domenica, 28 agosto 2005

Il ritorno di Samantha

Il film della Settimana

Di Marco Spagnoli

Vita da strega ***

 

A differenza dei tanti film ispirati da serie televisive di successo, Vita da strega non vuole essere un mero adattamento cinematografico di un telefilm di culto, quanto – piuttosto – la sua celebrazione.

Nora Ephron regista di fortunate commedie romantiche come Insonnia d’amore e C’è posta per te, scrive insieme a sua sorella Delia una sceneggiatura divertente tutta volta a celebrare il telefilm interpretato da Elizabeth Montgomery e andato in onda dalla metà degli anni Sessanta ai primi anni Settanta.

Tutto inizia quando una Star hollywoodiana in declino (Will Ferrell) accetta di essere il protagonista maschile della nuova versione televisiva di Vita da strega. Il problema sta tutto nel trovare un’attrice all’altezza della carismatica protagonista dell’originale, scomparsa qualche anno fa (ma questo il film non lo dice…) in seguito ad un male incurabile. Il caso vuole che l’attore si imbatta in una donna bellissima per nulla interessata a diventare famosa. Il segreto di questa affascinante ragazza interpretata da una sempre più attraente Nicole Kidman sta nel fatto che lei è ‘veramente’ una strega, decisa a lasciare perdere i suoi poteri e a vivere come una persona qualunque. Sulla scia di Una strega in paradiso con Kim Novak e James Stewart, Nora Ephron costruisce una raffinata commedia romantica in cui abbiamo – da un lato – la riflessione sullo showbusiness hollywoodiano come una metafora moderna della magia e del mondo delle fiabe (qualcosa di simile si era già visto in Shrek 2). Dall’altro, poi, troviamo la storia di una donna non come le altre alla ricerca di una propria definizione di normalità, costretta dal caso (o forse per amore) a fingere di essere quello che realmente è nella vita di tutti i giorni. Un paradosso dalle grandi potenzialità narrative, che Nora Ephron sfrutta al meglio per un film nel solco dei grandi classici hollywoodiani.

Con un Will Ferrell impegnato a parodiare capricci e vezzi delle star hollywoodiane, Vita da strega è un divertissment piacevole ed intelligente, impreziosito dalla partecipazione di Michael Caine e Shirley MacLaine rispettivamente nei ruoli di uno stregone playboy e di un’attrice navigata che – alla fine - sembra nascondere anche lei un insolito segreto.

Il gioco di parole tra fascino e incantesimo (in inglese espressi con lo stesso vocabolo: charm) contribuisce a fare di questo film una piccola perla giustamente incentrata sul talento e sulla grazia di Nicole Kidman. L’attrice più amata del mondo è la protagonista ironica e divertita di una commedia che prende l’ispirazione del telefilm originale, espandendo il suo concept e aggiornandolo all’oggi, figlio di una modernità forse più disincantata rispetto agli anni Sessanta, ma – al tempo stesso – ancora pronto per un impasto seducente di bellezza e divertimento, humour raffinato e slapstick comedy.

Una pellicola divertente che senza troppe pretese riprende un telefilm di culto come Vita da strega e ne ripropone l’idea di base in maniera originale e ricca di fascino.

 

LEGENDA

 

Voto-----------------

*****: Ottimo

****: Buono

***: Discreto

**: Sufficiente

*: Mediocre

§: da evitare

 

 

 

postato da: cinemotore alle ore 22:35 | Permalink |
categoria:
lunedì, 22 agosto 2005

 

THE ISLAND


Una Distribuzione

Warner Bros. Pictures Italia

EWAN McGREGOR

SCARLETT JOHANSSON

DJIMON HOUNSOU

SEAN BEAN

MICHAEL CLARKE DUNCAN

e
STEVE BUSCEMI

Regia di
MICHAEL BAY

Si ringrazia Maria Scoglio e Francesca Ungaro

 

 


Michael Bay ("Armageddon", "Pearl Harbor") dirige il thriller d'azione "The Island", con Ewan McGregor ("Guerre stellari: episodio I, II e III", "Moulin Rouge") e Scarlett Johansson ("Lost in Translation", "La ragazza con l'orecchino di perla").

Alla metà del XXI secolo, Lincoln Six-Echo (McGregor) e JordanTwo-Delta (Johansson) vivono in un'area protetta e la loro vita quotidiana è costantemente monitorata, come quella di tutti gli altri "residenti", per il loro bene.
L'unico modo di uscirne, e l'unica speranza, è essere scelti per andare sull'Isola, l'ultimo luogo incontaminato del mondo, dopo il disastro ecologico che ha ucciso tutti gli abitanti del pianeta… eccetto loro.
Tormentato da incubi inspiegabili, Lincoln inizia a porsi delle domande sulle restrizioni cui è sottoposto, ed è sconvolto dalla verità che scopre: tutta la sua esistenza è una bugia, l'Isola è un terribile inganno… e lui, Jordan e tutti quelli che conosce valgono più da morti che da vivi. In corsa contro il tempo, Lincoln e Jordan riescono a evadere e a raggiungere il mondo esterno che non hanno mai conosciuto. Lontano dallo stretto controllo dell'istituzione, la loro innocente amicizia si trasforma in qualcosa di più profondo. Ma inseguiti dalle forze di sicurezza, hanno un compito prioritario: sopravvivere.

Nel cast di "The Island" anche il candidato all'Oscar Djimon Hounsou ("In America") nel ruolo di Laurent, il capo della squadra che insegue Lincoln e Jordan; Sean Bean in quello di Merrick, che dirige l'istituzione; e il candidato all'Oscar Michael Clarke Duncan ("Il miglio verde") in quello di Starkweather, uno dei residenti, che viene invidiato dagli altri quando viene scelto per andare sull'Isola.
Michael Bay ha diretto "The Island" da una sceneggiatura di Caspian Tredwell-Owen e Alex Kurtzman & Roberto Orci, da un soggetto di Tredwell-Owen. Il film è stato prodotto da Walter F. Parkes, Michael Bay e Ian Bryce, con Laurie MacDonald come produttrice esecutiva. "The Island" è una coproduzione Warner Bros. Pictures e DreamWorks Pictures.

 

 


La produzione

Quando i realizzatori hanno deciso di dedicarsi al progetto di "The Island" pensavano a un film d'azione e fantascienza sulla clonazione umana, ma il produttore Walter F. Parkes dice, scherzando solo in parte: "Abbiamo scoperto che era un thiller contemporaneo".
Infatti la scienza ha ottenuto quello che era inimmaginabile, tanto che il tempo è stato anticipato rispetto alla fine del XXI secolo, periodo in cui lo sceneggiatore Caspian Tredwell-Owen aveva inizialmente ambientato la storia. Il regista-produttore Michael Bay afferma: "Lo abbiamo ambientato fra 20 anni. E' una premessa molto più spaventosa, perché è proprio dietro l'angolo".
Parkes aggiunge: "Viviamo in un'epoca in cui i progressi scientifici sono rapidissimi, esponenziali, quindi questa situazione potrebbe verificarsi di qui a 15 o 20 anni. Non proprio in questo modo, ma tecnicamente è possibile".
Caspian Tredwell-Owen è d'accordo: "La clonazione umana sta per avvenire, è inevitabile. Qualcuno la farà, legalmente o no, è solo una questione di chi la farà per la prima volta. La scienza è alimentata dalla curiosità, ma anche dalla richiesta. Possiamo già far crescere organi umani al di fuori del corpo, ma cosa succederebbe se si potesse avere un duplicato esattamente uguale che può darti organi o parti del suo corpo senza conseguenze evidenti?".
Quando la sceneggiatura originale di "The Island" è stata portata all'attenzione del produttore Walter F. Parkes e della produttrice esecutiva Laurie MacDonald, questi stavano già cercando di sviluppare una storia sulla clonazione umana. Parkes dice: "Lo script ci ha interessato subito, in quanto non parte dalla prospettiva di un ricercatore o di un osservatore esterno, ma dal punto di vista dei cloni. Questo ci ha permesso di raccontare la storia in modo molto più emozionale e personale, perché non è solo sulla scienza gestita in modo scorretto, ma sul mondo visto attraverso gli occhi di quegli innocenti".
"Sentivamo che la rivelazione doveva avvenire attraverso gli occhi del protagonista, Lincoln, perché il pubblico si sarebbe sentito molto vicino a lui", dice lo sceneggiatore Alex Kurtzman. "Con lui il pubblico capisce subito che qualcosa non funziona e poiché la gente oggi è molto sveglia arriverà probabilmente alla conclusione peggiore, ma la rivelazione dal punto di vista di Lincoln è impressionante".
Lo sceneggiatore Roberto Orci è d'accordo: "Vedere attraverso i suoi occhi è uno shock, anche se credi di sapere. La prima mezz'ora del film riguarda una diversa realtà e ti aspetti che prosegua in modo lineare e pensi di sapere cosa succede, ma non è così. Questo è merito di Caspian, ed è fantastico, perché il pubblico partecipa alla scoperta".
La sceneggiatura originale è arrivata al regista Michael Bay in modo molto diretto, attraverso la DreamWorks di Steven Spielberg. "Una sera Steven mi ha chiamato e mi ha detto: 'Ti sto inviando una sceneggiatura, leggila stanotte'. L'ho ricevuta alle undici ed erano 140 pagine. Ho finito di leggerla alle 3 e mi è piaciuta, quindi in mattinata ho chiamato e ho detto: 'La farò'".
Parkes dice che c'erano molte ragioni per cui Michael Bay era l'unico regista che potesse dirigere "The Island". "Ha la concentrazione, l'energia, la creatività, la fiducia e la competenza tecnica per gestire una produzione di queste dimensioni. Il film presentava grosse sfide a livello di produzione, parecchie locations, centinaia di comparse, set enormi, effetti digitali e fisici… di tutto e di più. Sono pochissimi i registi in grado di gestire tutto questo senza esserne travolti. Michael può fare tutto, conosce letteralmente il lavoro di ognuno sul set, e riesce a emanare una tale energia dalla sedia del regista… anche se non si siede mai", ride Parkes. "Per molti versi lui è come un ragazzino un po' cresciuto con tanta voglia di giocare. Questo da vivacità e forza a tutto il set e credo che traspaia nel film. E' una cosa molto infettiva".
"Considero Michael un grande regista", afferma il produttore Ian Bryce. "E' un artista di talento, con un occhio straordinario, sa sempre come girare e lo fa velocemente. E' un po' il sogno di tutti i produttori, perché arriva preparato e riesce a compiere una enorme quantità di lavoro in un giorno. Per me è stata una magnifica esperienza lavorare con lui".
Fin dal primo momento, Bay sapeva che per "The Island" era necessario equilibrare due diversi approcci al film. "Volevo realizzare un film divertente, un film estivo, ma c'è un nucleo umano nella storia che affronta il problema della clonazione umana. Non ho voluto affliggere il pubblico, ma solo farlo riflettere su una questione morale… e poi trascinarlo in una corsa mozzafiato".
 



Gli abitanti dell'Isola

La contrapposizione tra un thriller d'azione futuristico e un dramma che fa riflettere su un quesito morale è uno degli aspetti del film che ha intrigato Ewan McGregor e lo ha spinto ad accettare il ruolo di Lincoln Six-Echo. "Sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso e questo era un grosso film americano d'azione, ma con un cuore, il che non succede spesso", dice l'attore. "Credo che affrontare il tema delle estreme conseguenze della  clonazione umana portata all'estremo sia molto interessante e poi era un ruolo che non avevo mai interpretato prima".
"Interpreto Lincoln, un uomo che vive in una società ordinata e irreggimentata, dove è già tutto deciso, cosa indossare, cosa mangiare, dove lavorare… Tutto è controllato da altri. Gli è stato detto che il mondo fuori è contaminato, a parte un magnifico paradiso, l'Isola. Periodicamente si tiene una lotteria dove si vince la possibilità di andare sull'Isola, con il solo compito di ripopolare il pianeta, un bel lavoro davvero", sorride. "Anche se gli abitanti dell'isola sembrano abbastanza soddisfatti, il mio personaggio è uno che non si accontenta e inizia a fare domande come 'Perché le cose vanno in questo modo? Chi decide?'".
Parkes rivela che il nome Lincoln Six-Echo indica che è un clone di quinta generazione, o livello eco, e che l'industria, nella sua corsa verso il progresso, senza volerlo, ha dato alla sua generazione quello che si rivela un difetto fatale. "Lincoln e gli altri come lui hanno il dono, o forse la maledizione, della curiosità. Quindi ora lui rappresenta un pericolo".
"Tra le diverse generazioni di cloni, la tipologia "Eco" è venuta troppo bene", spiega Bay. "Nella memoria di Lincoln c'è un DNA genetico e inizia a fare sogni che lo rendono sempre più inquieto: pensa che ci sia qualcosa di più, ma non sa cosa. Ewan è un attore di grande talento e c'è innocenza in lui, una caratteristica infantile che lo rende perfetto per questo ruolo".
La curiosità di Lincoln si trasforma in sospetto quando scopre che nulla è come sembra e che la verità è molto più terribile di quanto avesse immaginato. McGregor dice: "Lincoln scopre che tutto è una immensa bugia. La gente che vince la lotteria non va sull'Isola. L'Isola non esiste. Quando la sua amica Jordan viene scelta per andare, Lincoln sa che deve portarla via da lì".
Jordan è Jordan Two-Delta, molto amica di Lincoln, anche non ha la sua natura sospettosa. Scarlett Johannson, che interpreta Jordan, osserva: "Jordan è dolce e innocente. Non conosce altro che il luogo in cui vive, isolato dal mondo che le hanno detto essere contaminato".
Bay nota: "Jordan è completamente passiva rispetto alle restrizioni della sua vita. Crede che ci sia un'isola, ma il legame che ha con Lincoln la spinge a credere nelle sue parole: "Non c'è nessuna isola, devi fidarti di me".
Johannson dice: "L'istinto le dice di seguirlo. Si fida di lui. Sono attratti l'uno dall'altra, ma non fisicamente, è una corrispondenza di anime. Non sanno nulla di intimità sessuale. Sono assolutamente ingenui, perché sono vissuti in una specie di bolla e non conoscono il mondo che li circonda. In un certo senso è una bella storia d'amore".
Johannson dice che lo sviluppo della relazione del suo personaggio con Lincoln è una delle cose che l'hanno spinta ad accettare il ruolo. "Adoro i film di genere e mentre leggevo la sceneggiatura mi chiedevo cosa sarebbe successo alla fine. Desideravo lavorare con Ewan e Michael e tutti questi elementi mi hanno spinto a girare "The Island"".
Bay fa notare che la scelta di Scarlett e Ewan è dovuta all'istinto. "Quando abbiamo avuto Ewan, sapevo che avremmo dovuto trovare qualcuno che non fosse soltanto una buona attrice, ma che fosse anche alla sua altezza. Non avevo mai incontrato Scarlett in precedenza, ma sapevo che era brava. Qualche volta si scommette su una coppia e Ewan e Scarlett fanno scattare un'alchimia particolare sullo schermo".
Quando incontriamo Lincoln, Jordan e gli altri, stanno guardando un messaggio registrato da un loro compagno, Starkweather, che è stato scelto per andare sull'Isola. Poi si vede il vero destino dell'uomo, che apre gli occhi di Lincoln sulla verità che c'è dietro le bugie. Starkweather è interpretato da Michael Clarke Duncan, che afferma: "Il mio personaggio prima dice 'Ci vediamo sull'Isola' e poi si sveglia su un tavolo operatorio. Salta giù e comincia a correre per salvarsi la vita. E' terrorizzato e si chiede 'Dove sono? Mi avete detto che sarei andato sull'Isola. Non può essere vero'".
Duncan ha lavorato per "The Island" solo due giorni, ma Michael Bay, che lo aveva già diretto in "Armageddon', assicura che sono stati memorabili. "Mike vi dirà che l'ho torturato per due giorni", ride Bay. "L'ho fatto correre, l'ho fatto piangere, l'ho tenuto legato con le cinghie a un tavolo per otto ore fino a che ha detto 'Solo un'altra ripresa' e io 'Andiamo Mike, ancora cinque'. Mi piace fare confusione con lui".
"Michael Bay è un tipaccio", contattacca Duncan. "Nei pochi giorni in cui ci sono stato pensava sempre a qualcosa di nuovo da farmi fare. Io gli ho fatto passare dei brutti momenti, però penso che sia uno dei migliori registi del nostro tempo".
Gli abitanti della zona protetta non hanno modo di sapere che vivono molto al di sotto di un mondo incontaminato… e che sopra di loro esiste un complesso chiamato Merrick Biotech. Sanno solo che Merrick è il nome dell'uomo a volte benevolo, a volte invadente che si occupa della loro salute e del loro benessere.
In realtà, l'unico interesse di Merrick è proteggere i residenti, o 'agnati' come sono chiamati, in quanto investimento di grande valore. E il mondo esterno è ignaro degli 'agnati', quanto gli 'agnati' lo sono del mondo esterno.
Per il ruolo di Merrick è stato scelto Sean Bean, che spiega: "Merrick inganna i propri clienti, dicendo che la Biotech clona organi tenuti in stato vegetativo, secondo le leggi eugenetiche varate nel 2015 per regolare la clonazione umana. Ma Merrick si è reso conto che gli organi tenuti in quella condizione non funzionano, quindi usa gli 'agnati', cosa assolutamente illegale".
"Nonostante questo", afferma Parkes, "Merrick è un uomo brillante, convinto di fare la cosa giusta. Come i migliori cattivi, non è malvagio, solo terribilmente fuorviato. Dentro di sé pensa di contribuire a spingere in avanti i limiti della scienza a favore dell'umanità".
Bean dice che le ragioni di Merrick, anche se discutibili, non sono completamente amorali. "E' un pioniere nel suo campo e crede che ciò che fa è per il bene della gente. Credo che sia un tipo piacevole, anche se ha un'aria distaccata… piuttosto fredda e da uomo d'affari. Penso che sia un personaggio interessante".
"Sean Bean è molto cool e c'è qualcosa di sofisticato in lui", commenta Bay. "Il suo Merrick è un uomo elegante, non un malvagio, che crede di fare la cosa giusta".
L'unica persona dell'istituto in cui Lincoln ha fiducia è un operaio di nome McCord, che è diventato suo amico e qualche volta fa contrabbando di liquori. "McCord è uno dei pochi che fa l'errore di fraternizzare con i 'prodotti'. Si sente colpevole per quello che succede in quell'istituto. Sa che non è giusto, ma continua a fare il suo lavoro, perché è l'unico che c'è", dice Bay.
Fin dall'inizio, Bay aveva solo un nome in testa per il ruolo di McCord, Steve Buscemi, con cui aveva già lavorato in "Armageddon". "Steve era l'uomo giusto", dice Bay. "Il ruolo era perfetto per lui, che riesce a rendere umano chiunque. E' uno degli attori migliori che conosco".
Buscemi afferma: "E' divertente lavorare con Michael, perché segue sempre la sceneggiatura, ma non ha paura di provare qualcosa di nuovo o di diverso, quindi non sai mai cosa aspettarti".
Quando fugge con Jordan, Lincoln può chiedere aiuto solo a McCord. "Vuole risposte", dice Buscemi, "quindi si rivolge a McCord. Ma McCord sa che questo significa grossi guai, perché ora sono nel mondo reale che ignora l'esistenza degli agnati. Se li trovano con lui è morto. E' un grosso problema, ma lui decide di aiutarli e di rischiare la vita".
Merrick d'altronde non può rivolgersi alle autorità, per paura che le sue attività illegali vengano scoperte, quindi si assicura i servizi di una squadra d'elite, capitanata da Albert Laurent, interpretato da Djimon Hounsou. "Volevo che fossero inseguiti da veri duri", afferma Bay. "In alcuni miei film avevo lavorato con molti Navy Seal e altri delle forze speciali. Alcuni di loro lavorano come indipendenti a contratto, il che significa che sono pagati di più e hanno compiti particolari. Era questo tipo di persone che volevo per Laurent e la sua squadra".
Hounsou sottolinea: "Laurent era nelle forze speciali francesi, ma ora è piuttosto un mercenario. Per lui è questione di affari, non ha problemi con il lavoro che deve fare, cioè catturare gli agnati o eliminarli a ogni costo, perché le implicazioni che deriverebbero dalla loro scoperta sono inimmaginabili. Sfortunatamente, Merrick si dimentica di informarlo sui due fuggitivi e di cosa sono capaci. Quando scopre la verità, Laurent è combattuto, perché capisce che ha a che fare con esseri umani".
I produttori Walter Parkes e Laurie MacDonald conoscono Hounsou fin da "Amistad" e "Il gladiatore". "Vedere crescere questo straordinario attore è stato fantastico. E' interessante perché ha una presenza fisica notevole e interpreta un personaggio violento, lontanissimo da lui come persona", dice Parkes. "Djimon è una delle persone più dolci del pianeta. Ed è proprio il conflitto tra la durezza del personaggio e la sensibilità dell'uomo che rende Laurent così intrigante".
Housou e gli altri attori che interpretano la squadra di Laurent sono stati aiutati dal consulente Harry Humphries, un ex Navy SEAL e specialista di guerra che ha già collaborato a tanti film, tra cui "Pearl Harbor", "Armageddon" e "The Rock" di Michael Bay. Mescolati agli attori, c'erano anche ex membri di agenzie militari e forze di sicurezza.

 

I due mondi

"The Island" si svolge in due mondi diversi, quello irreggimentato e monocromatico dell'area in cui vivono i protagonisti, chiamata dai realizzatori "Centerville", e il mondo colorato e imprevedibile che è all'esterno. Ogni aspetto della produzione ha avuto come scopo quello di riflettere la natura opposta dei due ambienti.
Il direttore della fotografia Mauro Fiore dice che lui e Michael Bay hanno discusso come modificare le luci e la macchina da presa per sottolineare l'opposizione. "L'ambiente sotterraneo è illuminato artificialmente, molto bianco e pochi colori. Ma quando gli agnati scoprono il mondo fuori, c'è una saturazione di colori, perché scoprono il sole e la natura per la prima volta. Abbiamo voluto conservare questo contrasto anche con la macchina da presa. All'inizio del film siamo in quell'ambiente controllato, quindi il nostro approccio è stato di non muovere la macchina in modo brusco e di tenerla più oggettiva e formale. In seguito, quando si arriva nel mondo esterno, l'approccio è stato più movimentato e soggettivo, con l'uso di macchine a spalla".
Le riprese di "The Island" sono iniziate nell'autunno del 2004 nel deserto della California e in quello del Nevada, dove Lincoln e Jordan escono per la prima volta nel mondo reale. "A Michael piaceva l'idea che i personaggi, fuggiti dalla loro prigione, si ritrovassero in un mondo inospitale, non distrutto dall'inquinamento, ma non accogliente", dice Walter Parkes. "Questo ci ha permesso di avere due passaggi rivelatori. Prima loro escono e capiscono di poter respirare l'aria, ma il paesaggio è ancora quello del deserto. Poi, quando arrivano a Los Angeles, sono come dei bambini in un negozio di dolci. E' un mondo che non avrebbero mai potuto nemmeno immaginare".
Durante la post-produzione, il supervisore degli effetti visivi Eric Brevig e il team della Industrial Light & Magic hanno aggiunto riprese digitali dei grandi ventilatori e delle prese d'aria del mondo segreto e del futuristico treno che porta Lincoln e Jordan a Los Angeles.
Le locations nel deserto sono servite da sfondo alla prima delle grandi sequenze del coordinatore aereo Alan Purwin, vecchio collaboratore di Michael Bay, e del suo team di piloti. Gli elicotteri di Purwin sono stati usati sia per l'inseguimento di Laurent degli agnati in fuga, sia per la fotografia aerea. Gli elicotteri neri di Laurent, chiamati Whispers, segnano l'esordio nel cinema degli Eurocopter EC 120, i più silenziosi mai prodotti, capaci di viaggiare a 150 miglia all'ora e dotati di una quantità di gadget hi-tech.
Dopo una settimana di riprese nel deserto, il cast e la troupe si sono trasferiti a Detroit, Michigan, che sostituisce la Los Angeles di un non lontano futuro. Il produttore Ian Bryce dice: "Abbiamo girato tutto il paese per trovare una città che potesse 'interpretare' Los Angeles e abbiamo trovato Detroit, la più simile a livello architettonico. La città è stata anche molto cooperativa nei nostri confronti".
Bay aggiunge: "Detroit ricorda Los Angeles e sono stati così bravi da farmi chiudere otto isolati insieme e controllare le strade per tutto il tempo che ne ho avuto bisogno. Mi è piaciuto moltissimo girare a Detroit… a parte il freddo".
Il team delle scenografie ha iniziato a lavorare parecchie settimane prima dell'arrivo a Detroit, modificando ampie zone della città con i simboli di una metropoli di un futuro molto vicino.
Lo scenografo Nigel Phelps osserva: "Detroit ha un look classico, senza tempo, quindi una tela perfetta, cui abbiamo aggiunto alcuni elementi futuristici, come semafori, fermate di autobus ecc. L'idea era che potevamo mettere i nostri elementi architettonici sugli edifici grazie al digitale".
Brevig dice: "Ovviamente il nostro mondo reale non è nel futuro, quindi ho avuto bisogno di intensificare la realtà con edifici e mezzi di trasporto che ancora non esistono. Ma invece di crearli tutti al computer, puoi partire da uno sfondo fotografato con risultati più realistici".
Una delle scene chiave del film è stata girata nella ex Michigan Central Station, un edificio del 1913 progettato dai leggendari Warren & Wetmore e abbandonato dal 1988. Qui si confrontano Lincoln Six-Echo e il suo 'sponsor' Tom Lincoln, interpretati entrambi da Ewan McGregor.
Ewan McGregor ha apprezzato la possibilità di interpretare i due ruoli e ha cercato di farne due individui diversi, anche se identici fisicamente. "Ho pensato che Tom fosse scozzese, mentre Lincoln ha un accento americano. Anche il loro atteggiamento è diverso, Tom è ricco, arrogante ed egoista, mentre Lincoln è molto sensibile".
"Abbiamo fatto di Tom un tipo falso", conferma Bay. "Mi è piaciuto il modo in cui Ewan ha lavorato sui personaggi per dare a ognuno la sua personalità".
Ancora una volta gli effetti visivi sono entrati in gioco per le scene tra Lincoln Six-Echo e Tom Lincoln. "In genere quando hai un attore che interpreta due personaggi, si evita di farli apparire mentre si toccano. Ma per Michael un Lincoln doveva tenere l'altro per il polso, con la macchina da presa che nel frattempo fa una carrellata", dice Brevig.
"Comunque", continua, "sapevo che sarebbe stato più credibile in motion control e con una coreografia molto accurata che permettesse al Lincoln interpretato da Ewan di essere trattenuto dall'altro Lincoln, sempre interpretato da Ewan".
Michael Bay spiega: "Per la motion control si ha la macchina su un binario, temporizzata in modo che ogni ripresa sia identica. Prima l'abbiamo fatto con Ewan in un ruolo, poi di nuovo con lui che interpretava l'altro. Le linee degli occhi sono le stesse e non sono stati usati gli effetti 3D".
Essendo un ricco playboy del futuro, Tom Lincoln possiede ovviamente il meglio di tutto, anche a livello di mezzi di trasporto, e creare una macchina che riflettesse la sua ricchezza e la sua personalità non è stato facile. "Abbiamo iniziato a progettarne alcune, ma non andavano bene", dice Bay. "Non riuscivamo a ottenere le caratteristiche che volevo".
Lavorando nella città dell'automobile, il regista ha deciso di sfruttare i suoi rapporti con alcuni dei migliori progettisti di auto del mondo. "Ho buoni rapporti con la GM per via dei miei film precedenti e ho anche girato degli spot pubblicitari per loro, quindi ho chiesto di vedere qualcosa di nuovo. Mi hanno mostrato dei modelli ed io ho scelto quello più costoso, la Cadillac CIEN. E' magnifica e non so quanto sia costata, loro hanno smesso di calcolarlo arrivati a sette milioni. Ho dato la mia parola che avrei protetto la macchina a costo della vita, quindi sul set mi davo da fare: 'State lontani dalla macchina! Spostate quele luci!'. Una volta uno della troupe stava per salirci con le scarpe sporche di fango e ho iniziato a strillare: 'Ehi! Non hai sentito che costa sette milioni di dollari?'".
Il supervisore degli effetti speciali John Frazier è arrivato in aiuto di Bay, soprattutto quando uno stuntman o un attore doveva stare al volante. Infatti insieme al suo team ha creato un clone della vettura milionaria, che poteva essere guidato e danneggiato senza problemi. Frazier ricorda: "Sono venuti da noi dicendo 'Abbiamo la macchina, è un prototipo Cadillac 2002, ma non possiamo guidarla'. Così abbiamo costruito una copia in 17 giorni. L'abbiamo messa su un aereo e l'hanno usata già il giorno seguente".
Ma il valore della Cadillac è niente rispetto a quello dello yacht che vediamo nei sogni di Lincoln Six Echo e poi nel mondo reale di Tom Lincoln. Bay volva che fosse ancora più imponente della macchina, ma non sapeva che le ricerche avrebbero portato la produzione in Europa. "Volevo lo yacht più bello del mondo. Abbiamo trovato il WallyPower 118, di proprietà di un signore italiano gentilissimo, Luca. C'è voluto parecchio tempo per ottenere i permessi, perché costa 25 milioni di dollari, ma è fantastico, veramente fantastico. E' all'avanguardia e monta tre motori Harrier. Credo che possa andare a 80 miglia all'ora. Avevamo appena terminato le riprese e Scarlett e Ewan erano impegnati in altri progetti, quindi avevo solo un giorno per girare, era sabato. Siamo andati in Italia e le previsioni del tempo erano orribili, pioveva molto. La mattina mi sono svegliato, ho aperto la finestra e fuori la pioggia scrosciava, così sono tornato a dormire. Poco dopo mi ha telefonato il direttore della fotografia: 'Mike alzati, c'è il sole all'orizzonte'. Il tempo era migliorato e potevamo girare. Il mare era agitato e Scarlett aveva un po' paura. Faceva abbastanza freddo e doveva sembrare che i due fossero ai tropici…. Comunque abbiamo girato la scena".
Ma i veicoli più futuristici sono i Wasps, moto volanti usate dalla squadra di Laurent per inseguire gli agnati in fuga. Bay afferma: "Ho voluto moto piccole, ma molto potenti e veloci che assomigliassero a degli squali".
Le Wasp appaiono nella scena più straordinaria del film, girata chiudendo quattro miglia della Terminal Island Freeway di San Pedro, California. La squadra di Laurent insegue Lincoln e Jordan che sono sul rimorchio di un grosso autocarro che trasporta ruote di treni, simili a gigantesche bobine. Usando le ruote come armi, i due cercano di liberarsi degli inseguitori, poi Lincoln si mette alla guida di una delle Wasp.
Per girare l'azione, Bay ha posizionato 15 macchine da presa, una delle quali spesso sulla sua spalla. Le Wasp erano montate su un apparato costruito sul rimorchio di un camion, dando così l'impressione che 'volassero'. John Frazier spiega. "Il braccio poteva muoversi verso l'alto e verso il basso e ruotare. Il mio coordinatore del set, Jim Schwalm, guidava il mezzo lungo l'autostrada con gli stunt che praticamente erano appesi ai lati del camion, come se stessero guidando le moto volanti. Abbiamo lavorato così per un paio di giorni e non è stato uno scherzo".
In seguito, in post-produzione, le sequenze delle Wasp sull'autostrada e nelle vie di Los Angeles sono state intensificate con gli effetti visivi. La squadra di Brevig ha girato gli attori sulle moto contro un blue screen e ha aggiunto Wasp create dal computer con guidatori in CG per alcuni momenti particolari.
Michael Bay ha lavorato a stretto contatto con gli sceneggiatori Alex Kurtzman e Roberto Orci per le sequenze d'azione. "E' stato fantastico lavorare con Bob e Alex, perché io scrivevo quello che avevo in mente, passo dopo passo, poi rifinivamo il tutto insieme", dice Bay.
Per mettere il pubblico al centro dell'azione, Bay e il team degli effetti speciali hanno usato un'attrezzatura usata per la prima volta in "Bad Boys II". Chiamata "Bay Buster", ha una gabbia esterna che ospita molte macchine da presa quando è posta al centro delle scene d'azione più esplosive. Frazier spiega: "Invece di avere la gabbia all'interno del veicolo, l'abbiamo messa all'esterno, in modo che proteggesse sia il veicolo che le macchine da presa. A volte ne abbiamo montate tre insieme".
Il coordinatore stunt Kenny Bates, che è stato alla guida di Bay Buster per parecchie scene, afferma: "Il pubblico vede gli scontri e sente l'emozione molto più del solito".
Bates ha anche progettato un veicolo con la macchina da presa chiamato come lui, la Bates Cart, una sorta di go-cart sul quale può essere montata una macchina con controllo a distanza. Capace di arrivare a una velocità di 130 miglie orarie, permette al regista di passare tranquillamente da un inseguimento in macchina a uno a piedi.
Un'altra grande sequenza d'azione è quella in cui Lincoln e Jordan usano le Wasp dentro Los Angeles, si schiantano contro il 70° piano di un grattacielo e un elicottero volteggia minacciosamente sulle loro teste.
Tutti, cast e troupe sapevano che non ci sarebbe stata una seconda ripresa, quindi sono state usate 13 macchine da presa per filmare da ogni possibile angolatura.
"Naturalmente alcune azioni sono state completate con gli effetti digitali", dice Frazier, "come quella di Ewan e Scarlett dentro la "R". Ovviamente sarebbe stato impossibile girare due volte quelle scene d'azione, quindi Michael diceva: 'Lo faremo una volta, deve funzionare la prima volta'. Lo chiamavamo 'Bayhem'. Lo stile di Michael Bay è che devi essere sempre preparato e dare il 110%. Ma è proprio questo l'aspetto eccitante di un film come questo, non c'è mai un momento……".
 Sequenze d'azione di questo tipo richiedono ore e ore di pianificazione, perché la sicurezza è sempre al primo posto. "Arriviamo al limite, ma in sicurezza", afferma Frazier. "Kenny Bates è estremamente prudente, perché sappiamo tutti che alla fine è solo un film".
Bay aggiunge: "Kenny ed io ci conosciamo da 15 anni, è come un fratello per me. Cerchiamo di ottenere cose sempre migliori e apprezzo molto la sua competenza e la sua attenzione alla sicurezza, una cosa importantissima perché noi mettiamo le persone in situazioni che possono diventare rischiose".
La sicurezza è importante anche perché gli attori spesso interpretano loro stessi le scene pericolose. "Ewan e Scarlett si sono trovati in posizioni precarie, ma sono stati bravissimi", afferma Bates. "Si sono tuffati, si sono gettati, hanno saltato e scalato… si sono ritrovati bagnati e sporchi, ma hanno affrontato tutto con grande spirito".
"Non avevo mai fatto cose del genere prima, bisogna essere veramente in forma", ammette Johansson. Per lei le scene d'azione sono state ancora di più una sfida, perché quando è arrivata sul set aveva appena subito una tonsillectomia, quindi non aveva fatto alcun tipo di preparazione specifica. "Ma è molto interessante spingere se stessi a trovare nuovi limiti", continua l'attrice. "Io non ho mai dovuto correre per salvarmi la vita, ma sul set l'ho fatto tutti i giorni. Questo modifica il tuo modo di pensare e di essere fisicamente".

La fine all'inizio

 

Nelle ultime settimane sono state girate le scene in interni, la maggior parte delle quali ambientate nella struttura chiamata da tutti Centerville. Un insieme di set reali e CG, la città sotterranea è composta di tre torri a più piani con un'area comune chiamata Central Atrium.
Lo scenografo Nigl Phelps dice: "Volevamo che Centerville sembrasse una struttura militare costruita per ospitare 100000 persone in caso di catastrofi e poi trasformata in una sorta di spa futuristica, i cui abitanti credono di vivere sulla superficie, mentre sono sottoterra".
Phelps ha consultato molti testi e ha esaminato una grande varietà di edifici per progettare una città sotterranea credibile. "Michael aveva un testo su questo tipo di strutture che è stato importantissimo. Ho anche tenuto conto del design delle piattaforme petrolifere del Mare del Nord e di ogni altro edificio che potesse essere considerato enorme".
Phelps ha progettato Centerville in cemento, vetro e acciaio, con linee pulite e quasi senza colori, in netto contrasto con il mondo caotico che Lincoln e Jordan scoprono fuori. Gli agnati vedono il cielo blu dalle finestre, non sanno che è solo una proiezione olografica.
Lo scenografo ha lavorato insieme alla costumista Deborah L. Scott per la scelta delle uniformi indossate dai residenti e dallo staff. "Non ho potuto usare molto colore, perché altrimenti mi sarei allontanata dal look di Nigel", dice Scott. "Il mio compito era creare costumi adatti, se avessi vestito qualcuno di giallo o di rosso avrei rovinato tutto. Ma le uniformi non sono semplicemente bianche, hanno degli elementi grafici e piccoli tocchi di colore".
Poiché lo stesso costume doveva essere indossato da tanti attori e da centinaia di comparse, Scott dice: "Il costume da agnate non è la cosa più semplice da indossare e molti ci hanno detto 'Bianco stretch? Ma state scherzando?'. Non è stato facile trovare un modello che stesse bene a tanti fisici diversi. Alla fine abbiamo deciso per una linea semplice e funzionale".
I set che comprendono Centerville sono stati costruiti nei Downey Studios, una vecchia struttura aerospaziale NASA/Boeing, lo spazio più grande a disposizione nell'area di Los Angeles
Bay commenta: "Ho detto a Nigel che invece di spezzettare tutto in vari set, volevo che fossero collegati, così tutto sarebbe apparso più spazioso. E' stato il set più grande che abbia mai ripreso, lungo come cinque campi da football e non avevo idea di come illuminarlo".
L'Atrium'Nutrition Plaza, dove gli agnati si riuniscono per mangiare, è stato costruito in un deposito d'acqua di 65000 piedi quadrati, il più grande del Nord America, nell'Edificio Uno, ovviamente vuotato per le riprese.
L'ufficio di Merrick è stato progettato per riflettere la su posizione, a partire dal Picasso alle pareti. "E' un brillante uomo d'affari", osserva Bay. "Ho voluto che dimostrasse un gusto impeccabile".
L'Edificio Due dei Downey Studios ha ospitato due dei set più elaborati e futuristici: l'Incubation Silo, che ospita gli agnati nell'incubatrice, e la Foundation Room, dove viene loro impiantata la memoria di vite mai vissute. A parte alcune comparse, i corpi degli agnati a vari stadi di sviluppo nella Foundation Room sono stati creati dal famoso artista di effetti delle creature Greg Nicotero e il suo team del KNB EFX Group. Nicotro si è ispirato alla recente mostra del California Science Museum "Body Works: The Anatomical Exhibition of Real Human Bodies".
Nel film assistiamo alla 'nascita' di un agnate nella Product Extraction Room. Bay è stato molto preciso: "Ho voluto che il processo della nascita apparisse come un lavoro qualunque, quotidiano. Una volta ho chiesto a Caspian (Tredwell-Owen) di dirmi di cosa parlava il film, secondo lui, e mi è piaciuto quello che mi ha risposto: 'Tutti mangiamo carne, ma non vogliamo sapere cosa succede in un macello'. Ho voluto che  la scena esprimesse proprio questo".
Waltr Parkes fa notare: "Questo film non voleva essere un'analisi seria dei problemi morali della clonazione, eppure lo è e va bene così".
Michael Bay conclude: "La prima cosa che ho pensato di questo film è che voglio che la gente esca dal cinema pensando 'Se potessi avere un clone, lo vorrei?'. E' una delle domande che ci siamo posti durante la realizzazione del film. Tutti desideriamo vivere più a lungo, è umano…. Ma a che prezzo?".


Il cast

EWAN McGREGOR (Lincoln Six-Echo/Tom Lincoln) è conosciuto dal grande pubblico per il ruolo di Obi-Wan Kenobi nella seconda trilogia di "Guerre stellari" di George Lucas, compreso l'ultimo episodio "Star Wars: Episodio III- La vendetta dei Sith".
Nato in Scozia, McGregor ha iniziato a recitare con il Perth Repertory Theatre e poi ha frequentato la Guilhall School of Music and Drama di Londra. Sei mesi prima del diploma, ha ottenuto il ruolo di protagonista nella serie della BBC "Lipstick on Your Collar" e da allora ha sempre lavorato. Ha esordito nel cinema  nel 1993 con "Le cinque vite di Hector" di Bill Forsyth, seguito l'anno dopo dal thriller "Piccoli omicidi tra amici" di Dany Boyle, che gli ha portato un Empire Award.
Nel 1996 è tornato a lavorar con Boyle per "Trainpotting", con cui ha vinto numerosi premi, tra cui il London Critcs Circle, l'Empire e il BAFTA Scotland Award come miglior attore.
Ricordiamo poi "Emma", con Gwyneth Paltrow, "Grazie signora Tatcher" e "Little Voice-E' nata una stella" di Mark Herman, "Il bacio del serpente" di Philippe Rousselot, "Una vita esagerata" di Danny Boyle, con Cameron Diaz, che gli ha portato un altro Empire Award e "Velvet Goldmine" di Todd Haynes. In quel periodo è stato anche ospite della serie tv "ER", che gli ha portato una candidatura agli Emmy.
Nel 2001 McGregor ha interpretato con Nicole Kidman il musical "Moulin Rouge" di Baz Luhrmann, con cui ha ottenuto il London Film Critics Circle, l'Empire e una candidatura ai Golden Globe, e "Black Hawk Down" di Ridley Scott.
Tra i suoi film più recenti "Young Adam", la commedia romantica "Down With Love", con Renee Zellweger, "Big Fish" di Tim Burton, con Albert Finney e "Robots".
Presto lo vedremo nel drammatico "Stay" di Marc Forster, con Naomi Watts e in una produzione Donmar Warehouse di "Bulli e pupe" al West End di Londra.

SCARLETT JOHANSSON (Jordan Two-Delta/Sarah Jordan) ha ottenuto tre candidature ai Golden Globe e l'ultima per "A Love Song for Bobby Long" con John Travolta. Nel 2004 ne ha ottenute due, una per "La ragazza con l'orecchin di perla", l'altra per "Lost in Translation" di Sofia Coppola, con Bill Murray, che gli ha portato anche candidature ai BAFTA e un premio come miglior attrice al Festival di Vnezia.
Nel 2004 ha girato "In Good Company" del fratelli Weitz, con Dennis Quaid e Topher Grace e l'ultimo film di Woody Allen, "Match Point", presentato con grande successo al Festival di Cannes 2005.
Nata a New York, Johansson ha esordito a otto anni in una produzione off-Broadway di "Sophistry" con Ethan Hawke al Playwrights Horizon. Il suo primo film è stato "Genitori cercasi" di Rob Reiner, seguito poi dal thriller "La giusta causa", con Sean Connery e Laurence Fishburne, dalla commedia "Appuntamento col ponte" e "Many & Lo", che le ha portato una candidatura agli Independent Spirit Award.
Comunque è stato "L'uomo che sussurrava ai cavalli" di Robert Redford del 1998 che l'ha resa famosa. Due anni dopo, con "Ghost World" di Terry Zwigoff ha vinto l premio del Toronto Film Critics Circle come miglior attrice non protagonista. La ricordiamo poi in "The Man Who Wasn't There" dei fratelli Coen, con Billy Bob Thornton e Frances McDormand, e "An American Rhapsody" e "The Perfect Score".

 

DJIMON HOUNSOU (Albert Laurent) ha ottenuto una candidatura agli Oscar e ha vinto un Independent Spirit Award per "In America" di Jim Sheridan e nel 2004 un Sho West come miglior attore non protagonista dell'anno. Insieme agli altri attori di "In America" ha avuto anche una candidatura agli Screen Actors Guild (SAG).
Hounsou aveva già ricevuto una candidatura ai SAG con il cast del premio Oscar "Il gladiatore" di Ridley Scott, in cui recitava Russell Crowe. All'inizio della sua carriera ha ottenuto una candidatura ai Golden Globe e ha vinto un Image Award per il dramma storico di Spielberg "Amistad".
Recentemente è apparso nel thriller "Constantine" con Keanu Reeves, nella commedia "Beauty Shop" con Queen Latifah, "Lara Croft Tomb Raider: La culla della vita" di Ian De Bont, con Angiolina Jolie, "Biker Boyz", con Laurence Fishburne, "Le quattro piume" di Shekhar Kapur, con Heat Ledge e Kate Hudson, e il thriller "Deep Rising-Presenze dal profondo".
In televisione lo ricordiamo in sei episodi della serie "ER" e nel ruolo del cattivo in "Alias" della ABC, con Jennifer Garner.
Nato nel Benin, Hounsou si è trasferito a Parigi a 13 anni e a 22 anni è stato scoperto dallo stilista Thierry Mugler, che lo ha voluto per le sue sfilate e campagne pubblicitarie e per il libro "Thierry Mugler's Photographs".
Hounsou è stato anche uno degli ultimi soggetti dello scomparso Herb Ritt nel libro "Men and Women". Poi è stato notato dal regista David Fincher, che lo ha voluto per tre video musicali: "Roll With It" di Steve Winwood, "Express Yourself" di Madonna e "Straight Up" di Paula Abdul. E' apparso anche nel video di Janet Jackson "Love Will Neve Do Without You".

SEAN BEAN (Merrick) recentemente ha interpretato il ruolo di Boromir nella trilogia di Peter Jackson vincitrice di tanti Oscar "Il signore degli anelli", apparendo prima in "La compagnia dell'anello", poi in "Le due torri" e infine in "Il ritorno del re". Bean, insieme al cast, ha vinto uno Screen Acrors Guild, un Critics Choice e un National Board of Review Award per "Il ritorno del re".
Nel 2004 è stato protagonista di "National Treasure" d Jon Turteltaub e di "Troy", di Wolfgang Petersen.
Presto lo vedremo nel thriller "Flightplan" con Jodie Foster, nell'horror "The Dark", in un film ancora senza titolo del regista Niki Caro, con Charlize Theron, e nel thriller "Silent Hill".
Bean si è laureato alla Royal Academy of Dramatic Arts di Londra ed è entrato nella Royal Shakespeare Company, esibendosi al West end di Londra e al Glasgow Citizen Theatre. Nel 1990 ha riscosso grande successo con il dramma di Jim Sheridan "Il campo", con Richard Harris, e nel 1992 ha interpretato il terrorista in cerca di vendetta in "Giochi di potere", con Harrison Ford.
L'anno seguente è stato scelto come protagonista del film televisivo "Sharpe's Rifle", che ha avuto un norme successo e lo ha fatto diventare popolarissimo, con 14 sequel tra il 1994 e il 1997.
Ricordiamo poi "GoldenEye", "Anna Karenina", "Ronin", "Essex Boys", "Tom & Thomas", "Equilibrium" e "The Big Empty".
Nel 2002 ha fatto un ritorno trionfale in teatro, dopo un decennio di assenza, con "Macbeth" di Shakespeare a Londra.

STEVE BUSCEMI (McCord) ha avuto successo come attore, scrittore e regista. Nel 2002 ha vinto l'Independent Spirit Award e l'AFI Film Award, oltre a una candidatura ai Golden Globe come miglior attore non protagonista, per "Ghost World" di Terry Zwigoff. In suo lavoro nel film gli ha potato premi a molte associazioni di critici, tra cui il New York Film Critics, il Chicago Film Critics e la National Society of Film Critics.
Buscemi è stato premiato anche per il suo lavoro televisivo, ricordiamo un Emmy per la serie di HBO "Sopranos" e una candidatura agli Screen Actors Guild condivisa con il cast.
Buscemi ha interpretato oltre 90 film, tra cui "Armageddon" di Michael Bay, "Spy Kids 2" e "Spy Kids 3" di Robert Rodriguez, "Con Air" prodotto da Jerry Bruckheimer, "Fuga da Los Angeles" di John Carpenter, "Le iene" di Quentin Tarantino che gli ha portato un Idependent Spirit Award, "Mystery Train" di Jim Jarmush, una candidatura agli Spirit Award, "Big Fish" di Tim Burton, "Fargo" di fratelli Coen, "Pulp Fiction" di Tarantino, "Si gira a Manhattan" di Tom Di Cillo e "In the Soup" di Alexandre Rockwell.
Ricordiamo poi "The Laramie Project" di HBO2, "Monsters Inc.", "Mr. Deeds", "The Grey Zoe", "28 Days", "Il grande Lebowski", "The Wedding Singer", "Desperado", "Cosa fare a Denver quando sei morto", "Mister Hula Hoop", "Billy Bathgate" e "Crocevia della morte". Fra i suoi progetti futuri "Romance & Cigarettes", "Art School Confidential", "Monster House" e il film d'animazione "Charlotte's Web", in cui presterà la sua voce a Templeton the Rat.
Il suo primo progetto come regista è stato il corto "What Happened to Pete", che è stato presentato con successo ai festival di Rotterdam e Locarno e trasmesso su Bravo Network. Poi ha esordito nel cinema con "Mosche da bar", che ha anche scritto e interpretato e, presentato alla settimana della Regia al festival di Cannes del 1996 gli ha portato due candidature, per la miglior sceneggiatura e la miglior regia. La sua seconda regia è stata "Animal Factory", tratto dal libro di Edward Bunker, presentata nel 2002 al Sundance Film Festival. Recentemente ha diretto "Lonesome Jim", presentato al Sundance quest'anno. Buscemi ha ottenuto poi candidature agli Emmy e ai DGA (Directors Guild of America) per la regia dell'episodio "Pine Barrens" della serie "Sopranos" e un DGA Award per l'episodio "Finnegan's Wake" della serie "Homicide: Life on the Street".


I realizzatori

MICHAEL BAY (regista/produttoe) è uno dei registi di film d'azione di maggior successo. Recentemente ha diretto "Bad Boys II", uno dei maggiori incassi dell'estate del 2003, con 270 milioni di dollari. Il film, interpretato da Will Smith e Martin Lawrence segna la quinta collaborazione di Bay con il produttore Jerry Bruckheimer.
Bay ha esordito nel cinema nel 1995 con "Bad Boys",che ha lanciato Will Smith e Martin Lawrence come star d'azione e ha inaugurato la sua collaborazione con Bruckheimer. L'anno dopo Bay si è dedicato a "The Rock", con Sean Connry, Nicolas Cage e Ed Harris, uno dei grandi successi del 1996, con 335 milioni di dollari di incasso.
Bay è tornato a lavorar con Bruckheimer per "Armageddon", basato su una storia ideata da Bay con lo scrittore Jonathan Hensleigh. Interpretato da Bruce Willis, Ben Affleck, Billy Bob Thornton e Liv Tyler, il film ha incassato oltre 550 milioni di dollari.
Poi Bay ha diretto l'epico "Pearl Harbor", sempre prodotto da Bruckheimer, con Ben Affleck, Kate Beckinsale, Jon Voight e Alec Baldwin, che ha incassato 450 milioni di dollari ed è il DVD più venduto di tutti  tempi.
Nato a Los Angeles, Bay si è laureato con il prestigioso programma di cinema della Wesleyan University, poi ha studiato all'Art Center College of Design di Pasadena. Ha iniziato la sua carriera dirigendo video musicali, come quello di Donny Osmond, poi è stato chiamato dalla Propaganda Films, con cui ha diretto i video di artisti come Aerosmith, Tina Turnr, Meat Loaf e DiVinyls.
Con lo spot pubblicitario per l'American Red Cross, Bay ha vinto il prestigioso Clio Award, ma sono famosi anche quelli per Nike, Budweiser, Levi's, Bugle Boy, Coca-Cola, Isuzu, Millr, Mercedes e Victoria's Secret. Ma forse quello di maggior successo e il più imitato è stato "Got Milk?", che ha vinto un Gran Prix Clio ed è stato considerato uno dei dieci spot di tutti i tempi da USA Today e History Channel.
Bay ha vinto tutti i premi possibili nel settore pubblicitario, compresi il Leone d'argento e il Leone d'oro a Cannes e la Directors Guild of America Award.
Recentemente Bay ha fondato Platinum Dunes, per realizzar film a budget ridotto e aiutare nuovi registi a emergere. Il primo film di Platinum Dunes è stato un remake del classico dell'horror "The Amityville Horror", il prossimo sarà "The Hitcher", ma altri quattro sono in progettazione.
Bay ha fondato The Institute for the Development of Enhaced Perceptual Awareness, che rappresenta parecchi registi.

postato da: cinemotore alle ore 15:23 | Permalink |
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