di un certo tipo. È un tipo duro e nessuno metterebbe in dubbio che possa affrontare qualsiasi acrobazia. Quando ho visto che Tom faceva lo stesso, però, mi sono stupita. Gli stuntman e il coordinatore dell'azione lo ammirano enormemente perché sanno bene quanto sia difficile rifiutare una controfigura. Tom ha un'energia indomabile, non solo quando recita, ma nella vita".
Keri Russell, che ha lavorato con Abrams alla sua prima serie televisiva, Felicity, veste i panni di Lindsey Ferris, l'unica "allieva" di Ethan che mostra di avere le doti e il livello di capacità necessari per essere confermata come membro dell'IMF.
"Keri è un fenomeno", afferma Abrams. "Non lavoravo con lei dai tempi di Felicity e sono stato molto felice di ritrovarla sul set di MISSION: IMPOSSIBLE III. Keri non aveva mai girato un film d'azione prima d'ora e vederla prendere in mano le armi e affrontare con coraggio le scene pericolose mi ha dimostrato che è veramente capace di qualsiasi cosa. Tom l'ha aiutata molto, facendole capire che un'azione ha un suo tempo e un suo ritmo e insegnandole a prendere confidenza con gli stunt".
Durante il film, Lyndsey, il personaggio interpretato da Russell, si allena con Ethan utilizzando tecniche di lotta con i bastoni. "La fase di addestramento è stata molto divertente", ricorda Russell. "Ho passato quattro mesi e mezzo con i cascatori, che sono atleti davvero straordinari. Mi hanno insegnato a boxare e a usare i bastoni. È stato emozionante".
Per Laurence Fishburne, far parte del cast di MISSION: IMPOSSIBLE III è stato come realizzare un sogno infantile. "Quando ero bambino, Missione impossible era la mia serie televisiva preferita: correvo sempre a casa a guardarla", ricorda. "Io e i miei amichetti giocavamo a Impossible Mission Force, fingevamo di essere agenti segreti, cantavamo le canzoni della serie e tutto il resto. E ora mi ritrovo a fare il capo, il superiore di Mr. Phelps, quello che prende le decisioni. Chi avrebbe mai immaginato che sarebbe andata così?".
LA PRODUZIONE
Afferma il produttore Paula Wagner: "Tom Cruise e il regista J.J. Abrams hanno realizzato un film pieno di suspense e azioni travolgenti, che abbina elementi comici e drammatici e presenta personaggi che il pubblico non dimenticherà facilmente".
Abrams ha colto al volo l'opportunità di dar vita a un nuovo episodio di Mission Impossible. "Quando Tom mi ha chiamato per chiedermi se volevo dirigere il film, gli ho detto di sì prima ancora che mi ponesse la domanda", dice Abrams. "Per un regista e uno sceneggiatore, Mission: Impossible è una sorta di traguardo. Se poi hai la fortuna di lavorare con un attore come Tom e un cast di talenti come quelli che appaiono in questo episodio della serie, puoi creare una storia veramente sensazionale.
"Tom e io abbiamo deciso fin dall'inizio che volevamo focalizzarci sulla sfera intima dei personaggi", continua Abrams. "Quando senti parlare di Missione: Impossible , pensi subito a situazioni estreme, azioni spettacolari e stunt da brivido. La nostra idea era di utilizzare senz'altro questi elementi - indispensabili in un thriller di questo tipo - combinandoli però con una storia che mettesse in gioco sentimenti di amore e di amicizia e una serie di personaggi che nel corso del film il pubblico avrebbe imparato a conoscere e ad amare".
Per raggiungere l'obiettivo, il regista si è posto una serie di interrogativi che servivano a scandagliare la parte più nascosta del personaggio principale. "Uno che fa il lavoro di Ethan Hunt, come può essere nella vita privata?", riflette Abrams. "La nostra idea era appunto questa: anziché fare un film su una spia, volevamo raccontare la storia di un uomo che si guadagna da vivere facendo la spia. Può sembrare una sfumatura, ma se ci si lascia realmente guidare da questa riflessione, emergono domande e risposte appassionanti, dense di risvolti emotivi e spunti narrativi".
Il produttore Paula Wagner concorda: "Hunt ha una vita privata che è scissa dal lavoro e spesso entra in contrasto con quest'ultimo", spiega. "Come fai a mantenere dei rapporti personali autentici se lavori per la Impossible Mission Force, l'agenzia di intelligence più segreta che ci sia?
"Il film indaga anche sulla natura dei rapporti all'interno della IMF", continua Wagner. "Ethan Hunt e Luther Stickell lavorano insieme da un bel numero di anni. Il loro rapporto professionale si basa su un'amicizia solida. Tom e Ving nel ruolo di attori, e J.J. in veste di regista, esplorano a fondo questa relazione trattandola con sagacia, ironia e senso dell'umorismo, il che la rende effettivamente molto credibile".
L'altra relazione chiave è quella tra Hunt e il cattivo, Owen Davian, interpretato dal premio Oscar Philip Seymour Hoffman. "Ogni volta che Philip interpreta un ruolo riesce a farlo completamente suo; non reagisce mai come ti aspetti, ed è per questo che i suoi personaggi sono tutti così originali", afferma Cruise. "Le scene in cui Ethan Hunt affronta Davian sono impressionanti perché Philip ha fatto di Davian un personaggio capace di tutto. Ethan non si era mai scontrato con un rivale feroce e temibile come quello creato da Philip".
Naturalmente, MISSION IMPOSSIBLE III ha tra i suoi ingredienti principali anche le sequenze di azione mozzafiato e i pericolosissimi stunt che i fan della serie non vedono l'ora di gustare. Il team di sceneggiatori composto da Alex Kurtzman, Roberto Orci, e Abrams ha escogitato nuove situazioni estreme che metteranno alla prova le capacità di Hunt… creando qualche scrupolo di coscienza al regista. "Quanto abbiamo iniziato a scrivere le sequenze di azione, abbiamo avuto una serie di perplessità perché sapevamo che Tom non avrebbe accetto controfigure e avrebbe voluto eseguire gli stunt personalmente. Alla fine, ovviamente, ci siamo resi conto che la priorità era creare un prodotto spettacolare. Lavorare con un attore e un produttore che è pronto a dare tutto se stesso per fare in modo che il film riesca è molto appassionante, ma a volte può far venire i capelli dritti".
IL REGISTA
J.J. Abrams, creatore delle innovative serie televisive Lost e Alias, affronta la sfida più esaltante della sua carriera cinematografica nei panni di co-autore e regista di MISSION: IMPOSSIBLE III. Dopo Brian de Palma e John Woo, che hanno impresso un marchio indelebile sui primi due episodi della saga, Cruise e Wagner si sono messi alla ricerca di un cineasta che fosse capace di dare un taglio originale al terzo film.
"Realizzare un Mission: Impossible è un'esperienza ogni volta diversa", assicura Cruise. "Qui abbiamo scelto di presentare Ethan Hunt sotto un profilo nuovo. Ogni episodio della serie ti porta a scoprire questo personaggio da un'altra prospettiva. Questo terzo film esprime la visione di J.J. Abrams e dà voce alla sua personalità di filmmaker".
"J.J. si è guadagnato un'ottima reputazione in ambito televisivo", spiega Wagner, "ma io lo conosco dagli anni in cui faceva lo sceneggiatore e so che i suoi film sono sempre stati scritti con l'occhio attento di un regista. Quando ci siamo messi a guardare le serie che aveva diretto - penso in particolare al pilota di Lost e Alias - Tom ha detto: 'Ci siamo. È lui la persona giusta a cui affidare la regia di MISSION: IMPOSSIBLE III'".
"Fin dal momento in cui ho messo piede nel suo ufficio, tra me e J.J. è scattato un grande feeling, sia a livello professionale che personale", racconta Cruise. "Il suo modo di concepire il cinema contiene tutto quello che più amo in un film: i personaggi, le storie intime, i colpi di scena. La prima cosa che gli ho detto è stata: 'Come svilupperesti questa serie? Vorrei che il prossimo episodio di Mission: Impossible fosse firmato J. J. Abrams'".
Abrams è molto apprezzato sia dal pubblico che dai critici; salutato dal New York Times come "uno dei narratori più esilaranti della televisione", ha di recente ottenuto due Emmy - per la Migliore regia e la Migliore serie drammatica - grazie al lavoro svolto in Lost.
Secondo lo scenografo Scott Chambliss, la precedente esperienza televisiva di Abrams è stata utile sia a lui che alla troupe per sviluppare uno stile cinematografico dinamico e incisivo. "Il fatto di aver lavorato per cinque anni con J.J. a ritmi così sostenuti è stata una palestra perfetta per prepararsi a un progetto cinematografico di queste proporzioni. In Alias dovevamo prendere decisioni rapide e compiere scelte estemporanee. Lavorando a MISSION: IMPOSSIBLE III, siamo entrati in contato con persone abituate a lavorare in grandi produzioni. È stato interessante vedere come i due gruppi si sono integrati; la sinergia che hanno creato ha reso possibile la realizzazione di un grande film di azione in un tempo estremamente compresso".
"Non credo che questo film si sarebbe potuto realizzare senza J.J.", afferma Philip Seymour Hoffman. "Ha un grande senso dell'umorismo, un'intelligenza acuta ed è sicuro di sé, tutte doti assolutamente necessarie per stare al timone di una nave come MISSION: IMPOSSIBLE III. Con il suo ottimismo ha saputo guadagnarsi la fiducia di noi tutti, mantenendoci sempre sulla giusta rotta".
IL CAST
Nel corso di una carriera ormai ventennale, TOM CRUISE (Ethan Hunt/ produttore) ha ottenuto un successo che ha ben pochi precedenti, sia in veste di attore che di produttore cinematografico. In questo arco di tempo, Cruise ha messo a segno una lunga serie di interpretazioni memorabili che lo hanno saldamente posto in cima alla classifica degli attori più amati dal pubblico. È stato tre volte candidato all'Oscar per film che hanno incassato oltre sette miliardi e mezzo di dollari in tutto il mondo. Ha preso parte a 13 lungometraggi che hanno incassato più di 100 miliardi di dollari a livello nazionale, a 13 film (inclusi gli ultimi sei) che hanno incassato più di 200 miliardi di dollari nel mondo, ed è l'unico attore ad avere all'attivo cinque film che hanno incassato oltre 400 miliardi di dollari in tutto il mondo. Di recente, Cruise è stato eletto "star che produce i migliori incassi" per l'anno 2005 dalla Quigley Poll dell'International Motion Picture Almanac, un sondaggio annuale condotto tra i gestori di sale cinematografiche ai quali viene chiesto di votare per i dieci attori che hanno determinato i migliori incassi. Cruise è apparso 18 volte nella lista dei primi dieci ed è arrivato in cima alla classifica ben sette volte, superando qualsiasi record dal 1932, anno in cui è stato istituito il sondaggio. Cruise è stato inoltre eletto "la più grande star del cinema" in uno studio condotto dall'"Empire Magazine".
Oltre a lanciarsi in nuove sfide artistiche, Cruise continua a mettere il suo successo e la sua immagine professionale al servizio di giuste cause, impegnandosi attivamente per i diritti all'educazione e alla salute.
Il recente La guerra dei mondi ha segnato la sua seconda collaborazione col regista Steven Spielberg. Grande successo personale per l'attore, il film ha anche rappresentato un record assoluto per la Paramount Pictures, registrando incassi da capogiro fin dal primo giorno di programmazione nelle sale statunitensi. Distribuito anche all'estero, ha finito per incassare 591 milioni di dollari in tutto il mondo, affermandosi come il più grande successo al botteghino nella già straordinaria carriera venticinquennale di Cruise e consacrandolo come l'attore che ha prodotto il massimo incasso per una singola società di produzione nella storia del cinema (2,6 miliardi di dollari solo per Paramount Studios). Nel 2002, Cruise ha inoltre lavorato con Spielberg nel thriller avveniristico Minority Report, che ha incassato 358 miliardi di dollari in tutto il mondo.
Con la Cruise/Wagner Productions, da lui stesso fondata nel 1993 con la socia Paula Wagner, l'attore ha avviato un'attività di produttore che gli ha consentito di portare sul grande schermo una serie eterogenea di progetti, collaborando sia con nuovi talenti, sia con grandi nomi della cinematografia. Il primo film realizzato sotto l'egida della C/W è stato Mission: Impossible, grande successo internazionale che nel 1997 è valso alla società il Nova Award per la casa di produzione più promettente. La Cruise/Wagner Productions ha poi prodotto l'applaudito No Limits, seguito da L'inventore di favole, Narc, e dall'acclamato thriller The Others. Quest'ultimo ha segnato l'incontro di Cruise col regista Alejandro Amenabar, autore del film Abre Los Ojos che è servito da spunto per un'altra fortunata produzione della C/W: Vanilla Sky, per la regia di Cameron Crowe. Nel gennaio 2004, la rivista Daily Variety ha insignito il team di produttori del titolo di "Billion-Dollar Producers"; di recente la società ha anche ottenuto il Vision Award assegnato da UCLA /Producers Guild of America. L'autunno scorso, Cruise e Wagner hanno prodotto il film di Cameron Crowe Elizabethtown.
Cruise ha esordito sul grande schermo nel 1981 - all'età di 19 anni - nel dramma romantico Amore senza fine, seguito dal grande successo di critica Taps - squilli di rivolta, con Sean Penn e Timothy Hutton, e da The Outsiders di Francis Ford Coppola e George C. Scott. Nel 1983, la sua memorabile performance in Risky business - fuori i vecchi... i figli ballano gli è valsa la prima nomination al Golden Globe. Il ruolo di Maverick nel film di Tony Scott Top Gun (campione d'incassi nel 1986) ha poi fatto di Cruise una stella di prima grandezza nel firmamento del cinema internazionale.
L'attore ha proseguito la carriera recitando al fianco di Paul Newman nel film di Martin Scorsese Il colore dei soldi e, con Dustin Hoffman, in quello di Barry Levinson Rain Man - l'uomo della pioggia, vincitore dell'Oscar®. Nel 1989, Cruise ha ricevuto la sua prima candidatura all'Oscar® e ha vinto il Golden Globe come miglior attore nei panni del veterano del Vietnam e pacifista Ron Kovic in Nato il quattro luglio di Oliver Stone, candidato all'Oscar® come miglior film. Nello stesso anno, Cruise ha ricevuto il People's Choice Award per il Migliore attore. La sua performance in Codice d'onore di Rob Reiner, al fianco di Demi Moore e Jack Nicholson (che per questo film è stato candidato all'Oscar), gli è valsa la terza candidatura al Golden Globe. Nel 1994 ha ricevuto il secondo People's Choice Award come Migliore attore. Nel 1997 è stato eletto Migliore attore dal National Board of Review e ha ottenuto la seconda nomination all'Oscar e il Golden Globe come Migliore attore per il ruolo svolto in Jerry Maguire di Cameron Crowe. Nel film era affiancato da Cuba Gooding, Jr., vincitore di un Oscar come Migliore attore non protagonista. Il ruolo è inoltre valso a Cruise un MTV Movie Award per la Migliore interpretazione maschile.
Nel 1999, l'attore ha riscosso il plauso della critica per la sua energica performance nel dramma corale di Paul Thomas Anderson Magnolia, per cui ha ottenuto la terza candidatura all'Oscar® e il terzo Golden Globe, stavolta come miglior attore non protagonista. Il film ha inoltre vinto il premio del National Board of Review per il Miglior cast. Lo stesso anno, Cruise ha preso parte all'ultimo film di Stanley Kubrick, il thriller psicologico Eyes Wide Shut.
Tra gli altri film al suo attivo, l'epico Cuori ribelli di Ron Howard; il legal thriller di Sydney Pollack Il socio e il film di Neil Jordan Intervista col vampiro, tratto dal bestseller di Anne Rice. Di recente ha preso parte a Collateral di Michael Mann, grande successo di critica e di pubblico, che è valso a Jamie Foxx una nomination all'Oscar come Migliore attore non protagonista.
Cruise è stato insignito di un gran numero di premi e riconoscimenti che attestano la stima di cui gode nel mondo del cinema, ma anche il grande successo che ha saputo conquistarsi presso il pubblico di tutto il mondo. I film a cui ha preso parte hanno ottenuto complessivamente 9 premi Oscar e 53 nomination, nonché 9 Golden Globe e 38 nomination.
Lo scorso novembre, la British Academy of Film & Television Arts gli ha conferito lo Stanley Kubrick Britannia Award per i suoi meriti nell'arte cinematografica. Più recentemente, ha ottenuto il Generation Award da parte di MTV, che ha voluto così rendere omaggio all'attore più rappresentativo della sua generazione. Nell'aprile dello scorso anno, Cruise ha ricevuto il David di Donatello alla carriera. E ancora: è stato insignito di due People's Choice Award e candidato due volte al premio Screen Actors Guild per Jerry Maguire e Magnolia; nel 1993, è stato nominato "attore del decennio" al Chicago Film Festival e lo stesso anno ha vinto il NATO/SHOWEST Meritorious Achievement Award. Inoltre, Vanilla Sky gli è valso il Saturn Award, Magnolia il Chicago Film Critics Award e il Blockbuster Award e Mission: Impossible 2 il premio MTV.
Tra gli altri riconoscimenti, citiamo il premio "Hasty Pudding Man of the Year" a Harvard, il John Huston Award da parte della Artists Rights Foundation, l'American Cinematheque Award for Distinguished Achievement in Film.
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