venerdì, 29 luglio 2005

Romanzo Criminale

 


regia di

Michele Placido

 

 

 

 

 

 

con

Kim Rossi Stuart

Anna Mouglalis

Pierfrancesco Favino

Claudio Santamaria

e con

Stefano Accorsi

Riccardo Scamarcio

Jasmine Trinca

SI RINGRAZIA LO Studio NOBILE SCARAFONI

SI RINGRAZIA LO

 

 

SINOSSI


Roma, anni Settanta. Tre giovani malavitosi, il Libanese (Pier Francesco Favino), il Freddo (Kim Rossi Stuart) e il Dandi (Claudio Santamaria), con l'aiuto di un gruppo improvvisato di altri malandrini, fra cui il Nero (Riccardo Scamarcio), un nazista che si sente l'ultimo samurai, sequestrano e sopprimono brutalmente un ricco possidente. Incassato il riscatto, decidono di investirlo, tutti insieme,  nel business dell'eroina. Nasce così un'organizzazione lucida e spietata che si sbarazza di tutti i rivali, assume il controllo assoluto del traffico di droga,   impone a Roma la sua ferrea legge criminale, si allea con la Mafia e si guadagna la protezione di quegli uomini senza volto a cui lo Stato affida i lavori sporchi. Mentre le Forze dell'Ordine, impegnate nella lotta al terrorismo,  sottovalutano il fiume di denaro sporco e di violenza che si abbatte su Roma, l'unico a intuire la forza devastante di questi nuovi gangster è il commissario Scialoja (Stefano Accorsi). Pur di distruggerli, Scialoja non esita a intrecciare una pericolosa relazione con Patrizia (Anna Mouglalis), affascinante prostituta che è, nello stesso tempo, la donna del Dandi: relazione nella quale sia lui che lei verranno coinvolti ben oltre le iniziali intenzioni. Intanto, l'organizzazione, dopo aver toccato l'apice del successo, va inesorabilmente incontro alla catastrofe: il Libanese è sempre più preda di assurde manìe di grandezza; il Freddo, disgustato dai rapporti con la Mafia e i politici,  medita di ritirarsi con Roberta (Jasmine Trinca), una ragazza "pulita" della quale è perdutamente innamorato; il Dandi si mette a trafficare in proprio. L'unione sembra ritrovata intorno alla vendetta per la morte del Libanese, accoltellato per un debito di gioco che si era orgogliosamente rifiutato di onorare. Ma è una breve unità: incastrati da un delatore, il Freddo, il Dandi e tutti gli altri vengono arrestati. Il Freddo riesce  a evadere mentre il Dandi, grazie alle sue amicizie influenti, viene assolto. La banda è ormai divisa: inizia il periodo delle vendette trasversali e degli omicidi a catena…

 

 


IO E IL FILM


Romanzo Criminale abbraccia quindici anni di storia italiana trasportando sul piano della finzione narrativa alcune delle imprese che resero tristemente famosa, fra il '77 e il '92, una banda di malavitosi romani. Qualcuno ha detto che Romanzo Criminale sembra scritto per il cinema. Ancora di più, che questo libro sembra una sceneggiatura romanzata. Considero questi giudizi un complimento. L'esperienza delle scuole di sceneggiatura è stata fondamentale per il mio modo di scrivere. Certi modi espressivi, il tratto che ho conferito ai caratteri principali, il dialogato, l'abbondanza di scene d'azione… tutto questo viene dal cinema. Che, ora, tutto questo ritorni al cinema, al quale, in fondo, ha sempre appartenuto, è per me motivo di grande contentezza. Quanto al film, beh, ogni sceneggiatura, anche quella che prende le mosse da un romanzo così dichiaratamente "cinematografico", si risolve fatalmente in un tradimento della pagina scritta. Qualcosa che nel libro ha una sua fondamentale importanza è destinato a perdersi nel passaggio dalla lingua all'immagine. Qualcosa che nel libro era solo accennato, o nascosto, o addirittura nemmeno presente, emerge prepotentemente nell'immagine. Il libro si modifica, cambia di segno, diventa, nel film,  una cosa "altra". Diventa, appunto, Romanzo Criminale - il film. Bene. E' giusto che sia così. Questo, e non altro, è il senso del "tradimento". E nel tradimento conta una sola cosa: la reciproca soddisfazione finale dei partner. Io l'ho provata.

Giancarlo de Cataldo

 


Romanzo criminale

IL LIBANESE - PIERFRANCESCO FAVINO

Il Libanese è cupo, nero, cattivo. Coltiva sogni di riscatto sociale, adora i grandi dittatori del passato, pensa in grande, è un capo nato e riconosciuto. La sua lealtà a un progetto criminale che mai nessuno prima aveva osato sognare- la conquista di Roma- assoluta e maniacale. Il Libanese non si ferma davanti a niente e a nessuno. Pur di vincere è disposto ad allearsi con la Mafia, con i bombaroli, con i Servizi Segreti. Il Libanese  non ama. Il Libanese ha un solo amico: il Freddo.

 


Romanzo criminale

IL FREDDO  - KIM ROSSI STUART

Il Freddo è alto, distaccato, taciturno. Viene da una famiglia per bene, all'amato fratello non esita a soffiargli la ragazza. Roberta. Lei è pulita, diversa dalle donnacce che è abituato a frequentare. Lei gli parla d'arte e gli scalda il cuore. Al Freddo conquistare Roma non interessa. Al Freddo non piacciono i politici. Quel che vede a Bologna, dopo la strage, lo convince a rompere con il suo passato e a cercare la normalità. Ma c'è la morte del Libanese da vendicare…..

 

Romanzo criminale

IL DANDI  - CLAUDIO SANTAMARIA

Il Dandi è un gran simpaticone, uno che spara battute che sdrammatizzano le situazioni più dure, uno che vuole disperatamente imparare a vivere da signore. Ma il Dandi è  anche un gran furbacchione. Uno che sa quando è il momento di abbassare la pistola, anche se questo costerà la libertà a un compagno. Uno che sa quando è il momento di scegliere l'alleato giusto. Il Dandi ha un sogno: diventare "normale", "ripulirsi". Andare a vivere in una di quelle belle case eleganti dove sua madre, un tempo, faceva la serva. Ma il Dandi ha un punto debole. Si chiama Patrizia. Il Dandi ama Patrizia. Anche se lei non lo ama.


Romanzo criminale

SCIALOJA - STEFANO ACCORSI

Scialoja è uno sbirro intelligente, grintoso, intraprendente, coraggioso. Mentre tutti i suoi colleghi sbavano dietro ai terroristi, Scialoja, unico, intuisce il pericolo che viene da questi nuovi spietati gangster. Ma Scialoja è anche un bel ragazzo. Un ragazzo che fa perdere la testa alle donne. Il suo grimaldello per  penetrare nell'organizzazione è Patrizia, la donna del Dandi. I loro sono incontri roventi e pieni di ambiguità.  Patrizia è la sua amante e la sua nemica, la sua complice e la sua traditrice, la sua ossessione.

 

PATRIZIA  - ANNA MOUGLALIS

All'anagrafe, Vallesi Cinzia. Una bambola sinuosa e sensuale dagli occhi tristi che si accendono di improvvisi lampi di passione. Una grande puttana. La migliore di Roma. Quando decide che sarà sua, e sua per sempre, il Dandi se la prende, senza fare troppi complimenti. Lei accetta il gioco. Ma c'è Scialoja. Il bel commissario non si accontenta di una Patrizia qualunque. Lui vuole arrivare a possedere Vallesi Cinzia.

 

ROBERTA - JASMINE TRINCA

Roberta è il candore, l'innocenza, l'amore morale. Roberta studia la bellezza nell'arte e la scopre in un gangster dagli occhi di ghiaccio. Roberta è fiduciosa, Roberta non sa mentire e non può accettare le menzogne degli altri. Neppure a quelle del Freddo, quando lui le dice di essere "soltanto" un imprenditore. Perché è il suo uomo. Perché lo ama.

 

IL NERO - RICCARDO SCAMARCIO

Il Nero è bello e gelido. Il Nero disdegna le emozioni, considera la pietà un sentimento vile, disprezza il senso comune. Il Nero è un superuomo. Quando lo mandano a uccidere qualcuno, non vuole conoscerne il nome. Il Nero non accetta legami, né con le vittime né con i carnefici. Il Nero cerca nella strada l'Idea. Ma l'Idea non è che azione. L'azione che ti arricchisce di una nuova esperienza. Indifferente a tutto e a tutti, il Nero ha un solo sussulto. E' per il Freddo. Un altro della sua stessa razza.

 

 

MICHELE PLACIDO

(regia)

 

CINEMA

COME REGISTA

1989 Pummarò

(Festival di Cannes 1990 Certain Regard)

1991 Le amiche del cuore

(Festival di Cannes 1992 Quinzaine des Realisateurs)

 

 

 

 

1995 Un eroe borghese

1996 Del perduto amore

1997 Un viaggio chiamato amore

2004 Ovunque sei

2004 Romanzo criminale

COME ATTORE

1974 Romanzo popolare regia di Mario Monicelli

Mio Dio come sono caduta in basso regia di Luigi Comencini

1975 La Divina Creatura regia di Giuseppe Patroni Griffi

1976 Marcia trionfale regia di Marco Bellocchio

Oedipus orca regia di Eriprando Visconti

L’Agnese va a morire regia di Giuliano Montaldo

1977 Kleinhof Hotel regia di Carlo Lizzani

Io sono mia regia di Sofia Scandurra

Casotto regia di Sergio Citti

1978 Corleone regia di Pasquale Squitieri

Ernesto regia di Salvatore Samperi

1979 Un uomo in ginocchio regia di Damiano Damiani

Il prato regia di Paolo e Vittorio Taviani

Lulù regia di W. Borowczyk

1980 Salto nel vuoto regia di Marco Bellocchio

I tre fratelli regia di Francesco Rosi

Fontamara regia di Carlo Lizzani

1981 Storia di donne regia di Benoit Jacquot

1983 Ars Amandi regia di W. Borowczyk

Sciopen regia di Luciano Odorisio

Pizza Connection regia di Damiano Damiani

1986 Notte d’estate con profilo greco occhi a mandorla e odore di basilico

regia di Lina Wertmueller (nomination all’Oscar come migliore film straniero)

 

 

 

1987 Ah! Come sono buoni i bianchi regia di Marco Ferreri

Ti presento un’amica regia di Francesco Massaro

1988 Big Business regia di Michael Payser

1989 Mery per sempre regia di Marco Risi

1990 Russian Breakdown regia di Vladimir Bortko

1993 Giovanni Falcone regia di Giuseppe Ferrara

Padre e figlio regia di Pasquale Pozzessere

Lamerica regia di Gianni Amelio

1994 Poliziotti regia di Giulio Base

1995 La lupa regia di Gabriele Lavia

1998 I panni sporchi regia di Mario Monicelli

1999 Terra bruciata regia di Fabio Segatori

Un uomo perbene regia di Maurizio Zaccaro

Liberate i pesci regia di Cristina Comencini

2002 Tra i due mondi regia di Fabio Conversi

2003 Il posto dell’anima regia di Riccardo Milani

2004 L’odore del sangue regia di Mario Martone

L’amore ritorna regia di Sergio Rubini

2005 Arrivederci amore ciao regia di Michele Soavi

2005 Caimano regia di Nanni Moretti

 

TELEVISIONE

1983 La Piovra regia di Damiano Damiani

1985 La Piovra 2 regia di Florestano Vancini

1986 La Piovra 3 regia di Luigi Perelli

1988 La Piovra 4 regia di Luigi Perelli

1991 Scoop (miniserie) regia di José Maria Sanchez

1992 Un uomo di rispetto regia di Damiano Damiani

1993 L’uomo dal fiore in bocca regia di Marco Bellocchio

1996 Racket regia di Luigi Perelli

1997 La missione regia di Maurizio Zaccaro

2000 Padre Pio: tra cielo e terra regia di Giulio Base

2001 Soffiantini regia di Riccardo Dilani

2003 Un papà quasi perfetto regia di Maurizio Dall'Orso

Soraya regia di Lodovico Gasparini

2004 Il grande Torino regia di Claudio Bonivento

 

 

TEATRO

1969 L’Orlando furioso regia di Luca Ronconi

1971 La cucina regia di Lina Wertmuller

1974 Le Baccanti regia di Giancarlo Sbragia

1983 Metti una sera a cena regia di Giuseppe Patroni Griffi

1984 La tempesta regia di Giorgio Strehler

1986 L’uomo dal fiore in bocca regia di Giorgio Ferrara

1988 Il girotondo regia di Carlo Rivolta

1991 Placido recita Pirandello

1992 Il caffè della stazione regia di Michele Placido

1993 Il caffè della stazione regia di Michele Placido

1994 Il caffè della stazione regia di Michele Placido

1995 Io e mia figlia regia di Renato Giordano

1995 Uno sguardo dal ponte regia di Teodoro Cassano

1996 Uno sguardo dal ponte regia di Teodoro Cassano

1997 Uno sguardo dal ponte regia di Teodoro Cassano

1998 Uno sguardo dal ponte regia di Teodoro Cassano

1998 La bisbetica domata regia di Gigi Dall’Aglio

Un’aria di famiglia regia di Michele Placido

2000 Macbeth regia di Marco Bellocchio

2002 Otello regia di Antonio Calende

2005 Don Giovanni regia di Michele Placido

 

PREMI

1976 Nastro d’Argento come migliore attore per Marcia trionfale

1978 Orso d’Oro come migliore attore al Festival di Berlino per Ernesto

1983 Nastro d’Argento come migliore attore per Pizza Connection

 

 

 

 

ANNA MOUGLALIS

Nuova musa del cinema d’ autore francese e della moda (nuovo volto Maison Chanel).

CINEMA

 

1997 Terminale regia di Francio Girod

2000 La Captive regia di Chantal Ackerman

Grazie per la cioccolata regia di Claude Chabrol

regia di Claude Chabrol

2001 Le loup de la côte ouest regia di Hugo Santiago

Novo regia di Jean-Pierre Limosin

regia di Jean-Pierre Limosin

2002 La vie nouvelle regia di Philippe Grandrieux

La Compagnie des hommes regia di Arnaud Desplechin

regia di Arnaud Desplechin

2004 Real life regia di Panos Koutras

Sotto falso nome regia di Roberto Andò

Romanzo criminale regia di Michele Placido

2005 Mare buio regia di Roberta Torre

 

TEATRO

 

1997 L’éveil du Printemps regia di Yves Beaunesne

2001 Qui je suis ? Parcours Pasolini regia di Catherine Marnas

Au monde comme n’y étant pas regia di Olivier Py

2003 La Campagne regia di L.do de Lencquesaing 

 

JASMINE TRINCA

 

CINEMA

 

2001 La stanza del figlio regia di Nanni Moretti

2004 Manuale d’amore regia di Giovanni VeronesiRomanzo Criminale regia di Michele Placido

2005 Caimano regia di Nanni Moretti

 

TELEVISIONE

 

2001 La meglio gioventù regia di M. T. Giordana

2003 I bambini di Nonantola regia di Leone Pompucci

 

RICCARDO SCAMARCIO

 

CINEMA

2002 Non è vero – padri regia di Daniele Basilio

La meglio gioventù regia di Marco Tullio Giordana

Ora o mai più regia di Lucio Pellegrini

 

 

2003 Il motore del mondo regia di Lorenzo Cicconi

Tre metri sopra il cielo regia di Luca Lucini

2004 Romanzo criminale regia di Michele Placido

L’uomo perfetto regia di Luca Lucini

2005 Texas regia di Fausto Paravidino

 

 

TELEVISIONE

2000 Ama il tuo nemico 2 regia di Damiano Damiani

2001 Compagni di scuola regia di T. Aristarco, C. Norza

2001 Io ti salverò regia di Mario Caiano

 

 

 

 

 

 

 

STEFANO ACCORSI

 

Nato a Bologna il 2 marzo 1971. Dopo il Liceo Scientifico, nel 1991, è scelto da Pupi Avati, per interpretare il ruolo del coprotagonista Matteo, nel film "Fratelli e Sorelle" con Franco Nero e Anna Bonaiuto. Terminato il film si iscrive alla Scuola di Teatro di Bologna, diretta da Alessandra Galante Garrone, dove si diploma nel 1993.

 

CINEMA

1991 Fratelli e sorelle regia di Pupi Avati

1993 La mia generazione regia di Wilma Labate

1995 Jack Frusciante è uscito dal gruppo regia di Enza Neuroni

1997 I piccoli maestri regia di Daniele Lucchetti

Naja regia di Angelo Longoni regia di Angelo Longoni

regia di Angelo Longoni

1998 Radiofreccia regia di Luciano Ligabue

Ormai è fatta regia di Enzo Monteleone

Capitäes de abril regia di Maria de Medeiros

1999 Un uomo per bene regia Maurizio Zaccaro

2000 La stanza del figlio regia di Nanni Moretti

Le fate ignoranti regia di Ferzan Ozpetek

L’ultimo bacio regia di Gabriele Muccino

2001 Tabloid Tv regia di David Blair

Santa Maradona regia di Marco Ponti

2002 Un viaggio chiamato amore regia di Michele Placido

2003 Ovunque sei regia di Michele Placido

 

2004 L’amore ritrovato regia di Carlo Mazzacurati

Provincia meccanica regia di Stefano Mordini

Romanzo Criminale regia di Michele Placido

2005 Les brigades du tigre regia di Jerome Cornuau

 

TELEVISIONE

1993 La mia generazione regia di Wilma Labate

1998 Più leggero non basta regia di Elisabetta Lodoli

2000 Come quando fuori piove regia di Mario Monicelli

2001 Il giovane Casanova regia di Giacomo Battiato

 

 

CLAUDIO SANTAMARIA

 

CINEMA

 

1997 Dead train (cortometraggio) regia di Davide Marengo

Ecco fatto regia di Gabriele Muccino

L’ultimo capodanno dell’umanità regia di Marco Risi

1998 L’assedio regia di Bernardo Bertolucci

1999 Terra del fuoco regia di Miguel Littin

Un amore grandissimo regia di Alberto Taraglio

2000 Almost blu regia di Alex Infascelli

L’ultimo bacio regia di Gabriele Muccino

La stanza del figlio regia di Nanni Moretti

2001 La vita come viene regia di Stefano Incerti

Paz regia di Renato De Maria

2002 Appuntamento al buio (cortometraggio) regia di H. Simone Paragnani

Il posto dell’anima regia di Riccardo Dilani

Passato prossimo regia di Maria Sole Tognazzi

2003 Agata e la tempesta regia di Silvio Soldini

Apnea regia di Roberto Dordit

Il cartaio regia di Dario Argento

2004 Ma quando arrivano le ragazze? regia di Pupi Avati

Romanzo Criminale regia di Michele Placido

2005 Melissa P regia di Luca Guadagnino

 

TELEVISIONE

 

1998 La vita che verrà regia di Pasquale Pozzessere

2001 Soffiantini regia di Riccardo Milani

 

 

 

KIM ROSSI STUART

 

TELEVISIONE

 

1988 Il ricatto regia di T. Valeri

1991 Fantaghirò regia di Lamberto Bava

1992 Fantaghirò regia di Lamberto Bava

1993 La famiglia Ricordi regia di Mauro Bolognini

1996 Le rouge et le noir regia di J. D. Verhaege

2001 Uno bianca regia di Michele Soavi

2004 Il tunnel della libertà regia di Enzo Monteleone

 

CINEMA

 

COME ATTORE

1991 Un’altra vita regia di Carlo Mazzacurati

1993 Senza pelle regia di Alessandro D'Alatri

1995 Poliziotti regia di Giulio Base

1995 Cuore cattivo regia di Umberto MarinoAldilà delle nuvole regia di M. Antonioni e W. WendersWoody Allen Fall Project 1995 regia di Woody Allen

1997 I giardini dell’Eden regia di Alessandro D’Alatri

1998 La ballata dei lavavetri regia di Peter Del Monte

2003 Pinocchio regia di Roberto Benigni

2004 Le chiavi di casa regia di Gianni Amelio

2005 Romanzo criminale regia di Michele Placido

COME REGISTA

 

2005 Anche libero va bene

PIERFRANCESCO FAVINO

 

Diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico.Corso di Perfezionamento del Teatro di Roma diretto da Luca Ronconi.Seminari tenuti da L. Ronconi, M. Fabbri, P. Clough, C. Hoare, F. Tiezzi, P. Stein, F. Quadri.

 

CINEMA

 

 

1991 Tutti i giorni si regia di E. Bortignoni/D. Liccioli

1994 Pugili regia di Lino Capolicchio

1995 Il Principe di Homburg regia di Marco Bellocchio

1996 In barca a vela contromano regia di Stefano Reali

1997 Dolce far niente regia di Nae Carenfil

1998 I giudici regia di Ricky Tognazzi

Family regia di Michel Roulette

1999 La carbonara regia di Luigi Magni

2000 L'ultimo bacio regia di Gabriele Cuccino

2001 La verità vi prego sull’amore regia di F. Apolloni

Da zero a dieci regia di Luciano Ligabue

Onde regia di Francesco Falaschi

2002 Passato prossimo regia di Maria Sole Tognazzi

El Alamein regia di Enzo Monteleone

Mariti in affitto regia di Ilaria Borrelli

Al cuore si comanda regia di Giovanni Morricone

2003 Le chiavi di casa regia di Gianni Amelio

Nessun messaggio in segreteria regia di P. Genovese/L. Miniero

Amatemi regia di Renato De Maria

2004 Romanzo criminale regia di Michele Placido

 

CORTOMETRAGGI

 

 

 

 

1996 Baci proibiti regia di Francesco Miccichè

1997 Baby Bounty Killer regia di Alessandro Valori

 

TELEVISIONE

 

Amico mio I regia di Paolo Poeti

Amico mio II regia di Paolo Poeti

Correre contro regia di Antonio Ribaldi

Ferrari regia di Carlo Carnei

regia di Carlo Carnei

Gli amici di Gesù regia di Raffaele Mertes

Il giardiniere regia di Antonello Grimaldi

La Sindone regia di Ludovico Gasparini

Padre Pio – Un santo tra noi regia di Carlo Carlei

Part time regia di Angelo Longoni

Una questione privata regia di A. Negrin

Gli insoliti ignoti regia di Antonello Grimaldi

Bartali, l’uomo d’acciaio regia di Alberto Negrin

regia di Angelo Longoni 2005 regia di Jerome Cornuau

 

regia di Angelo Longoni 2005 regia di Jerome Cornuau

 

 

 

 

postato da: cinemotore alle ore 16:25 | Permalink |
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venerdì, 29 luglio 2005

LA BESTIA NEL CUORE

si ringrazia lo studio Lucherini-Pignatelli

 

Le interviste

 

 

CRISTINA COMENCINI (regista)

 

 Cosa racconta La bestia nel cuore ?

Il film è tratto dal mio ultimo romanzo. Racconta la storia di Sabina, un'attrice che non ha avuto molto successo e lavora come doppiatrice. Vive insieme a Franco, anche lui attore, sono innamorati l'una dell'altro e loro vita è abbastanza serena.

Una notte, Sabina ha un incubo che la riporta indietro nel tempo. Il sogno sembra rimandare a un episodio angoscioso, terribile e violento, avvenuto quando lei era ancora una bambina. Tutta la sua vita comincia a cambiare, anche il rapporto con Franco.

Sabina cerca di scoprire se nell’incubo ci sia qualcosa di vero e interroga la sua migliore amica, Emilia, una ragazza che ha perso la vista e che vive isolata dal resto del mondo. Con il suo aiuto, Sabina cerca di mettere ordine fra i suoi ricordi, ma le sembra che gliene siano rimasti ben pochi. Decide allora di parlare con il fratello Daniele, che vive da molti anni in America, parte per gli Stati Uniti, dove riuscirà a scoprire cosa si nasconde dietro l’incubo che la tormenta. Nel frattempo, in sua assenza, i destini delle persone che ha provvisoriamente lasciato si intrecciano, come se la ricerca della verità di Sabina coinvolgesse indirettamente tutti quelli che le stanno accanto.

Quale caratteristica porta al suo personaggio ogni attore in questo film?

Il centro del film è Sabina, ma gli altri personaggi non sono secondari: Franco, Emilia, Maria, una collega di lavoro di Sabina che è stata da poco abbandonata dopo vent’ anni dal marito per una ragazzina che ha l’età della loro figlia; Daniele, il fratello di Sabina, tutti sono in parte collegati all’ angoscia di Sabina, ma hanno anche un’ esistenza autonoma rispetto a lei, un proprio percorso all’ interno del film. Il personaggio principale è il tramite attraverso cui si sviluppano le loro storie personali, e contemporaneamente, queste storie personali rimandano sempre alla situazione centrale del film.

Se dovesse raccontare il film in un minuto, che scena del film sceglierebbe? E se dovesse vece raccontare il libro con una pagina, che pagina sceglierebbe

Se dovessi raccontare il film in un minuto direi: è la storia di una donna che ha un grande incubo che la mette in contatto con una parte di sé che non conosce e arriva a stravolgere tutta la sua vita. Scoprendo la verità, potrà ricominciare a vivere. La scoperta di una verità lacerante è un elemento che tutti i personaggi hanno in comune: ognuno di loro potrà costruire qualcosa di nuovo solo dopo che questa verità sarà stata svelata. Non a caso, il momento più intenso del film, il suo apice drammatico, è la confessione che Daniele è costretto a fare a Sabina.

Anche nel libro il momento in cui si scopre la verità è quello più importante. Sia con il romanzo che con il film, volevo raccontare il fondo oscuro di ognuno di noi. Qualcosa che ci portiamo dentro sin da quando siamo bambini, o forse anche da prima. Un’ origine comune della nostra affettività, dell’ amore, di tutti i nostri legami, un ‘ energia che fa parte della natura umana e non ha connotazioni positive o negative, ma cui noi dobbiamo dare un volto, una forma che non ci faccia soffrire e che riesca a colmare i nostri vuoti. La storia di Sabina e Daniele coinvolge tutti i personaggi e li mette in contatto con il loro fondo oscuro. Durante la lavorazione cosa ha trovato difficile da realizzare?

Il film è stato molto complicato: lo abbiamo girato in 11 settimane, in pieno inverno, in America, in Inghilterra e poi a Roma, nel Salento e a Cinecittà, dove abbiamo fatto tutti gli effetti dell'acqua. È stato un lavoro estremamente faticoso, ma anche coinvolgente: proprio perché si tratta di un film denso, forte, emotivo, durante la sua lavorazione mi sono chiesta dove fosse la verità e come riuscire a renderla attraverso il cinema. In un libro non sei costretta a mostrare tutto, hai molti più strumenti, molto più tempo per andare in profondità. Da questo punto di vista è stato importantissimo il lavoro degli attori, che hanno corrisposto alle loro parti in maniera eccezionale. Ognuno di loro aveva letto il libro e quindi aveva la possibilità di conoscere del proprio personaggio molte più cose rispetto a quelle che avrebbe poi dovuto recitare. Sono stati anche molto conservatori, non volevano che io cambiassi nulla, mentre a me sembrava giusto che il libro venisse adattato. Tutti gli attori hanno fatto un lavoro di scavo sui loro personaggi e sono riusciti a dargli una grande profondità umana.

Un altro elemento fondamentale del film è stato l’ambientazione: con tutto il reparto "estetico" abbiamo fatto un lavoro molto particolare, perché La bestia nel cuore non è un film realistico, ma psichico. Paradossalmente, l’ unico set che sembra reale è quello televisivo, forse perché la nostra realtà, ormai, è la televisione. Le altre ambientazioni, soprattutto la "casa dei morti", la casa dell’ infanzia, danno invece l’ impressione di un universo del tutto psichico, costruito appositamente per il cinema.

C'è una scena cui è particolarmente legata?

Ce ne sono parecchie: una scena piena di atmosfera è quella in cui Stefania Rocca, Emilia, seduce Maria. È in piano sequenza. E' una scena molto calda ed è così vera, credibile: tenera e allo stesso tempo sensuale.

Poi, c’ è la scena della confessione che Daniele fa a Sabina e, subito prima della confessione, la scena fra i fuochi d’artificio, in cui Sabina esce e chiede urlando al fratello che cosa è accaduto. L’ abbiamo girata soltanto due volte, perché Giovanna Mezzogiorno era così concentrata che è riuscita a farla subito.

La sequenza dell’incubo è stata realizzata a più riprese: per prima cosa ho girato con la bambina. È stato davvero difficile, non volevo turbarla in nessun modo. La scena andava poi inserita nello schermo della sala doppiaggio. Tutta la sequenza si basa dunque sul rapporto fra realtà e finzione cinematografica. È stata una parte del film a cui ho pensato molto e che non si è sviluppata del tutto sul set, ma è stata completata durante il montaggio.

Che sensazione si prova scrivendo un libro e poi vedendo alla fine la realizzazione del film? Aver scritto qualcosa e vedere poi questi personaggi animati in un'altra opera, il confronto tra due opere così importanti, un libro e un film.

Non credevo che avrei mai tratto un film da uno dei miei libri. I romanzi che ho scritto raccontano di solito avvenimenti che si svolgono in un arco di tempo molto lungo e c’è il rischio che al cinema, queste storie diventino dei "polpettoni". E poi ho sempre scritto i romanzi proprio perché, a differenza del cinema, nei libri potevo dedicarmi al puro piacere della parola scritta. In questo caso però sono subentrati diversi fattori: nel libro c’era già il cinema, i personaggi sono attori; inoltre il racconto occupa un periodo di tempo breve, i nove mesi di attesa di un bambino. Ho pensato che il cinema potesse aggiungere al libro qualcosa di nuovo. Anche gli attori sono riusciti a trasformare enormemente i personaggi, rendendoli autonomi rispetto a quelli del libro. E tuttavia, nonostante tutti i cambiamenti, le cose che abbiamo tolto e le scelte puramente cinematografiche che abbiamo fatto, rivedendo il film adesso, mi sembra che l’ atmosfera presente nel libro si possa ritrovare anche nel film.

Gli effetti con l'acqua?

E’ stato un problema che abbiamo dovuto affrontare con Paola, gli operatori e la produzione: nessuno in Italia ha una grande esperienza di riprese con l’ acqua. Persino il Vajont è stato realizzato soprattutto con effetti digitali. Noi invece abbiamo allagato la casa davvero. Nel Teatro 5 di Cinecittà c’era già la casa dove giravamo gli incubi, un ambiente del tutto irreale perché a seconda dei ricordi, la casa prende forme diverse: spariscono i corridoi, le stanze cambiano posizione, in una geografia che non ha nulla di realistico ed è del tutto emotiva. Questa è stata un’ idea di Paola, molto bella. Oltre a girare in questa casa distorta dai ricordi, avevamo anche parti di casa costruite sui ponteggi con l’ acqua sotto. Gli effetti erano diversi: uno di essi consisteva nel fare scendere nell’acqua una grande pedana con tutti i mobili sopra, che dovevano restare fermi e essere completamente seppelliti dall’ acqua. La prima volta che abbiamo fatto scendere la pedana, nulla è rimasto al proprio posto, la forza dell’ acqua è stata tale che ha travolto tutto quanto. Abbiamo dovuto inchiodare i mobili, i libri, i quaderni, tutto quello che faceva parte della casa e alla fine siamo riusciti a ottenere l’ effetto che volevamo. È stato interessante girare un film così intimista, utilizzando però degli effetti da film catastrofico.

Ci sono delle cose che ha scoperto al montaggio e che non aveva "visto" quando ha scritto e quando ha girato?

La scoperta più grande, in fase di montaggio, è stata la "casa dei morti". Di solito, mentre giro, io ho già il montaggio in testa, però la scena dell’ incubo è venuta fuori in tutta la sua forza solo dopo che avevamo assemblato il materiale. Il resto del film l’ ho vissuto moltissimo su set. La maggior parte delle scene era già chiara durante le riprese, e nessuna di esse ha avuto bisogno di molti ciack. È stato un film in cui si è sentita una forte complicità fin dall'inizio: gli attori stavano spesso insieme, andavano a cena tutti insieme e addirittura Stefania e Angela Finocchiaro si vestivano allo stesso modo. Mi ha ricordato un po' quello che succede a teatro quando si instaura questa solidarietà umana con il gruppo degli attori, con il regista, con i tecnici.

 

 GIOVANNA MEZZOGIORNO (Sabina)

 

Ci parli di Sabina, il personaggio che interpreti?

Sabina è il personaggio intorno al quale ruota tutta la vicenda: la sua vita, apparentemente serena, comincia a cambiare nel momento in cui scopre di aspettare un bambino. Fa un sogno sconvolgente, le affiorano ricordi poco chiari, capisce di aver smarrito parte del suo passato e decide di andare a trovare suo fratello negli Stati Uniti, perché sente di dover chiarire qualcosa a livello sentimentale e familiare. Sabina sarà costretta ad accettare la verità per poter poi costruire una vita normale, essere madre, ricomporre il rapporto con Franco, tutte cose che vengono messe in crisi.

Come ti sei preparata per lo studio del personaggio? Hai letto anche il libro di Cristina?

Per preparare Sabina ho letto il libro di Cristina ancora prima della sceneggiatura. L'ho trovato molto intenso e forte, ma anche difficile. Ho aspettato la sceneggiatura con una certa apprensione, perché non è facile che un film sia all’altezza del romanzo. In questo caso il lavoro rispecchiava in pieno l’ atmosfera del libro, soprattutto per quanto riguarda l’ intrecciarsi delle vite dei personaggi, le casualità, le coincidenze che vengono svelate a poco a poco, la graduale risoluzione dei problemi.

Mi sono preparata seguendo soprattutto Cristina, perché non amo prepararmi da sola e preferisco affidarmi molto alla regia. Di solito, chi dirige un film ha un’ idea chiara di come quel film deve essere realizzato e se io accetto di farlo, significa che ho molta stima e fiducia nel regista. Cristina aveva una chiara idea anche di come avremmo dovuto recitare: in maniera non naturalistica e non minimalista, al contrario di quanto accade spesso nei film italiani. Il che non significa utilizzare un tipo di recitazione enfatica, ma soltanto priva di quel minimalismo un po’ sporco che oggi è molto di moda. L'inizio del film è stato difficile perché siamo partiti subito per l'America, e poi per l'Inghilterra per girare le scene con Luigi Lo Cascio che interpreta Daniele, mio fratello. Abbiamo dovuto affrontare subito il nucleo centrale del film, la confessione di Daniele a Sabina, il momento in cui la verità viene a galla, le scene per me più complesse. Ero preoccupata, ma è andato tutto bene. La direzione di Cristina è precisa, e lei è molto disponibile e attenta con gli attori, sempre pronta a rispondere a dubbi e domande. Con Luigi, inoltre, c’è stata una grande sintonia, nonostante non ci conoscessimo e non avessimo mai lavorato insieme.

C'è una scena che ti ha particolarmente colpito? Se c'è, perché?

Di sicuro tutte le scene girate in America, e soprattutto quella in cui Daniele racconta a Sabina ciò che è realmente accaduto nella loro famiglia. Da quel momento in poi Sabina non sarà più la stessa. In realtà la comprensione della verità non avviene all’ improvviso, ma gradualmente, attraverso una serie di elementi che si sovrappongono nella mente di Sabina: prima gli incubi che ha a Roma e il fastidio che comincia a provare nei confronti del suo compagno, il fatto che non riesce più ad avere rapporti con lui, poi la partenza per gli Stati Uniti, dove Sabina rivede il fratello dopo parecchi anni e si rende conto di che persona sia veramente. Daniele ha enormi difficoltà con il contatto fisico, non riesce neanche ad abbracciare sua sorella all’ aeroporto. Questi problemi condizionano sia la relazione con sua moglie che con i suoi figli. All’ inizio Sabina non riesce a mettere insieme tutti questi particolari, ma poi tutto si ricompone, grazie a una frase casuale detta dalla moglie di Daniele la sera di Capodanno. Questa frase fa emergere in Sabina una consapevolezza accumulata giorno dopo giorno, minuto dopo minuto e che alla fine esplode, scatenando una reazione molto violenta. Poi c’è la lunga confessione di Daniele, un’ intera nottata che i due fratelli passano insieme. Quello è stato un momento intenso, emozionante e faticoso e credo che il risultato sia molto forte, credo che siamo riusciti a fare qualcosa di vero.

 

 ALESSIO BONI (Franco)

 

Chi sei nel film?

Franco, il ragazzo di Sabina. Franco è un attore. Cristina Comencini non sapeva molto di me. Mi ha confessato che non guarda molto la televisione e non si ricordava del mio ruolo in "Incantesimo". Il personaggio di Franco è integerrimo, crede molto nel suo lavoro, vorrebbe fare solo teatro, cinema, e detesta la televisione. Mi sono rispecchiato in lui perché a un certo punto è costretto a lavorare in una fiction seriale in cui interpreta un medico, proprio come "Incantesimo". Questo sdoppiamento mi ha molto colpito. Anche Sabina è un’ attrice, un po' più accomodante rispetto a Franco, lavora soprattutto al doppiaggio ed è lei che mantiene l’ appartamento e paga le bollette. Quando il film inizia, Franco non ce la fa più, è da parecchio tempo che non lavora e decide di incontrare un regista di fiction, di fare quindi qualcosa che va contro la sua concezione del lavoro di attore. Il regista, Andrea, interpretato da Giuseppe Battiston, affascina molto Franco: è divertente, sincero, a volte anche buffo, colto, intelligente. Franco decide di accettare il ruolo nella fiction, si fa "corrompere" come dice lui. Il cambiamento di Franco sul lavoro si intreccia con quello drammatico, tragico, di Sabina. A partire dall’incubo, dal tentativo di scoprire quella verità così dolorosa, tutti i personaggi del film si trasformano e non ce n’è uno che, alla fine del film, rimanga uguale a se stesso. È proprio questa la ricchezza del film, l’ intersecarsi dell’ emotività dei sei personaggi principali. Mi ha colpito, anche nella lettura del romanzo, questa quotidianità che si sviluppa giorno per giorno, tramite emozioni e sensazioni che non si manifestano quasi mai del tutto, che rimangono spesso nell’ interiorità dei personaggi. Sono molto orgoglioso di aver fatto parte di questo progetto.

Come sei entrato nel personaggio?

E’ stato un work in progress che ho fatto con Cristina. Lei ha creato il personaggio di Franco, ha scritto il romanzo, la sceneggiatura e poi ha diretto il film e quindi conosceva alla perfezione ogni sfumatura del suo carattere. Tutte le scene, anche quelle che sembravano più facili, per Cristina rappresentavano delle parti importanti di Franco.

Quando ho letto il romanzo e poi la sceneggiatura, la cosa che mi ha colpito di più è stata la confessione che Daniele fa alla sorella, quindi una scena che non mi appartiene, che non ho fatto io, e che mi ha coinvolto come lettore e spettatore. Fra le scene che ho girato io, non saprei dire quale sia stata quella più riuscita, perché ogni momento sul set richiedeva una tensione e una concentrazione elevate, per capire cosa Cristina volesse trarre dalla personalità di Franco, quale parte di lui volesse far arrivare al pubblico, tutte cose che lei sapeva con assoluta precisione. È stata un’ esperienza molto singolare quella con Cristina. Non tutti scrivono un libro, ne fanno una sceneggiatura e poi dirigono anche il film. La conoscenza totale che in questo caso il regista ha del personaggio è estremamente gratificante per un attore. Per questo non c’è una scena che sia migliore delle altre.

STEFANIA ROCCA (Emilia)

 

Chi è Emilia?

E’ una donna di trent' anni che è diventata cieca più o meno all'età di venti e quindi forse non l'ha ancora accettato e vive di solitudine. E' una donna passionale che crede nei sentimenti, per lei l'amicizia e l'amore sono due sentimenti molto importanti. Che altro dire? Credo che la cecità già dica tutto, il fatto di diventare cieca...è una persona che vive di ricordi, nel momento in cui ha saputo che sarebbe diventata cieca ha incominciato a imprimersi nella mente il più possibile tutto quello che poteva vedere. E' una donna forte e vulnerabile nello stesso tempo.

Come ti sei preparata a questo ruolo? Ho visto anche una scena molto particolare e difficile: tu sei affezionata a questo telaio che è la tua passione e devi muovere le mani mentre stai con lo sguardo fisso.

Emilia cerca in tutti i modi di essere indipendente, e per questo rifiuta di uscire o comunque esce con delle persone che la conoscono da tanto tempo. È indipendente anche nel suo lavoro con il telaio, che le permette di restare a casa e di non uscire. Per questo ruolo ho passato molto tempo con un'associazione di ciechi a Parigi, ho cominciato a lavorare con loro, ho fatto tutto il training che fanno i bambini quando diventano ciechi. Poi ho cercato di stare due o tre ore al giorno con gli occhi chiusi, fino ad arrivare ad un totale di due giorni: si ha un altro rapporto con la vita; con il giorno, la luce, con i tempi, gli orari: la loro percezione cambia completamente. La produzione mi ha dato un insegnante che mi aiutasse a lavorare con il telaio. Prima ho imparato a usarlo a occhi aperti, poi per acquisire manualità e sentire telaio e fili come può sentirli un cieco, ho cominciato a tapparmi gli occhi.

L'amore? Questo rapporto di amore verso Sabina e poi con Maria?

Per Emilia l’amore è legato ai ricordi. Il suo amore non corrisposto per Sabina nasce dal fatto che è la sua migliore amica da tanti anni, l’ ha seguita nel suo percorso di dolore e le è rimasta accanto. Avere così tanti ricordi in comune con Sabina non fa che rendere più forti i suoi sentimenti, che le procurano sofferenza, un senso di abbandono e di gelosia

Sulla preparazione? L'esperienza con i ciechi a Parigi?

E' stato un lavoro interessante, mi ha permesso di entrare in contatto con una realtà che non conoscevo. Mi sono resa conto che quelle persone hanno una grandissima forza di volontà nell’ accettare la loro condizione, ma nascondono dentro anche una grande rabbia. Ho imparato che cosa significa vivere tutti i giorni senza poter vedere: per esempio una ragazza cieca mi ha guidato lungo il percorso per arrivare a casa sua, che è quello che di solito i non vedenti conoscono meglio. Io avevo gli occhi bendati ed è stato interessante conoscere i punti di riferimento che è costretto a costruirsi chi non può vedere. I movimenti da compiere lungo il percorso vengono stabiliti a seconda degli odori e dei suoni, perché udito e olfatto ti permettono realmente di "vedere", di visualizzare nella mente il luogo in cui ti trovi.

  

ANGELA FINOCCHIARO (Maria) - GIUSEPPE BATTISTON (regista Negri)

 Angela Finocchiaro, nel film interpreta il ruolo di Maria, una direttrice di doppiaggio abbandonata dal marito, vero?

A.F.

...Mi metto a piangere...E' tutto per finta...ci vuoi dire qualcosa del tuo personaggio?AF:
Maria non è solo stata lasciata dal marito: lui se ne è andato con un’ amica della loro figlia, di trent’ anni più giovane. Maria, da quel momento è una donna lacerata, e all’ apparenza, dal cuore di pietra. È illividita, avvelenata dal rancore verso il marito perché il suo abbandono le ha irrimediabilmente segnato la vita. Ora possiamo invece chiedere a Giuseppe Battiston, del suo personaggio? Con lui Maria ha un qualche tipo di scambio, ma lo tratta piuttosto male…

Giuseppe Battiston:

Il mio personaggio è un regista che Cristina Comencini definisce talentuoso, che per campare è costretto a dirigere le fiction, le soap. È anche frustrato, perché la sua vera passione è il cinema. Grazie all’incontro con Franco scopre una nuova carica vitale in sé e comincia a scrivere un film. Andrea è una persona politicamente scorretta, è un personaggio diseducativo: fuma moltissimo, si esprime con un linguaggio colorito, dice delle cose molto cattive, ma anche molto vere.

Come vi siete preparati? Avete utilizzato anche il libro?

AF:

Io il libro l’ ho utilizzato tantissimo. Non mi sono limitata a leggerlo e rileggerlo, ma ho preso tutte le cose che descrivevano la percezione che gli altri hanno di Maria e che Maria ha di se stessa, il rapporto che lei ha con il suo aspetto fisico. Ho cercato di ricomporlo e ricostruirlo in funzione del personaggio di Maria. Da questo punto di vista, il romanzo per me è stato fondamentale.

GB:
Io invece ho fatto il procedimento inverso: ho letto prima la sceneggiatura e poi sono andato a leggermi il romanzo per capire il perché di alcune cose, e per avere qualche indicazione in più sul personaggio di Andrea Negri. Dal romanzo, per esempio, è emerso quell’ aspetto di scorrettezza che poi è diventato un tratto distintivo di Andrea nel film.

Nel corso della lavorazione c'è una scena che ti ha colpito particolarmente?

AF:In realtà è l'approccio di ogni personaggio ad ogni scena che mi colpisce, come se fossero tutti stati appena investiti da un camion. Un’ esperienza generale di sofferenze e traumi. Ci sono delle scene più intense, altre assolutamente liberatorie, ma l’ intensità è presente in ogni momento del film.

GB:
Io invece sono molto legato alla scena in cui Negri prende in braccio il piccolo Danielino: mi ha emozionato prendere in braccio un bambino, guardarlo, parlarci. Inoltre credo che quella scena dica moltissimo sul personaggio di Andrea. Sicuramente è una delle cose che ricordo con più affetto; è stata una giornata particolare e forse l’ emozione mi ha un po’ frenato, ma sono contento di averla fatta.

 

 

LUIGI LO CASCIO (Daniele)

 Come ti sei accostato al personaggio di Daniele?

Il personaggio di Daniele è diviso in due parti fondamentali, una parte sommersa e una parte evidente. La sua parte sommersa per me resta enigmatica, oscura. Ci sono delle cose che un attore può arrivare a capire, altre che secondo me sono incomprensibili. Per esempio, si può arrivare a capire un lutto, perché tutti quanti abbiamo provato l’ esperienza della perdita di una persona cara, ma l'evento accaduto a Daniele, determina talmente tante conseguenze nella formazione dell'identità di una persona, che non si può, né coi libri, né con l' intuizione, capire effettivamente cosa succede. La seconda parte del personaggio, quella evidente, rappresenta gli effetti che una vicenda così drammatica ha avuto su Daniele. È degli effetti che mi sono occupato io, e sono gli effetti che noi vediamo nel film: Daniele è un professore che insegna in un' università americana, una delle più prestigiose, vicino Washington. Nel libro la scelta di Daniele di diventare professore universitario è molto approfondita, ma nel film tutto è raccontato per immagini e per cenni; si capisce che la decisione di Daniele di fare il professore universitario di greco ha a che vedere con il rapporto col padre, anche lui insegnante di greco, ma alle superiori. Daniele, oltre alla sua superiorità rispetto al padre, vuole dimostrare che la cultura e la vita possono coincidere.

Quando incontriamo Daniele per la prima volta nel film, è un individuo bloccato, non riesce ad avere un rapporto con i figli, non riesce neanche a toccarli. Ha un rapporto difficile anche con il proprio corpo. Un altro tema importante del film è proprio il tentativo di convivere con questo dolore, cosa conviene fare quando si vive un’ esperienza così traumatica. Si può dimenticare tutto, oppure parlarne, tirarla fuori, e cercare di ricostruire qualcosa sulle macerie. L’ arrivo di Sabina mette Daniele di fronte al dubbio se raccontarle o meno il loro destino comune. Un altro elemento importante del personaggio di Daniele è il desiderio di vendetta, che lo spinge a prendere una decisione molto fredda nei confronti del padre. Anche a distanza di anni, resta un rancore molto forte, che magari potrebbe sembrare eccessivo, ma che credo sia profondamente umano.

C'è una scena del film che ti ha particolarmente colpito? C'è una situazione nella quale ti sei sentito più dentro al personaggio? E se c'è, perché?

Di solito non utilizzo categorie come "stare dentro un personaggio": per me il personaggio è sempre un altro essere a cui dò ospitalità, io mi faccio da parte, lascio questo supporto corporeo, vocale, di nervi, di sensibilità, di intelligenza, e faccio in modo che quest’ altra creatura esista, perché non rimanga una "larva", un’ idea nella mente dello scrittore o del regista. Il mio rapporto col personaggio è fatto di intuizioni che avvengono al momento. Daniele, sia nel libro che nel film, si conosce gradualmente, è sempre molto elusivo, non parla, non comunica, si nasconde e poi, all’ improvviso, c’è questa lunga confessione. Per me sarebbe semplice dire che la scena che mi ha colpito di più è quella in cui racconto tutto a Sabina, perché c'è emozione, c'è il ricongiungimento con la sorella, c'è la rimozione di un blocco. Il personaggio di Daniele si rivela proprio in quel momento e le scene che vediamo prima sono come una preparazione alla confessione. Però sono rimasto molto colpito dalla scena in cui la moglie di Daniele cerca di aiutarlo a recuperare la sua paternità, ad avere un rapporto normale con i figli, senza reticenze, distanze e paure: i due fanno una specie di piccola recita, in cui la madre porta il bambino davanti a Daniele e lui gli dà il bacio della buona notte, gli fa una carezza. Mi piaceva il modo in cui la scena analizza il rapporto fra le cose vissute realmente e le cose recitate: la recita non reggeva, era soltanto una pantomima. Non poteva avere effetti profondi il fare finta di essere padre, non è una questione esteriore, c'è un lavoro più profondo da fare, che sicuramente inizierà a partire dalla confessione.

C'è una differenza nell'essere diretto da una donna piuttosto che da un uomo? C'è qualche cosa che dal tuo punto di vista cambia?

No. Il rapporto tra regista e attore è fondato su una differente posizione, su dei ruoli ben precisi, ed eventualmente sull'amicizia che può esserci o non esserci. C’è il regista e c’è l’ attore, autore ed esecutore. Il secondo, magari, è in grado di portare qualcosa che il regista inizialmente non aveva concepito e che scopre attraverso l'attore. Il maschile e il femminile possono avere a che fare con la formazione della personalità del regista o della regista, ma la relazione tra attore e regista è asessuata.

 

 

 

 

 PAOLA COMENCINI (scenografa)

Ci parli del tuo rapporto con Cristina?

Ho collaborato con Cristina in tutti i suoi film, sin dall’ inizio, quindi il rapporto di collaborazione va benissimo, perché ci conosciamo da sempre. Con Cristina si lavora bene, è una persona molto preparata e ha le idee chiare sui risultati che vuole raggiungere. In questo film, gli ambienti non dovevano essere troppo realistici, ma nemmeno sopra le righe. Abbiamo quindi cercato prima di tutto di fare le cose in modo semplice, lineare, senza esagerazioni, ma di dare anche uno stile a tutto quanto.

La costruzione che abbiamo fatto nel Teatro 5 di Cinecittà non rappresenta un ambiente reale, ma fa parte del sogno e del ricordo. Apparentemente, è un ambiente semplicissimo, una casa piccolo borghese senza nulla di particolare, ma anche un po’ inquietante, misteriosa. Abbiamo usato questo teatro enorme che ha una doppia funzione, da un lato c'è la costruzione, dall'altro lato c'è una botola come una piscina che abbiamo riempito per metà di acqua e che serviva a creare degli effetti di inondazione. Perché quella casa piccolo borghese, all’ apparenza innocua, era anche una casa da incubo, che alla fine viene colpita da una specie di alluvione.

Quali sono le difficoltà che incontra uno scenografo a soddisfare una richiesta, a volte anche richieste difficili, da conciliare con i costi?

Nel cinema italiano non siamo proprio ricchissimi, quindi è sempre un problema tenera a bada i costi. Io e i miei colleghi, però siamo abbastanza allenati a cercar di far quadrare i conti e ci stiamo sempre attenti, è parte del lavoro, siamo abituati ad ottimizzare le cose. Alla fine, con un po’ di fatica, si riesce a ottenere tutto.

Qual è il grado di interpretazione che ha la scenografa nei confronti della sceneggiatura scritta: la tua collaborazione è propositiva o Cristina ha un'idea degli ambienti e poi sceglie in base a quello che tu le proponi?

Cristina ha le idee abbastanza chiare, sa quello che vuole, ma come tutti i registi, accetta molto volentieri delle proposte, delle idee che magari non erano previste in sceneggiatura. Chi fa il mio lavoro, deve aggiungere qualcosa di suo al film. Ci sono dei registi che hanno tutto in mente per filo e per segno, ma sono una minoranza.

Qual è il rapporto di collaborazione tra scenografia e costumi?

Deve essere un rapporto molto stretto, come quello con il direttore della fotografia. Ci deve essere unità di intenti, la volontà di realizzare il film insieme, altrimenti si rischia che il film non sia riuscito.

Se in qualsiasi film tu devi interpretare una cosa scritta, in questo ancora di più: gli ambienti devono rispecchiare un peso psicologico, è tutto inventato, la polvere, un certo tipo di mobili, e questi sono lavori piuttosto rari.

Ci sono dei film che hanno un lato più spettacolare, altri come questo, sono più sottili, ci sono poi quelli in costume in cui devi ricostruire un' intera epoca. Io amo tutti i generi e tutti i tipi di film, ed ogni volta secondo me bisogna fare uno sforzo creativo per non essere banali.

Com'è la tua preparazione al film?

Il punto di partenza è la sceneggiatura che di solito fornisce le prime indicazioni anche se non sono molto esaustive. Una persona di una certa età, che appartiene a un determinato ceto sociale e svolge un certo tipo di lavoro, può abitare in centinaia di case diverse. Lo scenografo deve operare una scelta personale, deve capire qual è l’ effetto che si deve ottenere, se è preferibile inserire il personaggio in un ambiente del tutto normale, o se è meglio realizzare qualcosa di più bizzarro ed eccentrico. Sono tutte decisioni che si prendono insieme al regista.

Come la casa di Emilia con il telaio?

Il lavoro di Emilia era già in sceneggiatura. A meno che lo sceneggiatore non abbia descritto minuziosamente anche l’ ambiente (che è poi una cosa che non si fa mai), non è detto che a un dato personaggio corrisponda una determinata casa. Un altro scenografo avrebbe fatto la casa di Emilia in tutt’ altro modo. Non è un fatto matematico, ognuno ci mette la sua personale ispirazione.

Pensi mai a fare un libro sulla scenografia?

Sì, sarebbe divertente. Io vorrei fare una specie di manuale, perché non tutte le persone capiscono bene in che cosa consista il nostro lavoro. Mentre è chiaro a tutti quello che fa uno scenografo teatrale perché disegna una scena che poi viene realizzata, lo scenografo di cinema è un essere ibrido: si occupa degli esterni, degli interni, del teatro di posa, degli ambienti dal vero, sceglie le automobili che passano, insomma, si occupa di tremila cose diverse contemporaneamente.

 

 

ANTONELLA BERARDI (costumista)

Com'è il tuo rapporto con Cristina visto che hai fatto tutti i suoi film?

Il primo film non l’ho fatto io e per il secondo sono stata chiamata dal produttore. All’ inizio, quello con Cristina è stato un incontro un po’ faticoso, molto impegnativo, ma anche di grande soddisfazione. Cristina è una persona piena di idee, ma accetta volentieri le proposte altrui. Mi piace molto lavorare con lei e anche con Paola ho un ottimo rapporto: siamo affiatate, ormai, abbiamo realizzato molti progetti, anche diversi fra loro. Per esempio, abbiamo fatto una "Traviata" a Firenze che è stata una cosa meravigliosa e appassionante e che ha richiesto a tutti grande energia, e un grande consumo di idee.

In questo film non era facile riuscire a rendere la situazione psicologica dei personaggi. Il costume deve essere un filtro che arricchisce e aiuta l’ attore a interpretare il suo ruolo. A ogni personaggio è stata dedicata una serie di colori che avrebbe dovuto rispecchiare le sue caratteristiche. Guardando poi le foto di Philippe (Antonello ndr.), mi sono accorta di come la collaborazione intensa con la scenografia, abbia portato a dei risultati veramente interessanti.

A volte sembra che i film di epoca contemporanea abbiano la stessa difficoltà di un film dell'Ottocento.

Sì, perché bisogna evitare a tutti i costi quello che è ovvio, quello che comunemente si vede in giro: un film non può essere un recipiente di quello che c’è in circolazione, bisogna operare una selezione ben precisa.

Cristina aveva dato all’inizio la descrizione dei colori voleva, tutte le scene con i beige, il bianco e il nero...

In questo caso si sapeva già a quale attore corrispondeva un certo personaggio. Nel mio libro di questo film, sulla prima pagina io ho la tavolozza di colori, poi il primo piano dell’ attrice in tutte le situazioni, in cui è molto evidente la ricerca del colore giusto: in certe situazioni sono presenti i colori chiari, in altre invece predominano i colori scuri.

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PRESSBOOK


Sabina è bella, ha un lavoro che le piace e un compagno che ama.
Ma è davvero felice? Da qualche tempo, strani incubi la tormentano.
E la scoperta di aspettare un bambino le spalanca, improvvisamente quanto inaspettatamente, una finestra inquietante sul proprio mondo interiore: i ricordi, l'infanzia, la famiglia, i riti di una borghesia al tempo stesso severa e rassicurante. Ma questa è soltanto la superficie. Più in fondo si agita qualcosa di molto più oscuro e inquietante…
La bestia nel cuore è un film intenso sulla norma e sull'eccesso dell'amore, dell'attrazione, del desiderio.

Sinossi

Recatasi a presenziare allo spostamento delle spoglie dei genitori al cimitero, SABINA (Giovanna Mezzogiorno), una giovane doppiatrice, si accorge di non aver mantenuto ricordi della propria infanzia. Turbata, si reca, come tutti i giorni, al lavoro presso lo studio di doppiaggio e quindi a trovare la sua amica EMILIA (Stefania Rocca) (giovane trentenne, come lei, divenuta cieca da alcuni anni). Emilia vive con la madre e, da quando è divenuta ceca, si rifiuta di uscire dall'appartamento limitandosi ad aspettare l'amica, per cui, però, nutre un sentimento che va oltre la semplice amicizia.  Rientrata a casa la sera, Sabina è ancora scossa. FRANCO (Alessio Boni), il suo ragazzo, è molto tenero con lei e decide, andando contro i suoi principi, di accettare di recitare per una nuova serie televisiva per la quale ha sostenuto un provino nel pomeriggio. La notte, però, Sabina fa un sogno che la sconvolge: suo padre, così severo e amorevole normalmente, vicino a lei, bambina, nel letto che si avvicina sempre più pericolosamente. Il giorno successivo ha una seconda visione: sua madre che le fa provare un vestitino sotto lo sguardo duro di suo fratello DANIELE (Luigi Lo Cascio) e poi l'accompagna a farsi vedere dal padre nel suo studio spegnendo la luce una volta fattala entrare. Sabina è sconvolta. Già debole psicologicamente, la ragazza rimane impressionata dalla rivelazione che MARIA (Angela Finocchiaro), un'assistente di doppiaggio sua amica, le fa riguardo la donna per la quale suo marito l'ha lasciata: una ragazza compagna della loro figlia. Motivazione? Con lei gli si rizza… Sabina è sempre più in crisi e il mattino successivo prende l'improvvisa decisione di andare a fare visita a suo fratello negli Stati Uniti per le vacanze natalizie: deve capire alcune cose. La sera precedente la partenza, Sabina litiga con Franco reo, a suo dire, di non essere abbastanza dispiaciuto. L'uomo non sa che rispondere, ma la compagna, sempre più nervosa, lo incalza: sicuramente, dice lei, ha trovato qualche giovane attricetta che vuole portarsi a letto. La sera stessa i due riescono a riappacificarsi, ma qualcosa sembra ormai essersi rotto nel modo in cui Franco guarda la propria compagna.

Passano i giorni, Emilia è sempre sola nel suo appartamento. Improvvisamente, però, qualcuno bussa alla porta: è Maria, è venuta per leggerle una mail di Sabina. Inizialmente Emilia è scontrosa, ma poi, man mano che Maria prosegue nella lettura, si rilassa. Sabina le scrive di essere fiera della famiglia che Daniele è riuscito a costruirsi. ANNE (Lucy Akhurst), la moglie, è calda e comunicativa mentre i due bambini BILL (Jake-Omer Boyayanlar) e GIOVANNI (Lewis Lemperuer Palmer), sono bellissimi. Passano altri giorni e Maria continua a recarsi da Emilia per leggerle le mail, riesce anche a convincerla ad uscire di casa con la scusa di accompagnarla a comprarsi degli abiti nuovi. Intanto, negli Stati Uniti, Sabina nota alcuni saltuari e strani comportamenti da parte di Daniele: a volte sembra che Anne lo costringa ad essere affettuoso con il primogenito, Giovanni. Un giorno, mentre sono in visita al college dove Daniele insegna, Sabina gli confida di essere incinta di Franco e poi cerca di parlargli dello strano sogno fatto su loro padre. Daniele ha una brusca reazione e le consiglia di concentrarsi sul figlio: i sogni sono solo sogni. Nel frattempo, sul set, Franco viene insidiato da una giovane attrice, ANITA (Francesca Inaudi).

Arriva la serata di capodanno. Negli Stati Uniti, Sabina sta preparando tavola insieme ad Anne. La donna le confessa che Daniele, in passato, aveva dovuto sottoporsi ad una lunga cura dallo psicologo per riuscire a superare dei blocchi emozionali che lo turbavano nel rapporto con il primo figlio, Sabina è sbalordita. In Italia, nel frattempo, è già mezzanotte. Franco, solo nel suo appartamento, riceve la visita improvvisa di Anita e, non riuscendo a resistere alla tentazione, fa l'amore con lei. Emilia e Maria, invece, hanno organizzato una cena per loro due sole e, superate le iniziali perplessità, Maria si abbandona nelle braccia della giovane baciandola appassionatamente. Dall'altra parte dell'oceano, Sabina cerca di chiamare prima Franco, poi Emilia, ma non riceve risposte. Si sente come abbandonata e questo risveglia in lei la malinconia e la tristezza. Più tardi, Anne, leggermente ubriaca, si lascia scappare una strana frase: "Daniele mi ha detto del bambino… Ora sei salva!". Sabina è turbata e le chiede spiegazioni, ma la donna vuole chiudere la conversazione. Sempre più agitata, Sabina aggredisce il fratello intimandogli di raccontarle ciò che sa. Quella notte, rimasti soli nello studio, Daniele le racconta la terribile verità che avrebbe voluto celarle per sempre: loro padre era solito abusare sessualmente di lui e, per due volte, abusò anche di lei quando era ancora troppo piccola per ricordare. La loro madre sapeva, ma, pur di non distruggere la propria famiglia accettava. Quando, all'età di nove anni, si rese conto di ciò che stava succedendo (i bambini non sanno ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, si fidano dei loro genitori e fanno ciò che loro gli dicono di fare…) minacciò il padre e questi smise. La madre, dal canto suo, lo pregò di non raccontare mai nulla all'esterno della famiglia. Al termine della confessione, Sabina è confusa, non sa più che deve fare.

Arriva l'estate. Sabina, Franco, Emilia e Maria sono al mare ospiti nell'appartamento di NEGRI, il regista della serie televisiva in cui recita Franco. Nonostante i consigli di Daniele, Sabina non è riuscita a rendere partecipi i suoi cari dei problemi della sua infanzia. Anzi, da quando è tornata dagli Stati Uniti, si è chiusa in se stessa arrivando a limitare i contatti fisici con Franco. Anche Emilia e Maria sono in crisi: la seconda è gelosa del trattamento di riguardo che l'amata continua a dimostrare per Sabina ed ora sta pensando di tornare alla sua vita normale. Una sera, Franco decide di affrontare l'argomento con Sabina chiedendole cosa sia successo in America per farla tornare così cambiata. Sostiene che non devono esserci segreti fra loro e le racconta di Anita (con cui, da Capodanno, non si è più visto) dicendole di essersene pentito subito. Sabina è esterrefatta, decide di raccontargli dei suoi genitori. Il mattino dopo, però, sparisce. Franco è disperato e, dopo una lunga ricerca, la trova in ospedale: stava partendo con il treno quando ha avuto le prime contrazioni ed ha partorito aiutata da un controllore. All'ospedale, la vista del bambino, pieno di ingenuità e di speranza che si appresta ad intraprendere il difficile cammino della vita, sembra risolvere i problemi di tutti: Sabina si lascia riabbracciare da Franco mentre Emilia chiede a Maria di non lasciarla confessandole il suo amore. Il tutto mentre Negri, il regista, prende in braccio il bimbo cominciando ad elargirgli utili consigli per il suo futuro di uomo…

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A D. e S. che non ho conosciuto, di cui ho letto su un giornale

 

RAI CINEMA e CATTLEYA

presentano

 

un film di

CRISTINA COMENCINI

 

LA BESTIA NEL CUORE

 

con

GIOVANNA MEZZOGIORNO

ALESSIO BONI STEFANIA ROCCA

ANGELA FINOCCHIARO GIUSEPPE BATTISTON

e con LUIGI LO CASCIO

 

VALERIO BINASCO

nel ruolo del Padre

FRANCESCA INAUDI

LUCY AKHURST

 

tratto dal romanzo

LA BESTIA NEL CUORE

di Cristina Comencini

edito da FELTRINELLI

 

sceneggiatura

FRANCESCA MARCIANO

CRISTINA COMENCINI

GIULIA CALENDA

 

una produzione

CATTLEYA e RAI CINEMA

 

in coproduzione con

BEAST IN THE HEART FILMS (UK) LIMITED (REGNO UNITO)

ALQUIMIA CINEMA (SPAGNA)

BABE (FRANCIA)

 

prodotto da

RICCARDO TOZZI GIOVANNI STABILINI MARCO CHIMENZ

 

regia

CRISTINA COMENCINI

 

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LA BESTIA NEL CUORE

 

 

 

Il cast

Sabina GIOVANNA MEZZOGIORNO

Franco ALESSIO BONI

Emilia STEFANIA ROCCA

Maria ANGELA FINOCCHIARO

Regista Negri GIUSEPPE BATTISTON

Daniele LUIGI LO CASCIO

Padre VALERIO BINASCO

Anita FRANCESCA INAUDI

Anne LUCY AKHURST

Giovanni LEWIS LEMPERUER PALMER

Bill JEKE-OMER BOYAYANLAR

Madre SIMONA LISI

 

 

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Filmografie - I realizzatori

 

CRISTINA COMENCINI (Regista e sceneggiatrice)

 

Figlia del grande cineasta Luigi Comencini, Cristina vanta una ricca esperienza di regista e sceneggiatrice. E’ anche apprezzata autrice di romanzi editi da Feltrinelli. Recentemente ha curato per la Baldini & Castoldi l’edizione del libro di suo padre, Infanzia, vocazione, esperienze di un regista.

 

Filmografia

1982 - IL MATRIMONIO DI CATERINA regia di Luigi Comencini

(co-sceneggiatrice con Luigi Comencini)

1984 - CUORE regia di Luigi Comencini

(co-sceneggiatrice con Suso Cecchi D’Amico)

1986 - LA STORIA regia di Luigi Comencini

(co-sceneggiatrice con Luigi Comencini e Suso Cecchi D’Amico)

QUATTRO STORIE DI DONNE regia di Franco Giraldi

(co-sceneggiatrice con Ennio De Concini)

1988 - ZOO regia di Cristina Comencini

1989 - BUON NATALE E BUON ANNO regia di Luigi Comencini

(sceneggiatrice)

1990 - I DIVERTIMENTI DELLA VITA PRIVATA regia di Cristina Comencini

1992 - LA FINE È NOTA regia di Cristina Comencini

1995 - VA’ DOVE TI PORTA IL CUORE regia di Cristina Comencini

1998 - MATRIMONI regia di Cristina Comencini

1999 - LIBERATE I PESCI regia di Cristina Comencini

2002 - IL PIÙ BEL GIORNO DELLA MIA VITA regia di Cristina Comencini

 

BIBLIOGRAFIA

1991 - PAGINE STRAPPATE

1994 - PASSIONE DI FAMIGLIA

1997 - IL CAPPOTTO DEL TURCO

2002 - MATRIOSKA

2004 - LA BESTIA NEL CUORE

 

 

FRANCESCA MARCIANO (Sceneggiatrice)

 

Filmografia

1990 - TURNÉ’ regia di Gabriele Salvatores

1990 - TROPICAL GAMBLE regia di Michel Wyn

1990 - A ILHA regia di Joaquim Leitão

1992 - MALEDETTO IL GIORNO CHE T’HO INCONTRATO regia di Carlo Verdone

1994 - PERDIAMOCI DI VISTA regia di Carlo Verdone

1996 - SONO PAZZO DI IRIS BLOND regia di Carlo Verdone

1996 - LA MIA GENERAZIONE regia di Wilma Labate

1996 - RITORNO A CASA GORI regia di Alessandro Benvenuti

2002 - IO NON HO PAURA regia di Gabriele Salvatores

2004 - L’AMORE È ETERNO FINCHÈ DURA regia di Carlo Verdone

2004 LA BESTIA NEL CUORE regia di Cristina Comencini

 

GIULIA CALENDA (Sceneggiatrice)

 

1998/2000 - Radio Popolare Notturnover e Rotoclassica .

1999 - libretto per l’opera lirica Ulisse innamorato per l’Ente Lirico Arena di Verona.

2001 - IL PIÙ BEL GIORNO DELLA MIA VITA regia di Cristina Comencini, vincitore del Globo d’oro e del Nastro d’argento per la migliore sceneggiatura.

2001 – film tv MARIA ANTONIETTA DONNA E REGINA

2004 - LA BESTIA NEL CUORE regia di Cristina Comencini.

 

 

PAOLA COMENCINI (Scenografia)

 

E’ nata a Roma nel 1951, diplomata con il baccalauréat nel 1968, si è successivamente iscritta alla facoltà di Architettura. Dal 1972 ha iniziato a lavorare nel cinema come assistente scenografo (Scarfiotti, Ricceri, Ferretti), come costumista e come scenografo.

 

Ha collaborato per molti anni con Luigi Comencini:

VOLTATI EUGENIO

L’INGORGO

LA STORIA

BUON NATALE, BUON ANNO

LA BOHEME

Con Michelangelo Antonioni è stata costumista di IDENTIFICAZIONE DI UNA DONNA.

Dal 1987 collabora in modo stabile con Cristina Comencini:

ZOO

I DIVERTIMENTI DELLA VITA PRIVATA

LA FINE È NOTA

VA’ DOVE TI PORTA IL CUORE

MATRIMONI

LIBERATE I PESCI

IL PIÙ BEL GIORNO DELLA MIA VITA

LA BESTIA NEL CUORE

 

Negli ultimi anni ha lavorato con Maurizio Zaccaro:

IL CARNIERE

LA MISSIONE

CUORE

 

con Francesca Comencini

LE PAROLE DI MIO PADRE

MI PIACE LAVORARE

 

con Piergiorgio Gay per LA FORZA DEL PASSATO

 

con Michele Placido:

DEL PERDUTO AMORE

ROMANZO CRIMINALE

 

 

BRUNO PUPPARO (Suono)

 

Nato a Roma nel 1959, diplomato presso l’Istituto di Stato per la Cinematografia e Televisione, e specializzato come tecnico del suono presso la Scuola Nazionale di Cinema dove insegna "Tecnica della ripresa del suono". Dopo aver lavorato per la radio, il teatro e nel settore discografico, dal 1986 si è dedicato esclusivamente alla ripresa sonora cinematografica e televisiva. Insieme ad una intensa attività nella pubblicità e nella televisione, ha girato oltre 50 lungometraggi con registi quali Felice Farina, Maurizio Sciarra, Fulvio Wetzel, Sergio Citti, Carlo Verdone, Paolo e Vittorio Taviani, Carlo Mazzacurati, Giacomo Campiotti, Giuseppe Piccioni, Paolo Virzì, Francois Girard, Wilma Labate, Antonio Albanese in "La fame e la sete", Gabriele Muccino, Giovanni Veronesi, Leonardo Pieraccioni.

 

 

FRANCO PIERSANTI (Musiche)

Filmografia
1978 - ECCE BOMBO regia di Nanni Moretti
1983- BIANCA regia di Nanni Moretti
1989 - PORTE APERTE regia di Gianni Amelio
1992 - IL LADRO DI BAMBINI regia di Gianni Amelio
1994 - LAMERICA regia di Gianni Amelio
1998 - COSÌ RIDEVANO regia di Gianni Amelio
2002 - IL PIÙ BEL GIORNO DELLA MIA VITA regia di Cristina Comencini
2003 - LA FELICITÀ NON COSTA NIENTE regia di Mimmo Calopresti
2004 - L'AMORE RITROVATO regia di Carlo Mazzacurati
2004 - LE CHIAVI DI CASA regia di Gianni Amelio

1978 - ECCE BOMBO regia di Nanni Moretti 1983- BIANCA regia di Nanni Moretti 1989 - PORTE APERTE regia di Gianni Amelio1992 - IL LADRO DI BAMBINI regia di Gianni Amelio1994 - LAMERICA regia di Gianni Amelio1998 - COSÌ RIDEVANO regia di Gianni Amelio 2002 - IL PIÙ BEL GIORNO DELLA MIA VITA regia di Cristina Comencini 2003 - LA FELICITÀ NON COSTA NIENTE regia di Mimmo Calopresti2004 - L'AMORE RITROVATO regia di Carlo Mazzacurati2004 - LE CHIAVI DI CASA regia di Gianni Amelio

ANTONELLA BERARDI (Costumi)

Nata e vive a Fiesole (Firenze). Ha conseguito il diploma di maturità d'arte applicata presso l'Istituto Statale d'Arte di Firenze. Diploma di Scenografia. all'Accademia di Belle Arti di Firenze

 

Filmagrafia

1977 - film TV UN AMORE DI DOSTOEVSKIJ regia di Alessandro Cane.

1978 - film TV SILVIA PLATT regia di Alessandro Cane

1979 - film TV SARTO PER SIGNORA regia di Paolo Cavara

1980 - film TV LA FELICITÀ regia di Vittorio de Sisti.

1980 – film TV GREGGIO E PERICOLOSO regia di Enzo Tarquini.

1981 – film TV PROGETTI DI ALLEGRIA regia di Vittorio de Sisti.

1982 – film TV CASA CECILIA regia di Vittorio De Sisti.

1984 – film TV CASA CECILIA, terza serie regia di Vittorio de Sisti.

1984/85 – film TV LO SCOMPARSO regia di M.Baldi.

1985 – film TV CINECITTÀ CINECITTÀ’ regia di Vittorio de Sisti

1986 – film TV I PADRONI DELL'ESTATE regia di Marco Parodi.

1987 – film TV I DUE FRATELLI regia di Alberto Lattuada.

1987 – film TV L'OMBRA DELLA SPIA regia di Alessandro Cane.

1989/90 - I DIVERTIMENTI DELLA VITA PRIVATA regia di Cristina Comencini

1990 – film TV DORIS DURANTI regia di Alfredo Giannetti.

1991 – film TV PROCESSO DI FAMIGLIA regia di Nanni Fabbri.

1991 - film TV DALLA NOTTE ALL'ALBA regia di Cinzia Torrini.

1992 - LA FINE È NOTA regia di Cristina Comencini.

1992 - film TV UN FIGLIO A METÀ regia di Giorgio Capitani.

1994 – film TV IL GRANDE FUOCO regia di Fabrizio Costa.

1995 - VA DOVE TI PORTA IL CUORE regia di Cristina Comencini.

1995/96 - film TV UNO DI NOI regia di Fabrizio Costa.

1997/98 – MATRIMONI regia di Cristina Comencini.

1999 – film TV LADRO DI MERENDINE e LA VOCE DEL VIOLINO regia di A. Sironi.

2000 – LIBERATE I PESCI regia di Cristina Comencini

2000 – SE FOSSI IN TE regia di Giulio Manfredonia.

2001 - IL PIÙ BEL GIORNO DELLA MIA VITA regia di Cristina Comencini

2003 - IO LAVORO regia di Francesca Comencini

2003 - Film TV AMANTI SEGRETI regia di Gianni Lepre

2004 - LA BESTIA NEL CUORE regia di Cristina Comencini.

 

 

CECILIA ZANUSO (Montaggio)

 

Nata a Milano, inizia la sua attività lavorando dal 1981 al 1986 a New York, Washington e Los Angeles per National Geographic Society, Smithsonian Institute , PBS, HBO, ABC e con registi indipendenti.

ata a Milano, inizia la sua attività lavorando dal 1981 al 1986 a New York, Washington e Los Angeles per National Geographic Society, Smithsonian Institute , PBS, HBO, ABC e con registi indipendenti.

Tornata in Italia lavora in pubblicita' ,film tv e video musicali prima di passare al cinema.

 

Filmografia

1984 - STYLE WARS regia di Tony Silver

1985 - THE GREAT PLEASURE HUNT regia di Elliot Herwitt

1986 - SEVERANCE regia di David Steinberg

1987 - CLUB 29 regia di Susan Aikin

1990 - AMERICANO ROSSO regia di Alessandro D'Alatri

AL'S GRANDMOTHER regia di Diane Keaton

1991 - LA DOMENICA SPECIALMENTE di Tornatore, Barilli, Bertolucci, Giordana (ep. di Barilli)

1992 - AMERICA regia di Fabrizio Ruggiriello

1993 - BONUS MALUS regia di Vito Zagarrio

1994 - IL GIUDICE RAGAZZINO di Alessandro Di Robilant

SENZA PELLE regia di Alessandro D'Alatri

LA VERA VITA DI ANTONIO H. regia di Enzo Monteleone

1995 - PASOLINI UN DELITTO ITALIANO regia di MarcoTullio Giordana; premiato con David di Donatello

NEW YORK CROSSING regia di Vinicius Mainardi

1996 - FERIE D'AGOSTO regia di Paolo Virzì; premiato con Ciak d'oro

INTERVISTE D'AUTORE: ETTORE SCOLA regia di Enzo Monteleone

I997 - UOMO D'ACQUA DOLCE regia di Antonio Albanese

SCARPETTE BIANCHE regia di MarcoTullio Giordana doc. Unicef

IL PREZZO DELL' INNOCENZA regia di Alessandro D'Alatri doc. Unicef

DIRECTORS ON DIRECTORS: ROBERT ALTMAN regia di Bob Balaban

DIRECTORS ON DIRECTORS: MICHAEL MANN regia di Carlo Carlei

VIOLA BACIA TUTTI regia di Giovanni Veronesi

LA STANZA DELLO SCIROCCO regia di Maurizio Sciarra

1998 - I GIARDINI DELL'EDEN regia di Alessandro D'Alatri; premiato con Nastro d’Argento

MATRIMONI regia di Cristina Comencini

IL MIO WEST regia di Giovanni Veronesi

     

  1. - ORMAI E’ FATTA! regia di Enzo Monteleone
  2.  

    TIPOTA regia di Fabrizio Bentivoglio (cm)

    2001 - SE FOSSI IN TE regia di Giulio Manfredonia

    HOW HARRY BECAME A TREE regia di Goran Paskalievic(supervisione al montaggio)

    2002 - BLEK GIEK regia di Enrico Caria (supervisione al montaggio)

    IL PIU’ BEL GIORNO DELLA MIA VITA regia di Cristina Comencini

    I RAGAZZI DI EL ALAMEIN (doc) di Enzo Monteleone

    EL ALAMEIN – LA LINEA DEL FUOCO regia di Enzo Monteleone;

    David di Donatello miglior montaggio

    2003 - CATERINA VA IN CITTA’ regia di Paolo Virzì

    2004 - LA BESTIA NEL CUORE regia di Cristina Comencini.

     

     

     

    FABIO CIANCHETTI (Direttore della fotografia)

     

    Filmografia

    1980 - UN'ALTRA ITALIA NELLE BANDIERE DEI LAVORATORI di P. Gobetti & P. Olivetti

    1983 - COME DIRE... [NANNI E CAROLINA] di Gianluca Fumagalli

    1983 - AUBADE di Nuccio Ambrosino

    1986 - ROMANZO di Massimo Mazzucco

    1987 - A FIOR DI PELLE di Gianluca Fumagalli

    1988 - VIA PARADISO di Luciano Odorisio

    1988 - I CAMMELLI di Giuseppe Bertolucci

    1989 - AMORI IN CORSO di Giuseppe Bertolucci

    1989 -  LA DOMENICA SPECIALMENTE di Giuseppe Bertolucci

    1989 - AMADA MIA di Gianpaolo Tescari

    1989 - 12 REGISTI PER 12 CITTÀ di Bernardo & Giuseppe Bertolucci

    1990 - I DIVERTIMENTI DELLA VITA PRIVATA di Cristina Comencini

    1990 - ZORBA IL BUDDHA di Antonino Lakshen Sucameli

    1991 - L'AMORE NECESSARIO di Fabio Carpi

    1991 - DEDRA IN SOGNO Gianpaolo Tescari

    1992 - SABATO ITALIANO di Luciano Manuzzi

    1994 - TROPPO SOLE di Giuseppe Bertolucci

    1994  - SARAHSARÀ di Renzo Martinelli

    1995 - BLUE LINE di Antonino Lakshen Sucameli

    1996 - TINO E TANO di Giuseppe Bertolucci

    1997  - NEL PROFONDO PAESE STRANIERO di Fabio Carpi

    1997- LA LETTERA di Dario Migliardi

    1997 - VIOLA BACIA TUTTI di Giovanni Veronesi

    1997 - FIORE DI CAMPO di Egidio Eronico

    1997 - L'AMORE PROBABILMENTE di Giuseppe Bertolucci

    1998 - L'ASSEDIO di Bernardo Bertolucci

    1999 -  IL DOLCE RUMORE DELLA VITA di Giuseppe Bertolucci

    1999 - E ALLORA MAMBO! di Lucio Pellegrini

    1999 - FONDALI NOTTURNI di Nino Russo

    1999 - IL GUARDIANO di Egidio Eronico

    1999 - CANONE INVERSO di Ricky Tognazzi: premiato con il David di Donatello

    1999 - L'UOMO DELLA FORTUNA di Silvia Saraceno

    2000 - film Tv - IL LATO OSCURO regia di Gianpaolo Tescari

    2000 - TANDEM di Lucio Pellegrini

    2000 - NOBEL di Fabio Carpi

    2000 - IL TRIONFO DELL'AMORE di Clare Peploe

    2001 - FIGLI – HIJOS di Marco Bechis

    2001 - BENZINA di Monica Stambrini

    2001 - PIER PAOLO PASOLINI E LA RAGIONE DI UN SOGNO di Laura Betti

    2001 - TEN MINUTES OLDER di Bernardo Bertolucci

    2001 - IL PIÙ BEL GIORNO DELLA MIA VITA di Cristina Comencini

    2002 - film Tv - JULIUS CAESAR [Uli Edel] 2-part tvm

    2002 - THE DREAMERS/I SOGNATORI di Bernardo Bertolucci

    2002 - LE INTERMITTENZE DEL CUORE di Fabio Carpi

    2003 - VANIGLIA E CIOCCOLATO di Ciro Ippolito

    2003 - film Tv LIVES OF THE SAINTS di Jerry Ciccoritti

    2003 - SE DEVO ESSERE SINCERA di Davide Ferrario

    2003- LA TIGRE E LA NEVE di Roberto Benigni

    2004 - LA BESTIA NEL CUORE regia di Cristina Comencini.

     

     

    LA BESTIA NEL CUORE

     

     

    Il cast

     

     

    GIOVANNA MEZZOGIORNO (Sabina)

    Nata a Roma il 9 novembre 1974. Figlia di Vittorio e dell'attrice Cecilia Sacchi.

    Ha lavorato per due anni, a Parigi, nel Workshop di Peter Brook (Le Centre International de Créations Théatrales). Nella stagione 1995-96 ha debuttato interpretando il ruolo di Ofelia nello spettacolo Qui est là, una ricerca teatrale creata e diretta da Peter Brook tratta dall'Amleto di Shakespeare e testi di Artaud, Brecht, Craig, Mayerhold, Stanislavski e Zeami. Spettacolo portato in tournée in varie città d'Europa (per la sua interpretazione ha ricevuto il Premio Coppola-Prati 1996 da una giuria presieduta dal critico teatrale Franco Quadri).

    1997 - debutta in cinema con il film IL VIAGGIO DELLA SPOSA di e con Sergio Rubini (premiata con la Targa d'Argento "Nuovi Talenti del Cinema Italiano" alle Grolle d'Oro, con il Globo d'Oro della Stampa Estera e con il Premio Flaiano come migliore interprete femminile della stagione 97-98).

    1998 - DEL PERDUTO AMORE diretta da Michele Placido con Fabrizio Bentivoglio e Sergio Rubini (premiata con il Nastro d’Argento, il Ciak d’Oro e il Premio Pasinetti come migliore attrice protagonista);

    film tv PIÙ LEGGERO NON BASTA regia di Elisabetta Lodoli, con Stefano Accorsi (nel ruolo di una ragazza affetta da distrofia muscolare).

    1999 - UN UOMO PERBENE regia di Maurizio Zaccaro con Michele Placido e Mariangela Melato (film ispirato al caso-Tortora, nel ruolo della figlia Silvia)

    ASINI regia di Antonello Grimaldi, con Claudio Bisio

     

  3. – film tv LES MISERABLES regia di Josée Dayan, con Gerard Depardieu e John Malkovich NOBEL regia di Fabio Carpi, con Hector Altero.
  4.  

TUTTA LA CONOSCENZA DEL MONDO regia di Eros Puglielli

L’ULTIMO BACIO regia di Gabriele Muccino, con Stefano Accorsi e Stefania Sandrelli (premiata con il Premio Flaiano come migliore attrice dell’anno).

2001 - MALEFEMMENE regia di Fabio Conversi con Angela Molina

STAI CON ME regia di Livia Giampalmo con Adriano Giannini.

2002 - ILARIA ALPI-IL PIÙ CRUDELE DEI GIORNI regia di Ferdinando Vicentini Orgnani nel ruolo di Ilaria Alpi (premiata con il Nastro d’Argento come migliore attrice); in Francia, nel film-tv film tv IL SEGRETO DI THOMAS (Daddy) regia di Giacomo Battiato con Klaus Maria Brandauer; LA FINESTRA DI FRONTE regia di Ferzan Ozpetek, con Massimo Girotti e Raul Bova (premiata con il David di Donatello, il Ciak d’Oro, il Nastro d’Argento, il Globo d’Oro dalla Stampa Estera, il Flaiano,, il Karlovy Vary, come migliore attrice protagonista).

2003 L’AMORE RITORNA regia di Sergio Rubini (premiata con il Nastro d'Argento come attrice non protagonista);

IL CLUB DELLE PROMESSE regia di Marie-Anne Chazel, con Pierre Palmade.

2004 - film tv VIRGINIA regia di Alberto Sironi.

LA BESTIA NEL CUORE regia di Cristina Comencini.

 

 

ALESSIO BONI (Franco)

Teatro

SETTE CONTRO TEBE regia di Andrea Rallis

AMARSI MALE regia di Mario Ferrero

ESERCIZI DI STILE regia di Csilla Pentec

IL GIRAMONDO regia di Antonia Bernardini

DALLA TAVOLA DELLA MIA MEMORIA regia di Orazio Costa

PICCOLI EQUIVOCI regia di Pino Passalacqua

IL LABIRINTO DI ORFEO regia di Alessio Boni

VERSO TEBE di Luigi Lo Cascio

NINI’ TIRABUSCIO regia di Livio Galassi

NON TI CONOSCO PIÙ regia di Roman Viktjuk

SCUOLA ROMANA regia di Pietro Maccarinelli

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE regia di Peter Stein

PEER GYNT regia di Luca Ronconi

LA MADRE CONFIDENTE regia di Franco Pero’

LA FORMULA regia di E. M. Lamanna

L’AVARO regia di Giorgio Strehler

PELERINAGE regia di Micha Van Hoecke

Opera

L’ALZIRA (G. Verdi – diretto da Gustav Kuhn) L. Damiani

LODOISKA (L. Cherubini – diretto da Riccardo Muti) Luca Ronconi

Cinema e Televisione

TUTTI I GIORNI SI’ di Daniela Bortignoli

GIOCO PERVERSO di Italo Moscati

DOVE SIETE? IO SONO QUI di Liliana Cavani

IL MAGO di Ezio Pascucci

IL BAMBINO È MIO di Massimo Manna

LA RAPINA D.S.E. di Maria Cuscona

L’OPERAZIONE D.S.E. di Maria Cuscona

L’ISPETTORE SARTI di Giulio Questi

DOPO LA TEMPESTA REGIA di F.Lli Frazzi

ARRIVANO GLI ITALIANI di Eyal Halfon

IL CONTE DI MONTECRISTO di Ugo Gregoretti

UN PRETE TRA NOI di Giorgio Capitani

LA DONNA DEL TRENO di Carlo Lizzani

UN PRETE TRA NOI 2 di Lodovico Gasparini

PEPE CARVALHO di Franco Giraldi

MAI CON I QUADRI di Mario Caiano

MARIA, FIGLIA DEL SUO FIGLIO di Fabrizio Costa

SENZA PAURA di Stefano Calvania

INCANTESIMO 3 regia di T. Sherman/A. Cane

LE SORELLE MANZONI di Lino Capolicchio

INCANTESIMO 4 di A. Cane/L. Castellani

L’ALTRA DONNA di Anna Negri

DRACULA di Roger Young

L’UOMO DEL VENTO di Paolo Bianchini

LA MEGLIO GIOVENTÙ di M. T. Giordana

VITE A PERDERE di Paolo Bianchini

CIME TEMPESTOSE di Fabrizio Costa

LA CACCIA di Massimo Spano

LA PAURA DEGLI ANGELI di Angelo Longoni

QUANDO SEI NATO NON PUOI PIU’ NASCONDERTI di Marco Tullio Giordana

LA BESTIA NEL CUORE regia di Cristina Comencini.

STEFANIA ROCCA (Emilia)

 

Teatro

IRMA LA DOLCE regia Jérome Savary

LE POLYGRAPHE regia Robert Lepage

TOTEM regia Alessandro Baricco e Gabriele Vacis

PROCESSO A GIOVANNA D’ARCO regia Walter Le Moli

Tv

SKYLAB (co-autrice,co-presentatrice)

STAUFFENBERG di Jo Baier

DRACULA di Roger Young

RESURREZIONE di Paolo e Vittorio Taviani

LA BIBBIA-GESÙ di Roger Young

AMICHE DAVVERO di Marcello Cesena

NEI SECOLI DEI SECOLI di Marcello Cesena

CORRERE CONTRO di Antonio Tibaldi

I TRE MOSCHETTIERI (tv francese)di Pierre Acnie con Emanuelle Beart e Jean-Luc Anglade

 

Filmografia

POLIZIOTTI di Giulio Base

L’AMICO DI WANG di Carl Haber

NIRVANA di Gabriele Salvatores

GIOCHI D’EQUILIBRIO di Amedeo Fago

INSIDE/OUT di R. Tregenza, J.L. Godard

VOGLIO UNA DONNAAAAA di Luca e Marco Mazzieri

VIOL@ di Donatella Maiorca

IN PRINCIPIO ERANO LE MUTANDE di Anna Negri

TALENTED MR. RIPLEY di Antony Minghella

LOVE’S LABOUR’S LOST di Kenneth Branagh

ROSA E CORNELIA di Giorgio Treves

HEAVEN di Tom Tykwer

HOTEL di Mike Figgis

CASO MAI di Alessandro D’Alatri

LA VITA COME VIENE di Stefano Incerti

IL CARTAIO di Dario Argento

PRIMA DAMMI UN BACIO di Ambrogio Lo Giudice

PIAZZA DELLE CINQUE LUNE di Renzo Martinelli

L’AMORE È ETERNO…FINCHÈ DURA di Carlo Verdone

LA BESTIA NEL CUORE regia di Cristina Comencini

LA CURA DEL GORILLA con Claudio Bisio e Ernest Borgnine di Carlo Lizzani (post produzione)

MAFALDA DI SAVOIA di Maurizio Zaccaro (post produzione)