giovedì, 26 maggio 2005

DIMENSION FILMS

 

TROUBLEMAKER STUDIOS

 

 

FRANK MILLER’S

SIN CITY

 

 

Un film di FRANK MILLER e ROBERT RODRIGUEZ

Special Guest Director QUENTIN TARANTINO

 

JESSICA ALBA, DEVON AOKI, ALEXIS BLEDEL,

POWERS BOOTHE, ROSARIO DAWSON, BENICIO DEL TORO, MICHAEL CLARKE DUNCAN, CARLA GUGINO,

JOSH HARTNETT, RUTGER HAUER, JAIME KING,

MICHAEL MADSEN, BRITTANY MURPHY, CLIVE OWEN, MICKEY ROURKE, NICK STAHL, BRUCE WILLIS, ELIJAH WOOD

 

 

TRATTO DAI FUMETTI SIN CITY DI FRANK MILLER

 

 

Distribuito da

BUENA VISTA INTERNATIONAL

 

Data di uscita: 1 giugno 2005

Durata: 2 ore e 6 minuti

 

www.buenavista.it

www.sincity-ilfilm.it

 

 

si ringrazia M.Teresa Pantone

 

SIN CITY

 

 

Guida turistica

Addentrati nel vicolo giusto di Sin City e potrai trovare qualsiasi cosa

 

Sin City:

benvenuti in città

Benvenuti a Sin City. Questa città attira individui senza pietà, traviati e disperati. Qualcuno la definisce oscura, cinica e violenta. Poi ci sono quelli che la chiamano casa. Sbirri corrotti. Donne sensuali. Vigilantes disperati. Alcuni inseguono vendetta, altri sono mossi dalla sete di riscatto, poi ci sono quelli che sperano in un po’ di entrambe, un universo di eroi improbabili e ribelli, che cercano ancora di fare la cosa giusta in una città a cui non importa nulla.

Le loro storie, scioccanti, appassionanti e torride, vengono raccontate nel film dai registi Frank Miller e Robert Rodriguez, che lo hanno diretto a quattro mani con la collaborazione straordinaria di Quentin Tarantino.

Con verve ed inventiva, Miller e Rodriguez hanno estrapolato le storie di "SIN CITY" direttamente dalle pagine del fumetto. Poi, avvalendosi della tecnologia digitale più avanzata al servizio del cinema, hanno immortalato sul grande schermo queste straordinarie avventure urbane, popolate di zotici, straccioni, eroi e cattive ragazze, senza nulla togliere allo stile lineare delle immagini e ai ritmi ben scanditi. direttamente dalle pagine del fumetto. Poi, avvalendosi della tecnologia digitale più avanzata al servizio del cinema, hanno immortalato sul grande schermo queste straordinarie avventure urbane, popolate di zotici, straccioni, eroi e cattive ragazze, senza nulla togliere allo stile lineare delle immagini e ai ritmi ben scanditi. "SIN CITY" è plasmato da luce e ombra, dialoghi essenziali, interpretazioni ben caratterizzate ed invenzione visiva. è plasmato da luce e ombra, dialoghi essenziali, interpretazioni ben caratterizzate ed invenzione visiva.

Tre storie del cuore oscuro della città

La storia centrale vede protagonista Marv, un inesorabile guerriero della strada che ha vissuto a modo suo. Quando Marv si porta a casa una bellezza divina di nome Goldie, per poi trovarla morta nel proprio letto, passerà al setaccio la città per vendicare la perdita dell’unica goccia d’amore che il suo cuore abbia mai conosciuto.

Poi c’è la storia di Dwight, un investigatore privato che cerca tenacemente di togliersi dai guai, anche se non riuscirà a sottrarsi ai suoi inseguitori. Dopo l’omicidio di un poliziotto nella Città Vecchia, Dwight si troverà a lottare senza tregua per proteggere i suoi amici tra le signore della notte.

Infine, c’è la storia di John Hartigan, l’ultimo sbirro onesto di Sin City. Nell’ultima ora della sua carriera farà una sorprendente uscita di scena con la scommessa finale di salvare una bambina di 11 anni dal sadico figlio di un senatore... con esiti imprevisti.

"SIN CITY" è diretto da Frank Miller e Robert Rodriguez, tratto dall’omonimo romanzo grafico di Miller. Il film vede protagonisti: Jessica Alba, Rosario Dawson, Elijah Wood, Bruce Willis, Benicio Del Toro, Michael Clarke Duncan, Carla Gugino, Josh Hartnett, Michael Madsen, Jaime King, Brittany Murphy, Clive Owen, Mickey Rourke, Nick Stahl, Marley Shelton, Powers Booth e Rutger Hauer. Elizabeth Avellan ha prodotto il film, mentre i produttori esecutivi sono Bob Weinstein e Harvey Weinstein.

Sin City:

la storia della città (fondata nel 1991 da Frank Miller)

Sin City è una città costruita – letterariamente e dal punto vista figurativo – in bianco e nero, un mondo crudo e brutale in ogni sua parte tanto all’esterno quanto all’interno, illuminato soltanto da sporadiche chiazze di colore.

Allo stesso modo, è un luogo di profondi contrasti. Sfide tra corrotti, assetati di potere e senza diritto di riscatto da una parte e, dall’altra, quelli che ancora si aggrappano con le unghie alla moralità, alle speranze e ai sogni d’amore infranti. Una metropoli immaginaria, disegnata non solo per essere malvagia, ma che vede esplodere ai suoi confini impulsi ed emozioni primitive.

La città ha preso vita nel 1991, sorta dall’accesa fantasia del maestro del fumetto moderno Frank Miller. Era destinata a diventare una delle avventure grafiche di maggiore successo di critica della nostra generazione. Miller, un esponente di primo piano della rivoluzione del racconto a fumetti, aveva già conquistato i suoi fan – e una certa dose di successo letterario – lavorando a "Daredevil" della Marvel Comics e all’influente romanzo grafico di Batman, "Il ritorno del cavaliere oscuro". L’autore ha proseguito nella sua opera lasciando il segno nella cultura pop, con la creazione di personaggi di grande successo come la ninja assassina Elektra ed il futuristico samurai Ronin.

Si era già distinto come iconoclasta ma le sue storie di Sin City hanno infranto ogni stereotipo preesistente.

Sin City non ha supereroi, è popolata solo da duri, da casi difficili, armi, ragazze, amanti e perdenti che si fanno strada nella notte oscura. Il tutto esplode fuori dalla pagina con le immagini bordate di bianco che hanno colpito tanto profondamente moltissimi appassionati, come anche quelli che, fino a quel momento, erano estranei al mondo del fumetto.

è diretto da Frank Miller e Robert Rodriguez, tratto dall’omonimo romanzo grafico di Miller. Il film vede protagonisti: Jessica Alba, Rosario Dawson, Elijah Wood, Bruce Willis, Benicio Del Toro, Michael Clarke Duncan, Carla Gugino, Josh Hartnett, Michael Madsen, Jaime King, Brittany Murphy, Clive Owen, Mickey Rourke, Nick Stahl, Marley Shelton, Powers Booth e Rutger Hauer. Elizabeth Avellan ha prodotto il film, mentre i produttori esecutivi sono Bob Weinstein e Harvey Weinstein.

 

Dalle origini pulp al destino digitale

Sin City discende dalla grande tradizione della cultura pop americana del racconto pulp. Ispirandosi ai gialli a tinte forti e ai film noir degli anni ‘40 e ‘50, Miller ha trapiantato il fumetto in un regno senza limiti: il cuore oscuro della città. È qui che troviamo rappresentata con autentica durezza, l’estrema frontiera urbana americana. Un luogo in cui il dialogo è sempre spezzato, i fuorilegge sono in perpetua lotta contro il sistema e esplosioni di rabbia accesa e desiderio carnale si agitano al di sotto della fredda superficie.

Gli uomini di Miller sono solidi blocchi di muscoli, le sue donne sono ritratte con autentica voluttà deduttiva, mentre la sua città si sviluppa tra infiniti vicoli, scale serpeggianti e freddi monoliti d’acciaio. Le sue storie sono gremite di brividi violenti che attingono, però, anche ai miti e alle tragedie classiche per trattare i temi delle privazioni e delle brame dell’umanità.

Il successo della città immaginaria era indubbio, gli acclamati libri di Miller furono insigniti dei prestigiosi premi Eisner e National Cartoonists. Ma se c’era una cosa che Miller non aveva intenzione di fare, era proprio un tipico film hollywoodiano: li conosceva abbastanza per sapere che così facendo avrebbe dovuto compromettere la propria idea e quindi il denso intreccio visivo che aveva fatto di Sin City un luogo così irresistibile da visitare.

Miller ricorda: "Inizialmente non ero convinto. Non che le storie non avrebbero funzionato in forma di film ma che l’industria cinematografica, per come la conoscevo, non sarebbe stata in grado di elaborare il mio materiale senza stravolgere la sua essenza."

L’autore ricorda il periodo in cui era in procinto di incontrare Robert Rodriguez: "Avevo solo pensato: ‘Con i libri a fumetti vivo bene e non è davvero necessario che io affidi la mia creatura a nessun altro.’ E sono rimasto di quell’idea finché Rodriguez non ha iniziato a dare noia al mio avvocato, e poi al mio editore, e poi a perseguitarmi come un cane rabbioso, finché sostanzialmente, essenzialmente… beh, sono rimasto sedotto."

Rodriguez non si è mai sottratto al rischio, la sua opera variegata lo ha visto autore del classico "El Mariachi" a bassissimo budget, come anche dell’horror "Dal tramonto all’alba", fino al successo della serie "Spy Kids". Il regista era innamorato di Sin City sin dalla prima volta in cui aveva sfogliato il fumetto.

Rodriguez racconta: "Nel negozio di fumetti i libri di ‘Sin City’ balzavano letteralmente dagli scaffali per l’audacia del disegno e l’originalità rispetto ad ogni altro fumetto. Appena lette, le storie mi hanno rapito. Mi piaceva molto l’idea di tutti quei personaggi e quelle storie che si intersecavano nella cornice di quella città oscura che poi diventa, essa stessa, un personaggio."

Il regista era talmente appassionato dei libri da voler materialmente tradurre una versione cruda e inalterata della Sin City di Miller per lo schermo, tradurre, non adattare. Grazie alla sua maestria nel campo del cinema digitale era certo di poter trasferire e trasformare in immagini in movimento ogni inquadratura dei libri di Miller, rappresentando pienamente ogni tratto nero, ogni silhouette e ognuno dei suoi personaggi disperati.

Il regista aggiunge: "Leggendo i libri, ho capito che erano perfetti così come li vedevo. Amavo quel dialogo, che non suonava affatto come quello cinematografico, e le immagini, che non somigliavano a nient’altro di ciò che di solito si vede al cinema. Erano imprevedibili, molto più di qualsiasi altra sceneggiatura, per questo volevo trasferire la visione di Frank sullo schermo così com’era. Non intendevo girare una SIN CITY’ di Robert Rodriguez, volevo realizzare la di Robert Rodriguez, volevo realizzare la SIN CITY’ di Frank Miller. Sapevo che, grazie alla tecnologia di cui ero già in grado di avvalermi, l’illuminazione, la fotografia e gli effetti visivi, saremmo stati in grado di offrire la stessa atmosfera e le stesse sensazioni dei libri." di Frank Miller. Sapevo che, grazie alla tecnologia di cui ero già in grado di avvalermi, l’illuminazione, la fotografia e gli effetti visivi, saremmo stati in grado di offrire la stessa atmosfera e le stesse sensazioni dei libri."

 

Una prova di coraggio per la regia

Ma le cose non sono mai così semplici. Rodriguez immaginava che Miller si sarebbe dimostrato scettico… e lo era. Miller ricorda: "Ero attratto ma anche molto protettivo perché Sin City è la mia creatura e la mia casa. È il luogo dove mi rifugio sempre quando non ho altro da fare. Torno sempre a Sin City."

Non scoraggiato, Rodriguez ha optato per un approccio diverso, deciso a dare prova a Miller di poter trasformare il suo libro a fumetti in un film senza fargli perdere cuore e anima, né l’incanto del suo universo in bianco e nero.

Rodriguez ricorda: "Sapevo cosa ci voleva per convincere Frank, perché sapevo cosa ci sarebbe voluto per convincere me se qualcuno mi avesse chiesto uno dei miei scritti, una delle mie creature. Gli dovevo dimostrare che l’idea avrebbe funzionato."

A proprio rischio e a proprie spese, Rodriguez girò alcuni filmati di prova per mostrare a Miller ciò che aveva in mente. I due si incontrarono in un bar di Manhattan dove Rodriguez aprì il suo computer portatile e gli svelò il mondo di Sin City in forma cinetica. Il regista aggiunge: "Frank era esterrefatto e disse: ‘Wow, questa roba è piuttosto forte, signore’, e io risposi: ‘Frank, viene direttamente dal tuo libro.’ "

Pur avendo ottenuto l’approvazione di Miller, Rodriguez aveva già previsto un passo ulteriore per convincere l’artista che il suo mondo a fumetti sarebbe stato al sicuro: gli inviò la sceneggiatura che aveva trascritto.

Rodriguez spiega: "Ecco perché non mi sono preso il credito per la sceneggiatura, ho semplicemente copiato quello che avevo visto nei libri di Frank, e poi ho modificato il tutto per dargli ritmo. Ho trascritto tre delle opere di Frank in un’unica sceneggiatura: ‘Sin City (Vol. 1) - The Hard Goodbye’ (‘The Hard Goodbye’), ‘Un’abbuffata di morte’ (‘The Big Fat Kill’) e ‘Quel Bastardo Giallo’ (‘That Yellow Bastard’). Sapevo che si sarebbe tirato indietro prima. Per cui ho rovesciato il processo per lui, perché di solito è lo scrittore ad addossarsi il rischio di tutto, quando qualcuno realizza un film dalle sue opere, e sentivo che quel rischio me lo dovevo addossare io." Rodriguez prosegue: "Così gli ho detto: ‘ehi, non sigliamo ancora l’accordo. Magari giriamo la scena iniziale di sabato con i miei tecnici e qualche amico attore, (Josh Hartnett e Marley Shelton), la mia società che elabora effetti speciali curerà gli effetti, e io ci metterò la colonna sonora e completerò il tutto con i titoli di testa. Entro una settimana vedrai la scena iniziale completata e potrai decidere se siglare il contratto e proseguire.’ Ho pensato che se a Frank fosse piaciuto quello che avrebbe visto, avremmo potuto continuare con il resto del film, altrimenti avrebbe avuto un bel cortometraggio da far vedere ai suoi amici."

La scena introduttiva è stata girata in sole dieci ore, un batter d’occhio per il mondo del cinema, ripagato però da grandi profitti.

Hartnett racconta: "Sostanzialmente Robert mi disse che aveva bisogno di aiuto per convincere Frank Miller di essere in grado di trasporre il suo libro a fumetti in un film e mi sono detto disponibile. Ci siamo resi conto che si trattava di una sorta di missione e che, se avesse funzionato, sarebbe diventata un film. Prima di quel momento non avevo letto i fumetti, ma non appena li vidi ammisi quanto il mondo di Sin City fosse fantastico, capii che si trattava esattamente del genere di mondo feroce che Robert sa raccontare tanto bene. Ogni cosa è pervasa di intensità, gli uomini sembrano tutti delinquenti e ricurvi, le donne sono tutte frustini e cuoio. È affine al racconto noir della vecchia scuola ma portato all’estremo con gusto moderno. Non si è mai visto nulla di simile sullo schermo."

Una volta finalmente visionato il filmato, Miller è rimasto senza parole e ne è stato conquistato: "Mi sono reso conto che in fatto di creatività, Robert è una locomotiva. Soprattutto, ha dimostrato di essere veramente di parola nonché, cosa ancora più importante, di aver profondamente compreso il mio lavoro."

 

Tre storie, due registi, una visione

Una volta coinvolto Miller nel progetto, Rodriguez voleva che fosse una presenza centrale: "L’apporto di Frank sul set è stato inestimabile nell’assicurare una trasposizione autentica dei suoi libri, ma non volevo che fosse presente solo in veste di produttore o autore di fumetti. Lo volevo come coregista, affinché attori e tecnici ascoltassero il suo parere e lo rispettassero."

Rodriguez decise di dividere con lui i compiti della regia, anche se questa iniziativa avrebbe comportato dei sacrifici. Per non violare le regole sindacali che prevedono che ci sia un solo regista per film, Rodriguez non ha potuto fare altro che lasciare l’Associazione dei Registi Americani [Director Guild of America - DGA] per assegnare a Miller il suo credito.

set

noir

"Sul momento non mi ero reso conto che con due registi avrei violato le regole della dell’Associazione", dice Rodriguez, "ma ero già persuaso del fatto che questo sarebbe stato l’unico modo per assicurare il migliore film possibile. Frank è l’unica persona che sia mai stata a Sin City, sa tutto dei personaggi e di quest’universo. Mi sono anche reso conto che è stato un regista per tutti questi anni, l’unica differenza sta nel fatto che ha utilizzato carta e penna, invece di una macchina da presa, attori e illuminazione. Frank è un narratore visivo naturale e si è proiettato al livello tecnico più avanzato imparando tanto in fretta da sorprendere. Per quanto riguarda l’abbandono della DGA, è stata solo un’azione doverosa. Non volevano che io, un regista affermato, mi affiancassi un esordiente. Il loro regolamento non lo consente (a proposito, ha le dimensioni di un elenco telefonico), stavamo collaborando in modo talmente positivo, e tutte le persone coinvolte sentivano che si trattava di un progetto speciale, poi, quando una settimana prima dell’inizio delle riprese, l’associazione ci è venuta a bussare alla porta per farci chiudere, non potevo permettere che qualcosa ci fermasse. Questo progetto era semplicemente troppo valido. Ai miei occhi Frank non era un regista esordiente, se leggi i suoi libri ti rendi conto che sono i film con la migliore sceneggiatura, fotografia, recitazione, montaggio e regia mai visti sul grande schermo. Per me lui è da sempre un regista, lo ha solo fatto su carta. Al pari di un film, un fumetto è un racconto per immagini, e Frank ha dato prova della sua abilità in questo campo. L’associazione ha detto di no, per cui, mi sono congedato per realizzare il film nel modo giusto. A volte sei costretto ad infrangere le regole per fare qualcosa di diverso."

Presa questa decisione, Miller era felice di avere ancora il controllo della sua creatura artistica, convinto che "SIN CITY" possa davvero cambiare il modo in cui i libri a fumetti vengono trattati dagli autori cinematografici.

Miller conclude: "L’intera realizzazione del film è stata sbalorditiva per me. SIN CITY’ sarà di gran lunga la trasposizione di un fumetto più fedele mai vista sullo schermo. Ci troviamo tutti gli elementi dei fumetti che da sempre i registi hanno affermato di non poter portare al cinema, il particolare tipo di dialoghi, i tagli veloci da immagine a immagine, ebbene, siamo stati in grado di realizzare tutto in maniera innovativa. Credo che gli appassionati del fumetto e quelli del cinema saranno sorpresi da quanto sarà di gran lunga la trasposizione di un fumetto più fedele mai vista sullo schermo. Ci troviamo tutti gli elementi dei fumetti che da sempre i registi hanno affermato di non poter portare al cinema, il particolare tipo di dialoghi, i tagli veloci da immagine a immagine, ebbene, siamo stati in grado di realizzare tutto in maniera innovativa. Credo che gli appassionati del fumetto e quelli del cinema saranno sorpresi da quanto SIN CITY’ sia diverso da qualsiasi altra cosa vista prima. Non si tratta di un realismo fantastico, somiglia più a un sogno febbrile." sia diverso da qualsiasi altra cosa vista prima. Non si tratta di un realismo fantastico, somiglia più a un sogno febbrile."

possa davvero cambiare il modo in cui i libri a fumetti vengono trattati dagli autori cinematografici.

, dice Rodriguez,

 

 

SIN CITY:

conosciamo gli abitanti

La popolazione di Sin City è costituita da individui costretti a vivere, o per scelta o per caso, nel versante più oscuro dell’esistenza urbana. Alcuni hanno ceduto alla corruzione, alla turpitudine e al male. Altri tentano ancora di sopravvivere mantenendo intatte parti della loro anima.

Come racconta Robert Rodriguez, il reclutamento degli attori per il film si è svolto in maniera insolitamente rapida: "Avevo anticipato a Frank che avremmo radunato un cast fantastico per questo film, perché ero sicuro che quando gli attori avrebbero visto quello che stavamo facendo, realizzando il film mantenendoci fedeli ai libri, si sarebbero lanciati nel progetto. Quando lavori con un materiale così valido, innovativo ed eccitante, è molto facile attrarre un cast straordinario. Il primo giorno abbiamo incontrato Mickey Rourke, il secondo Bruce Willis e, da quel momento, è andata avanti così. È stato un progetto costruttivo sin dall’inizio, soprattutto perché potevo mostrare agli attori la scena d’apertura che avevo utilizzato per convincere Frank. Per cui incontravamo gli attori, gli mostravamo i fumetti e poi la scena d’apertura con Josh e Marley, affinché potessero vedere esattamente come si sarebbe tradotto sullo schermo, ed è bastato quello, non abbiamo avuto bisogno di aggiungere altro, le immagini e la scena iniziale hanno fatto tutto il lavoro."

Tra i personaggi che il pubblico incontrerà in "SIN CITY" figurano:

     

  • MARV:
  • :

     

Marv è nato semplicemente nel secolo sbagliato. Dovrebbe trovarsi in qualche antico campo di battaglia, brandendo un’ascia in faccia a qualcuno. Ma lui è qui, qui e adesso.

E chiunque abbia ucciso la donna dei suoi sogni la pagherà. Con il sangue.

--Frank Miller

figurano:

castcast

 

Al centro della prima storia di "SIN CITY" troviamo Marv, un massiccio energumeno in un brutto momento. Una notte, Marv ha la fortuna di incontrare una bellissima donna che si mostra tenera con lui. All’alba è morta e Marv è determinato a trovare il suo assassino a tutti i costi.

Mickey Rourke interpreta Marv, l’attore ha già lavorato con Robert Rodriguez in "C’era una volta in Messico". Il regista spiega: "Dissi a Frank che conoscevo una sola persona in grado di interpretare Marv, ma che lo avremmo dovuto incontrare personalmente per ottenere il suo assenso, perché tutti i suoi film precedenti non facevano presagire che sarebbe stato possibile. Quando feci il nome di Mickey Rourke, Frank disse: ‘Quello di 9 settimane e ½?’, e io risposi: ‘Devi assolutamente conoscere Mickey.’ "

Miller aggiunge: "Quando incontrai Mickey irruppe pesantemente nella stanza staccando lo stipite della porta e annotai: ‘Incontro con Mickey Rourke, lui È Marv.’ Aveva integrato ed assorbito completamente il personaggio. Se a questo si aggiunge l’incredibile lavoro di Greg Nicotero con le protesi, Mickey ha lo stesso aspetto del fumetto. Ero impressionato da come i miei disegni si trasformassero in realtà. Mickey era un Marv tanto credibile e riuscito che quando lo vidi alla fine delle riprese senza protesi mi sembrò che ci fosse qualcosa di completamente sbagliato."

Rourke si è innamorato della città di "SIN CITY": : "Dopo aver parlato con Robert sono uscito ed ho comprato il libro in un negozio di fumetti, non ero mai stato a comprare fumetti nella mia vita e non ero abituato a sfogliarli, ma quando ho letto la storia di Marv sono rimasto colpito da quest’uomo non convenzionale che aveva molto da dire e da fare e ho pensato che sarebbe stato un progetto davvero diverso e coinvolgente."

Rourke ha sentito che fosse suo compito non intralciare la personalità straripante del suo personaggio, e lasciare emergere al massimo la visione di Miller. "L’aspetto divertente del portare in vita fedelmente un fumetto sta nel fatto che ci si ritrova in un mondo di completa fantasia. Per cui non ho tentato di complicarlo, ho cercato di adattarmi al suo corso e di divertirmi, la chiave del mio lavoro in questo film è stata nell’adeguarmi all’integrità del lavoro di Frank Miller."

La combinazione di Miller e Rodriguez sul set ha rappresentato un’altra grande attrattiva per l’attore: "Entrambi hanno conquistato il mio rispetto e mi hanno colpito, insieme formano un team fantastico. L’incredibile energia di Robert si diffonde in tutto il processo di produzione e quando Frank Miller ti dà un suggerimento, sai che non proviene dal nulla ma che significa davvero qualcosa, perché questi personaggi sono suoi, entrambi i registi ci hanno spronato a voler fare il meglio possibile."team

troviamo Marv, un massiccio energumeno in un brutto momento. Una notte, Marv ha la fortuna di incontrare una bellissima donna che si mostra tenera con lui. All’alba è morta e Marv è determinato a trovare il suo assassino a tutti i costi.

troviamo Marv, un massiccio energumeno in un brutto momento. Una notte, Marv ha la fortuna di incontrare una bellissima donna che si mostra tenera con lui. All’alba è morta e Marv è determinato a trovare il suo assassino a tutti i costi.

 

     

  • GOLDIE:
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    Dannazione, Goldie!/ Chi eri e chi ti voleva morta?

    --Marv

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Goldie, la compagna di una notte di Marv nonché suo unico vero amore, è interpretata da Jaime King ("White Chicks", "Il monaco"). La King ci parla delle donne pericolose che si incontrano a Sin City: "La maggior parte delle donne della zona di Sin City chiamata Città Vecchia, sono prostitute perché è una consuetudine che si tramanda di generazione in generazione. In città detengono un potere enorme ma sono anche dei bersagli. All’inizio della nostra storia Goldie scopre che la sua vita è in pericolo, per cui, deve cercare un uomo che la protegga ed incontra Marv, un individuo dotato di un autentico senso della forza e del potere, e che allo stesso tempo è dolce e gentile. Come vedremo, non sarà in grado di proteggere Goldie, ma potrà vendicarla."

Entrando a Sin City la King ha scoperto un’esperienza illuminante dal punto di vista personale: "Non ho mai visto nulla di simile a questo fumetto o a questa produzione. La mia collaborazione a questo progetto ha richiesto un grande raccoglimento ma è stata anche, sotto diversi aspetti, un gioco. Tutto si basava su creatività, immaginazione e vivere il momento, per far sì che tutta questa realtà prendesse vita. Roba piuttosto forte."

 

     

  • KEVIN:
  • :

     

Era un ragazzo tormentato. Tormentato dalla... colpa.

--Il Cardinale Roark parla di Kevin

 

Nella vendetta della morte di Goldie, Marv si trova di fronte un criminale da incubo: Kevin, un personaggio cannibalesco dall’agghiacciante pacatezza. Con una trasformazione totale, Elijah Wood de "Il signore degli anelli" affronta il ruolo criminale più tenebroso.

Wood spiega: "È interessante allontanarsi da quanto si è fatto prima. I ruoli più eccitanti sono sempre quelli che portano su strade non battute ed in questo caso è andata effettivamente così. È stata anche una sfida enorme, indossavo un equipaggiamento ed eseguivo tutta una serie di calci volanti."

Pur trovandolo un personaggio brutale, Wood ha intravisto nell’animo di Kevin una principio intelligibile: "È davvero un personaggio affascinante, Kevin trasmette una calma incredibile, infatti, Frank mi diceva sempre di mostrarmi più tranquillo. Di certo è un assassino psicotico ma trova una pace sovrannaturale nel perseguitare e uccidere la gente, caratteristica che lo rende unico tra tutti i maniaci assassini. A modo suo, è alla ricerca di una sorta d’amore."

Sul set in Texas, Wood è rimasto ulteriormente conquistato: "Robert Rodriguez è appassionato di questa storia e poi c’è Frank Miller che assiste alla concretizzazione della sua opera davanti ai suoi occhi... di sicuro è un’atmosfera eccitante."

Soprattutto l’attore era felice di poter entrare in un mondo fantastico diverso da qualsiasi cosa avesse mai visto prima, pur avendo visitato il paese di Mordor e il Monte Fato: "Secondo me il pubblico si appassionerà a questa corsa attraverso SIN CITY’. Ci sono moltissimi elementi in gioco, un mondo in cui gli uomini sono uomini, le donne donne e bene e male sono sempre in lotta. Un luogo incredibile da visitare, ma forse non farebbe piacere viverci!". Ci sono moltissimi elementi in gioco, un mondo in cui gli uomini sono uomini, le donne donne e bene e male sono sempre in lotta. Un luogo incredibile da visitare, ma forse non farebbe piacere viverci!"

 

     

  • DWIGHT:
  •  

    È il momento di dimostrare alle tue amiche che vali qualcosa.

     

    A volte significa morire. A volte significa uccidere un mucchio di gente.

    --Dwight

:

 

Al centro di un’altra vicenda di "SIN CITY" troviamo Dwight, un duro ex fotoreporter e l’uomo di cui le lavoratrici della Città Vecchia di Sin City si possono fidare. Ha tentato di cambiare vita ma quando le signore della Città Vecchia insorgono contro il racket ed uno sbirro ci lascia la pelle, Dwight è costretto a tornare nella mischia per proteggere i suoi amici.

Rodriguez e Miller per questo ruolo hanno scelto Clive Owen, vincitore di un Golden Globe. Rodriguez racconta: "Non sapevo dove avremmo trovato un tipo duro come Dwight tra gli attori finché mi ricordai di Clive in quelle pubblicità della BMW che avevo visto tempo prima su internet. In lui c’erano il mistero e la durezza che si vedevano nei libri di Frank. Era il personaggio che agli inizi ci aveva maggiormente preoccupato in vista del casting, ma Clive è perfetto."

Miller aggiunge: "Clive Owen è un magnifico attore, ci ha fornito esattamente le qualità che cercavamo. Dwight è un uomo in un labirinto: gli succede di tutto ma cerca di tenersi a galla per proteggere la sua gente. La sua è una storia d’amicizia e sopravvivenza e Clive la rappresenta con grande facilità, riesce a destreggiarsi attraverso incredibili eventi e senza mai ammiccare al pubblico. Nella sua performance non si trova nessuna forma di autoironia."

Owen era attratto dai contorni surreali di "SIN CITY": : "Sono rimasto affascinato dalla grande forza e limpidezza di tutti i personaggi di Frank Miller. Il suoi fumetti sono vividi, intelligenti e sorprendentemente ricchi di humour. Pur essendo violenti, non sono sgradevoli. La violenza si integra con l’acume e lo stile, costruendo questo fantastico scenario."

L’attore era innamorato del personaggio di Dwight con tutti i suoi difetti: "Dwight è un uomo che, come molti altri, ha un debole per le donne, che però lo rende molto vulnerabile. Si intona molto all’atmosfera complessiva di SIN CITY’."

Senza sapere bene cosa significasse interpretare il personaggio di un fumetto, Owen ha vissuto un’esperienza molto più emozionante del previsto: "Da attore, ho trovato sorprendentemente liberatorio fare di tutto per essere fedele a qualcosa che è già stato creato sulla carta. È stata un’esperienza del tutto diversa, il che è sempre emozionante."

Rodriguez aggiunge: "Sentivo che tutti erano davvero felici di dare vita a quelle pagine. Frank ha disegnato e diretto i suoi personaggi su carta in maniera talmente meravigliosa, da poterli utilizzare come banco di prova non solo per gli atteggiamenti ma anche per le emozioni. Il compito degli attori stava solo nel portare la loro interpretazione allo stesso punto, come anche nel riempire i vuoti tra una vignetta e l’altra, che è stata una magnifica sfida per tutti. Gli attori si sono sentiti liberi di diventare davvero qualcun altro."

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humour

troviamo Dwight, un duro ex e l’uomo di cui le lavoratrici della Città Vecchia di Sin City si possono fidare. Ha tentato di cambiare vita ma quando le signore della Città Vecchia insorgono contro il ed uno sbirro ci lascia la pelle, Dwight è costretto a tornare nella mischia per proteggere i suoi amici.

troviamo Dwight, un duro ex e l’uomo di cui le lavoratrici della Città Vecchia di Sin City si possono fidare. Ha tentato di cambiare vita ma quando le signore della Città Vecchia insorgono contro il ed uno sbirro ci lascia la pelle, Dwight è costretto a tornare nella mischia per proteggere i suoi amici.

 

     

  • GAIL:
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    È lei il capo, bellissima e spietata. Ogni ragazza della Città Vecchia è pronta a morire all’istante o a uccidere per lei. E finiscono per fare entrambe le cose. In gran numero.

    --Frank Miller

:

 

Quando la storia di Dwight si sviluppa, si trova a fare squadra con la divina e feroce Gail, a capo delle prostitute di Sin City, che una volta gli aveva salvato la vita e aiutato a farsi una nuova identità. Gail, una visione con stivali stringati alla coscia che imbraccia una Uzi, è interpretata da Rosario Dawson ("Alexander").

Miller parla del personaggio: "Quello di Gail è un ruolo molto impegnativo perché deve essere molte cose diverse allo stesso tempo. Ovviamente deve essere molto sexy, ma è anche piena di rabbia, impetuosa e piuttosto divertente. Rosario riesce in tutto questo con facilità. È stata capace di riassumere in sé ogni elemento che conosco di Gail."

Sin sall’inizio la Dawson è rimasta affascinata dai disegni di Miller di "SIN CITY" e dall’audace sogno di Robert Rodriguez di trasferirli sullo schermo.

L’attrice racconta: "Appena ho iniziato a leggere i libri, sono rimasta sbalordita. Poi, una volta sul set, ho potuto vedere il modo in cui si stava girando e quanto tutti si impegnassero per dare vita al progetto e come gli attori venissero trasformati con le protesi, da non poter credere quanto fosse stilizzato e grandioso. La completa percezione del mondo di SIN CITY’ di Frank è magnifica e Robert sa come dargli vita sullo schermo. Tra i due c’è un’alchimia magnifica ed insieme elaborano ogni aspetto."

Anche la Dawson si è innamorata della Gail disegnata da Miller: "È un personaggio fantastico, rappresenta un po’ ‘la legge’ nella Città Vecchia e va in giro come se fosse lo sceriffo. È molto forte, intensa e a proprio agio in questo mondo pazzoide. Di certo è una persona che vive al limite e l’elemento che rende tanto interessante la storia d’amore tra lei e Dwight, è che lui è uno di quelli che vorrebbero lasciare Sin City, e che lei lo accetta per quello che è."

L’attrice era entusiasta del suo ruolo: "Tutte le volte in cui mi sono infilata nel suo costume, per passare poi al trucco e ai capelli, sentivo che mi stavo trasformando in questa donna feroce, spregiudicata e folle ma allo stesso tempo amo Gail perché vive al massimo ogni momento e si diverte. Bisogna averne rispetto."

di Frank è magnifica e Robert sa come dargli vita sullo schermo. Tra i due c’è un’alchimia magnifica ed insieme elaborano ogni aspetto."

e dall’audace sogno di Robert Rodriguez di trasferirli sullo schermo.

 

     

  • SHELLIE:
  •  

    Non sto facendo la difficile. Avermi è impossibile.

    --Shellie

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Uno dei personaggi preferiti di Frank Miller a "SIN CITY" è la cameriera Shellie, che vediamo in tutte e tre le storie del film ma che in quella di Dwight gioca un ruolo determinante. Quando l’attenzione di Shellie nei confronti di Dwight accende di rabbia Jackie Boy, si scatena un putiferio. Per il ruolo di Shellie, Miller e Rodriguez hanno voluto Brittany Murphy, già vista in film come "8 Mile" e "Tutte le ex del mio ragazzo".

Rodriguez parla di lei: "Mi sono molto avvicinato a scegliere Brittany per ‘The Faculty’ e ho sempre desiderato lavorare con lei. Quando conobbi il personaggio di Shellie, sapevo che c’era una ragazza in grado di portarla in vita, per cui l’ho fatta venire per conoscere Frank."

Miller ha ravvisato nell’attrice un legame quasi misterioso con la sua idea del personaggio: "Quando disegnavo il fumetto, adoravo Shellie: il suo atteggiamento impudente, il suo modo di parlare. Mentre scrivevo i dialoghi nei fumetti avevo sempre immaginato che la sua voce avesse un suono spezzato, ma non c’è modo per raffigurarlo sulla carta. Poi, dopo molti anni, arriva questa ragazza che, tanto per cominciare, somiglia al mio personaggio e poi inizia a leggere i miei dialoghi e la sua voce si spezza di continuo. Che posso dire? Ero colpito."

Anche la Murphy si è lasciata coinvolgere dal suo personaggio: "Mi è sembrato interessante recitare un personaggio che si muove in tutte le storie. Sono stata Shellie per due soli giorni ma comunque l’esperienza mi ha lasciato un segno. Non è una delle ragazze dure della Città Vecchia eppure si è adattata molto bene a quell’ambiente. È una sorta di residuato degli anni ‘30 o ‘40, una caratteristica che mi piace molto."

Al pari dei suoi colleghi, l’attrice si è appassionata alla vita di questa città al limite del reale: "L’aspetto che più ho amato di SIN CITY’ è che è diventata un’esperienza di smisurata libertà creativa. Abbiamo realizzato un universo alternativo dall’aspetto ricercato e divertente. A volte mi sono meravigliata di poter fare un lavoro tanto appassionante." è che è diventata un’esperienza di smisurata libertà creativa. Abbiamo realizzato un universo alternativo dall’aspetto ricercato e divertente. A volte mi sono meravigliata di poter fare un lavoro tanto appassionante."

è la cameriera Shellie, che vediamo in tutte e tre le storie del film ma che in quella di Dwight gioca un ruolo determinante. Quando l’attenzione di Shellie nei confronti di Dwight accende di rabbia Jackie Boy, si scatena un putiferio. Per il ruolo di Shellie, Miller e Rodriguez hanno voluto Brittany Murphy, già vista in film come "8 Mile" e "Tutte le ex del mio ragazzo".

è la cameriera Shellie, che vediamo in tutte e tre le storie del film ma che in quella di Dwight gioca un ruolo determinante. Quando l’attenzione di Shellie nei confronti di Dwight accende di rabbia Jackie Boy, si scatena un putiferio. Per il ruolo di Shellie, Miller e Rodriguez hanno voluto Brittany Murphy, già vista in film come "8 Mile" e "Tutte le ex del mio ragazzo".

 

     

  • JACKIE BOY:
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Io sarò anche morto, ma tu sei fregato!

--Jackie Boy

 

Jackie Boy, il poliziotto un tempo pulito ed oggi corrotto che scatena un putiferio nella Città Vecchia, è interpretato dal premio Oscar® Benicio Del Toro. Per Frank Miller uno degli eventi del film è proprio la trasformazione di Del Toro in belva inferocita, infatti interpreta parte delle sue scene da morto, con la canna di una pistola nel cranio.

Miller spiega: "Benicio ha dato moltissimo, non aveva intenzione di cambiare le cose, bensì voleva metterle a frutto, malgrado ciò lo ha fatto in maniera imprevedibile. È un attore fisico dal talento eccezionale che mette a profitto la propria formidabile presenza scenica. Molte volte, vedendolo muoversi, mi sono reso conto che lo faceva esattamente come avrei disegnato Jackie Boy."

Del Toro era affascinato dalla sfida di dare carne ed ossa ai riquadri di un fumetto. "Il libro ‘Sin City’ è un modello, il che, tuttavia, non significa solo vedere delle immagini. Da attori abbiamo dovuto immaginare come ricavare un effetto di dinamicità. Si devono riempire i vuoti tra le vignette ricorrendo effettivamente all’immaginazione, il che è magnifico. SIN CITY’, a mio parere, rappresenta un nuovo genere di film noir, è un mondo immaginario levigato e oscuro, in cui gli eroi sono boriosi ed i malvagi lo sono ancora di più, e c’è sempre un altro criminale che ti aspetta dietro l’angolo."

Per approfondire, Del Toro ha parlato con Frank Miller del passato di Jackie: "Jackie è stato un eroe ma si è smarrito nella gloria. Si è trasformato in un prepotente, uno che crede di poter fare tutto. È un pazzo egoista con licenza di uccidere, una sorta di perfetto eroe negativo... e viene punito. Di sicuro si ritroverà più di una ferita."

Del Toro ha lavorato a stretto contatto con Greg Nicotero e il team della KNB affinché l’aspetto di Jackie Boy si adeguasse alle linee estreme disegnate da Miller nel fumetto.

L’attore ricorda: "Ho pensato che fosse il film giusto per muoversi realmente nella città con quel look. Mi è piaciuto molto lavorare con questi geni cercando di metterli in difficoltà, chiedendogli cose come, ‘come faccio a farmi uscire il fumo dalla gola?’, alla fine si sono dimostrati fantastici. Tutti noi condividiamo la passione per i classici vecchi film di mostri e trovo che esprimano una creatività che abbiamo tentato di avvicinare con SIN CITY’." ."

, a mio parere, rappresenta un nuovo genere di film
noir

noir

 

     

  • MIHO:
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Un altro dei personaggi preferiti da Frank Miller è Miho, la più silenziosa ma anche la più letale delle ragazze della Città Vecchia, interpretata da Devon Aoki ("2 Fast 2 Furious", "DEBS"). Una sorta di samurai urbano al femminile, Aoki balza dallo schermo con le stesse spade usate da Uma Thurman nei film "Kill Bill" di Quentin Tarantino.

L’attrice ha trovato incantevole la purezza emotiva del suo personaggio: "Miho è un personaggio agguerrito e fantastico. Un altro pregio è che Frank Miller ne è appassionato. Mi ha veramente aiutato a comprendere da dove provenga e come impersonarla. Il fatto che non parli potrebbe rappresentare un impedimento, ma sono le sue azioni a gridare a gran voce. Mi è piaciuto anche il fatto che sia un abitante della Città Vecchia, perché è il luogo dove le donne comandano. Trovo che in SIN CITY’ ci sia molto girl power ci sia molto girl power".

L’attrice si è esercitata con tre diversi maestri di karate per acquistare le capacità fisiche di Miho e l’abilità nel combattimento con la spada: "Mentalmente mi sono cercata di avvicinare il più possibile a questo personaggio di dura assassina, il che ha comportato anche un’intensa preparazione fisica. È stato incredibile imparare ad usare tutto il suo arsenale: la spada Kitano, archi e frecce e il bastone. Credo che il pubblico gradirà molto tutte le peculiarità di questo personaggio cui Frank e Robert danno vita."

Frank Miller la pensa allo stesso modo: "Mi sono molto appassionato a Miho dalla prima volta in cui l’ho disegnata. In un certo senso, è un personaggio proveniente da un altro universo rispetto al resto di Sin City. In lei c’è più magia che negli altri, e incarna anche un grande mistero. A Sin City, tutti parlano molto ma Miho non dice mai una parola. È taciturna ma del tutto letale. Per me è stato difficile immaginare di poter trovare qualcuno in grado di dare vita a Miho, ma Devon, con quei suoi occhi e le sue movenze perfette, è notevole. È stato un vero piacere lavorare con lei."

ci sia molto girl power

 

     

  • MANUTE:
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    Nessuno sa da dove provenga e nessuno lo saprà mai.

    Serve i suoi padroni senza pietà. Efficientemente. Brutalmente. Spietatamente.

    Prega di non incontrarlo mai perché quello sarà il tuo ultimo momento.

    --Frank Miller

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Un uomo tanto imponente da avere un pugno come un treno merci, Manute è allo stesso tempo enigmatico e letale. Il suo interprete è Michael Clarke Duncan, candidato all’Oscar® per il ruolo del gigante buono ne "Il miglio verde" e che avevamo già visto nel ruolo di Kingpin in "Daredevil", tratto anche questo da un fumetto di Frank Miller. Duncan era emozionato dall’opportunità di impersonare ancora una volta un eroe di Miller... anche se in maniera del tutto nuova.

Michael Clarke Duncan ricorda: "Quando seppi che avrebbero realizzato il film riproducendo esattamente il fumetto, pensai che fossero dei pazzi, ma adesso sono qui per dire che non è così. Non somiglia a nulla che sia mai stato realizzato prima d’ora, credo che il pubblico resterà sconcertato."

Duncan vede nel suo personaggio una sorta di mito contemporaneo: "Manute è la guardia del corpo assoluta, l’uomo che esegue qualsiasi ordine. Lo vedremo tagliato a fette, colpito da pallottole e tornerà sempre. Somiglia a una creatura fiabesca che nessuno comprende veramente. Risorge sempre dalle sue ceneri e non lo si può sconfiggere."

 

     

  • HARTIGAN:
  •  

    Uomo fedele all’onore. Un cavaliere dall’armatura sudicia e incrostata di sangue.

    Il poliziotto John Hartigan sacrificherà ogni cosa – matrimonio, lavoro, onore, libertà, dignità –

    tutto per il bene di un’ossuta ragazzina di 11 anni.

    --Frank Miller

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Se c’è un eroe puro a Sin City, quello è John Hartigan, l’ultimo poliziotto onesto in città, finalmente in procinto di andare in pensione. Con tutto ciò, ha una missione finale: salvare l’undicenne Nancy Callahan dalla morsa dello psicopatico figlio del Senatore, Roark Jr.. Per il ruolo di Hartigan, Robert Rodriguez ha immediatamente pensato a Bruce Willis.

Rodriguez spiega: "Ho capito subito che Bruce Willis doveva essere Hartigan. Avevo visto un vecchio episodio di ‘Moonlighting’ che avevo da tempo registrato su cassetta, in cui impersonava un detective hard-boiled. Il tono era ironico ma l’interpretazione fedele, e il bianco e nero gli dona moltissimo. Per cui gli ho mostrato le scene iniziali e, persino prima che avessi finito, mi disse: ‘Ci sto.’ "

Nel frattempo Frank Miller è rimasto sorpreso dalla dedizione di Willis: "Ho pensato che presentandomi come regista esordiente, Bruce Willis mi avrebbe sottovalutato. Invece, si è avvicinato al progetto con grande passione e lavorare con lui è stata un’esperienza da sogno. Ha compreso che nel suo personaggio c’era parecchio Raymond Chandler, e sicuramente ha fatto propria la teoria di Chandler secondo cui questo tipo di personaggio rappresenta il cavaliere contemporaneo. La sua performance è stata magnifica, se Mickey Rourke è il Dioniso del film, Bruce è il nostro Apollo."

Willis, che era già un appassionato della spietata città di Miller, è rimasto affascinato dalla prima scena girata da Rodriguez: "Visivamente è stato il brano più sbalorditivo che io abbia mai visto. Ero semplicemente rapito, sono un ammiratore di lunga data della Sin City di Frank Miller, mi sono sempre piaciute le sue storie oscure, poetiche e spietate, ma pensavo che nessuno avrebbe trovato il modo giusto per farne un film, finchè Robert non ha inventato questo nuova espressione cinematografica digitale."

Willis era anche un fan di Hartigan: "Quando lo conosciamo capiamo immediatamente che è un uomo che pensa soprattutto a tornare a casa dalla moglie e a stare lontano da questa città criminosa. Ma non può farlo, perché deve assolvere ancora a un compito, Hartigan si distingue davvero a Sin City perché segue questo nobile codice morale ed è guidato da una solida etica. Hartigan ha dato la sua vita per quella della ragazzina, e questa è una nobile impresa. Nella guerra tra bene e male cade dalla parte giusta."

performance

detective hard-boiled

detective hard-boiled

 

     

  • NANCY:
  •  

    Immaginate di farvi largo nel saloon più malmesso del pianeta, un locale appestato da tutti i consueti fetori. C’è un palco, le luci si accendono, ci si aspetta il peggio. Poi un Angelo viene fuori danzando. Perfetta, elegante, splendida. Un sogno diventato realtà. Nancy.

    Nancy Callahan sbalordisce.

    --Frank Miller

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Conosciuta come la fidanzatina di Sin City, Nancy Callahan compare in due personificazioni. Prima è una ragazzina di undici anni che corre un terribile pericolo, poi è una seducente danzatrice esotica diciannovenne che illumina il buio della città.

Frank Miller racconta: "Nancy è veramente il simbolo di Sin City, quest’angelo che compare all’improvviso in uno degli ambienti più sconcertanti, ed è interpretata dalle bellissime Makenzie Vega (la bambina) e Jessica Alba."

Jessica Alba ("Honey") si è immediatamente appassionata alla storia di Nancy e al suo modo di fare: "È disegnata come la dolce ragazza dagli occhi da cerbiatta, con un lato sensibile. Ho voluto interpretarla perché è un terreno che non ho ancora potuto esplorare. Appena letto il libro ho pianto per le bellezza della storia, una storia d’amore romantica, e ho capito di dover fare il film. Nancy è limpida e a me piacerebbe tanto essere un po’ più come lei. È fantastico interpretare un personaggio così dolce e vulnerabile in ogni istante ma al contempo sicura e forte."

L’attrice era anche emozionata all’idea di recitare accanto a Bruce Willis: "È estremamente generoso per essere un attore della sua statura, lo trovo anche incredibilmente abile nel mostrare il dolore e il conflitto originati dalla consapevolezza che non si può sempre essere del tutto ciò che si vorrebbe. L’immagine di Hartigan esprime quell’amore che causa sofferenza e lo trovo splendido."

 

     

  • BASTARDO GIALLO:
  •  

    Quel piccolo moccioso. Dovrebbe essere morto ma eccolo lì, di nuovo in azione.

    Ed emana un odore tremendo...

    --Frank Miller

:

 

Il nucleo della storia di John Hartigan è costituito dalla sua nemesi, Roark Jr. (alias "Quel Bastardo Giallo"), uno psicopatico asociale e delirante che, in seguito, subirà una trasformazione fisica, diventando una creatura orrenda, gialla e assolutamente nauseabonda quanto la sua natura.

Nei panni di Roark Jr. e Bastardo Giallo, sotto una coltre di trucco troviamo Nick Stahl ("Terminator 3: Le macchine ribelli", "Carnivale"). In origine, Miller e Rodriguez avevano intenzione di scegliere due attori diversi per i personaggi di Roark Jr. e Bastardo Giallo, ma Stahl ha convinto Rodriguez a lasciarglieli interpretare entrambi.

Rodriguez: "Inizialmente non ero convinto, per cui chiesi a Nick di lasciarmi alcuni messaggi con la voce tipica di Bastardo Giallo sulla mia segreteria telefonica. Nella storia, la voce è l’unico elemento che Hartigan possa riconoscere dopo la trasformazione. Sapevo che se fosse riuscito con la voce sarebbe stato perfetto, perché Nick è un attore formidabile. In realtà, avevo completamente dimenticato la questione, quando iniziai a ricevere dei messaggi da brivido e, naturalmente, gli affidai la parte."

L’attore aggiunge: "L’elemento che più mi ha affascinato è l’assenza di limiti, dato che la realtà di Frank Miller è tanto enfatizzata ed esagerata non si ha paura di spingersi troppo oltre. È divertente interpretare questa sorta di personaggio immaginario, ripugnante e assetato di vendetta."

Una volta trasformato in Bastardo Giallo, persino Frank Miller ha rabbrividito alla performance di Nick Stahl: "Nick Stahl era semplicemente spaventoso. Non so come sia riuscito a fare tutte quelle cose sotto quel trucco. Gli effetti realizzati dalla KNB lo hanno fedelmente trasformato in una personificazione terrificante. Credo che Bastardo Giallo ricorderà alla gente quanto possa essere spaventoso un personaggio dei fumetti."

 

 

SIN CITY:

l’edificazione della città

Come accade con tutte le città, Sin City è iniziata con una sola indicazione: i disegni e le storie di Frank Miller. Con questi dati alla mano, Rodriguez ha cercato il modo di "ritagliare" le immagini dalla pagina per metterle sullo schermo. La posizione pionieristica di Rodriguez in merito al potenziale creativo della regia cinematografica digitale ha prodotto un canone del tutto innovativo per i film tratti dai fumetti.

Gli effetti coloristici, le protesi, i costumi e il trucco associati ad un’estetica in bianco e nero da film noir, si sono sovrapposti alla recitazione e il mondo creato da Miller con i disegni di Sin City non ha subito grandi modifiche nella sua veste cinematografica.

Riepilogando, i libri di Miller sono stati riprodotti nel dettaglio, vignetta per vignetta, nelle scene del film.

Come direttore della fotografia e supervisore effetti visivi, Rodriguez sapeva di dover spingersi ai confini della cinematografia digitale per catturare la lucentezza piovosa, ghiaiosa, ruvida che contraddistingue gli ambienti di Sin City. Rodriguez spiega: "Il trucco è stato nel catturare gli elementi visivi che spiccano nel libro, ho dovuto girare tutto su fondale verde perché le immagini e l’illuminazione dei libri di Frank sono fisicamente impossibili."

Era un’impresa cui Rodriguez era preparato, essendo stato antesignano di tecniche analoghe nella realizzazione dell’avventura cinematografica per famiglie, "Spy Kids". Rodriguez ha utilizzato le più moderne telecamere ad alta definizione per riprendere gli attori con il loro trucco ed i loro costumi stilizzati, tutto davanti al green screen. Successivamente, i validi tecnici degli effetti speciali sono stati in grado di manipolare gli scenari generati al computer, presi direttamente dalle pagine del fumetto, per ricostruire appieno l’atmosfera e l’ambiente corrispondenti all’opera di Miller.

Pur essendo un neofita, Miller era entusiasmato da questo prodotto cinematografico temerario, rischioso e non convenzionale. L’autore racconta: "È interessante notare quanto il processo che mi ha spiegato Robert, che si avvale del green screen e tutto il resto, si avvicini a quello del disegno. Si tratta davvero di creare elementi e spostarli, come si farebbe su un pezzo di carta."

Rodriguez, che da ragazzo ha anche disegnato fumetti è d’accordo: "Con il green screen, è come se prima si ‘disegnasse’ il soggetto attraverso la performance dell’attore e poi si ‘riempisse’ lo sfondo con la città generata al computer. Non solo è stato un processo familiare ma ci ha anche consentito di concentrarci al massimo sugli attori che davano vita ai personaggi. Quando non devi spendere molto tempo per le preparazioni o preoccuparti dei set che non ci sono, le performance mantengono il loro slancio e non perdono d’immediatezza."

 

Alla volta dei Troublemaker Studios

green screenperformancesetperformance

green screen

L’attrezzatura ad alta tecnologia, i tecnici esperti e l’atmosfera creativa necessaria per "SIN CITY" erano già a punto nei Troublemaker Studios di Rodriguez a Austin, in Texas. Quando lui ed Elizabeth Avellan fondarono i Troublemaker Studios avevano previsto solamente di creare scompiglio nell’ambiente cinematografico, creando una società di produzione che mirasse alla libertà creativa e al senso primitivo del gioco, tutelati da una famiglia di artigiani fedeli e dotati di talento.

Rodriguez racconta: "Potendo contare sui Troublemaker Studios abbiamo avuto davvero un grandissimo vantaggio nella realizzazione di SIN CITY’. Il nostro progetto è stato realizzato anche perché abbiamo potuto lavorare al di fuori del sistema delle major, disponendo comunque di tutto il necessario. È un posto in cui tutto avviene spontaneamente, dove non devi chiedere il permesso per fare arte. Ad un certo punto, ci ha fatto visita Francis Ford Coppola, ed ha dichiarato che corrispondeva al suo sogno di Zoetrope, un luogo in cui artisti diversi si mettono insieme per elaborare e sperimentare progetti eterogenei."

Potendo contare sui suoi strumenti digitali all’avanguardia, per Rodriguez i Troublemaker Studios sono una sorta di mondo fantastico nella realtà: "La cosa che mi è sempre piaciuta dell’essere un disegnatore di fumetti", spiega Rodriguez, "è che si può creare qualsiasi cosa si immagini su un pezzo di carta anche stando nel proprio appartamento. Ora faccio la stessa cosa ma in scala più grande ma è comunque lo stesso tipo di esperienza creativa. Qui ai Troublemaker Studios, stiamo nella sala del green screen ma in un istante possiamo far credere di essere in mezzo alla neve o in una città o nei luoghi dei tuoi sogni."

 

Green Screen

Per la maggior parte del cast eterogeneo e valido di "SIN CITY", lavorare utilizzando il green screen è stata un’esperienza insolita e illuminante. Si sono tutti riuniti nei pioneristici Troublemaker Studios di Rodriguez a Austin, in Texas, dove hanno recitato circondati dalla famosa atmosfera intima e da parco giochi degli Studios. Qui, gli attori hanno riportato in vita Sin City soprattutto con attrezzi di scena e set minimali. A volte anche i loro compagni di scena erano presenti solo sul fondale verde. La linea ispiratrice più diretta rimanevano i disegni dei libri di Miller.

Benicio Del Toro racconta: "All’inizio è stato un po’ strano trovarmi in un ambiente in cui dovevo immaginare tutti elementi che in realtà non c’erano. Allora ho smesso di far caso al green screen ed ho riempito mentalmente gli spazi vuoti. Questo metodo si è dimostrato molto interessante, è del tutto diverso e molto spontaneo e sei certo che avrà una connotazione fantastica, ecco perché ho ribattezzato Robert e Frank maghi, perché hanno trovato la soluzione, tra disegni ed effetti, di trasformare l’acqua in vino."

Clive Owen aggiunge: "I primi giorni sono stati davvero insoliti, perché ti sembrava di muoverti in una bolla inconsistente ma poi ci si abituava molto velocemente. Inizi a sentirlo naturale e poi provi davvero la sensazione di aver raggiunto uno scopo, quando ti rendi conto di aver colto in pieno una particolare immagine del libro. Le possibilità di questo genere di cinema sono molto, molto eccitanti."

Jessica Alba spiega: "Il green screen può essere molto liberatorio perché elimina tutti gli elementi dello sfondo che ti possono distrarre. Tutto si annulla e si tratta solo di recitare, è quasi come essere sul palcoscenico di un teatro. Credo che Robert sia stato capace di trarre delle interpretazioni sbalorditive dagli attori in parte perché ha eliminato tutte le fonti di distrazione, rendendo più vicino il personaggio."

Dice Mickey Rourke: "Finora non avevo mai lavorato a un film che utilizza la tecnica del green screen ma Robert mi ha fatto sentire molto a mio agio. Nutro tanto rispetto nei suoi confronti da non essermi preoccupato se il fondale fosse verde, rosa o altro. La sua preparazione e la sua concretezza sono state una garanzia per me."

Bruce Willis conclude: "In senso più ampio, si finisce per affidarsi alla memoria sensoriale quando si lavora con il green screen. Dovevi semplicemente immaginare le cose fantastiche che si sarebbero viste. A tratti poteva essere molto, molto strano. È stato particolarmente curioso vedere me stesso in una scena con un’attrice che quel giorno lì non c’era neppure. Mi ha anche fatto tornare alla mente le riprese di ‘Pulp Fiction’, dove sul momento non sai e capirai solo alla fine in che modo la tua parte si collegherà a tutto il resto."

Per Carla Gugino, che ha lavorato con Robert Rodriguez in "Spy Kids" ed è Lucille in "SIN CITY", il green screen somigliava a un paio di scarpe comode. Per lei l’emozione è stata vedere un gruppo di attori adulti e di grande talento affrontare un’esperienza da neofiti: , il somigliava a un paio di scarpe comode. Per lei l’emozione è stata vedere un gruppo di attori adulti e di grande talento affrontare un’esperienza da neofiti: "Nel vedere dei ragazzini al lavoro sul fondale verde per ‘Spy Kids’ è stato davvero interessante perché i bambini posseggono un’immaginazione molto vivida. L’ho trovato molto liberatorio per loro e un’esperienza incredibile per gli adulti, e infatti, con questo film, abbiamo avuto l’occasione di ammirare il fantastico strumento che è diventata oggi la tecnologia digitale."

I ritmi rapidi e la grande flessibilità offerta dalle riprese con macchine da presa ad alta definizione sono piaciuti agli attori. Brittany Murphy racconta: "È semplicemente fantastico e straordinario essere a metà di una scena e non doversi preoccupare di quanta pellicola sia rimasta. La macchina da presa continua semplicemente a girare per tutto il tempo, il che fa sprigionare la creatività. Ne siamo rimasti tutti conquistati."

Quasi tutte le persone coinvolte nella produzione si sono sentite parte di una sorta di passaggio verso il futuro della cinematografia. Rosario Dawson spiega: "Mi rendevo conto che Robert e Frank stavano creando un nuovo genere di film e che avevano il perfetto controllo di questa loro nuova concezione. L’aspetto che ho amato di più, è che in questo modo non ci sono limiti nel girare un film. Non è necessario adeguarsi alle condizioni atmosferiche, al giorno o alla notte, alla realtà e a nessun’altra cosa. Si tratta solo di dare vita a un mondo immaginario!"

La produttrice Elizabeth Avellan riassume: "Credo che Robert stia dando un grande apporto affinchè vengano superati i timori nei confronti di questa nuova tecnologia al servizio del cinema. Si comprenderà che è fatta di movimenti rapidi e grande divertimento. Sta dando vita a nuove trasformazioni ed è una cosa magnifica da vedere perché Robert ha sempre amato la tecnologia. È sempre stato all’avanguardia sotto ogni aspetto possibile, per lui non è una questione di fama o eroismo, si tratta piuttosto di razionalizzare la tecnologia e di ottenere i risultati più incredibili con la spesa minore e la massima creatività."

 

Effetti visivi

Una volta girate le scene con gli attori su sfondi neutri, il team degli effetti speciali di "SIN CITY" ha accuratamente creato quei mondi che provengono direttamente dai libri di Miller. ha accuratamente creato quei mondi che provengono direttamente dai libri di Miller. Il processo ha avuto inizio con l’operazione di morphing realizzata da Robert Rodriguez dei libri di Frank Miller, vignetta per vignetta, nella loro totale interezza, realizzando così storyboard animati. Successivamente, ha iniziato a sviluppare il look del film dalle prime riprese sperimentali, fino ad adattarle per tutta la fase di produzione. L’idea era sempre quella di fondere il realismo delle immagini esistenti con la grafica, ma il trucco stava nel trovare un equilibrio. Affinando l’illuminazione e la fotografia, Rodriguez ha giocato sulle variazioni delle silhouette, sulle ombre e sui contrasti estremi. Ha deciso anche di aggiungere poche macchie di colore all’atmosfera altrimenti ad alto contrasto.

Rodriguez spiega: "Spasimavo all’idea di ricreare quelle immagini così complesse che Frank aveva disegnato. Tutto era così spoglio che abbiamo deciso di usare la stessa procedura adottata da Frank nella realizzazione dei suoi fumetti. Abbiamo costruito uno sfondo, anche se in caso di indecisione lo abbiamo oscurato. Riducendo le linee dello sfondo all’essenziale, si è ottenuto l’aspetto innaturale desiderato. Avendo effettuato le riprese a colori, questi li abbiamo convertiti in un crudo bianco e nero potendo poi, in qualsiasi momento, reintrodurre un colore. Si possono usare i colori come armi, uno strumento narrativo molto potente, come con il personaggio di Goldie, che compare con i toni naturali della pelle e i capelli biondi, o di Bastardo Giallo, con la sua pelle color senape. E quando desideravo accentuare il dolore di un personaggio lasciavo che il sangue restasse rosso, un dettaglio che spicca molto, quasi come un primo piano a colori. Allo stesso tempo, abbiamo potuto stemperare alcune delle immagini più crude, conferendo al sangue quel bianco tipico del fumetto che si vede nei libri, che lo rende meno impressionante e più astratto."

Lo sfondo di Sin City era stato creato anticipatamente dai fidati tecnici dei Troublemaker Studios di Rodriguez. Una volta giunto il momento di ingaggiare la società che avrebbe realizzato gli effetti speciali, Rodriguez ha preferito una scelta non convenzionale. Invece di una, ne ha incaricate tre, una per ciascuna storia. Questa distinzione avrebbe consentito a ciascuna storia di sviluppare un look impalpabilmente particolare, distintivo e coerente.

Riepilogando, la Hybride Technologies, che aveva già collaborato con il regista ai film della serie "Spy Kids" ha lavorato a "Sin City (Vol. 1) - The Hard Goodbye", la storia di Marv e Goldie; la Café FX, che aveva realizzato "Sky Captain" e "Blade: Trinity", si è occupata invece di "Un’abbuffata di morte" ovvero, la storia di Dwight; e la Orphanage, nota per le sue innovazioni apportate a "Sky Captain" e a "The Day After Tomorrow", ha prodotto gli effetti visivi per "Quel Bastardo Giallo", la storia di Hartigan e Nancy Callahan. Con oltre 600 riprese per ciascun episodio, ognuna delle società si è dedicata completamente ed esclusivamente a "SIN CITY".

Il film è stato girato con le recentissime telecamere Sony HFC-950, che al momento rappresentano il massimo in fatto di riprese digitali di alta calibratura. Si tratta della stessa telecamera utilizzata anche da George Lucas per "Star Wars: Episode III", che incarna un nuovo standard di versatilità cinematografica.

Il produttore effetti visivi Keefe Boerner illustra le attrattive di questo strumento: "Semplicemente non c’è modo di realizzare un film come questo con pellicola tradizionale. Robert invece è stato costantemente in grado di apportare modifiche simultanee, sviluppando l’immagine per adeguarsi alle performance e viceversa. Per raggiungere simili vette è necessaria una flessibilità di questo tipo."

Girando in video digitale ad alta definizione, Rodriguez ha effettuato le riprese a colori utilizzando monitor ad alta risoluzione, ma ha destinato uno dei monitor alla visione del girato in perfetto bianco e nero. Boerner spiega: "Abbiamo ottenuto il meglio da entrambi i mondi, Robert è stato in grado di creare il film in bianco e nero probabilmente più pregevole di tutti i tempi, ma quando era necessario l’uso del colore, abbiamo potuto inserire anche quello."

Ciascuna delle società responsabili degli effetti speciali ha lavorato a fondo per soddisfare le esigenze di Rodriguez, come spiega Boerner: "Ha sollecitato ognuno di loro a spingersi sempre oltre, per ottenere neri più profondi e bianchi più luminosi. Desiderava effetti emozionanti, inseguendo però sempre un look molto crudo e grafico."

In diverse circostanze, Rodriguez ha perfino sottoposto il girato a un esame finale. Ha portato le prime riprese alle convention dei fumetti per mostrarle senza timore agli appassionati e per ascoltare le loro reazioni.

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, lavorare utilizzando il è stata un’esperienza insolita e illuminante. Si sono tutti riuniti nei pioneristici Troublemaker Studios di Rodriguez a Austin, in Texas, dove hanno recitato circondati dalla famosa atmosfera intima e da parco giochi degli Studios. Qui, gli attori hanno riportato in vita Sin City soprattutto con attrezzi di scena e minimali. A volte anche i loro compagni di scena erano presenti solo sul fondale verde. La linea ispiratrice più diretta rimanevano i disegni dei libri di Miller.

, spiega Rodriguez,green screen

. Il nostro progetto è stato realizzato anche perché abbiamo potuto lavorare al di fuori del sistema delle
major

erano già a punto nei Troublemaker Studios di Rodriguez a Austin, in Texas. Quando lui ed Elizabeth Avellan fondarono i Troublemaker Studios avevano previsto solamente di creare scompiglio nell’ambiente cinematografico, creando una società di produzione che mirasse alla libertà creativa e al senso primitivo del gioco, tutelati da una famiglia di artigiani fedeli e dotati di talento.

erano già a punto nei Troublemaker Studios di Rodriguez a Austin, in Texas. Quando lui ed Elizabeth Avellan fondarono i Troublemaker Studios avevano previsto solamente di creare scompiglio nell’ambiente cinematografico, creando una società di produzione che mirasse alla libertà creativa e al senso primitivo del gioco, tutelati da una famiglia di artigiani fedeli e dotati di talento.

 

Trucco

L’ispirazione esterna è stata fondamentale anche per avere delle performance direttamente prese dall’universo di un fumetto pulp, in cui le fattezze umane sono esagerate e le emozioni primitive prendono il sopravvento sui volti e sui corpi dei personaggi. Tutto questo è stato raggiunto con ampio utilizzo di protesi e trucco, sotto la supervisione di Greg Nicotero, e grazie ai costumi creati da Nina Procter.

Greg Nicotero della KNB EFX ha già collaborato a sette film di Robert Rodriguez, anche se "SIN CITY" non somiglia a nient’altro realizzato prima d’ora. Nicotero aveva letto i fumetti per conto suo anni prima della collaborazione con Rodriguez, ma non avrebbe mai immaginato di doverne ricreare l’aspetto partendo da volti umani veri.

Nicotero spiega: "Ero determinato a catturare lo spirito dei disegni di Frank, per cui abbiamo usato direttamente i libri come progetti iniziali per il trucco per la maggior parte dei personaggi stilizzati, come Marv, Bastardo Giallo, Hartigan e Jackie Boy – e poi abbiamo approfondito la realizzazione delle protesi."

Miller e Rodriguez sapevano che sarebbe stato necessario usare dei posticci, ma volevano che Nicotero mantenesse quanto più organico possibile l’aspetto di tutto l’insieme di nasi rotti, cicatrici gonfie e menti squadrati che popolano "SIN CITY". Rodriguez spiega: . Rodriguez spiega: "Volevamo che il trucco fosse credibile, il che avrebbe conferito alla storia una fisicità viscerale e li avrebbe fatti sembrare dei visi veri. Non volevamo che gli attori si perdessero dietro le maschere."

Il primo compito era anche uno dei più difficili: trasformare Mickey Rourke nell’immenso Marv. Nicotero spiega: "Abbiamo effettuato una scansione della testa di Mickey e, con questa, abbiamo creato cinque protesi facciali completamente diverse, perché non avevamo ancora deciso con quale lavorare. Volevamo restare fedeli a Frank ma, allo stesso tempo, avevamo anche bisogno di includere qualche tratto dell’attore. Dopo aver realizzato i posticci, abbiamo costretto il povero Mickey a stare seduto per ore su una sedia affinché Frank e Robert potessero valutare le diverse soluzioni. È stato un lavoro difficile ma quando abbiamo trovato quella giusta, è stato incredibile. Ci è bastato vedere la faccia di Frank Miller mentre si rendeva conto che ne era valsa la pena, lui convive con questi personaggi da 25 anni e li conosce tanto profondamente, e vederlo commosso dalla trasformazione è stato davvero gratificante."

Infine, Rourke ha dovuto trascorrere al trucco 2 ore e mezza al giorno, per indossare una parrucca, una protesi con fronte, naso ed un mento sagomato. L’attore racconta: "I truccatori si sono davvero impegnati, una volta preso il via, volevano aggiungere sempre più cicatrici, sangue, e più tutto. Non solo sono rimasto incollato a una sedia anche per 3 ore al giorno, ma ci volevano ben 45 minuti per togliere il trucco."

Un altro elemento chiave del trucco è stata la creazione dei caratteristici sfregi di Hartigan sul celebre grugno di Bruce Willis. Nicotero spiega: "Ci siamo serviti di una particolare tecnica che utilizza un trucco attivabile da luce fluorescente sulla superficie delle cicatrici di Bruce, affinché sullo schermo non apparissero rosse insanguinate ma bianche, come nel fumetto. È un effetto fantastico."

Nicotero si è compiaciuto anche nel trasformare Benicio Del Toro in Jackie Boy: "Per quanto mi ricordi, Benicio è il primo attore ad avermi mai chiesto di voler assumere ancora di più le sembianze del personaggio del libro. Benicio somiglia parecchio al personaggio già di suo, per cui abbiamo realizzato delle protesi molto sofisticate per renderlo ancora di più simile a Jackie Boy, squadrandogli il mento ed allungandogli il naso. Una volta fatto ciò, ha dovuto solo dare vita al personaggio."

Ma il colpo di grazia per Nicotero è stata le realizzazione del marcescente, diabolico Bastardo Giallo. Nicotero spiega: "Abbiamo iniziato realizzando diverse sculture della testa – basandoci sui disegni di Frank – ed elaborando i dettagli al meglio, dalle rughe sotto gli occhi, alla forma ed alla posizione di orecchie e naso. Poi abbiamo realizzato una testa posticcia per Nick Stahl, che è incollata alla sua e coperta di barba incolta."

Nicotero non si è fermato alla testa, il suoi collaboratori sono poi passati alla realizzazione di torace e addome fatti di schiuma per la scena di nudo di Bastardo Giallo: "Abbiamo creato un applicazione fatta di una specie di schiuma di lattice che Nick Stahl indossa come un gilè per ricreare l’addome abbondante e gonfio di Bastardo Giallo."

La complessità di Bastardo Giallo si è dimostrata ancora maggiore, visto che è l’unico personaggio la cui pelle compare a colori, Nicotero aggiunge: "Naturalmente il suo volto, le sue mani e perfino il suo sangue dovevano essere gialli, per cui, dopo siamo passati alle prove con ceroni diversi per ottenere esattamente il nauseante color senape del libro di Frank."

Alla fine Rodriguez ha deciso di dipingere Bastardo Giallo direttamente di blu, affinché, in fase di rielaborazione si potesse ottenere un risultato migliore e, con un cambiamento di tinta, lo si potesse far diventare giallo.

Per Stahl, il tutto ha comportato una procedura di cinque ore per trasformarsi nel suo personaggio, incluso l’incollaggio dei posticci e la colorazione con un viscoso liquido blu dalla testa ai piedi. Nicotero spiega: "Una volta truccato completamente, Nick somigliava tanto ai disegni del libro da lasciarci sorpresi."

Frank Miller riassume: "In un certo senso Greg Nicotero e i suoi maghi sono stati in grado di trasformare ogni attore in qualcosa di molto vicino ai miei disegni. E sono stati anche capaci di far lavorare bene gli attori attraverso questi volti straordinariamente deformati, conferendogli un’incredibile forza."

 

Costumi

Nina Procter, al suo quinto film con Robert Rodriguez, ha dovuto infondere ancora più vitalità a "SIN CITY" con seta, cotone e cuoio. Per la costumista, l’universo fumettistico di Miller è stato fonte di grande ispirazione: con seta, cotone e cuoio. Per la costumista, l’universo fumettistico di Miller è stato fonte di grande ispirazione: "Per quanto mi riguarda, la grande sfida è stata rendere il guardaroba, in ogni suo dettaglio, grandioso e deciso come appariva nelle storie di Miller. Volevo dare il meglio con i personaggi e avvicinarmi per quanto possibile ai disegni originali, facendo sì che gli attori fossero soddisfatti e a proprio agio."

Un’altra sfida per la Procter è stato l’uso di colori che funzionassero in un universo per gran parte in bianco e nero: "In questo film il valore dei colori era più importante dei colori in sé. Per ottenere un aspetto spettacolare dopo l’aggiunta degli effetti, ho dovuto studiare ogni costume con un obiettivo in bianco e nero. Abbiamo anche usato un alto contrasto per accentuare lo stile, come borchie d’argento e pelle nera."

Frank Miller era intrigato dalla trasformazione delle sue idee in carta e penna in tessuti veri: "Nina e il suo staff hanno fatto magie, hanno studiato a fondo i costumi da me disegnati, e devo dire che rappresentare con un pennello su un foglio di carta è una cosa, ed è ben diverso prendere un uomo o una donna in carne ed ossa e conferirgli quell’aspetto. Per cui, i costumi sono diventati un elemento molto importante per dare vita ai miei disegni."

La Procter ha trovato affascinante lavorare con gli elementi chiave del cinema noirtrench, spolverini, calze a rete e reggicalze – e simili.

Ecco alcune delle sue riflessioni sui costumi dei singoli personaggi:

Marv: "Marv indossa tre trench diversi che cambia in tutta la storia. Il primo, che è il suo cappotto, è un po’ più speciale. Ha delle spalline enormi e una mantellina che svolazza quasi come un mantello da Superman. Poi, quando il suo cappotto si strappa, ne prende uno e poi un altro ancora. Mickey Rourke somiglia a un vero soldato, indossando tutti quei cappotti pesanti che impediscono i movimenti, ma è riuscito davvero a farli funzionare."

Hartigan: "È stato magnifico lavorare con Bruce Willis e adoro il suo guardaroba. Ha indossato il suo trench ed ha detto testualmente: ‘Posso ternerlo e portarlo a casa?’. I suoi soprabiti sono disegnati con un tessuto più leggero e colori più chiari di quelli di Marv per contraddistinguerli. Sono più indossabili e si adattano al suo personaggio."

Dwight: "Volevamo renderlo un po’ ‘cowboy’, per cui veste i toni del marrone e indossa uno spolverino da fuorilegge."

Gail: "Gail è stato un personaggio molto interessante, è letteralmente ricoperta di cinture e rete, ma siamo riusciti a realizzare per lei degli abiti molto aperti, che però facevano sentire Rosario comoda. Non c’è nudo, anche se conferiamo al suo personaggio grande senso di nudità, voglio dire, i suoi stivali le coprono letteralmente tutte le gambe."

Infine la creazione più cara a Nina Procter: Nancy. "Nancy è stata la sfida più grande per me. È la sola persona pura e angelica in tutto il film, la volevamo molto sexy, senza però spingerci eccessivamente. Nel suo lavoro porta cosciali, corde e pistole, e volevo che Jessica Alba si sentisse del tutto a proprio agio nel costume, senza doverci fare caso. Alla fine, penso che in tutta Sin City sia in assoluto la più somigliante ad un angelo."

cowboy’

trench

staff

gilè

non somiglia a nient’altro realizzato prima d’ora. Nicotero aveva letto i fumetti per conto suo anni prima della collaborazione con Rodriguez, ma non avrebbe mai immaginato di doverne ricreare l’aspetto partendo da volti umani veri.

 

 

SIN CITY:

una visita di Quentin Tarantino

Inaspettatamente, la produzione di "SIN CITY" è stata omaggiata dalla visita di un altro regista di casa nel mondo pulp. Quentin Tarantino ("Kill Bill", "Jackie Brown", "Pulp Fiction"), è giunto sul set dietro invito di Robert Rodriguez per girare una lunga sequenza del film, "Un’abbuffata di morte", per il compenso di un dollaro.

Tarantino e Rodriguez hanno già collaborato in "Desperado", "Four Rooms" e "Dal tramonto all’alba". Di recente Rodriguez aveva composto le musiche di "Kill Bill 2" di Tarantino, sempre per un dollaro. Eppure, i due hanno avuto per molto tempo opinioni divergenti sul futuro del cinema, che fluttua tra pellicola e video digitale. Per segnare un punto a proprio favore, Rodriguez ha mostrato a Tarantino le scene sperimentali girate per "SIN CITY".

Tarantino racconta: "Era la prima volta che vedevo quel mondo e pensai, ‘oh mio Dio, stanno davvero realizzando i panorami della città con le conformazioni, l’illuminazione e gli angoli di ripresa, e tutte le altre cose che amo.’ Ero affascinato."

Dopo aver impressionato Tarantino, Rodriguez gli ha chiesto di trascorrere un giorno sul set in veste di "guest director": "Sapevo che Quentin avrebbe sostenuto il progetto ed ho pensato che sarebbe stata una magnifica occasione per lui venire ai Troublemaker Studios e vedere come funzionava con gli attori in un regno digitale. In più, le riprese sono state molto veloci, per cui, averlo per un giorno, è stato come averlo per una settimana. Abbiamo fatto molto."

Anche Frank Miller era entusiasta: "È stato affascinante lavorare con Quentin perché il suo stile è molto diverso da quello di Robert. Tutti e tre condividiamo la sensibilità nei confronti della cultura pop ed un macabro senso dello humour, per cui è stato un bel connubio. Eravamo come tre ragazzini su una casa sull’albero che fanno gli stupidi."

Concludendo, Tarantino ha diretto da sequenza di "Un’abbuffata di morte" in cui Dwight e Jackie Boy guidano sotto la pioggia mentre Dwight è convinto di parlare con il Jackie Boy morto. Come racconta Rodriguez, Tarantino ha avuto carta bianca: "Volevamo che Quentin lasciasse il suo marchio nella sequenza. Sapevo che avrebbe fatto qualcosa di emblematico, ed era tanto preparato da far sentire me e Frank dei fannulloni. Aveva una lista delle inquadrature della ripresa, aveva pronta un’idea per lasciare un segno distintivo ed ha fatto pronunciare a Clive Owen il suo discorso fuori campo durante la scena. (Clive si è dovuto assentare 5 minuti per memorizzare il suo monologo, che non pensava di dover registrare in quel momento. Ha lasciato di stucco Quentin tornando sul set e dicendo: ‘Credo di esserci.’ Clive è stato perfetto.)."

Per gli attori, l’improvviso avvicendamento dei registi è stato intrigante. Benicio Del Toro racconta: "Secondo me Robert e Quentin sono al momento tra i registi più interessanti del pianeta e per Clive e me trovarceli improvvisamente seduti di fronte insieme è stato incredibile. La cosa avrebbe potuto creare disorientamento, invece ha funzionato molto bene."

Clive Owen aggiunge: "Era molto insolito che la scena fosse girata da un altro regista ma quando ho visto Quentin, Robert e Frank insieme, tutto mi è sembrato chiaro, tutti e tre miravano allo stesso risultato a modo loro e l’insieme è diventato omogeneo e naturale."

Nel frattempo, Tarantino ammette i meriti del digitale: "Robert non avrebbe potuto scegliere una scena migliore per illustrare i vantaggi del cinema digitale. C’è la pioggia che cade copiosa sulla macchina, una tonnellata d’acqua che si abbatte sulla macchina, e vuoi che ogni goccia sia illuminata, proprio come è stata disegnata. Mi sono reso conto che, se lo avessi realizzato su pellicola, ci sarebbe voluta un’eternità e il suono si sarebbe guastato. Invece di restare aggrappati alla perfezione, ci siamo concentrati completamente sulle performance. È stato molto divertente."

Tuttavia, nonostante il successo della loro collaborazione in "SIN CITY", Rodriguez mira ad un prossimo incontro ancora più consistente: , Rodriguez mira ad un prossimo incontro ancora più consistente: "La prossima volta che lavoriamo insieme, il prezzo raddoppia", proclama, , proclama, "d’ora in poi saranno due dollari!"

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