giovedì, 30 marzo 2006


TERKEL


Si ringrazia Mimmo Morabito


I PERSONAGGI E LE VOCI ITALIANE

IN BREVE

Una commedia pazzesca che parla di un amore segreto, di un assassino psicopatico, di ragni e salamandre, di sbarre di ferro e di un'amicizia messa alla prova.
Terkel frequenta la prima media, ma non ha una vita semplice.
In famiglia il dialogo è difficile e lo Zio Stewart è un uomo con qualche problema d’alcool e di nervi: ha appena menato i due bulletti della classe, Sten e Saki. Nessuno può sapere cosa succederà a Terkel.
Come potrà distogliere la loro attenzione dal desiderio di vendetta?
Potrebbe essere un buon inizio prendere in giro Doris, la cicciona della classe.
Chi poteva immaginare che si sarebbe buttata dalla finestra? E che Terkel avrebbe ricevuto minacce di morte?
Chi poteva aspettarsi che Gunnar, il nuovo insegnante fricchettone, e il suo amato animaletto, non avessero la coscienza così pulita?
Film campione d'incassi in Danimarca, Terkel è una commedia animata dai toni molto poco politically correct. Canzoni, pugni, omicidi e suicidi in un cartone animato estremo, divertente, psicotico, paranoico, delirante che è destinato a diventare un caso.
 


SPIGOLATURE
Tipico film d’animazione in 3D, Terkel è stato realizzato con varie tecniche che ormai tutti conoscono bene, compresa quella apparentemente "casalinga" del mouse gestures: una volta stabilite le coordinate espressive di un personaggio, lo si fa muovere nello spazio, proprio attraverso l’uso del mouse. Così si risparmia sui tempi e sui costi; anche se poi è necessaria un’accurata rifinitura con il compositing e altre tecniche più professionali.
Se volessimo analizzare a fondo la trama, cadremmo nel tranello di chi vuole aggiungere sempre qualcosa a ciò che vede. In realtà, è il film stesso che ci suggerisce come parlarne.
E già, perché chi ci ha rimesso veramente è quell’insopportabile politically correct che ormai trasuda da ogni cartone animato che si rispetti. Non solo perché in Terkel lo splatter è sempre in agguato (in alcuni momenti sembra di assistere a un fuori onda di Zombie). Ma anche perché non si è mai visto un cartone animato in cui una bambina si prende una forchettata in un occhio e i genitori stanno lì, senza muovere un dito.
E suo fratello Terkel non è poi un grande esempio di umanità. Pur di non subir oltre le angherie dei bulli, si trasforma in carnefice contro chi è ancor più debole di lui, cambiando poi di nuovo sponda solo quando le cose si son rimesse a posto senza il suo contributo.
Che dire di Jason? Fa tanto il rude disincantato, ma pieno di principi nascosti, e poi si vergogna di Doris, sua sorella, tanto da non versare lacrima alcuna dopo che si è suicidata.
E Gunnar non è forse il canonico professore ecologista e liberale, che invece nasconde istinti insospettabili?
Terkel
, insomma, non vuole proporre i soliti moniti sociologici, precisi e accurati; semmai ci fa vedere la nuda e cruda realtà, magari leggermente esagerata… ma poi nel nostro animo più intimo sappiamo quanto questa esagerazione corrisponda agli incubi scolastici che ognuno di noi ha vissuto in prima persona.

 


TERKEL
E IL BULLISMO
Dopo aver visto Terkel, è inevitabile soffermarsi su uno degli aspetti che fa da cornice all’intera vicenda: il bullismo, un fenomeno in costante aumento che ormai è diventato parte fondante del nostro tessuto urbano. È come se dopo la caduta del Muro di Berlino, alcuni malesseri sociali avessero deciso di aumentare la loro forza.
In Italia, secondo il Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, effettuato alla fine del novembre scorso dall’Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, tre bambini su quattro hanno avuto a che fare con i bulli.
Il 42,3 %, tra i sette e gli undici anni, ha subito scherzi pesanti; il 39,6 % provocazioni o derisioni ripetute; il 33,6 % offese di varia natura. Luoghi prediletti per simili "imprese" sono la scuola (32,3 %) e la strada (27,3 %). Lo sconforto aumenta quando constatiamo come il 20,2 % dei minori si senta "minacciato" dai propri coetanei, il 12,6 % subisca furti di oggetti o cibo, il 4,8 % sia costantemente derubato, e un preoccupante 12,1 % venga sistematicamente maltrattato.
Se da una parte è facile dare unicamente la responsabilità ai videogiochi o a spettacoli televisivi come il wrestling (con punte di apprezzamento del 49,6 %, e di imitazione del 31,6 %), dall’altra non si può trascurare come il 43,4 % dei bambini e degli adolescenti affermi di imparare le cose dai genitori, mentre il 41,4 % dalla scuola.
Gli educatori, i genitori, la società tutta, non possono nascondersi dietro a un dito, giustificando i bulli perché in fondo stanno "chiedendo aiuto". Anche perché si perderebbero di vista quelli che il bullismo lo subiscono.
In realtà, nella nostra società a misura di un quasi-quarantenne (spesso più ipotizzato che esistente), si è persa totalmente di vista l’esigenza che ogni momento generazionale ha di vivere una propria realtà, magari lontano da quanto accade intorno, ma sicuramente meno permeabile alle emulazioni violente che nulla hanno a che vedere con il sorriso di un bambino.
 

 

INTERVISTA AGLI AUTORI

Come ha fatto Terkel a diventare film d’animazione?

Volevamo lavorare da tempo con Anders Matthesen, acclamato commediografo danese. All’inizio non sapevamo esattamente cosa fare, ma doveva essere qualcosa di differente, nuovo, provocatorio, qualcosa di diverso tra quanto di stravagante si era già visto in giro.

Per mettere in pratica le nostre idee siamo riusciti a lavorare in 3D in maniera accurata e conveniente al tempo stesso. La tecnica usata consiste in un misto tra il motion capture, la tradizionale animazione in computer graphic e il compositing. Per provare queste tecniche abbiamo fatto dei test "casalinghi" che hanno sortito l’effetto voluto.

 

Come siete riusciti a trasferire la storia da un semplice CD a un film animato?

All’inizio era importante essere credibili con una storia originale. Nello stesso tempo, sapevamo che dovevamo aggiungere a poco a poco qualcosa di extradimensionale. Terkel è una storia popolare nota a ogni bambino danese… e così abbiamo sviluppato la trama anche per sorprendere chi l’aveva conosciuta solo tramite CD.

Nel delineare i personaggi e i loro caratteri avevamo moltissimo materiale a disposizione. Alcuni dei personaggi erano già esistenti negli spettacoli proposti da Anders Matthesen. Altri erano presenti nelle illustrazioni dei CD. Altri ancora, come lo Zio Stewart, appartengono alla nostra tradizione popolare.

 

Come siete riusciti a trasferire nel film lo humor di Anders?

È stata una cosa naturale. Andiamo matti per il suo sense of humor e ci siamo sempre trovati concordi nel come volevamo visualizzarlo. Lo stile è ispirato a The Muppet Show, I Simpsons e Southpark. Alcuni sketch di Terkel ci sono venuti con estrema semplicità. Quelli degli altri personaggi erano conseguenti al loro look.
Terkel, un film animato danese... doppiamente diverso

Non avremmo mai potuto fare questo film fuori dalla Danimarca. È diverso da ogni altro film visto in Europa e negli USA perché è piacevolmente estremo: nulla viene nascosto, volutamente non abbiamo protetto i ragazzi dal sangue e schifezze simili. Lo humor nel film marcia veloce, non è necessariamente sofisticato e a volte è scioccante.
È impossibile comparare Terkel con gli altri film animati danesi, nessun film è stato prodotto in questo modo. Del resto, non abbiamo mai provato brividi particolari per le cose sdolcinate alla Disney, e con Terkel abbiamo voluto fare un film con sangue, violenza e stravaganze varie. Insomma, abbiamo scritto un film che che avremmo visto volentieri anche noi.

Stefan Fjeldmark, Thorbjørn Christoffersen e Kresten Vestbjerg Andersen
 


 
Elio e le Storie Tese
nasce a Milano nel 1980 ad opera di Elio. Elio prende il nome dalla sua prima canzone che si intitola "Elio". La prima formazione, che si esibisce nel primo concerto tenutosi nel luglio 1980, alla festa del CAF San Siro, davanti ad un pubblico di una decina di pensionati, è composta da Elio (chitarra e voce), Cortellino (basso) e Zuffellato (batteria). A Cortellino succederà Chiosco e poi Scaffale, fino all'arrivo nell'85 di Faso, oltre il quale non è davvero possibile andare.
Zuffellato lascerà il posto a Cosma e poi, dall'entrata di Rocco Tanica nel 1982 fino all'arrivo di Christian Meyer nel 1988, il "posto" scompare, sostituito dalla più economica e meno ingombrante drumulator di Rocco Tanica, del quale i frequentatori del Magia Music Meeting di via Salutati ricorderanno i divertenti siparietti, ogni tre canzoni, per ingannare l'attesa del caricamento della song dal registratore a cassetta.
All'inizio Elio, oltre che il cantante, è anche il chitarrista del gruppo. Poi, quando nell'84 arriva una delle migliori chitarre rock della piazza milanese, Cesareo, preferisce dedicarsi a fare il frontman a tempo pieno con misuratissime incursioni di flauto traverso.
Nel 1988, la bravura e la verve di Christian Meyer hanno ragione della drumulator e, più o meno contemporaneamente, entra nel gruppo Feiez; canta, suona le percussioni, il sax, la chitarra, fa ridere, il tutto a livello Elio e le Storie Tese (cioè altissimo): il sogno di ogni band sulla faccia della terra, durato dieci anni, grazie Feiez.
Nel 1992, all'inizio per volontà di Elio e, ben presto, per acclamazione, entra a far parte della band (pur rimanendo, come dice Elio, "un artista a sé") Mangoni, compagno di classe di Elio al liceo, che viene chiamato a fare se stesso sul palco (un pirla, icona definitiva del pirla che è in ciascuno di noi) pur essendo nel frattempo diventato marito e padre amorevole, nonché stimato architetto.
Ultimo arrivato, nel 1999, Jantoman o, come sempre più a furor di popolo sembra accreditarsi, "Uomo" che, in simbiosi perfetta con Rocco Tanica, condivide le numerose e complesse parti di tastiera e costituisce il "polo tecnologico" di Elio e le Storie Tese, in continua dialettica con il versante "analogico" di Faso, Meyer e Cesareo, i performer puri del gruppo.
La Storia
Dal 1980 al 1988 Elio e le Storie Tese si dedicano a diventare fenomeno di culto a Milano e zone limitrofe, con un certo successo, se si considera che nell'88, senza avere mai pubblicato un disco, richiamano oltre 4.000 spettatori paganti al Teatro Ciak, in una settimana di concerti con il tutto esaurito.
Nel 1989 esce Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu, il loro primo album, che vende di botto 100.000 copie, seguito nei 14 anni successivi da sette album ufficiali, tra cui due live.
Nel 1990 stabiliscono il record mondiale dell'epoca per la canzone più lunga suonando dal vivo per 12 ore di seguito lo stesso brano, Ti amo, con testo inventato da Elio al momento.
Nel 1991 suonano al concerto del 1° Maggio in Piazza San Giovanni. L’anno successivo il loro singolo Pipppero, con la partecipazione de "Le Mystère des voix bulgares", resiste primo in classifica per sei settimane.
Nel 1996 partecipano al Festival di San Remo che vincono… piazzandosi al secondo posto, miracolo tutto italiano. Ma quelle quattro esibizioni sono già storia della televisione. La terra dei cachi è primo in classifica per otto settimane e l'album Eat The Phikis vende oltre 200.000 copie.
Folgorato da quelle performance, Rocco Siffredi li chiama a partecipare alla sua produzione più ambiziosa, "Rocco e le Storie Tese", di cui firmano anche la colonna sonora, suonata da Rocco Tanica in tempo reale durante il montaggio.
Alla fine del 1998, Feiez muore colpito da ictus, durante un concerto. L’anno seguente Elio e le Storie Tese vengono premiati a Dublino come "Best Italian Act" agli European Music Awards di MTV.
Nel 2003 vengono premiati a Milano per il "migliore videoclip" agli Italian Music Awards della FIMI. Tutti gli album da loro pubblicati sono diventati "Disco D'Oro" in Italia.

 

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giovedì, 30 marzo 2006


UNO ZOO IN FUGA

si ringrazia M.T. Pantone

In questa fantastica e divertente avventura animata in digitale, un bizzarro assortimento di animali dello zoo di New York, composto da un leone, una giraffa, un anaconda, un koala ed uno scoiattolo scopre la giungla d'asfalto quando si imbarca in una coraggiosa missione per salvare un giovane leone spedito per errore nella natura.

 


I personaggi e le voci


SAMSON - Questo leggendario leone è l'attrazione principale allo zoo di New York, si diletta a giocare a curling con gusci di tartaruga e a raccontare al figlioletto Ryan e agli amici aneddoti sulle sue coraggiose imprese nella savana che farebbero rizzare il pelo a qualsiasi animale. Ma la verità è che Samson non ha mai posato una zampa in una giungla vera in tutta la sua vita. Grazie a un cuore d'oro e a un genuino amore per il figlio, Samson non viene però meno alla sua fama di leone quando si avventura in un territorio a lui ignoto guidando i suoi amici alla ricerca di Ryan. Kiefer Sutherland, superstar della serie televisiva di successo "24", aggiunge umorismo, orgoglio ed emozioni alla voce di questo simpatico felino. Nella versione italiana è Ricky Tognazzi, apprezzato attore e regista il cui talento e passione per il cinema sono riconosciuti non solo in Italia ma anche a livello internazionale; a caratterizzare il leone con voce potente e autorevole.

BENNY - Il migliore amico di Samson è un simpatico scoiattolo che conosce ogni angolo di New York ed è sempre pronto ad offrire il proprio sostegno morale. Nonostante l'aspetto gracile, quando si tratta dell'amore Benny pensa sempre in grande, come dimostra quando mette gli occhi addosso a una giraffa di quattro metri di nome Bridget. Benny è un amico leale, sempre fermamente dalla parte di Samson nonostante le difficoltà. L'attore Jim Belushi, protagonista della nota sit-com "La vita secondo Jim", presta il suo talento comico a questo strampalato personaggio. È invece Massimo Rossi la voce italiana di Benny.

RYAN - Annoiato dalla vita nello zoo, l'adolescente figlio di Samson è stufo di dover vivere all'ombra della fama del genitore. Desideroso di conoscere la selvaggia giungla di cui Samson sempre si vanta e di trovare un ruggito che lo distingua dagli altri, Ryan decide di partire. La sua fuga dallo zoo, però, innesca un'incredibile avventura che mette in subbuglio l'intero regno animale. Greg Cipes, noto attore teatrale, cinematografico e televisivo, doppia questo leoncino che scalpita per conoscere il lato avventuroso della vita; Alessio Puccio, invece, nella versione italiana.

NIGEL - Dietro il grazioso e tenero aspetto della star del merchandising dello zoo si cela un animale tormentato e di grande acume. Stanco di una reputazione che non merita e dei soprusi da parte degli altri animali, anche Nigel vorrebbe liberarsi di questa immagine di animale buono affibbiatagli anche a causa dalla sua somiglianza con un orsacchiotto di pezza. Una nuova vita attende l'ignaro koala quando scopre di essere stato scelto per guidare gli gnu che lo ribattezzano con l'appellativo del "Grande Lui". L'acclamato attore comico britannico Eddie Izzard eccelle nel doppiaggio di questo improbabile capobranco, Teo Bellia nella versione italiana.

BRIDGET - Perspicace e indipendente, questa graziosa giraffa offre il suo valoroso aiuto a Samson e agli altri animali della spedizione grazie alla sua altezza e a un ostinato pragmatismo. Non solo deve fare i conti con lo sforzo fisico richiesto dalla vera giungla, ma deve anche schivare le avance di uno spasimante alto venti centimetri: lo scoiattolo Benny. L'attrice comica Janeane Garofalo dimostra tutta la propria verve dando una voce deliziosa alla giraffa Bridget è invece l'inconfondibile voce di Luciana Littizzetto, familiare e amatissimo volto televisivo ma anche cinematografico a dare voce alla giraffa Bridget con la sua bravura e versatilità.

KAZAR - Fanatico leader di una setta di gnu che mira a diventare un cacciatore anziché una preda, Kazar si rende conto che non tutto va per il verso giusto mentre tenta di scalare la catena alimentare. Abilissimo coreografo ma spregevole nella sua bestialità e nella sua mania di comando, ripone tutte le proprie speranze nell'arrivo del "Grande Lui". Il famoso attore William Shatner si cimenta nel doppiaggio di questo spassosissimo personaggio, Glauco Onorato nella versione italiana.
 
LARRY - Questo anaconda di sei metri si vanta di essere l'animale più lungo di tutto lo zoo ma, in quanto a buon senso, è un po'... a corto. Grazie alle caratteristiche fisiche e al suo presenzialismo, Larry si rende utile di volta in volta come carrucola, palo, ruota o fionda in grado di scagliare un leone a distanza considerevole. Il versatile attore Richard Kind ("The Producers") è la voce perfetta per questo simpatico serpente, altrettanto il nostro Mino Caprio per la versione italiana.

BLAG - Questo gnu gigantesco e goffo è l'aiutante di Kazar ma cova un certo risentimento per il suo capo. Patrick Warburton ("Le follie dell'Imperatore", "Seinfeld") caratterizza questo colorito personaggio grazie alla sua verve comica come anche Roberto Pedicini nella versione italiana.

 

Curiosità

· Il manto del leone Samson conta oltre sei milioni di peli elaborati in digitale uno per uno. E Samson non è certo l'animale più peloso del film. Il primato spetta infatti a un personaggio secondario, un barboncino, con ben quattordici milioni!
 
· La giraffa Bridget può essere considerata l'animale più alto, ma sapevate che nel collo ha lo stesso numero di ossa di tutti gli altri mammiferi dello zoo di New York, compreso Benny lo scoiattolo? Solo che ogni osso del collo di Bridget è lungo oltre 30 centimetri.

· I fenicotteri dello zoo di New York sono scozzesi perché il regista, Spaz Williams, trova che somiglino a delle cornamuse. Spaz suona questo strumento nel tempo libero ma, fortunatamente, non ha mai tentato di suonare un fenicottero.

· Richard Kind, che presta la voce a Larry il serpente, ha dovuto attendere la conclusione di "The Producers" a Broadway in cui interpreta il cantante Max Bialystock. Nel frattempo, le grida di Larry le ha eseguite il regista, Spaz, che ha dato il meglio di sé in questa interpretazione.

· Eddie Izzard si è davvero infilato un cestino di rifiuti in testa per la scena in cui Nigel il koala rimane incastrato in un secchio di vernice.

· Con uno staff di 418 persone, ci sono volute un milione e mezzo di ore di lavoro per portare UNO ZOO IN FUGA sul grande schermo!

· In televisione, Kiefer Sutherland interpreta la parte di un duro agente che combatte il terrorismo. In UNO ZOO IN FUGA, interpreta un leone dal cuore d'oro che canta come un pirata e si scatena nelle danze con gli gnu. Per entrare nel personaggio, Kiefer provava il suo ruggito in autostrada mentre si recava allo studio di registrazione.

· Per tutti gli uccelli che appaiono in UNO ZOO IN FUGA sono state ricreate singolarmente qualcosa come due milioni di piume. La computer grafica ha fatto notevoli passi avanti dai tempi di "Forrest Gump", film che ha vinto l'Oscar® per gli effetti speciali per aver animato una sola piuma!

· Quando i koala nascono, sono poco più grandi di una caramella. Questi animali hanno due pollici su entrambe le zampe. In una divertente improvvisazione, non inclusa nell'edizione definitiva del film, Eddie Izzard canta una canzone su un koala inorridito dalla scoperta di avere quattro pollici.

· William Shatner ha insistito per eseguire personalmente gli animaleschi grugniti del suo personaggio, il malvagio gnu Kazar. Ha sbuffato, ragliato e muggito in tutti i modi possibili per dieci minuti di fila dando così ai montatori parecchio materiale su cui lavorare.

· Questa non è la prima volta che Jim Belushi interpreta la parte di un roditore per Spaz Williams. Prima di interpretare lo scoiattolo Benny, l'attore si era già cimentato nella voce del porcellino d'india di "Carl & Ray", spot pubblicitario che ha riscosso grande successo. Piccoli roditori dalle grandi personalità sembrano essere le specialità di Spaz e Jim.

· Nel film, i personaggi giocano a una versione animale del curling, uno sport molto popolare in Canada. Sono presenti anche delle oche canadesi che scherzano sull'attraversamento del confine e uno dei pinguini è doppiato dal famoso commentatore sportivo canadese Don Cherry. A proposito, se ancora non fosse chiaro, il regista Spaz è originario del Canada.

· Janeane Garofalo interpreta la parte della giraffa Bridget, ma in effetti è po' più bassa. L'attrice ha utilizzato un registro vocale decisamente alto consono all'animale da doppiare.

· La memorabile voce del roditore selvatico infuriato è stata creata in digitale da uno dei tecnici di Toronto (Colin Cunningham). È risultata così efficace e realistica che i produttori hanno deciso di utilizzarla così com'era!

· Contrariamente a come di solito Hollywood riproduce gli anaconda, si tratta di animali piuttosto lenti e goffi. Il regista ha preferito attenersi il più possibile alla realtà, ma ciò non è stato possibile per il serpente Larry, impegnato a tenere testa ai suoi amici. Per risolvere il problema, Larry si attorciglia sulla schiena della giraffa Bridget per la maggior parte del film!

 


Note di produzione

Uno stravagante gruppo di animali dello zoo di New York, formato da un leone, una giraffa, un anaconda, un koala e uno scoiattolo, scopre come una città possa essere una vera giungla quando uno di loro viene erroneamente rispedito in Africa e i compagni d'avventura s'imbarcano in una pericolosa missione di salvataggio. Walt Disney Pictures presenta UNO ZOO IN FUGA, avventurosa ed esilarante commedia di animazione realizzata in digitale con uno straordinario cast di doppiatori: Ricky Tognazzi, versione italiana e Kiefer Sutherland nella versione originale, (voce del leone Samson, il capobranco rispettato da tutti); Alessio Puccio e Greg Cipes (Ryan, il figlio di Samson); Massimo Rossi e Jim Belushi (Benny, saggio scoiattolo e migliore amico di Samson); Luciana Littizzetto e Janeane Garofalo (una giraffa molto sveglia); Mino Caprio e Richard Kind (uno sciocco anaconda); Glauco Onorato e William Shatner (un perfido gnu) e Teo Bellia e Eddie Izzard (Nigel, un caustico koala). Oltre al cast d'eccezione, l'animazione si affida alle tecniche più sofisticate e la storia è ricca di situazioni divertenti.
UNO ZOO IN FUGA è diretto da Steve "Spaz" Williams, veterano degli effetti speciali già candidato all'Oscar® ("The Mask - Da zero a mito"), che ha contribuito a lanciare l'animazione computerizzata lavorando per la ILM in film come "The Abyss", "Jurassic Park" e "Terminator 2 - Il giorno del giudizio". Williams ha anche diretto note campagne pubblicitarie con personaggi animati al computer. Il produttore del film è Clint Goldman, da sette anni in forze alla ILM e partner di Williams nella società di produzione Hoytyboy Pictures con sede a San Francisco. Goldman si è occupato della produzione dell'animazione e degli effetti speciali in "The Mask - Da zero a mito", e tra i titoli a cui ha preso parte come produttore figurano "Spawn" (1997) e diversi spot pubblicitari di successo. Tra gli altri produttori del film figura anche Beau Flynn, socio principale della Contrafilm, società di produzione affiliata a New Line Cinema. È stato lui a portare l'idea di UNO ZOO IN FUGA, sviluppata dagli sceneggiatori Mark Gibson e Philip Halperin, all'attenzione di Disney nove anni fa. Per completare il gruppo creativo a cui affidare il progetto, Flynn ha scelto Goldman e Williams dopo essere rimasto molto impressionato dall'umorismo e dagli effetti visivi dei loro popolarissimi spot pubblicitari.
Il film è reso ancora più divertente dalla spettacolare colonna sonora del più volte candidato all'Oscar® Alan Silvestri ("Ritorno al futuro", "Polar Express") e da brani originali o già noti di artisti famosi come Coldplay, Everlife, Lifehouse e Big Bad Voodoo Daddy. Eric Idle, ex Monty Python, e il suo amico compositore John Du Prez con il quale si è meritato il Tony Award® per il musical "Spamalot" portato in scena a Broadway; hanno scritto e interpretato la canzone Really Nice Day (Il sole splende, nella versione italiana).
L'animazione di UNO ZOO IN FUGA è stata realizzata in Canada, presso la C.O.R.E. Feature Animation di Toronto, uno studio appositamente creato per questo film dalla C.O.R.E. Digital Pictures. Un team internazionale, composto da 350 artisti e tecnici, tra cui oltre 50 animatori; è giunto dal Canada e da tutto il mondo per contribuire col proprio talento artistico a questo progetto. La sequenza iniziale del film, in cui personaggi animati in 3-D al computer si combinano ad ambienti realizzati in 2-D, è stata prodotta a Dallas (Texas) dai Reel FX Creative Studios.
Afferma Goldman: "Volevamo dare al nostro film un look diverso dagli altri film d'animazione computerizzata. L'intenzione era di ottenere immagini molto realistiche e, nello stesso tempo, concederci quella licenza poetica che rompe gli schemi e aggiunge una buona dose di fantasia. Ad esempio, i movimenti degli occhi dei personaggi sono curati nei minimi dettagli. Si comprimono e poi si espandono. I nostri animali possono guidare navi e fare altre cose che normalmente gli animali non sono in grado di fare. Tutto questo in un mondo che sembra assolutamente reale. Ciò ci permette, come realizzatori, di offrire situazioni esilaranti in cui immergere i nostri personaggi e di fare un film divertente da vedere."
La sceneggiatura di UNO ZOO IN FUGA è firmata da Ed Decter e John Strauss ("Santa Clause" 2 e 3) e da Mark Gibson e Philip Halprin. La produzione esecutiva è affidata a Kevin Lima, Will Vinton e Stefan Simchowitz. Chris Farmer ha creato le scenografie. UNO ZOO IN FUGA è una produzione Hoytyboy Pictures & Sir Zip Studios e Contrafilm.


 

 

Gli attori nella versione originale
I realizzatori hanno assemblato un cast di doppiatori d'eccezione formato da attori e comici di grande talento per dare voce a questi fantastici animali. Il rapporto tra padre e figlio è la chiave emotiva fondamentale del film.
Kiefer Sutherland, che presta la voce a Samson, osserva: "Una delle cose davvero belle di questo personaggio è che si tratta di un padre. Fa ogni cosa per amore di suo figlio, è leale, sincero, ed è stato davvero un piacere doppiarlo. Io ho dei bambini meravigliosi e mi viene naturale pensare a come mi comporterei con loro in una situazione simile. Sotto molti aspetti, trovo UNO ZOO IN FUGA molto divertente e commovente", conclude Sutherland. "Come attore, impersonare un personaggio giovane è ormai un'opportunità che mi capita raramente e questo film mi ha dato la possibilità di mostrare quello che sono ancora in grado di fare e la storia offre anche una fantastica occasione a genitori e figli di trascorrere un po' di tempo insieme e magari di discuterne una volta terminato il film. Il personaggio di Samson è molto sfaccettato", aggiunge. "A volte si comporta come un eroe, altre volte non fa che seguire il branco e mostrarsi quasi pavido. C'è poi la questione del suo passato su cui non è stato del tutto onesto. In questo senso, il personaggio segue un'evoluzione molto interessante. Come è interessante per me che tutti i personaggi vogliano in realtà essere quello che non sono. Ma alla fine riescono ad accettare se stessi perché vengono accettati dagli altri per quello che sono. Tutto il film si basa proprio sul tema della fiducia in se stessi e sull'essere capaci di accettare gli altri per quello che sono."
Greg Cipes, che dà la voce al figlio di Samson, nota: "È stato molto divertente dare la voce a Ryan perché mi ha permesso di tornare indietro nel tempo. Doppiare un personaggio animato ha significato poter chiudere gli occhi ed entrare in un'altra dimensione ed è una fortuna potervi recitare. I bambini si identificheranno senz'altro con questa storia, ne canteranno le canzoni e ne parleranno con i loro amici. Il film propone un grande messaggio: saper perdonare se stessi e gli altri. Bisogna perdonare per crescere."
William Shatner, che presta la voce a Kazar, il malvagio capobranco degli gnu, afferma: "Ci sono diversi modi di interpretare un personaggio e, in questo caso, ho cercato di usare il registro basso della mia voce. Interpretare un personaggio di animazione richiede un tipo di energia diverso da quello a cui si ricorre per un personaggio reale, pur dovendo comunicare la stessa intensità. Kazar non è del tutto malvagio, ha delle ambizioni e per realizzarle deve fare cose che normalmente non fa", aggiunge l'attore. "Vuole diventare un carnivoro ma, essendo erbivoro, tenta di essere quello che non è. Tutti i personaggi cercano di fare cose che non sono alla loro portata: il punto è se ci riusciranno o meno. È una storia interessante ed è stato bello lavorarci. La sceneggiatura è molto divertente, i personaggi sono meravigliosi e sono interpretati da grandi attori, l'animazione è splendida e originale."
Per il personaggio di Nigel, il tenero koala dal carattere piuttosto caustico, Williams ha scelto l'ingegnoso attore comico britannico Eddie Izzard.
"Originariamente, il personaggio di Nigel era molto più goffo", ricorda Williams. "Eddie ci disse che non era la persona giusta per interpretare questo ruolo perché si trovava meglio con personaggi più dinamici. Ci è sembrato un ottimo suggerimento e ci abbiamo lavorato. Abbiamo trascorso due ore a discuterne con lui prima di iniziare le registrazioni e alla fine ne è uscito un personaggio assolutamente brillante. E alcuni dei suoi suggerimenti sono diventati delle vere e proprie battute nel film. Lavorare con Eddie è stato fantastico. La sua perfomance è stata per lo più improvvisata sul momento."

 

La colonna sonora
La musica gioca un ruolo fondamentale in UNO ZOO IN FUGA e contribuisce al divertimento e al coinvolgimento emotivo della storia. Il compositore Alan Silvestri si è rivelato fondamentale per accentuare i diversi registri e le atmosfere del film.
"Alan è un grande artista e il suo contributo è stato impareggiabile", osserva Williams. "Sono rimasto letteralmente colpito da quello che è riuscito a fare. Volevamo dare massima profondità e pienezza visiva alle immagini e lui con la sua musica le ha rese ancora più intense e ricche. George Lucas ha sempre sostenuto che la riuscita di un film dipende al 50% dalla colonna sonora, e ha ragione. Alan ha diretto un'orchestra di 94 elementi: è stato fantastico vederlo all'opera."
Goldman aggiunge: "La colonna sonora di Alan è come un soffio vitale che conferisce spessore ai personaggi. Alan è stato presente dall'inizio alla fine della produzione e ha composto delle partiture che rendono il film ancora più divertente ed emozionante."
Per arricchire ulteriormente la colonna sonora, i realizzatori si sono affidati al talento di alcuni dei migliori compositori e cantanti. Eric Idle (dei Monty Python) e il suo socio John Du Prez, lavorano insieme dalla fine degli anni '70 (Always Look on the Bright Side of Life) e nel 2005 hanno ottenuto numerose candidature al Tony Award® per il musical "Spamalot" portato in scena a Broadway. Per UNO ZOO IN FUGA hanno scritto e interpretato la canzone Really Nice Day (Il sole splende, nella versione italiana).
Idle spiega: "Quando i realizzatori ci hanno contattato non sapevano esattamente che tipo di canzone volessero, così abbiamo sviluppato questa idea del giocattolo a corda. Non potevamo giocare troppo sull'accento australiano perché Eddie (Izzard) è un koala dalla parlata tipicamente inglese. Così ci siamo divertiti a mettere insieme versi simili a quelli che recitano i giocattoli a corda. Una volta trovata l'idea giusta, la canzone è venuta fuori da sola."
La colonna sonora comprende anche una nuova canzone dal titolo Good Enough del famoso trio Lifehouse. Il brano accompagna il drammatico confronto tra Samson e Ryan, in seguito al quale il piccolo leone scappa disgustato. In tale circostanza, Benny, l'amico di Samson, suggerisce di appianare le cose raccontando la verità sul passato. All'inizio di quest'anno, i Lifehouse hanno scalato la vetta della classifica di Billboard con il brano di successo You and Me.
Nel film, per accompagnare i passatempi degli animali dopo la chiusura dello zoo, quando escono dai recinti per dedicarsi al curling coi gusci di tartaruga, Big Bad Voodoo Daddy canta un motivo rockabilly dal titolo Big Time Boppin.
I Coldplay, uno dei gruppi più in voga del momento, hanno contribuito con il brano di successo Clocks (dall'album del 2002 A Rush of Blood to the Head) con cui hanno vinto il premio Grammy®. La canzone accompagna la scena in cui gli animali dello zoo entrano nel tunnel e vedono la città di New York per la prima volta. Dal punto di vista del camion della spazzatura in cui finiscono, l'insolito branco resta stupito dalle meraviglie della Grande Mela mentre passa per Times Square.
Gli Everlife, altro gruppo di successo, firmano Real Wild Child (Wild One). La popolare band ha recentemente siglato un accordo con Hollywood Records e ha preso parte a una nuova compilation per Disney Records (that's SO raven too!) con I Can See Clearly Now. Il loro video di Real Wild Child è stato trasmesso a marzo da Disney Channel e arriverà presto anche sul grande schermo.


postato da: cinemotore alle ore 23:18 | Permalink |
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